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“Alle parole devono seguire i fatti e da socio, prima ancora che da amministratore, cercherò di percorrere ogni via possibile per salvare l’associazione “Amici della Musica” ed i 45 anni di storia dell’Estate Musicale Frentana”. E’ il commento del candidato sindaco Errico D’Amico, a seguito dell’incontro da lui concordato, tra il presidente Omar Crocetti ed il sottosegretario alla Cultura Dorina Bianchi. La Bianchi era in Abruzzo e quindi D'Amico ha colto l’occasione per farle conoscere la grave situazione che affligge l’associazione ormai da troppo tempo. "La nostra è una vera eccellenza abruzzese, unica nel suo genere nel campo della formazione orchestrale periodale - ha spiegato alla Bianchi il presidente Crocetti - e a causa di una visione miope da parte della Regione Abruzzo, il nostro fiore all’occhiello in campo musicale e didattico rischia di chiudere i battenti". Ed è stato grande l’interesse del viceministro che ha concordato con il presidente Crocetti un nuovo incontro per provare a trovare insieme soluzioni alternative che possano garantire un futuro all’istituzione frentana. “Sono davvero felice di essere riuscito a far entrare in contatto il presidente Crocetti con l’onorevole Bianchi. - commenta D’Amico - In queste situazioni è necessario mettere in campo tutte le forze possibili per garantire un futuro alla Cultura ed alla Tradizione di Lanciano ed è proprio quello che, nel mio piccolo, sto cercando di portare avanti”.

La Regione Abruzzo, rappresentata dal Sottosegretario con delega all'Ambiente Mario Mazzocca nell'ambito della conferenza delle Regioni, ha confermato il proprio parere negativo sul Decreto inceneritori, parere già formulato in sede di Commissione Ambiente lo scorso mese di settembre. Lo schema prevede l'insediamento di un inceneritore sul territorio regionale abruzzese. All'ordine del giorno della Conferenza vi era il parere sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Ambiente, su "Individuazione della capacità complessiva di trattamento degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili in esercizio o autorizzati a livello nazionale", meglio noto come 'Decreto Inceneritori'. "Il decreto - interviene il Sottosegretario Mazzocca - contiene la previsione localizzativa di un "Impianto di incenerimento di rifiuti urbani e assimilabili" proprio in Abruzzo; abbiamo dissentito dalle valutazioni effettuate dal Governo, generate dall'esame di dati tecnici non perfettamente allineati con quelli a nostra disposizione, soprattutto poiché riteniamo non adeguatamente considerate le particolari ed intrinseche condizioni del nostro territorio regionale, sia sotto il profilo geomorfologico che microclimatico, che lo rendono pressocché unico nel panorama nazionale. Inoltre, l'atto di indirizzo finalizzato alla compiuta definizione del nostro 'Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti' non prevede la realizzazione in Abruzzo di inceneritori o termovalorizzatori di sorta. Si sono espressi negativamente anche le regioni Molise, Marche, Umbria e Lombardia". Gli impianti di incenerimento di rifiuti urbani e la loro capacità complessiva di trattamento sono stati al centro di una serrata discussione. Il Presidente Stefano Bonaccini, a tal riguardo, ha riferito sul parere favorevole a maggioranza di 15 Regioni, per altro condizionato all'accoglimento di emendamenti ed osservazioni ed ha comunicato il parere negativo delle restanti 5 regioni fra cui l'Abruzzo ed ha ribadito la richiesta dell'istituzione di una 'Cabina di Regia' già in precedenza chiesta dalle Regioni. Il Ministero, quindi, ha ribadito il proprio pronunciamento circa il semplice e parziale accoglimento di alcuni emendamenti; per tali osservazioni il Ministero si è già espresso, così come sulla cabina di Regia, sulla quale lo stesso Ministro Galletti, nello scorso mese di dicembre, l'aveva accolta ma solo in fase di attuazione del DPCM. Ricordando al contempo che attualmente sono 15 le Regioni che hanno reso sì parere favorevole ma decisamente condizionato. E' intervenuto anche il sottosegretario Bressa che ha proposto di rinviare il punto ad una Conferenza Straordinaria che si terrà probabilmente il 29 Gennaio prossimo.

Conferenza stampa questa mattina a Pescara del gruppo consiliare di Forza Italia, alla presenza dell'onorevole Fabrizio Di Stefano, sul referendum contro le trivelle. Secondo i consiglieri Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri la Regione Abruzzo, rinunciando alla consultazione referendaria, ha scelto la linea del Governo Renzi. "Quando la Regione si costituisce in giudizio – spiega il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo - lo fa sulla base di atti giuridicamente validi, ma sull'atto che chiede la cessazione dell'oggetto del contendere e per il quale contesteremo i costi sostenuti, non c'è scritto nulla, per cui è da ritenersi illegittimo. Poi hanno tentato di coprirlo con una riunione di maggioranza, alla quale però non c'erano tutti". "Quella perpetrata da D'Alfonso è una vera e propria scortesia istituzionale nei confronti delle altre Regioni – rimarca il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri – che hanno deciso di ricorrere in Cassazione contro la decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato ammissibile un solo referendum su sei. L'Abruzzo ha compiuto una giravolta a 360 gradi e invece di essere solidale con le altre Regioni si schiera di fatto con il Governo nazionale". Concludendo la conferenza stampa, il capogruppo Lorenzo Sospiri annuncia che:"domani se ne parlerà in Conferenza Capigruppo, perché quel documento postumo con le firme dei Consiglieri di maggioranza rappresenta un atto gravissimo. Devono venire in Aula per prendere una posizione ufficiale e presentare una proposta e poi voglio vedere chi la voterà. Vogliamo che gli abruzzesi sappiano cosa sta accadendo e si rendano conto dell'atteggiamento schizofrenico del centrosinistra".

Esplode sui social network la gioia per la presentazione dell’emendamento del Governo, che bloccherebbe l’installazione sia di Ombrina Mare, che degli altri progetti di estrazione petrolifera in Adriatico, contro cui si sono mobilitate 10 Regioni, che hanno sottoscritto una richiesta di referendum abrogativo di parte del Decreto Sviluppo, che ha già avuto il primo via libera dalla Cassazione. Oltre a Nuovo Senso Civico, che già ieri sera aveva rilanciato l’annuncio, ringraziando pubblicamente Giovanni Legnini, sono tantissimi quelli che hanno voluto commentare la notizia. “Si tratterebbe di una vittoria storica di chi ha sempre creduto nella necessità di salvaguardare il mare e le attività economiche legate al turismo, alla pesca, alla balneazione contro progetti irrazionali economicamente e pericolosi per l'ambiente marino e costiero", commenta il deputato di Sel Gianni Melilla. "Apprendiamo con piacere che il Governo ha presentato un emendamento che in sostanza, sbarra la strada alla realizzazione di Ombrina e tutte le attività estrattive in mare entro le dodici miglia. Un emendamento identico a quello che ho presentato giorni fa ma che è stato bocciato. Questa è la dimostrazione di come alle volte la mobilitazione dei cittadini può essere più forte degli interessi delle multinazionali", dice il parlamentare di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, mentre la sua collega Paola Pelino, posta “la forte mobilitazione del territorio, supportata dall'iniziativa dei parlamentari di opposizione, ha imposto al Governo la presentazione dell'emendamento che, ripristinando il limite delle 12 miglia, blocca il progetto denominato Ombrina Mare. Esprimo dunque la piena soddisfazione per questo risultato”. Il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso, annuncia per oggi una sorta di operazione “verità” su questo risultato e ripubblica anche il famoso video sugli Ufo in Adriatico. “Il 9 dicembre scorso – scrive - partecipando a un incontro con Assomineraria a Pescara dissi che dicembre non sarà un mese neutro per l’Abruzzo sul fronte delle trivellazioni petrolifere. Oggi si capisce più chiaramente a cosa mi riferivo. Tutto è partito dall’iniziativa referendaria decisa il 24 luglio a Termoli con i Presidenti delle Regioni Marche, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria, anch’esse minacciate da progetti di escavazione petrolifera  e dalla comunione d’intenti cristallizzata nella cosiddetta Carta di Termoli, poi approvata all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni nella seduta del 20 ottobre. Oggi raccogliamo i frutti di quell’intesa, anche grazie all’attenzione riservataci dal Governo”. Sulla stessa linea Camillo D’Alessandro, consigliere regionale del PD. “Abbiamo lavorato , battagliato , spiegato le nostre ragioni, quelle dell'Abruzzo. In questi mesi contro abbiamo avuto i professionisti dell'esistenza in vita, politica, la loro, che dipende dall'aggressione folkloristica nei confronti degli altri. Uno di loro, un parlamentare 5stellato, che in occasione della manifestazione contro Ombrina , con telecamera a seguito mi intimò di andare via, di strappare la tessera del PD. Le tessere ai partiti in Italia ci fu chi le strappò, chi cacciò via gli altri, il fascismo. La verità è che noi non siamo dei figuranti, ciò che diciamo facciamo. Ora trovino un altro insulto da consumare per la propria esistenza in vita fino ad essere smentiti la prossima volta”. Sarcastico il post dell’assessore all’ambiente del Comune di San Vito Luigi Comini (Fratelli d’Italia). “Vorrei ricordare a tutti quelli del PD che stanno gonfiando il petto attribuendosi i meriti esclusivi della possibile approvazione di un emendamento che bloccherebbe l'insediamento di Ombrina Mare, che sia il loro gruppo politico-partitico che gli uomini e le donne che lo compongono sono gli stessi che negli ultimi 3 governi (Monti, Letta e Renzi....per non parlare del governo Prodi del 2007, che con le firme di Pecoraro Scanio e Bersani all'epoca ministro dello sviluppo economico, firmarono i decreti autorizzativi alle perforazioni di ricerca per Ombrina) hanno finora favorito i petrolieri e il procedere senza ostacoli dell'iter approvativo di Ombrina. Se ora hanno cambiato idea....sono felicissimo.....io più di loro.....ma, per favore, non fateci passare per …”. Da Lanciano il sindaco Mario Pupillo ricorda la mobilitazione della scorsa primavera. “La forza incoercibile e gentile dei 60mila del 23 maggio di ?#‎Lanciano?, dei tantissimi Cittadini, Attivisti, Politici che hanno lavorato in questi anni in scienza e coscienza, spesso in silenzio, talvolta battendo i pugni e gridando nelle piazze ?#‎noombrina?, dentro e fuori il palazzo, bene, quella forza, ha vinto”.