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Conferenza stampa questa mattina a Pescara del gruppo consiliare di Forza Italia, alla presenza dell'onorevole Fabrizio Di Stefano, sul referendum contro le trivelle. Secondo i consiglieri Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri la Regione Abruzzo, rinunciando alla consultazione referendaria, ha scelto la linea del Governo Renzi. "Quando la Regione si costituisce in giudizio – spiega il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo - lo fa sulla base di atti giuridicamente validi, ma sull'atto che chiede la cessazione dell'oggetto del contendere e per il quale contesteremo i costi sostenuti, non c'è scritto nulla, per cui è da ritenersi illegittimo. Poi hanno tentato di coprirlo con una riunione di maggioranza, alla quale però non c'erano tutti". "Quella perpetrata da D'Alfonso è una vera e propria scortesia istituzionale nei confronti delle altre Regioni – rimarca il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri – che hanno deciso di ricorrere in Cassazione contro la decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato ammissibile un solo referendum su sei. L'Abruzzo ha compiuto una giravolta a 360 gradi e invece di essere solidale con le altre Regioni si schiera di fatto con il Governo nazionale". Concludendo la conferenza stampa, il capogruppo Lorenzo Sospiri annuncia che:"domani se ne parlerà in Conferenza Capigruppo, perché quel documento postumo con le firme dei Consiglieri di maggioranza rappresenta un atto gravissimo. Devono venire in Aula per prendere una posizione ufficiale e presentare una proposta e poi voglio vedere chi la voterà. Vogliamo che gli abruzzesi sappiano cosa sta accadendo e si rendano conto dell'atteggiamento schizofrenico del centrosinistra".

Quando si saluta l'anno vecchio e si dà il benvenuto al nuovo, i bilanci e i consuntivi sono una tradizione, un rituale al quale non si è sottratto nemmeno l'onorevole di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, che ha puntato l'accento sui fatti più importanti che hanno caratterizzato la vita dell'Abruzzo e della provincia di Chieti in particolare. Da Ombrina alla sanità, con particolare riferimento all'ospedale di Lanciano, dai trasporti alle prossime amministrative. E rispetto a questo ultimo punto ha ribadito con fermezza la necessità di andare uniti alla prossima competizione elettorale e considerato, ha detto, che le riunioni, non poche, che ci sono state finora non hanno prodotto alcun risultato concreto, le primarie sarebbero lo strumento ideale per cercare di ricompattare il partito. “A Vasto hanno compreso che la strada da seguire è questa, tra poco comincerà la raccolta di firme e a marzo si voterà per scegliere il candidato – ha sottolineato Di Stefano – a Lanciano, invece, ci sono ancora incertezze, ma entro gennaio bisognerà decidere se non si vuole dare altro vantaggio al centro sinistra, il cui sindaco uscente si è detto proprio disponibile alle primarie. Il centro destra dove va unito vince, ma è destinato a una sconfitta certa se ci saranno divisioni e fratture. L'obiettivo è vincere e chi non lavorerà per raggiungere questo risultato si assumerà la responsabilità di un eventuale fallimento”. Non si pronuncia sui nomi, non ne fa nessuno, ma è certo che anche il parlamentare ha una sua idea in proposito che per ora preferisce non dire. “Se mi verrà chiesto, esprimerò il mio parere”.  Ribadisce l'importanza che la scelta del candidato sindaco dovrebbe partire dal basso e soprattutto essere condivisa e le primarie, per quanto mai particolarmente amate dal centro destra sarebbero, in questa situazione piuttosto nebulosa, la soluzione migliore. Nei prossimi giorni si saprà se le indicazioni dell'onorevole di Forza Italia ed esponente di spicco del partito, produrranno gli effetti sperati. Di Stefano ha poi criticato l'operato del Governo regionale e non solo su alcune importanti questioni. “La sanità abruzzese continua a premiare le cliniche private, consentendo speculazioni e sono proprio le speculazioni che condanno. Non ho nulla contro l'aiuto a privati se questo però non toglie al pubblico – ha rimarcato – i servizi sono scadenti e rispetto all'ospedale di Lanciano vorrei ricordare che Pupillo incentrò la sua campagna elettorale proprio sul Renzetti e sulla necessità che rimanesse al centro della città. Credo che non contino i chilometri che uno deve fare, ma la qualità, l'efficienza, la professionalità”. E su Ombrina ha ricordato il suo emendamento (il divieto di estrazione a 12 miglia dalla costa) “che il Governo ha bocciato e poi ha fatto proprio, comunque quella di Ombrina è la vittoria del popolo abruzzese”. E considerate le ultimissime notizie l'auspicio è che questa vittoria non venga cancellata. (p.d.f.)

"Il fatto non sussiste". E' la formula con cui il tribunale collegiale di Pescara (presidente il giudice Angelo Zaccagnini) ha assolto il deputato Fabrizio Di Stefano, l'ex assessore regionale Lanfranco Venturoni e l'imprenditore Rodolfo Di Zio, patron della Deco. Erano accusati, a vario titolo, di corruzione, istigazione alla corruzione, abuso d’ufficio, peculato, turbativa d’asta e millantato credito. La vicenda è quella legata all'inchiesta del 2008 sulla realizzazione di un impianto di bioessicazione a Teramo. Nello stesso processo è stato assolto anche l'ex amministratore delegato della società Teramo Ambiente Vittorio Cardarella. I pm Gennaro Varone e Anna Rita Mantini, avevano chiesto la condanna a 5 anni di reclusione per Venturoni e Di Zio, un anno e sei mesi per Di Stefano.  Il deputato forzista aveva chiesto al ricusazione del giudice Francesco Marino, componente del collegio giudicante, ma l'istanza era stata respinta dalla Corte d’Appello dell’Aquila.

"Plaudiamo alla maturità e allo spessore del centrodestra vastese, che testimonia la capacità di una classe politica di cogliere il sentimento dei propri elettori, individuando uno strumento che faccia sintesi all'interno del centrodestra e che sia podromico per una quanto mai auspicabile vittoria finale". E' quanto comunicano in una nota il deputato Fabrizio Di Stefano e il Presidente della Commissione regionale Vigilanza in Regione Abruzzo, Mauro Febbo in relazione alla decisione del centrodestra vastese di ricorrere allo strumento delle primarie per scegliere il candidato per le prossime amministrative 2016. "Auspichiamo che lo stesso metodo, qualora non si riuscisse a trovare compattezza, venisse adottato anche a Lanciano- prosegue la nota - dove anche qui, il centrodestra possiede una pluralità di candidature, tutte valide e tutte assolutamente competitive. L'unità del centrodestra è indispensabile per la vittoria, ed in mancanza di una scelta unitaria, lo strumento delle primarie, lo diciamo da tempo, rappresenta sicuramente un mezzo efficace per raggiungere l'obiettivo. Auspichiamo inoltre che lo stesso metodo  venga utilizzato anche per Francavilla, a meno che il Commissario Provinciale di Forza Italia, Daniele D'Amario, in virtù del suo ruolo, non decida, così come ci auguriamo, di assumersi direttamente lui l'onere della sfida al sindaco uscente.  La sua figura, infatti, per i ruoli ricoperti, ed i risultati già conseguiti- concludono Di Stefano e Febbo- sicuramente farebbe convergere su di lui tutte le altre eventuali disponibilità. Qualora invece ciò non dovesse accadere, appare inevitabile anche per Francavilla, individuare il metodo delle primarie, utile non solo per scegliere il miglior candidato possibile, ma anche per lanciare una lunga campagna elettorale verso l'appuntamento di primavera" .

Non ha avuto gli effetti sperati l'incontro - convocato dal coordinatore provinciale di Forza Italia Daniele D'Amario, su incarico del coordinatore regionale Nazario Pagano - tra Filippo Paolini e Manlio D'Ortona, che avrebbe dovuto trovare un accordo tra i due contendenti "azzurri" alla candidatura a sindaco di Lanciano, in occasione delle amministrative della prossima primavera. Sia Paolini che D'Ortona pare non abbiano nessuna intenzione di fare un passo indietro e attendono, dunque, l'investitura del partito. Una bella gatta da pelare per Pagano, stretto tra l'esigenza di presentare un candidato sindaco espressione diretta di Forza Italia in un Comune strategico come Lanciano per il centrodestra, e le divisioni locali del partito, con gli ex An vicini a Mauro Febbo che invece vorrebbero le primarie. La domanda, però, che circola con insistenza da settimane - dopo l'iniziativa alle Gemelle di fine agosto, diventata celebre per l'uscita di Antonio Razzi sul navigatore satellitare - è una sola: ma chi rappresenta e coordina Forza Italia nel capoluogo frentano? Chi sono i referenti locali? Esiste una struttura cittadina a cui i simpatizzanti possono rivolgersi? Quale ruolo ha il gruppo di lavoro di Luciana Di Castelnuovo? Interrogativi che mettono in luce la debolezza degli azzurri in un Comune dove per quasi vent'anni il centrodestra, e Forza Italia in particolare, ha sempre avuto un bacino elettorale di tutto rispetto. E la dimostrazione del caos che regna nel principale partito di opposizione è rappresentata anche dall'immobilismo in vista delle Comunali 2016: nel centrodestra "pescano" sia Tonia Paolucci, che l'Udc, che ha già annunciato di volersi presentare con un proprio candidato alla carica di primo cittadino, che sarà quasi certamente Errico D'Amico. E se Paolini dovesse - come si sussurra e come anticipato qualche giorno fa da VideoCittà - decidere di convergere proprio su di lui, Forza Italia perderebbe un altro esponente di rilievo. Nell'ormai famoso incontro alle Gemelle, il deputato Fabrizio Di Stefano disse chiaramente che il candidato sindaco va individuato a Lanciano e dalla base lancianese: una sorta di passo indietro per lasciare libertà di scelta ai rappresentanti locali. L'unico dubbio resta sempre lo stesso: oggi, chi sono questi rappresentanti?

Nessun tentennamento, l'on. Fabrizio Di Stefano ha annunciato nel corso di una conferenza stampa che depositerà un esposto sulla perimetrazione del Parco nazionale della Costa dei Trabocchi, al posto di polizia giudiziaria della Camera. Già in altre occasioni il parlamentare di Forza Italia aveva sollevato molto più di una perplessità in merito ai criteri adottati dal Commissario Pino De Dominicis per definire il perimetro dei terreni che dovrebbero essere sottoposti a vincolo. Più volte aveva chiesto chiarimenti in proposito e proprio il silenzio da parte di chi dovrebbe spiegare lo ha convinto a ritornare sull'argomento, chiedendo stavolta che ad indagare sia la Magistratura. Vuole che si faccia chiarezza su alcuni aspetti della perimetrazione che definisce anomali e che si riferiscono ad alcuni tratti così come risultano dalle cartografie ufficiali. “A Vasto per esempio un'area nota come il Parco dei Limoni e un'altra, quella di Montevecchio che rappresentano zone di interesse naturalistico non risultano inserite – ha sottolineato Di Stefano mostrando il tracciato che lui chiama a pettine e che in effetti evidenzia un percorso piuttosto ballerino – bisognerebbe controllare i dati catastali perché se da una parte i terreni inseriti nel parco perdono l'edificabilità, dall'altra quelli vicini ma esterni acquistano un grande valore, aumentando addirittura quello precedente. E' importante perciò sapere con quali criteri alcuni terreni sono stati inseriti ed altri no”. Gli esempi più vistosi, secondo l'esponente di Forza Italia, sono stati evidenziati a Vasto e a Ortona.”Nel parco sono stati inseriti un ospedale, un porto e diverse aree produttive mentre sono rimasti fuori terreni con una spiccata valenza naturalistica e paesaggistica. Come mai?”. Una domanda che apre a molte considerazioni e getta più di un'ombra sul lavoro che si sta facendo soprattutto se è vero come sostiene Di Stefano che il Commissario pur essendo stato più volte interpellato non ha mai dato risposte. “Le nostre richieste sono cadute sistematicamente nel vuoto – ha ribadito l'onorevole – e a questo silenzio si sono aggiunti anche alcuni articoli comparsi nei giorni scorsi sul web, quindi alla luce di tutto questo credo debba essere la magistratura a verificare e valutare se ci sia stata o no una caratterizzazione scientifica di questa perimetrazione e se questa  abbia danneggiato o avvantaggiato qualcuno tra gli interessati”. La storia del nascituro Parco nazionale della Costa dei Trabocchi continua ed è destinata ad ulteriori sviluppi.