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VAL DI SANGRO - Sarà terminato nel 2017 l’ampliamento della piastra logistica intermodale di Saletti nella zona industriale della Val di Sangro. Il progetto preliminare, inserito nello schema finale del Masterplan per l’Abruzzo con uno stanziamento di 5 milioni e mezzo di euro, diventerà definitivo entro la fine dell’anno e verrà realizzato nel secondo semestre del 2017, implementando l’asset del trasporto merci in regione.

All’indomani della firma del Masterplan, soddisfazione è stata espressa anche dal ministro Graziano Delrio che ha sottolineato come l’intermodalità sia la strada giusta per aumentare la cooperazione tra l’Italia ed i Paesi europei.

“Siamo molto felici - ha dichiarato il ministro - che la Regione Abruzzo, con la società di trasporto Tua, abbia seguito l’indirizzo del ministero per la cura del ferro e quindi lo spostamento delle merci sempre più su rotaia e via mare. Il lavoro che si sta facendo in Abruzzo è di straordinaria importanza. La collocazione geografica della regione a livello ferroviario – ha concluso il ministro delle Infrastrutture – favorirà un complessivo sviluppo economico diminuendo le emissioni inquinanti”.
A beneficiarne saranno non solo Sevel ed il suo indotto, ma l’intero comparto automotive abruzzese, grazie ad un incremento esponenziale del volume di traffico, ad una conseguente riduzione dei costi per il trasporto e ad una diminuzione dei tempi di percorrenza.

“La piastra logistica di Saletti - ha dichiarato Giovanni Di Vito, consigliere TUA con delega alla ferrovia - rappresenta un’infrastruttura strategica al servizio della Val di Sangro e della Sevel che consentirà di implementare la capacità di smistamento delle merci sulla rete nazionale e dunque verso l’Europa. L’infrastruttura - ha spiegato Di Vito - prevede la realizzazione di un piazzale ferroviario dotato di 4 binari di 750 metri di lunghezza e 3 binari di 350 metri, infrastrutture dedicate alla logistica per la movimentazione di merci, quali ad esempio capannoni di stoccaggio, piani di caricamento, uffici e zone dedicate alla manutenzione. Infrastrutture - ha concluso il consigliere - che favoriranno la piena intermodalità della Val di Sangro, ovvero l’integrazione strada-rotaia, in linea con gli attuali standard europei”.

Uno dei  maggiori vantaggi dell’opera sarà quello di poter effettuare il cosiddetto trasporto combinato accompagnato, ovvero trasbordare i mezzi stradali direttamente sul treno.

“L’opera - ha affermato il responsabile dell’infrastruttura ferroviaria di Tua, Florindo Fedele - permetterà di incrementare la lunghezza dei convogli ferroviari, attualmente movimentati per ciascun viaggio e di caricare direttamente i TIR sul treno con una pedana che si sposterà longitudinalmente rispetto al senso del binario.  Allo stato attuale - ha spiegato Fedele - ogni treno merci movimenta 15 carri, ognuno dei quali trasporta 4 furgoni. A configurazione ultimata - ha concluso - il volume di traffico aumenterà del 33 per cento con un incremento di 200 unità di merce trasportata ogni giorno”.

E' stato un lunedì da dimenticare per i pendolari che stamattina da Lanciano hanno dovuto utilizzare il treno per raggiungere Pescara. Proprio oggi, infatti, sono entrate in vigore le nuove prescrizioni di Rfi, che hanno imposto una forte riduzione della velocità sulla linea della Sangritana, tra le stazioni di Lanciano e San Vito-Lanciano. Limitazioni che hanno obbligato l'azienda di trasporto anche a modificare gli orari di partenza dei convogli dallo scalo di via Bergamo, anticipando alle 6.44 la partenza del treno che normalmente partiva alle 6.53, e alle 7.44 quello in partenza alle 7.49. In tanti, nonostante gli avvisi affissi ovunque da alcuni giorni, e gli articoli di stampa (comparsi e ricondivisi sui social), non erano a conoscenza del cambio di orario e il risultato è stato che in tanti (soprattutto studenti) hanno perso il treno. Ma la vera sorpresa è stata (per i pendolari partiti alle 6.44), la velocità con cui il convoglio procedeva verso San Vito: i display luminosi a bordo indicavano 48 km/h, più o meno la metà a cui erano abituati a viaggiare. Alle 7 il Lupetto è arrivato a San Vito (16 minuti per percorrere 9 chilometri, un record...negativo, ovviamente), da cui è ripartito 5 minuti per Pescara, riprendendo la normale velocità di crociera. E' andata molto peggio a chi ha preso il treno dopo, quello delle 7.44. Per una serie di disguidi tecnici, infatti, è partito con quasi 30 minuti di ritardo; ha impiegato il quarto d'ora (prescritto da Rfi) per andare verso San Vito ed è arrivato a destinazione, a Pescara, intorno alle 9.10, con quasi 40 minuti di ritardo. "Non riusciamo a capire perché le nuove norme di sicurezza, che ci è stato detto, sono state introdotte dopo il disastro ferroviario in Puglia della scorsa estate - commenta una pendolare - siano state estese anche a questa linea, su cui tutti sanno viaggia un solo treno alla volta, anche perché Lanciano è una stazione capolinea, dove i binari terminano". La domanda più ricorrente è però legata alla speranza che si tratti di prescrizioni temporanee, non definitive. "Perché altrimenti - aggiunge un dipendente di Tua/Sangritana - i milioni di euro, investiti pochi anni fa su questa linea per tagliare i tempi di percorrenza e avvicinare Lanciano alla costa, saranno stati completamente inutili. A questo punto sarebbe potuta rimanere in esercizio anche la linea storica: i tempi di viaggio, più o meno, erano gli stessi, ma almeno la stazione di Lanciano era in pieno centro e dal punto di vista paesaggistico e del panorama, il viaggio sarebbe stato senza dubbio più piacevole".  

Da lunedì 16 ottobre scatta la rivoluzione nei collegamenti ferroviari tra Lanciano e San Vito, e di conseguenza con Pescara, che vedranno i tempi di percorrenza allungarsi. Questa volta la colpa non è da imputare a Tua/Sangritana, ma ad alcune disposizioni imposte dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, che estendono  agli operatori ferroviari delle reti regionali, le norme già in vigore sulla rete nazionale. Provvedimenti che non riguardano solo l'Abruzzo, ma oltre 3700 chilometri di reti ferroviarie "secondarie" in tutta Italia.
I più penalizzati dall'entrata in vigore delle nuove norme sono i pendolari, studenti e lavoratori, che da Lanciano utilizzano il treno per recarsi a Pescara. Le due corse a maggior affluenza, quelle che finora partivano dalla stazione di via Bergamo alle 6.53 e alle 7.49, saranno infatti anticipate alle 6.44 e alle 7.44. Una differenza di pochi minuti, certo, ma che però ha il sapore della beffa. Perché con i nuovi orari non si arriverà a Pescara in anticipo, ma allo stesso orario di prima. Il motivo è legato alle limitazioni di velocità imposte dall'Agenzia per la Sicurezza sulla tratta Lanciano-San Vito Marina. Finora, per percorrere i circa 10 chilometri, il treno impiegava tra i 7 e gli 8 minuti. Ora ne impiegherà ben 13, quasi il doppio. Serviranno poi altri 8 minuti di sosta alla stazione di San Vito-Lanciano (quella delle Fs) per chiedere l'autorizzazione, ancora telefonicamente, al passaggio dalla rete Sangritana a quella di Rfi. E solo allora il convoglio potrà partire per Pescara, rispettando il solito orario. Gli unici penalizzati, dunque, sono i pendolari lancianesi, perché per chi sale a San Vito o a Ortona, non cambia assolutamente nulla. Qualcuno forse dirà che in fondo si tratta solo di qualche minuto in più, ma il punto è che tutto l'allungamento dei tempi si concentra sui 10 chilometri della rete Sangritana, che viene fortemente penalizzata. A quel punto in tanti sceglieranno di recarsi direttamente in macchina alla stazione di San Vito, con buona pace non solo del maggiore traffico e inquinamento, ma anche e soprattutto per le finanze della Tua, che potrebbe vedersi non rinnovati un bel po' di abbonamenti (che vengono acquistati a parte per la Lanciano-San Vito, in aggiunta a quelli San Vito-Pescara) sulla tratta di sua competenza.
E non finisce qui, perché alcuni treni (sempre tra Lanciano e San Vito) saranno sostituiti da autobus.

L'appuntamento è per domani pomeriggio all'Aquila, in occasione della seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata all'esame della situazione del settore dei trasporti abruzzesi. Fuori dall'Emiciclo la Filt-Cgil ha organizzato un presidio dei lavoratori di Tua, la società unica di trasporto regionale (il cui capitale è interamente detenuto dalla Regione), per sensibilizzare la classe politica su quelle che vengono definite "forti criticità". Il sindacato - in vista anche dello sciopero regionale del trasporto locale fissato per il prossimo 13 maggio - ha anche inviato una lettera aperta ai consiglieri regionali, accompagnata anche da una richiesta di audzione in conferenza dei capigruppo, che è stata inviata al presidente dell'assemblea Giuseppe Di Pangrazio. La situazione all'interno di Tua, dunque, resta molto tesa, mentre a Lanciano diversi dipendenti dell'ormai ex Sangritana - a sua volta confluita nella nuova società - denunciano quello che viene definito un vero e proprio smantellamento della vecchia azienda, con lo spostamento di tutti i centri decisionali a Chieti. "Ormai - racconta un dipendente, che per ovvie ragioni preferisce rimanere anonimo - anche per sostituire un autobus in avaria bisogna rivolgersi alla direzione di Tua, con un notevole allungamento dei tempi e con i relativi disservizi per l'utenza". Gli stessi dipendenti segnalano anche la decisione dei vertici aziendali di trasferire tutto il personale ancora a Lanciano, nelle palazzine della stazione storica. Il timore è che la società unica voglia mettere in vendita la palazzina di via Dalmazia, dagli anni Novanta sede della direzione generale della Sangritana, probabilmente per fare cassa, ammesso che ci sia qualcuno disposto ad acquistarla. "E la politica che fine ha fatto - si chiedono ancora alcuni dipendenti - dove sono finiti tutti quelli che si stracciavano le vesti quando la Sangritana veniva accorpata a Tua? Oggi tacciono, mentre qui sta andando tutto a rotoli, come denunciano anche molti nostri passeggeri".  
 

Sono 15 le ditte, di cui 7 provenienti da fuori regione, che hanno partecipato al bando di gara della Provincia di Chieti per la realizzazione della "Via Verde della Costa dei Trabocchi", la pista ciclabile che sorgerà sull'ex tracciato della Ferrovia Adriatica, tra Ortona e Vasto. Le buste sono state aperte da qualche giorno e sono in corso le verifiche per individuare chi si aggiudicherà l’appalto. La ditta vincitrice avrà 40 giorni di tempo per la redazione del progetto esecutivo e un massimo di altri 845 giorni per l’esecuzione dei lavori. Il tutto per un investimento complessivo di circa 10 milioni di euro. “Procederemo a buon passo, rispettando le scadenze del bando - sottolinea il Presidente della Provincia Mario Pupillo- è un progetto importante su cui il territorio regionale fa affidamento e il nostro impegno è quello di vederlo realizzato in due anni dall’apertura del cantiere”.