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"Stupisce davvero che dal Comune di Lanciano continuino ad arrivare annunci sul fantomatico progetto del Central Park a Villa delle Rose, mentre gli ultimi fatti di cronaca ci consegnano l'immagine che tutti i cittadini già conoscono: quella di un'area abbandonata al degrado più assoluto". Tonia Paolucci, capogruppo di Libertà in Azione in consiglio comunale, riporta l'attenzione sul piano di riqualificazione dell'ex ippodromo, presentato in fretta e furia dal sindaco Mario Pupillo e dal suo vice Pino Valente, alla vigilia delle elezioni comunali dello scorso giugno. Un progetto fumoso, fatto in fretta, che prevede un investimento di un milione e mezzo di euro per il recupero di tutta l'area verde. La spesa sarebbe finanziata quasi interamente dalla Regione, mentre il Comune dovrebbe partecipare accollandosi il 20 per cento dell'importo. "Il punto è che a oggi - commenta Tonia Paolucci - quel progetto è rimasto solo sulla carta: su quella della delibera di giunta regionale del 3 giugno, che non prevede impegni di spesa; e su quella della giunta comunale di qualche settimana fa, che a sua volta parla dell'accensione di un mutuo da 285mila euro per far fronte alla quota di competenza comunale. Il nulla più assoluto, quindi, mentre nella terra di nessuno della Pista, vengono appiccati incendi, tossici e disperati bivaccano nelle strutture abbandonate, e addirittura vengono rubate le fontane in ghisa". Per la rappresentante dell'opposizione, sarebbe più importante che l'amministrazione comunale si preoccupasse della manutenzione ordinaria e attuale di Villa delle Rose, invece di pensare a progetti che non si sa se e quando diventeranno concreti. "Pupillo - continua - ha detto che il progetto verrà finanziato con i fondi del Masterplan, dove ci sono 61 milioni di euro per i percorsi ciclabili del Bike to coast. Qualche giorno fa, però, il premier Renzi è venuto a firmare gli accordi attuativi dei progetti del Masterplan stesso, e mi risulta che soggetti attuatori di questo tipo di interventi siano le Province. Appare, quindi, piuttosto strano che la Regione nomini la Provincia di Chieti stazione appaltante di un intervento sul Comune di Lanciano. E' vero che il capo dell'amministrazione è lo stesso, ma si tratta di un iter inusuale, che non lascia ben sperare per il futuro. Tra l'altro, a oggi, tra gli atti della Regione pubblicati sul sito istituzionale dell'ente, non c'è alcuna determina direttoriale che assegni il milione e 200mila euro di fondi regionali al Central Park di Pupillo e Valente".

 

LANCIANO - Balordi? O semplicemente a qualcuno serviva una bella fontanina in ghisa per il proprio giardino? Certo è che lo scempio a cui è sottoposta Villa delle Rose, sembra non avere mai fine. Questa mattina siamo andati sul posto e abbiamo trovato, a dire il vero, tanti addetti alle pulizie intenti a dare decoro ai 1600mq di area verde, il polmone verde della città di Lanciano o almeno così dovrebbe essere. Il fatto riportato nelle immagini si riferisce all’atto vandalico avvenuto sabato notte, che ha visto oltre al furto della fontana, anche lo spreco immane di acqua che è stata poi chiusa al mattino, non senza aver prima allagato tutta la zona circostante. Un atto deprecabile contro la comunità di chi evidentemente non ha rispetto della cosa pubblica e crede che tutto sia lecito. Nella speranza si possano trovare gli autori, quel che appare lampante è che davvero l’ex ippodromo di Lanciano ha bisogno che si intervenga al più presto, e nel minor tempo possibile, per renderlo accessibile e sicuro per tutti. (C.Lab.)

E’ li da più di un mese proprio all’ingresso di Villa delle Rose. Terra che ad un occhio distratto potrebbe sembrare semplice “materiale” da cantiere, insomma la classica “montagnetta” di terra che i muratori ammucchiano durante i lavori. Eppure non è così.

Il materiale in questione è quello che ricopriva le fogne che hanno subito delle migliorie e sono state per questo modificate durante i lavori effettuati lungo il corso per ridurre il problema del cattivo odore proveniente dai tombini soprattutto nelle giornate più calde. Ora il lavoro è stato fatto, l’odore nauseabondo sembra essere sparito ma la terra perché è ancora li?

Sembrerebbe che trattandosi di rifiuti speciali prima di smaltirli andrebbero analizzati perché potenzialmente pericolosi  e allora che si fa? Si lasciano all’ingresso di una zona frequentata da bambini senza segnalarne la potenziale e quantomeno “sospetta” pericolisità per la salute e senza neanche una copertura che almeno impedirebbe in caso di pioggia, e in un mese ha piovuto più volte, che i detriti si spargano sul terreno. Le immagini sono chiare a questo punto sarebbe davvero il caso di correre ai ripari.