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I bancomat prelevali ai coniugi Martelli hanno avuto un magro bottino, le botte invece sono state tante, troppe. Per il dottor Martelli ancora accertamenti e per la moglie Niva si è invece reso necesario il trasferimento dall'UTIC di Lanciano all'ospedale di Chieti. Per il padiglione auricolare tranciato purtroppo non è stato possibile fare nulla.

 Domenico Iezzi

Sul fronte dell'indagine la pista seguita è quella di una banda, almeno sei episodi simili che hanno colpito tutta la provincia. Augusto Caporale  titolare di un'agenzia di pratiche auto ad Atessa, rapinato di 600 euro e ferocemnet picchiato; Domenico Iezzi 73 anni, titolare di una tabaccheria al quale è stato amputato un dito; Carlo Jubatti. l'imprenditore di Guardiagrele picchiato nella sua casa di notte e in ultimo Massimiliano delle Vigne insieme alla moglie atteso fuori dalla sua casa. 

 Massimiliano Delle Vigne

Ora però il passo falso. Dalle prime indiscrezioni che escono dalla Procura il volto di due rapinatori è stato individuato dalle immagini delle telecamere di sicurezza della filiale della UBI Banca in via Per Fossacesia a Lanciano dove, in tre, si sono recati mentre altri aguzzini continuavano a torturare Carlo Martelli e la moglie Niva Bazzan.Il video dell'intervista alla signora Niva Bazzan

Un prelievo di 2000 euro, niente di più e una violenza che non trova giustificazione alcuna. (Clara Labrozzi)

Con la gentilezza e la pacatezza del medico che tutti in città conoscono ieri sera, il dott. Carlo Martelli ha raccontato alle maggiori testate televisive la sua notte da incubo. “Non mi spiego tutta questa cattiveria, se ci avessero solo legato avrebbero ottenuto quello che alla fine hanno preso” ha detto il medico che all’alba di domenica 23 settembre ha subito un pestaggio atroce insieme alla moglie Niva alla quale hanno tagliato il lobo dell’orecchio che, purtroppo, i medici del Renzetti di Lanciano, dove sono ricoverati, non sono riusciti a riattaccare.

Ai microfoni di Abruzzo Live Tv il medico ha detto di aver visto una lucina in camere: “alle tre mi sono accorto che era andata via luce, chissà se esiste un nesso, mia moglie dormiva in una stanza diversa, doveva partire per Roma, poi le botte , tante. Mi hanno sbattuto a terra e legato, sono svenuto. Per fortuna sia io che mia moglie abbiamo ricordato i codici pin delle carte”. Dalle indagini è emerso che i malviventi, almeno 4, si pensa ad un quinto fuori a fare da palo, una volta prese le carte sono andati a fare un prelievo: “ mi ha detto quando torno mi devi dire dove avete la cassaforte altrimenti faccio a pezzi tua moglie. Non abbiamo una cassaforte- continua- non l’avevamo quando ci hanno rubato anni fa e non l’abbiamo adesso. Non abbiamo neanche l’allarme, tanto saprebbero come disinnescarlo.

Uno si sarebbe dimostrato più ”buono”, avrebbe preso un bicchiere d’acqua alla signora Niva dopo il taglio del lobo. “Ho visto solo il sangue schizzare, dice il marito che racconta anche come prima di andare via il ladro, che aveva dato da bere alla moglie, abbia anche allentato il lacci che lo tenevano “incaprettato”.

La porta prima chiusa a chiave sarebbe stata poi aperta. I fili del computer così allentati hanno permesso alla vittima di liberarsi e di chiamare il fratello Alfredo che vive nella villa adiacente.

Solo uno parlava ed era chiaramente italiano, forse con una leggera inflessione del sud. Con modo spavaldo prima di andarsene ha detto: “ appena mettete una cassaforte fatecelo sapere…torniamo!”

La città di Lanciano è sconvolta. L’idea della violenza subita dalla coppia ha turbato gli animi di tutti.  In casa anche il figlio disabile che per fortuna non è stato toccato, la sua camera è stata messa a soqquadro ma non gli hanno fatto del male. Lo scorso inverno a San Vito, in una zona isolata, un anziano commerciante subì una rapina violenta, gli tagliarono un dito. In quel caso vi fu indignazione ma la notizia non suscitò lo stesso clamore. Ora si chiede a gran voce sicurezza, i cittadini non si sentono al sicuro nelle proprie case e, in una zona come la nostra definita “tranquilla” tutto questo arriva come un fulmine a ciel sereno. E’ vero che i furti sono sempre più numerosi, che ogni mattina si racconta di bar derubati e vetrine fracassate ma alla barbarie di questo tipo non si era mai arrivati.video

Clara Labrozzi

LANCIANO. “I responsabili saranno catturati dalle forze dell’ordine e sconteranno una pena che ricorderanno a lungo. Marciranno in galera”. Così il ministro degli Interni e vice Premier, Matteo Salvini si è espresso ai microfoni di RadioRai, sull’aggressione subita dai coniugi Martelli a Lanciano. Aggressione che ha sconvolto tutta la città, visto che un fatto così brutale non era mai avvenuto a Lanciano: Carlo Martelli, medico in pensione e fondatore dell'associazione Anffas Onlus e sua moglie, Niva Bazzan sono stati aggrediti in casa da quattro rapinatori armati di coltello. Entrambi sono stati massacrati di botte. Alla moglie è stato addirittura reciso il lobo dell’orecchio destro mentre non è stato ferito in alcun modo il figlio disabile della copia. I coniugi sono stati tenuti in ostaggio per circa due ore dai malviventi.

Da diversi giorni a Lanciano si registrano furti ad attività commerciali e aggressioni ai cittadini.

Piergiorgio Di Rocco

Nella villa circondata da pini a Villa Carminello, alla prima periferia della città la notte scorsa si è consumato il peggior incubo immaginabile.

Intorno alle 4 del mattino, tagliata la recinzione del caseggiato, si sono introdotti in casa alcuni malviventi, al momento non si sa quanti fossero, a volto coperto che hanno tenuto ostaggio fra botte e minacce una coppia nota in città anche per l'impegno sociale, il marito medico in pensione.

Volevano la cassaforte, non bastava quello che avevano arraffato e per convincerli botte a non finire al medico e un orecchio tagliato alla signora, alla fine sono fuggiti a  bordo della macchina di famiglia un Fiat 16. A dare l'allarme i padroni di casa dopo che sono riusciti a liberarsi.

Indaga la Polizia di Lanciano, per ora nessuna traccia dei delinquenti. La coppia è ricoverata all'ospedale di Lanciano. (C.Lab.)

Aggiornamento ore 13,40

Il medico rapinato e malmenato nella notte e Carlo Martelli con la moglie Niva. I due sono impegnati nel sociale con l'associazione Anffas il gruppo che da anni aiuta i ragazzi diversamente abili. In quel mometo in casa con loro Stefano, il figlio disabile che è rimasto illeso.

Appena giunta in redazione la nota stampa del sindaco di Lanciano Pupillo.

"Quanto accaduto la scorsa notte a Lanciano è una barbarie che non ha precedenti nel nostro territorio. La brutale violenza con la quale sono stati colpiti due nostri concittadini, nella propria casa, è indegna di un Paese civile e merita la risposta più celere possibile da parte delle forze dell'ordine e degli organi di giustizia. Ho visitato in ospedale questa mattina Carlo Martelli e la moglie Niva, coppia di coniugi cui sono legato da sentimenti di amicizia e profonda stima, per esprimere loro la solidarietà e la vicinanza di tutta la comunità Lancianese, che conosce bene il valore del contributo sociale e professionale che la loro famiglia ha dato e dà alla nostra Città. Esprimo ferma condanna per l'incredibile e inaudita efferatezza di cui sono state vittime Carlo e Niva e al contempo totale fiducia negli organi dello Stato preposti a rintracciare e ad assicurare alla giustizia, in tempi rapidi, i responsabili di questa barbarie".

Intorno alle ore 13 di oggi una donna, Gentilina Camiscia 52 anni, è deceduta in località Serre, direzione Val di Sangro  dopo avere perso il controllo della sua auto finendo per schiantarsi contro un albero. Non si conoscono al momento altri dettagli e non si esclude che a signora possa aver accusato un malore.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i carabinieri di Lanciano

LANCIANO. Non è un lavoro semplice, quello dell’assistente sociale. La prova, purtroppo, viene dall’episodio accaduto a Lanciano lo scorso 13 settembre quando un’operatrice è stata picchiata da un uomo che si trovava nei locali dell’assessorato per incontrare le due figlie che nel mentre stavano facendo merenda e che hanno assistito alla scena. Il fatto è solo l’ultimo di una serie tristemente lunga.

L’assessore alle politiche sociali, Dora Bendotti e Marinella Sclocco, assessore regionale al sociale hanno di comune accordo organizzato un incontro che si è svolto alla Casa di Conversazione a Lanciano per fare il punto della situazione. All’incontro hanno partecipato anche assessori di altri comuni ed assistenti sociali. “Questa è una riunione di ascolto – spiega Marinella Sclocco – fatta per capire se, insieme, possiamo coinvolgere le forze dell’ordine ed i sindaci per vedere cosa fare”. La Sclocco ha inoltre elencato i dati nazionali sulla situazione. Secondo l’indagine fatta dall’ordine degli assistenti sociali – consiglio nazionale, in Italia ci sono 40.000 assistenti iscritti all’albo, 20.000 sono state ascoltate telefonicamente per fare una stima. I numeri, nella loro freddezza, devono far riflettere: l’88% ha subito violenza verbale; il 61% ha assistito ad episodi di violenza ed il 35,8% ha dichiarato di aver paura per la propria incolumità e di quella dei propri cari a causa del lavoro che fanno. E ancora, solo l’11% afferma di non aver subito nessun episodio di violenza, sia fisica che verbale. Stessa cifra, l’11%, per chi ha subito danni materiali mentre sono 1.000 gli operatori sociali che hanno richiesto interventi medici di una certa importanza a seguito di aggressioni. Infine, il 49% ha affermato che non è state presa nessuna iniziativa concreta per sostenerlo a seguito della violenza subita.

“Bisogna agire subito – riprende l’assessore Sclocco – con iniziative realizzabili in poco tempo. Qui si parla di violenza sulle donne e violenza sul posto di lavoro e tutti devono sentirsi coinvolti e nessuno deve rimanere solo”.  “La vicinanza della Regione per noi è molto importante – afferma Dora Bendotti – abbiamo preferito non chiudere. Ci siamo presi una breve pausa per resettarci ma tutte le dipendenti erano al lavoro il giorno dopo. Una cosa mi sento di dire: ho letto alcuni commenti sotto agli articoli di giornale che raccontano quanto accaduto, è vergognoso e triste leggere quei commenti. Stiamo già iniziando a prendere iniziative, stiamo pensando ad una guardia giurata tramite istituto privato o ad un vigile urbano per controllare il nostro assessorato. Ad anno nuovo, nel bilancio, chiederemo di mettere un capitolo di spesa per la sicurezza per aumentarla ulteriormente con altre misure come telecamere di sicurezza e anche una migliore illuminazione, solo per dire alcune misure”.

A fine riunione è stato deciso, di comune accordo, di ricevere ulteriori suggerimenti per scrivere un documento con tutti gli interventi necessari. L’assessore Sclocco ha preso l’impegno di far recapitare la lettera all’Anci (Associazione nazionale comuni italiani), ai sindacati, ai comuni e al presidente dell’ordine degli assistenti sociali d’Abruzzo.

 

Piergiorgio Di Rocco

 

“Predicare bene e razzolare male”, è una pratica sempre più diffusa nel nostro Paese e nella nostra città. E' questa l'eprtura del comunicato stampa iviato in redazione da Paolo Bomba, capogruppo in consiglio comunale di Nuova Lanciano e condiviso da  Angelo Palmieri e Gabriele Di Bucchianico.

L'attuale maggioranza, scrive Bomba, alla luce di una serie di atteggiamenti, scelte e decisioni, sembra proprio fare tesoro di questa cattiva abitudine. Belle parole e pochi fatti, il comune denominatore di questa amministrazione. L'ultimo esempio di arroganza, di non condivisione, si è verificato proprio qualche giorno fa, in occasione del voto in Consiglio Comunale (lo scorso 7 settembre)per il gemellaggio Lanciano-Laterza. Noi ci siamo astenuti e non perché non condividiamo questa decisione. Siamo convinti, continua,  che il gemellaggio rappresenti un legame importante e significativo che deve favorire e promuovere la collaborazione tra comunità diverse, favorendo il processo di integrazione attraverso un dialogo interculturale e uno scambio di esperienze. Riteniamo inoltre che la conoscenza, la cultura, la cooperazione rappresentino, mai come in questo momento storico, una fonte di arricchimento e di sviluppo. Il gemellaggio quindi è uno strumento positivo che va sostenuto e promosso, ma non è certo prerogativa di una sola parte politica che continua imperterrita ad inanellare errori uno dopo l'altro. Parole come dialogo, collaborazione, confronto, ascolto, che sono alla base di ogni gemellaggio sono di fatto sconosciute a chi governa la città quando si tratta di parlare o quanto meno rispettare il ruolo della minoranza.

Un'altra occasione persa per il Sindaco Mario Pupillo, conclude,  e la sua maggioranza eppure l'argomento è di quelli che dovrebbe unire, invece.E' inaccettabile che venga proposta una delibera già confezionata, senza nessun coinvolgimento da parte della minoranza, senza nessun percorso condiviso. Un atteggiamento che la dice lunga sul concetto di partecipazione e di democrazia di questa maggioranza che avrebbe invece potuto e dovuto intraprendere un percorso allargato, aprendo anche un tavolo di confronto con la partecipazione degli amministratori di Laterza, iniziando cosi quello scambio di idee che è poi alla base di ogni gemellaggio. Ma forse questo era un percorso troppo aperto e democratico, un modus operandi al quale non sono affatto abituati.

"Caro Sindaco non siete solo voi a rappresentare la città di Lanciano, anzi farebbe bene ogni tanto a ricordare i numeri e le vicende che l'hanno portata e riportata a sedere a Palazzo di città e a tenere nella giusta considerazione anche chi siede, per ora, nei banchi dell'opposizione, ma ha sempre preferito il dialogo, la critica costruttiva e non lo scontro nè la polemica strumentale. Non si può tacere, però, su episodi che non fanno altro che confermare un comportamento autoritario e arrogante".

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Dai Ricordi di Guerra di Pier Andrea Brasile pubblicati sul web da Francesca Romana Brasile, vogliamo riproporvi il racconto di quelle che furono le feste settembrine all'indomani dell'8 settembre. Giorni di speranze che svanivano e che srabbero sfociate poi nella rivolta del 6 ottobre.

"Il 15 settembre, mentre Lanciano celebrava le sue feste patronali e per il Corso trento e Trieste sfilavano le contadine con i canestri in testa che recavano il “don” alla Madonna, si videro arrivare le prime pattuglie tedesche, armate fino ai denti, o meglio al cinturone, sul quale spiaccavano due bombe a mano col manico di legno.
I Lancianesi seguitarono ad interessarsi della festa, concorsero numerosi all’asta dei donativi costituiti da specialità gastronomiche e dolci ed ascoltarono in piazza i pezzi di musica suonati dalla banda. Pareva che la guerra non li riguardasse più e che i tedeschi fossero forestieri di passaggio che si erano fermati anche essi a vedere la festa. 
Dopo qualche giorno si accorsero che i tedeschi non erano dei turisti, ma vera e propria truppa di occupazione e che il territorio da essi controllato era da considerarsi nemico e come tale soggetto alla requisizione di quanto loro occorreva per il proseguimento della guerra e alla mobilitazione degli uomini validi per l’approntamento di opere difensive.
Agli ingenui che chiedevano il pagamento delle merci requisite, i tedeschi rispondevano con pesante ironia: <<Paga Badoglio>> seguita da sarcastiche risa.
Nel sud le cose precipitavano: lo sbarco a Salerno, la liberazione di Napoli, lo sbarco a termoli e la propaganda di Radio Londra con le promesse di aiuti ai partigiani che si fossero sollevati contro gli invasori nazisti, avevano cambiato l’indifferenza dei primi giorni in insofferenza, prima ed in esasperazione, più tardi. 
Ai primi di ottobre le requisizioni si fecero più pesanti: con leve di ferro facevano saltare saracinesche delle rimesse, le porte degli appartamenti lasciati dai più pavidi che avevano cercato rifugio in campagna e prendevano auto- mobili, pianoforti, macchine da scrivere, apparecchi radio e quanto riuscisse loro comodo e gradito. 
Tra l’altre.. requisizioni ce ne fu una fatta da una pattuglia che entrò nell’orologeria di Filippo Console e si fece consegnare i migliori orologi da polso che aveva, assicurando il proprietario che avrebbe pagato Badoglio. Era presente il Generale del genio Ginesio Mercadante che era in borghese. Egli si presentò al capo della pattuglia e protestò altamente per l’atto brigantesco che veniva compiuto,indegno di militari che in tal modo disonoravano la divisa. Chiese di parlare col loro comandante e di accompagnarlo da lui. I Tedeschi lo misero in mezzo e lo accompagnarono al Comando. Si sparse allora la voce che il Generale Mercadante era stato arrestato e gli sririti più eccitati entrarono in fermento. 
Tra questi ci fu mio fratello Vincenzo, scottato già da una spoliazione di utensili e di ferramenta varia. Quando seppe la notizia da un cliente, si pose in tasca una grossa pistola automatica Stayer, chiuse il negozio ed andò in piazza a vedere che cosa si faceva. Personalmente, aveva simpatia per la famiglia Mercadante, ma era spinto a fare qualche cosa per dare sfogo all’indignazione che lo gonfiava e gli rendeva difficile accudire alla vendita della sua merce. Chì sa? << Forse – pensava – se qualcuno comincia, gli altri seguiranno l’esempio e i Tedeschi staranno più a posto. 
Giunto in piazza, sali per Via dei Frentani e, all’altezza di Largo Tappia, estrasse la pistola e sparò in ari i sette colpèi del caricatore. Al rumore alcuni uscirono fuori dalle botteghe, altri vennero syu dalla piazza e si strinsero attorno a mio fratello ancora fremente. << Scappate, Don Vincenzo, scappate giù per questo vicolo, che ora verranno i tedeschi dalla Piazza>>. E lo spinsero giù per la ripida scalinata che portava a Piazza della Verdura, donde avrebbe raggiunto facilmente la casa.
Alla mamma, stupita di vederlo tornare prima del tempo, disse ormai pacato e disteso: <<Ho sentito che sparavano in piazza. Per non farti stare in pensiero, sono tornato a casa>> E andò a chiudersi in camera.
Dopo qualche ora, andò a bussare alla porta il tenente della Polizia Municipale, D’Arezzo, che pregò la Mamma e la Zia di non farlo uscire per qualche giorno. Fingesse di essere malato e consegnasse a lui la pistola, perché, se i Tedeschi avessero operato una perquisizione, poteva passare dei guai seri. Era poi prudente disarmarlo, affinché non commettesse altre imprudenze.
E infine d’Arezzo telefonò a me , perché andassi a consolare mia madre e tenessi a freno mio fratello.
Lo trovai, invece, completamente scarico e molto impaurito, talchè per due giorni se ne stette in casa a covare umilmente il suo eroico gesto di ribellione.

A questo punto devo confessare a chi legge che, nonostante il divieto di portare armi e l’obbligo di consegnarle al comando tedesco, io giravo per Lanciano con la mia Beretta in tasca, l’arma su cui avevo prestato il giuramento da ufficiale. Non volevo consegnarla ai nemici e non volevo renderla inservibile, come aveva fatto mio cugino che aveva buttato giù nel pozzo il fucile da caccia e le altre armi esistenti in casa. Ma perché portavo addosso? Se mi avessero fermato per mandarmi al lavoro obbligatorio e mi avessero perquisito , mi mettevo nei pasticci e la mia famiglia, in quelle circostanze, aveva bisogno di me… E allora? Neanche ora saprei rispondere nulla di sensato e di razionale. Volevo forse sentirmi in grado di reagire alla violenza con la violenza, se i Tedeschi l’avessero tentata su di me o su qualche altro, sotto i miei occhi".

(Foto di Vetrina Frentana)

Torna la rievocazione storica,  la più antica d’Abruzzo,  del Mastrogiurato. L’evento che dal 1981, senza sosta alcuna, riporta la citta di Lanciano a vestire i panni di capitale delle Fiere medievali, l’epoca in cui da tutto il mondo allora conosciuto si giungeva nella capitale della Frentania per esporre le proprie merci. La figura del Mastrogiurato nasceva proprio per garantire il libero mercato, per vigilare sulla sicurezza dei mercanti, delle loro merci e degli acquirenti che dovevano essere rispettati da tutti senza alcuna differenza di razza, cultura e religione.

L’edizione numero 37 della grande Rievocazione storica dell’investitura del Mastrogiurato, come tradizione vuole, prenderà il via il 26 agosto dalle ore 17 in piazza del Plebiscito con la Tenzone dei quartieri in cui si sfideranno, in giochi di ispirazione medievale, i quattro rioni storici della città: LancianoVecchia, Civitanova, Borgo e Sacca. Una gara di agilità , tecnica e tenacia nella quale tutti i partecipanti si impegnaranno con grande tenacia, a riportare la vittoria nel proprio quartiere.

Donne alla fonte, il vasaio e il tiro alla fune saranno, come ogni anno, le gare che assegneranno al quartiere vincitore il Mastrogiurato d’oro, opera della artista Vito Pancella oltre, ovviamnete, all’onore di aprire il corteo del 2 settembre.

Si prosegue verso martedì 28 agosto dalle 18,30 con la “Fenice Falconeria” esposizione didattica di rapaci e falconeria, un gruppo veneto che per la prima volta saranno ospiti in città. Da mercoledì 29 a domenica 2 settembre torna tutta la suggestione e la magia della Rocca de Lo Mastrogiurato che, anche quest’anno, si svolgerà  alle Torri Montanare e nel chiostro del parco della Musica nel quartiere Civitanova. Una scommessa vincente quella di scegliere questa location che ha saputo ridare nuovo slancio al mercato medievale internazionale, agli spettacoli a tema e alla gastronomia tipica. Lo chef della Taverna de Lo Mercante sarà Alessandro Di Stefano che in passato ha già collaborato alla Panarda.

Fra i nuovi artisti che allieteranno le serate segnaliamo il “Theatre Group of Knight Gasper Lambergard” che vengono da Bled Castel in Slovenia. La Slovenia è la nuova nazione ospite che andrà ad aggiungersi, alla Germania, Portogallo, Francia e Ungheria . Altra new entry la “Pyrotecnico Fire Artis”, gli artisti dei fuochi pirotecnici che presenteranno numeri mai visti in zona e sono di Finali Ligure. Da non perdere anche il gruppo, un gradito ritorno, dei “Sonagli di Tagatam”.

All’interno del chiostro della cittadella della musica saranno esposte  le foto realizzate alle otto Dame selezionate nella terza edizione del concorso a loro riservato. Il fotografo di quest’anno sarà Luca Gamberale.

Il costo del biglietto per accedere alla Rocca rimane di tre euro ma, a differenza dello c

scorso anno, sarà possibile acquistare un abbonamento per le cinque sere che avrà il costo di 10 euro. Una soluzione molto conveniente per chi vorrà essere presente più sere alla Rocca de Lo Mastrogiurato.

Domenica 2 settembre il grande corteo storico prenderà il via con i consueti spettacoli in piazza. Saranno 700 i figuranti che sfileranno per la prima volta sul nuovo corso della città. La Slovenia e il ritorno di Chieti hanno aumentato considerevolmente il numero dei partecipanti al corteo che si svolgerà secondo tradizione con il giuramento del Mastrogiurato 2018, la lettura della formula e l’alza bandiera alla piana della fiera che anticamente dava il via alla fiere di Lanciano.

Anche quest’anno è prevista la cartolina speciale a cura dell’associazione Filatelica Anxanum.

Questa mattina annunciato anche il nome del Mastrogiurato 2018 che

il dott. LUIGI SCHIPS 54 anni,  direttore di Urologia degli Ospedali di Lanciano e Vasto, professore alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Chieti. Un  illustre Frentano che con la sua attività fa conoscere il nostro territorio in tutto il mondo.

L’operazione convenzionalmente denominata “PONY EXPRESS” ha consentito di individuare un’attività criminosa, dedita alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, posta in essere dagli arrestati i quali avevano creato una capillare, continua ed intensa rete di micro spaccio itinerante al dettaglio, capace di assicurare la fornitura di diversi tipi di droghe. L’area coperta comprendeva non solo  tutta la città di Lanciano ma anche i Comuni limitrofi, fino ad arrivare a quelli costieri, con consegne dello stupefacente eseguite anche a domicilio (da qui il nome dell’operazione)  

Le investigazioni, durate 6 mesi circa,  sono iniziate nel mese di Novembre 2017 a seguito di indagini scaturite da una minaccia aggravata patita da LANCI Maurizia, dalle quali emergevano, a carico della stessa, chiari elementi riconducibili ad un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Venivano quindi avviati mirati servizi di osservazione e pedinamenti finalizzati a riscontrare quanto emerso, successivamente ampliati mediante l’esecuzione di attività tecnica di intercettazione delle utenze in uso agli indagati che man mano emergevano, intercettazione ambientale e controllo  GPS di un’autovettura in un uso ad uno degli indagati. L’articolata attività info-investigativa condotta dagli investigatori del dipendente Nucleo Operativo e Radiomobile, ( in particolare sono state intercettate centinaia di ore di conversazioni telefoniche, molto spesso di difficile interpretazione poiché gli interlocutori si esprimevano con termini convenzionali,  eseguiti altrettanti servizi di osservazione e pedinamento durante i quali i militari hanno dovuto ricorrere a travestimenti per non essere individuati) ha consentito di acclarare inconfutabili elementi di colpevolezza  a carico di 10 indagati, nei confronti di 5 dei quali il G.I.P. del Tribunale di Lanciano Dr. Massimo CANOSA  ha ritenuto, concordando con le risultanze investigative proposte, emettere motivati provvedimenti restrittivi in ordine ad un accertato e redditizio spaccio di eroina, cocaina, hashish e marjuana,  che vedeva un bacino molto ampio di consumatori (oltre 100 tossicodipendenti sono stati identificati ed ascoltati).

Le ipotesi di reato accertate sono la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti e per alcuni anche il favoreggiamento personale. Nelle prime ore della mattinata odierna, i  Carabinieri della Compagnia di Lanciano, supportati da unità cinofile antidroga del Comando Provinciale di Chieti e dai colleghi della Compagnia di Ortona,  hanno dato la materiale esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare (1 in carcere e 4 ai domiciliari) nei confronti di:

La Forgia Vincenzo 50 anni di Lanciano; Coccia Nicola, 43 anni di San Vito Chietino; Lanci Maurizia, 27 anni di Frisa; Disotto Federico, 36 anni di Fossacesia; Montebello Franco, 45 anni di Castel Frentano.

Contestualmente all’esecuzione delle misure restrittive, sono state eseguite ulteriori 5 perquisizioni domiciliari; pertanto, i risultati ottenuti sono i seguenti: 5 arresti su O.C.C.; 4 arresti in flagranza effettuati nel corso delle indagini; 10 persone segnalate in stato di libertà; gr.250 di droga sequestrata pari a circa 1000 dosi; 11.000,00 Euro sequestrati quale provento dell’attività illecita.