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Qualche dubbio inizia ad essere una certezza. Marina Angrilli, la moglie di Fausto Filippone, non è caduta accidentalmente dal balcone della casa di Pescara ma è stata spinta di sotto, molto probabilmente dall’uomo. Il marito, domenica alle 12 era lì con lei. Sulla sua presenza non ci sono dubbi. Un medico che abita in quel condominio, Giuliano Salvio, lo ha visto che camminava nervosamente vicino al corpo della moglie che dava ancora segni di vita. Era nervoso, ha raccontato Salvio a la trasmissione La vita in diretta, camminava avanti e indietro, gli ho chiesto se conosceva la donna e lui mi ha detto che era la moglie. Poi è arrivata l’ambulanza, lui ha detto che andava a cercare un documento, si è allontanato, ha seguito anche i soccorsi per un breve tratto ma poi ha deciso di andare, e lo dimostrano i racconti della famiglia della moglie, a prendere Ludovica. Alle 13 era già su quel maledetto viadotto, seduto sul bordo, ha spinto la bambina, lo hanno visto in tanti, un volo di 40 metri che ha ucciso Ludovica sul colpo, lo ha confermato l’esame autoptico eseguito dal medico legale Cristin D’Ovidio, e poi 7 ore di follia. “Non vi avvicinate alla bambina altrimenti mi butto, urlava, le immagini del tutto iniziano a circolare ovunque, arriva la gente a curiosare, lui chiede della sorella che per non può avvicinarsi, arriva lo psicologo che cerca di convincerlo ma nulla.

Mi sono trovato un muro di fronte, dichiara Massimo Di Giannantonio, lo psicologo, in 7 ore non sono mai riuscito ad incrociare lo sguardo di Filippone. Aveva deciso che la sua vita era finita 15 mesi prima, la morte dell’amata madre lo aveva forse convinto che la sua esistenza non aveva più senso, la sua, ma perché uccidere?

Il movente è quello che manca a questa storia assurda, una ragione seppur incomprensibile che possa far capire cosa sia passato nella mente di quell’uomo che gridava di amare la figlia, che chiedeva come stava la moglie e che alla fine ha staccato le mani dalla rete, appena accortosi dell’operazione di salvataggio dei vigili del fuoco sotto i suoi piedi, per raggiungere le sue donne.

Gli uomini della squadra Mobile di Chieti, diretti da Miriam D’Anastasio e coordinati dal pm Lucia Anna Campo, stanno lavorando anche per capire di più e con la convinzione, forse la sola, che non si tratta di problemi psichici, almeno documentati, nè tantomeno economici.

Prelevati anche campioni organici per accertare se tutti e tre avessero ingerite sostanze che abbiano reso la fine meno “lucida”.(C.Lab.)

 

Le prime voci iniziano a circolare intorno alle 13,30. Un uomo minaccia di gettarsi dal viadotto Alento dell’autostrada a 14 nel territorio di Francavilla. Poi l’informazione più tragica, quella che nessuno vorrebbe mai sentire, sotto di lui , che urla di non avvicinarsi, una bambina, scarpette da tennis bianche e pantaloni gialli. E’  la figlia, è Ludovica, 10 anni, non si muove. Testimoni raccontano che è stato proprio lui, Fausto Filippone 49 anni dirigente della Brioni, l’azienda di moda, ad averla buttata giù, portandola per mano, fino a quel punto.

Nessuno può constatare  il decesso della piccola, un volo di 40 metri non lascia scampo, l’immagine di quel corpicino è straziante. Nel frattempo viene fuori una seconda verità. Una donna, Marina Angrilli insegnate di lettere di 51 anni, sta lottando contro la morte in ospedale a Chieti, poco prima è precipitata da un appartamento a Chieti Scalo. La donna è la moglie di Filippone, in quella casa non vivono, l’affittano agli studenti, loro abitano a Pescara ma non è chiaro perché in tarda mattinata era li. Qualcuno racconta di urla ma nessuno ha visto la donna precipitare. Dopo poche ore anche Marina muore, in ospedale era arrivato anche il marito, non si sa se con la le piccola ed aveva fornito false generalità.

L’autostrada viene chiusa, arriva la polizia, arriva il mediatore arriva anche la sorella che cerca di convincerlo la lui resta li, passano le ore ma lui rimane attaccato alla rete di recinsione del viadotto.

 Urla, chiede scusa a tutti e continua a dire di non avvicinarsi alla bambina. Sembra che intorno alle 19 abbia lanciato alle forze dell’ordine un bigliettino di cui non si conosce il contenuto. Intanto sui social iniziano a circolare i video, le foto ed anche le sentenze di tanti.

Arrivano, le persone, fin sotto il viadotto, portano anche i bambini, un turismo dell’orrore, un tentantivo, assurdo, di essere protagonisti della più immane delle tragedie. Nel frattempo la corsia opposta dell’autostrda deve essere chiusa, i curiosi hanno provocato un grosso tamponamento. Le ore passano, i vigili del fuoco stanno gonfiando una struttura che possa attutire l’impatto di Filippone, lui si accorge dell’operazione in corso ed urla: “togliete quell’affare, non gonfiatelo!”…pochi attimi e si lascia andare, di spalle, verso la morte.

 

 

 

"Plaudiamo alla maturità e allo spessore del centrodestra vastese, che testimonia la capacità di una classe politica di cogliere il sentimento dei propri elettori, individuando uno strumento che faccia sintesi all'interno del centrodestra e che sia podromico per una quanto mai auspicabile vittoria finale". E' quanto comunicano in una nota il deputato Fabrizio Di Stefano e il Presidente della Commissione regionale Vigilanza in Regione Abruzzo, Mauro Febbo in relazione alla decisione del centrodestra vastese di ricorrere allo strumento delle primarie per scegliere il candidato per le prossime amministrative 2016. "Auspichiamo che lo stesso metodo, qualora non si riuscisse a trovare compattezza, venisse adottato anche a Lanciano- prosegue la nota - dove anche qui, il centrodestra possiede una pluralità di candidature, tutte valide e tutte assolutamente competitive. L'unità del centrodestra è indispensabile per la vittoria, ed in mancanza di una scelta unitaria, lo strumento delle primarie, lo diciamo da tempo, rappresenta sicuramente un mezzo efficace per raggiungere l'obiettivo. Auspichiamo inoltre che lo stesso metodo  venga utilizzato anche per Francavilla, a meno che il Commissario Provinciale di Forza Italia, Daniele D'Amario, in virtù del suo ruolo, non decida, così come ci auguriamo, di assumersi direttamente lui l'onere della sfida al sindaco uscente.  La sua figura, infatti, per i ruoli ricoperti, ed i risultati già conseguiti- concludono Di Stefano e Febbo- sicuramente farebbe convergere su di lui tutte le altre eventuali disponibilità. Qualora invece ciò non dovesse accadere, appare inevitabile anche per Francavilla, individuare il metodo delle primarie, utile non solo per scegliere il miglior candidato possibile, ma anche per lanciare una lunga campagna elettorale verso l'appuntamento di primavera" .