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LANCIANO. Nel pieno della 4° rivoluzione industriale (Internet of things, big data, automation etc.) e la crescente importanza della cultura digitale, dell'automazione, della programmazione applicate a tutti i processi produttivi e manifatturieri, il mercato del lavoro è alla continua e crescente richiesta di tecnici dell’Industria 4.0.

Ed è proprio per rispondere a questa richiesta che l’ITS Sistema Meccanica di Lanciano ha appena aperto le iscrizioni (info e domanda sul sito http://www.innovazioneautomotive.eu/its-sistema-meccanica/)  per il nuovo Corso 2017-19 che formerà la figura di “TECNICO SUPERIORE PER L'AUTOMAZIONE ED I SISTEMI MECCATRONICI – Tecnico per Industria 4.0”.

Il corso andrà a coniugare tutte le competenze di un tecnico meccatronico (meccanica, elettotecnica, elettronica, pneumatica, oleodinamica, PLC, CNC etc.) a quelle in linea con le nuove avanguardie di INDUSTRIA 4.0 (automazione, IoT, Big Data analysis, robot, ICT etc.), compreso le softskills necessarie (problem solving, team working, self assessment etc.)

L’obiettivo, definito insieme alle aziende del settore e l’università, è di formare un tecnico specializzato nella pianificazione conduzione ed esecuzione delle attività di manutenzione degli impianti, delle macchine, dei robot industriali individuando e/o suggerendo interventi migliorativi, utilizzando analisi dei dati, per garantirne l'efficienza, il loro funzionamento e la sostenibilità ambientale, nell’ottica del miglioramento continuo (WCM e Lean production) e della total quality.

Il nuovo corso, che partirà a ottobre 2017, è il settimo avviato dall’ITS Sistema Meccanica di Lanciano, che si avvale della collaborazione del Polo di Innovazione Automotive e del consorzio di imprese IAM (che è anche tra i soci della Fondazione di Partecipazione Istituto Tecnico Superiore Nuove Tecnologie per il Made in Italy Sistema Meccanica) che garantiscono l’innovativita? e l’allineamento dei corsi ai nuovi scenari strategici in termini di innovazione in costante evoluzione delle nuove aziende globalizzate del settore meccanico e automotive.

La struttura del corso – completamente gratuito - è organizzata in moduli con impostazione professionalizzante e da? molto spazio ai laboratori ed alle attivita? pratiche. I corsi prevedono tirocini, che possono essere organizzati anche all’estero, della durata di 800 ore (44% delle ore complessive). Oltre il 50% dei docenti proviene dalle aziende che collaborano all’ITS e hanno un’esperienza importante nel settore industriale di riferimento per il percorso ed il modulo scelti, e circa il 20% proviene dall’universita?.

La Fondazione ITS Sistema Meccanica di Lanciano (Ch) è stata riconosciuta dal MIUR tra le prime in Italia per qualità dei corsi e occupazione, con un punteggio di 80.07 e con un tasso di occupati sui diplomati pari a 96.2% (media nazionale 78.20), la metà con contratto a tempo indeterminato in comparti industriali coerenti con il corso svolto.

Per info e iscrizioni: Fondazione di Partecipazione "Istituto Tecnico Superiore Nuove Tecnologie per il Made in Italy Sistema Meccanica", C/O Consorzio Universitario di Lanciano - Corso Trento e Trieste “Palazzo Degli Studi” N. 72, 66034 Lanciano (Ch) - Telefono 0872 714881 - Fax 0872 727588 – email: itsmeccanica@innovazioneautomotive.eu - sito web: www.innovazioneautomotive.eu

"In queste ore abbiamo appreso della Cometa, azienda metalmeccanica di Casoli, che ha ufficializzato la decisione di chiudere i battenti". Comincia così una nota di Davide Labbrozzi, segretario provinciale della Fiom Cgil, che conferma la cessazione dell'attività della storica fabbrica, da mesi alle prese con una serie di difficoltà, che hanno visto gli oltre 50 operai lottare duramente per la salvaguardia del loro posto di lavoro. E Labbrozzi non è tenero nei confronti dei vertici della Cometa, che accusa di scarso impegno in questa vertenza. "Qualcuno sostiene - continua il sindacalista - che le difficoltà sarebbero legate al calo o perdita dei volumi, si offrirebbe invece un buon servizio ai lavoratori e a tutti coloro che devono avere soldi dalla Cometa, se si spiegasse meglio com'è stato possibile accumulare così tanti debiti, situazione che tra l'altro mai nessuno ha pensato di denunciare. Quando c'è il calo della commessa si lavora per trovarne un'altra, non si tirano i remi in barca con la speranza che dal cielo piovano produzioni nuove. Se questo non si è in grado di farlo e, quando non si è capaci di gestire un'azienda con il debito che lievita, bisogna decidere di passare la mano". E la Fiom annuncia che ha intenzione di presentare un esposto alla Procura di Lanciano, affinché venga fatta luce sulle ultime vicende societarie. "Perché - aggiunge -  non è sufficiente dire ai lavoratori che L'Azienda sta chiudendo, bisogna spiegare loro il perché. Presto lo farà la Fiom. La Cometa non contenta di quanto generato nel corso del tempo, ha utilizzato ammortizzatori impropri per governare una fase di crisi che non era temporanea, così come dichiarato con gli accordi sindacali, ma di natura irreversibile". Nel mirino del sindacato c'è anche l'ipotesi, prospettata dall'azienda, di offrire a ogni lavoratore 4500 euro come incentivo all'esodo, in cambio della rinuncia a qualsiasi altra rivendicazione. "Un disastro nel disastro", conclude Labbrozzi.
 

Dei 12 raggruppamenti d'impresa ammessi e finanziabili per progetti di ricerca e sviluppo sperimentale nell'ambito dell'Automotive Abruzzo, 11 raggruppamenti hanno come soggetto proponente aziende appartenenti al Polo Automotive. E, complessivamente, ben 17 aziende aderenti al Polo figurano nei raggruppamenti ammessi a finanziamento. Grande soddisfazione per il Polo Innovazione Automotive rispetto alla graduatoria, pubblicata dalla Regione Abruzzo, delle imprese e degli enti che hanno ottenuto finanziamenti nell'ambito del bando "Avviso pubblico per l'erogazione di aiuti a progetti di ricerca industriale e/o sviluppo sperimentale destinato alle imprese afferenti al dominio tecnologico Automotive/meccatronica". Complessivamente sono stati 34 i raggruppamenti di impresa che hanno aderito al bando, per un totale di oltre 100 aziende interessate. Il finanziamento complessivo è stato di 8,8 milioni di euro destinati a progetti di ricerca e sviluppo sperimentale esclusivamente nell'ambito dell'auto. Dei 12 raggruppamenti ammessi a finanziamento, dunque, 11 aziende proponenti e 17 imprese in totale aderiscono al Polo. Al primo posto della graduatoria si è classificata Industriale Sud (tra gli ultimi gruppi industriali ad aver aderito al Polo Automotive), azienda proponente di un raggruppamento di cui fanno parte anche Università degli Studi dell’Aquila (altro ente aderente al Polo, presente in quasi tutti i progetti finanziati), Centro Ricerche Fiat (anch’essa consorziata al Polo abruzzese) e Phitec Ingegneria. Le altre aziende proponenti che hanno ottenuto il finanziamento dalla Regione sono: Crf, Profilglass, Me.Ga., Proma Ssa, Tecnomatic, Vehicle Engineering & Design, Sistemi Sospensioni, Tips, Imm Hydraulics, Gi.Ga., Gigant Italia. Altre aziende del Polo che figurano nei raggruppamenti di imprese sono: Università degli Studi dell’Aquila, Università Politecnica delle Marche, C.a.m.s., Novatec Srl, Tiberina e Susta. “La graduatoria pubblicata dalla Regione Abruzzo – è il commento del presidente del Polo, Giuseppe Ranalli – dimostra la validità del lavoro di squadra, fondato sulla collaborazione tra università e imprese, e su un confronto teso alla spinta verso ricerca e innovazione. Il Polo Innovazione Automotive ha proprio questo ruolo: favorire, o meglio ‘facilitare’, l’incontro tra aziende e tra aziende ed enti di ricerca e contribuire allo sviluppo della ricerca-innovazione, nuove tecnologie, disseminazione della conoscenza, messa in rete e diffusione delle informazioni. Un approccio che funziona – conclude Ranalli – perché, come dimostrato da questo Bando, porta vantaggi e benefici non soltanto ai soggetti direttamente coinvolti, ma a tutto il territorio, con ricadute importanti in termini di produttività e occupazione. I progetti finanziati - per complessivi 15 milioni di euro di investimento – sono orientati alle tematiche strettamente legate a ricerca e innovazione, come per esempio l’alleggerimento dei materiali, la sostenibilità ambientale, la riduzione dei consumi e il facile riutilizzo a fine vita. Alcuni di essi, nello specifico, saranno orientati alla produzione del nuovo Ducato prodotto in Sevel. La Regione Abruzzo ha destinato circa 200 mila euro anche per finanziare la partecipazione al Cluster nazionale Trasporti 2020, che vede la collaborazione del Polo Innovazione Automotive con i più importanti player del settore trasporti.

E’ sciopero a oltranza alla Cometa di Casoli, azienda di subfornitura per motocicli, quad, motoslitte, seadoo (moto d'acqua), piccoli aerei, supercar e treni che lavora per aziende come Honda, Brp, Piaggio, Ktm. Lo sciopero è stato indetto dalla Uilm Uil Chieti-Pescara a seguito di una crisi senza precedenti nell’azienda dell’indotto della Val di Sangro. Ieri pomeriggio nella sede di Confindustria di Mozzagrogna si è tenuto un incontro tra la segreteria UILM, la direzione aziendale, rappresentata dall’imprenditore Pietro Rosica (anche presidente regionale del comitato piccola industria in Confindustria) e dal commercialista, Camillo Catana Vallemani,  il commissario dell’azienda, Francesca Elisio e la RSU. Sul tavolo di discussione la crisi che ha investito la Cometa di Casoli, che occupa 55 dipendenti, e che nel 2015 ha cominciato ad avere pesanti problemi di liquidità a cui sono seguiti ritardi nel pagamento degli stipendi, oltre tre mesi di mensilità non corrisposte. "Alla fine del 2015 - spiega il segretario della Uilm Nicola Manzi - l’azienda non aveva soldi nemmeno per mandare avanti l’attività. Anche la Honda, in via del tutto eccezionale, è intervenuta per pagare le retribuzioni arretrate pur di proseguire la produzione. A questi sforzi tuttavia è seguita la richiesta dell’azienda, lo scorso 19 febbraio, del concordato preventivo, una procedura concorsuale, prevista dalla legge fallimentare, grazie alla quale l'imprenditore per evitare il fallimento cerca di trovare un accordo con i creditori.  Di qui la protesta dei 55 lavoratori che, ad oggi, non hanno ancora percepito parte dello stipendio di dicembre 2015, tutto gennaio 2016 e fino al 18 febbraio di quest’anno". Lo sciopero a oltranza, con conseguente arresto della produzione, è scattato martedì 29 marzo a seguito di una richiesta di incontro all’azienda, disattesa, da parte dei dipendenti che chiedono il pagamento delle mensilità arretrate e di alcune cessioni del quinto, trattenute e non versate, e che lamentano il mancato pagamento del Tfr  accantonato al fondo di previdenza complementare Cometa dal 2014. Le richieste degli operai, stremati da una situazione di limbo che dura da mesi, riguardano anche l’apertura della procedura di mobilità da parte dell’azienda. La Cometa nell’incontro di ieri ha annunciato di presentare, entro domani, un’istanza al giudice per il pagamento delle mensilità arretrate e ha dato disponibilità per l’apertura della procedura di mobilità. I dipendenti, una cui delegazione ieri era presente sotto la sede di Confindustria, hanno annunciato di sospendere lo sciopero solo a seguito di risposte certe da parte della direzione Cometa rispetto alle richieste presentate. “Dove non è intervenuta l’azienda – commenta il segretario Uilm-Uil Chieti Pescara, Nicola Manzi – è intervenuta la Uilm che si è posta da tramite con i lavoratori per dare loro risposte chiare e concrete in questi mesi di estrema difficoltà. Queste persone stanno vivendo un dramma sia economico che sociale dal momento che oltre alle mensilità arretrate non corrisposte, c’è anche l’incertezza del loro futuro lavorativo. Seguiamo con la massima attenzione questa vicenda che rappresenta l’ennesima sconfitta per il territorio e per un indotto che, gestito con un vecchio modo di fare industria, non è riuscito a rigenerarsi e a stare sul mercato dopo la crisi di Honda Italia”.

Il 2015 si è chiuso in maniera molto positiva per l’industria manifatturiera abruzzese. E' quanto rileva il Cresa, nella sua consueta indagine congiunturale. Nel quarto trimestre la produzione è aumentata in aggregato dell’8 per cento circa, sospinta dalle grandi imprese attive nell’automotive e nell’elettro-meccanica. Sotto il profilo territoriale ne beneficiano le province di Chieti e L’Aquila senza ancora rifletterne, tuttavia, effetti positivi in termini di occupazione. Nel 2015 la produzione risulta cresciuta in media annua del 4,8 per cento un risultato che, sommato a quello del 2014, consente di recuperare pressoché interamente le perdite subite nel biennio 2012-2013. Dinamiche positive sono rintracciabili anche nei settori tradizionali, nei quali i buoni andamenti della prima e dell’ultima parte dell’anno sono riusciti a compensare la debolezza del periodo intermedio. Un aspetto da sottolineare è il tenore complessivo delle opinioni degli imprenditori, orientato sempre più favorevolmente agli scenari che si apriranno nel prossimo futuro. Anche le imprese edili mostrano segnali positivi avendo registrato nel 2015 incrementi medi della produzione, del fatturato e delle commesse migliori dei risultati degli anni precedenti. Come per le imprese manifatturiere, l’occupazione continua nel calo, ma quella totale diminuisce meno del biennio precedente. Le piccole imprese hanno continuato nel 2015 ad affrontare le più pesanti difficoltà con risultati ancora in diminuzione e peggiori della media del settore. Nonostante i segnali di miglioramento, le aspettative per il prossimo semestre non sono ottimistiche, probabilmente perché il totale rasserenamento del clima di opinione è ostacolato dalle ancora troppo numerose cessazioni di imprese, che superano di molto le nuove aperture. “Il 2015 ha visto il rafforzamento dei segnali di ripresa dell’economia regionale, in linea con l’andamento generale e dei singoli settori a livello nazionale – afferma il direttore del Cresa Francesco Prosperococco - sebbene non si possa ancora cantare vittoria”.

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