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La Corte d'Appello dell'Aquila ha ribaltato la sentenza del tribunale di Lanciano che, l'11 dicembre di due anni fa, aveva condannato Mario Berghella - autore dell'inno del Lanciano Calcio dell'epoca - a una multa di 400 euro e al risarcimento di altri 5mila nei confronti di Donato Di Campli, avvocato e procuratore sportivo. La vicenda risale al novembre di 7 anni fa, quando in occasione dell'incontro di serie C1 Lanciano-Lucchese, allo stadio fu diffuso l'inno composto da Berghella, che nel ritornello ripeteva "Tatò, Tatò, Tatò", soprannome con cui Di Campli era conosciuto in città. Il legale sporse querela per diffamazione, perché riteneva il brano offensivo. Per i magistrati d'appello, invece, il fatto "non costituisce reato".

Morta la Virtus, è nata ufficialmente la Pro Lanciano. Ad annunciarlo, sui social, è Donato Di Campli, che dovrebbe essere anche il presidente del nuovo sodalizio rossonero. Per ora non è filtrata nessuna altra indiscrezione sulla compagine societaria, né in quale categoria militerà la squadra. La notizia, però, sta già facendo il giro della rete, tra l'entusiasmo della tifoseria.

Il giorno dopo l'annuncio della famiglia Maio della volontà di disimpegnarsi dal mondo del calcio e mettere in liquidazione volontaria la Virtus Lanciano, sul web esplode la protesta dei tifosi rossoneri che chiedono le dimissioni da consigliere comunale di Valentina Maio, appena eletta con la lista Lanciano Vale che fa capo all'assessore Davide Caporale. Un coro unanime, che prende di mira anche l'amministrazione comunale e il sindaco Mario Pupillo, accusato di aver saputo da sempre della volontà della famiglia di imprenditori di abbandonare la squadra, ma di aver taciuto per ragioni di opportunità elettorale. In realtà, è giusto precisarlo, è stato proprio Pupillo a favorire i contatti tra i Maio e Gilberto Candeloro, che però - all'ultimo momento - ha deciso di fare un passo indietro e di non assumersi l'onere di ripianare il bilancio del sodalizio rossonero, presupposto fondamentale per l'iscrizione al campionato di Lega Pro. Un impegno da un milione e mezzo di euro (anche se alcuni parlano di almeno un milione e 800mila euro), che l'ingegnere non si è sentito di assumersi. Secondo i bene informati, però, Candeloro non avrebbe chiuso definitivamente la porta al calcio frentano, ma anzi sarebbe disposto a sostenere una nuova squadra, ripartendo da una serie inferiore (la serie D, a cui Lanciano potrebbe ambire dopo la permanenza in serie B?), libero da debiti pregressi. C'è tempo ancora qualche giorno di tempo per evitare la cancellazione della Virtus dal panorama del calcio professionistico. Entro il 15 luglio, infatti, ci si può ancora iscrivere al campionato di Lega Pro, scontando un punto di penalizzazione. Ma esiste oggi in città un gruppo imprenditoriale in grado di mettere a disposizione "cash" una simile cifra? E allo stesso modo è possibile formare, in così pochi giorni, una cordata di imprenditori disposti a investire sul calcio? La sfida è sicuramente complicata e qui torna in gioco Pupillo, perché spetterà a lui gestire la situazione e, allo stesso tempo, occuparsi anche della "questione Valentina".