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CHIETI - Il Collegio professionale degli Infermieri della provincia di Chieti (IPASVI), che rappresenta 3.400 degli 11.000 infermieri abruzzesi, ha sempre stimolato il Governo regionale a decidere il nuovo assetto del sistema sanitario regionale, sulla base delle situazioni epidemiologiche, demografiche e sociali.  Durante il congresso organizzato all'Università di Chieti dall'IPASVI, che ha visto la partecipazione di oltre 450 tra infermieri, vigilatrici d’infanzia e assistenti sanitari, quanto affermato dall'assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, rivoluziona l’organizzazione del sistema sanitario regionale e rompe con i vecchi schemi che, fino a oggi, hanno tenuto a margine le professioni sanitarie, in particolare quella infermieristica. Paolucci ha presentato le linee guida per la redazione degli atti aziendali che riguardano le professioni sanitarie prevedendo Unità operative complesse nelle Aziende sanitarie locali oltre a un Dipartimento delle Professioni sanitarie regionale. Tale organizzazione permetterà alla regione Abruzzo da un lato la valorizzazione delle professioni sanitarie e, dall’altro, l’obiettivo di soddisfare i bisogni assistenziali dei cittadini che, rispetto al passato, sono notevolmente mutati e spesso necessitano di una presa in carico globale: pensiamo agli anziani, ai malati cronici e ai pazienti fragili in generale. Il Presidente dell'IPASVI Chieti, Giancarlo Cicolini, apprezza e sostiene le linee programmatiche presentate dall’assessore Paolucci e chiede tempi certi nella loro attuazione da parte delle Direzioni generali aziendali. «L’Abruzzo è rimasto per troppo tempo indietro - continua Cicolini - ed è ora di recuperare il tempo perduto, considerata anche la grande opportunità legata all’uscita dal commissariamento, in modo da riorganizzare sia le strutture ospedaliere sia i servizi territoriali e domiciliari, magari anche con un'attenzione ai servizi inerenti le cure primarie che prevederanno, come indicato, forti investimenti nella figura infermieristica». La nuova organizzazione garantirà inoltre, un'univoca e omogenea programmazione, direzione e controllo delle risorse umane garantendo un'appropriata allocazione delle risorse, con flessibilità ed efficacia nel loro impiego. "Volontà, politica e coraggio di cominciare non sono mancati - conclude l'Ipasvi -, ora è necessario concludere quanto avviato e l’IPASVI Chieti, con tutti gli infermieri che rappresenta, è pronta a dare il proprio contributo".

Gli oltre 11mila infermieri dell’Abruzzo si incontrano venerdì 28 e sabato 29 ottobre prossimi in un convegno organizzato dall’Ipasvi della provincia di Chieti (federazione che rappresenta 3.400 iscritti) e sostenuto dai presidenti dei quattro ordini professionali abruzzesi per un confronto con la politica regionale sul futuro della sanità.
L’incontro, che si terrà dalle ore 14 presso l’Auditorium del Rettorato dell’Università degli studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti, è dedicato al tema “Le nuove frontiere della professione infermieristica fra ospedale e territorio - scenari in ambito infermieristico, sfide e opportunità”. Vuole essere un momento di confronto costruttivo con i rappresentanti della Regione, appena uscita dal commissariamento, e a sostegno della politica di riorganizzazione del Sistema sanitario, in una fase di grandi prospettive e grande impegno, nella quale gli infermieri dovranno necessariamente avere un ruolo cardine.
«Molto si sta facendo per la riorganizzazione del Sistema sanitario regionale – afferma il presidente dell’Ipasvi di Chieti, Giancarlo Cicolini – e molto hanno fatto gli infermieri a sostegno dell’attività dell’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, sempre mostratosi vicino alla nostra professione. Usciti dal commissariamento, è il momento di investire in maniera decisa per portare a termine l’intero programma di governo. Gli infermieri sono pronti a sostenere tali riforme che, come anticipato dall’assessore, vedranno a breve lo sviluppo di modelli organizzativi innovativi per la nostra regione e da tempo auspicati dall’Ipasvi, sia in ambito territoriale sia ospedaliero. Tali modelli saranno illustrati dall’assessore Paolucci durante il convegno. A tale proposito, voglio sottolineare l’efficace sinergia fra la Regione Abruzzo, la Asl Lanciano Vasto Chieti, l’Università e l’Ipasvi nei diversi livelli, che ha consentito di dare concretezza a quei modelli organizzativi che ci hanno affrancati dal commissariamento».
I saluti del magnifico rettore, Carmine Di Ilio, del sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, e del direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, daranno il via agli interventi dell'assessore regionale Silvio Paolucci e dei rappresentanti nazionali e internazionali della professione infermieristica, tra i quali la presidente e la segretaria della Federazione nazionale Ipasvi, Barbara Mangiacavalli e Beatrice Mazzoleni, la presidente dei revisori dei conti, Ausilia Pulimeno, la presidente dell’Accademia scienze infermieristiche, Paola Arcadi, il direttore delle professioni sanitarie del Policlinico universitario “Gemelli” di Roma, Maurizio Zega, nonché il direttore della Direzione infermieristica dell’Ambito territoriale di Rimini dell’Ausl Romagna, Vianella Agostinelli. Saranno inoltre presenti relatori internazionali quali Sebastià Banús, direttore della Global clinical trials – Global care clinical trial Ltd.
Gli argomenti trattati riguarderanno, in particolare, gli ambiti di sviluppo della professione infermieristica in Italia, in riferimento all’attuale contesto normativo, favorendo il confronto tra la realtà abruzzese e quella di altre regioni. Durante il congresso saranno premiati i primi tre classificati del Secondo concorso di ricerca infermieristica bandito dall’Ipasvi e sarà presentato un video, realizzato dal Direttivo Ipasvi, finalizzato a rafforzare l’identità professionale dell’infermiere.

L'Ipasvi Chieti incontra l'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci e il Rettore dell'Università D'Annunzio Carmine di Ilio, per porre alla loro attenzione le proposte e le nuove istanze provenienti dal mondo infermieristico della provincia di Chieti, in riferimento alla riorganizzazione del Sistema Sanitario regionale e alle nuove sfide imposte dal Governo Renzi, volte a coniugare il tema dell'efficienza, sul piano dei conti ,con la qualità dei servizi offerti ai cittadini. “Infermieri nella Sanità che cambia” è il tema della tavola rotonda che si è svolta ieri pomeriggio presso l'Auditorium del Rettorato dell'Università e dalla quale è nato un accordo tra Regione, Ipasvi e Università. L'Ipasvi sarà protagonista nei tavoli tecnici sulla sanità promossi dalla Regione Abruzzo nell'ambito della  riorganizzazione del sistema sanitario Abruzzese. L'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci ha sottolineato: “Laddove si concerta la programmazione sanitaria del futuro il ruolo anche della rappresentanza infermieristica deve essere sul tavolo a  ragionare insieme su quella che è la nuova offerta da erogare al paziente. Quello di oggi – continua Paolucci - è stato un bel tavolo di confronto e di concertazione per il futuro dell'assistenza in Abruzzo. Tra le esigenze c'è anche quella relativa al fabbisogno degli infermieri ai quali va scrollato di dosso il ruolo non infermieristico, per tornare ad avere centralità rispetto alla loro professione e questo sempre a vantaggio  del paziente”. L'Ipasvi Chieti, Federazione che rappresenta oltre 3400 infermieri in Abruzzo si farà dunque da portavoce, tramite il suo Presidente Giancarlo Cicolini,delle nuove esigenze della categoria in questa delicata fase per la sanità abruzzese che vede crescere di importanza il ruolo dell'infermiere, sempre più figura di riferimento per il paziente, e protagonista di questa sanità che cambia.  Nel corso della tavola rotonda  numerosi gli spunti di riflessione che sono emersi,vista l'importanza dei temi trattati  tra i quali: l'implementazione di nuovi modelli organizzativi a livello regionale,ruolo strategico della professione infermieristica,valutazione del fabbisogno infermieristico e di supporto a livello regionale, infermieri di famiglia e di comunità, ma si è parlato anche del protocollo d'intesa Regione - Universita'- Asl. “L'assessore Paolucci ha manifestato l'interesse ad investire sul territorio e a valorizzare le figure professionali infermieristiche - ha sottolineato il presidente dell'Ipasvi Chieti Giancarlo Cicolini -  Sono importanti le iniziative che sono già in atto da parte della Regione, che vedono in prima linea il professionista infermiere anche nei ruoli di attività di coordinamento  multidiscipinare e nella gestione e la presa in carico dei pazienti,ma chiediamo un investimento ancora maggiore, ragioniamo sulla presa in carico del paziente globale, con la figura del care management - continua Cicolini -  una figura che, come è stato dimostrato nelle realtà dove è stata introdotta, potrebbe ridurre anche i costi della sanità, infatti se c'è la presa in carico sul territorio, si riducono e si limitano notevolmente gli accessi negli ospedali. Un altro tema importante -continua il presidente dell'Ipasvi Chieti – è quello della carenza infermieristica,dobbiamo rivedere come sono state quantizzate le unità infermieristiche, valutare le problematiche ed intervenire”. In relazione al protocollo d'intesa Tra Regione, Asl e Università l'assessore Silvio Paolucci ha sottolineato che con il ruolo di regia dell'Agenzia Sanitaria Regionale e del Dipartimento della Salute si sta prevedendo la centralità del ruolo infermieristico che nella precedente convenzione non c'era e dunque ci sarà un contributo importante anche delle università abruzzesi. Il Magnifico Rettore Carmine di Ilio in tal senso ha ricordato che all'Università D'Annunzio c'è un corso di laurea infermieristica, sia triennale che biennale e per quanto riguarda invece il protocollo d'intesa tra Regione Università e Asl ha ricordato che al momento c'è un tavolo paritetico tra le Università  che ospitano le facoltà di medicina e la Regione per ridisegnare un nuovo protocollo d'intesa, quello precedente, ha sottolineato Di Ilio, risale al 97 e non è più rispondente ai cambiamenti che si sono avvicendati negli anni  e alla riorganizzazione del sistema sanitario regionale.
 

Giornata intensa domani per gli infermieri di Lanciano, che festeggiano la loro organizzazione con un cartellone fittissimo, promosso da Nursing Up e dal Collegio Ipasvi. Si parte con un invito ai cittadini, dalle ore 8,30, a sottoporsi alla rilevazione gratuita della pressione arteriosa e dei valori glicemici all'interno di uno stand che sarà allestito nell'atrio della palazzina dell'ingresso principale.  Seguirà un incontro aperto alla stampa, a cui prenderà parte anche il presidente Ipasvi di Chieti Giancarlo Cicolini, e a seguire una Messa nella cappella dell'ospedale. Chiusura in grande stile alle ore 10.30 al Polo Museale con un concerto per solo piano del Maestro Michele Di Toro.

"Meglio non ammalarsi di domenica, come scrive oggi Il Centro in prima pagina? Probabile, ma non sarebbe un problema se sul territorio si istituissero gli ambulatori infermieristici e venisse introdotta la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità per garantire la presa in carico globale degli anziani, dei malati cronici e dei pazienti fragili in generale". E’ quanto sostiene Giancarlo Cicolini, presidente dell’Ipasvi di Chieti, la federazione che rappresenta i 3.400 infermieri attivi in provincia. «Il disagio del nostro concittadino abruzzese, il quale non ha trovato una risposta vicino casa ai suoi bisogni di salute e ha dovuto farsi accompagnare di domenica al Pronto soccorso di un ospedale maggiore - secondo Cicolini -, molto probabilmente poteva essere risolta a domicilio da un infermiere, evitando il ricorso a strutture sanitarie che dovrebbero essere rivolte solo al trattamento delle patologie in fase acuta. In tale modo si ridurrebbero notevolmente gli accessi agli ospedali, che potrebbero gestire i loro compiti in maniera più efficace e appropriata». Per il presidente dell’Ipasvi di Chieti «va ribadita la necessità di attivare nuovi modelli organizzativi in grado di ridurre i costi per la sanità regionale e soddisfare i bisogni assistenziali degli utenti, che sono ormai mutati rispetto al passato. Il modello prevalente della sanità del futuro - sottolinea Cicolini - prevede una sempre maggiore presenza di infermieri perché aumenta la necessità di presa in carico, di accompagnamento, di educazione alla prevenzione, alla gestione della salute e al ripensamento degli stili di vita. Gli infermieri - conclude l’Ipasvi - sono pronti ad accettare questa sfida perché hanno a cuore il nostro Servizio sanitario regionale e, soprattutto, la salute dei cittadini, i quali ci apprezzano quotidianamente per ciò che facciamo».

«L’applicazione della recente Direttiva europea, che prevede il rigoroso rispetto dei turni di lavoro e di riposo per il personale sanitario delle strutture pubbliche, rappresenta l'occasione per riformulare le piante organiche in Abruzzo e non mettere a rischio la salute dei cittadini. Ovviamente, si tenga presente che, tra i professionisti sanitari, sono gli infermieri la componente maggiormente in difficoltà nelle nostre strutture regionali»: è questo l'invito alle istituzioni che governano la sanità abruzzese da parte di Giancarlo Cicolini, presidente dell'Ipasvi di Chieti, la Federazione che rappresenta i 3.400 infermieri attivi nella provincia. «Parliamo di personale sanitario già decimato dal blocco del turn over - aggiunge Cicolini - deciso in nome della spending review che ha comportato turni massacranti per garantire i servizi. Il mancato adeguamento degli organici porta a gravi ripercussioni sia sui professionisti sia sugli assistiti: numerosi studi, pubblicati su prestigiose riviste internazionali (Lancet, JAMA, American Journal of Critical Care, BMJ, International Journal Nursing Studies), hanno messo in evidenza i rischi associati all'eccessivo carico di lavoro. Disturbi del sonno, problemi digestivi, stress, aumento di peso, malattie dell’apparato gastroenterico, effetti sulla sfera psicoaffettiva e disturbi cardiovascolari con un aumento del 40 per cento del rischio di malattie coronariche sono quelli maggiormente riscontrati tra gli operatori sanitari». Ma il problema principale, sottolinea il presidente dell'Ipasvi, è per la sicurezza degli utenti: «Turni oltre le 12 ore, fanno aumentare sia la probabilità che si verifichino degli errori sia il numero stesso degli errori commessi. Riguardo alla carenza di infermieri, si è evidenziato come ogni paziente aggiunto al carico di lavoro infermieristico comporti un aumento del 7 per cento nella mortalità dei pazienti». L’immediato adeguamento agli standard europei impone alle Aziende sanitarie locali di assumere nuovo personale per ristabilire i livelli minimi di organico. «Ciò eviterebbe di lasciare, nelle stesse condizioni di lavoro vissute finora, migliaia di infermieri dipendenti garantendo, inoltre, la possibilità di un futuro lavorativo per centinaia di professionisti disoccupati presenti sul nostro territorio. Ovviamente - rassicura Cicolini - stiano tranquilli i cittadini, gli infermieri non si tireranno mai indietro di fronte alle emergenze».