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“Predicare bene e razzolare male”, è una pratica sempre più diffusa nel nostro Paese e nella nostra città. E' questa l'eprtura del comunicato stampa iviato in redazione da Paolo Bomba, capogruppo in consiglio comunale di Nuova Lanciano e condiviso da  Angelo Palmieri e Gabriele Di Bucchianico.

L'attuale maggioranza, scrive Bomba, alla luce di una serie di atteggiamenti, scelte e decisioni, sembra proprio fare tesoro di questa cattiva abitudine. Belle parole e pochi fatti, il comune denominatore di questa amministrazione. L'ultimo esempio di arroganza, di non condivisione, si è verificato proprio qualche giorno fa, in occasione del voto in Consiglio Comunale (lo scorso 7 settembre)per il gemellaggio Lanciano-Laterza. Noi ci siamo astenuti e non perché non condividiamo questa decisione. Siamo convinti, continua,  che il gemellaggio rappresenti un legame importante e significativo che deve favorire e promuovere la collaborazione tra comunità diverse, favorendo il processo di integrazione attraverso un dialogo interculturale e uno scambio di esperienze. Riteniamo inoltre che la conoscenza, la cultura, la cooperazione rappresentino, mai come in questo momento storico, una fonte di arricchimento e di sviluppo. Il gemellaggio quindi è uno strumento positivo che va sostenuto e promosso, ma non è certo prerogativa di una sola parte politica che continua imperterrita ad inanellare errori uno dopo l'altro. Parole come dialogo, collaborazione, confronto, ascolto, che sono alla base di ogni gemellaggio sono di fatto sconosciute a chi governa la città quando si tratta di parlare o quanto meno rispettare il ruolo della minoranza.

Un'altra occasione persa per il Sindaco Mario Pupillo, conclude,  e la sua maggioranza eppure l'argomento è di quelli che dovrebbe unire, invece.E' inaccettabile che venga proposta una delibera già confezionata, senza nessun coinvolgimento da parte della minoranza, senza nessun percorso condiviso. Un atteggiamento che la dice lunga sul concetto di partecipazione e di democrazia di questa maggioranza che avrebbe invece potuto e dovuto intraprendere un percorso allargato, aprendo anche un tavolo di confronto con la partecipazione degli amministratori di Laterza, iniziando cosi quello scambio di idee che è poi alla base di ogni gemellaggio. Ma forse questo era un percorso troppo aperto e democratico, un modus operandi al quale non sono affatto abituati.

"Caro Sindaco non siete solo voi a rappresentare la città di Lanciano, anzi farebbe bene ogni tanto a ricordare i numeri e le vicende che l'hanno portata e riportata a sedere a Palazzo di città e a tenere nella giusta considerazione anche chi siede, per ora, nei banchi dell'opposizione, ma ha sempre preferito il dialogo, la critica costruttiva e non lo scontro nè la polemica strumentale. Non si può tacere, però, su episodi che non fanno altro che confermare un comportamento autoritario e arrogante".

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Dai Ricordi di Guerra di Pier Andrea Brasile pubblicati sul web da Francesca Romana Brasile, vogliamo riproporvi il racconto di quelle che furono le feste settembrine all'indomani dell'8 settembre. Giorni di speranze che svanivano e che srabbero sfociate poi nella rivolta del 6 ottobre.

"Il 15 settembre, mentre Lanciano celebrava le sue feste patronali e per il Corso trento e Trieste sfilavano le contadine con i canestri in testa che recavano il “don” alla Madonna, si videro arrivare le prime pattuglie tedesche, armate fino ai denti, o meglio al cinturone, sul quale spiaccavano due bombe a mano col manico di legno.
I Lancianesi seguitarono ad interessarsi della festa, concorsero numerosi all’asta dei donativi costituiti da specialità gastronomiche e dolci ed ascoltarono in piazza i pezzi di musica suonati dalla banda. Pareva che la guerra non li riguardasse più e che i tedeschi fossero forestieri di passaggio che si erano fermati anche essi a vedere la festa. 
Dopo qualche giorno si accorsero che i tedeschi non erano dei turisti, ma vera e propria truppa di occupazione e che il territorio da essi controllato era da considerarsi nemico e come tale soggetto alla requisizione di quanto loro occorreva per il proseguimento della guerra e alla mobilitazione degli uomini validi per l’approntamento di opere difensive.
Agli ingenui che chiedevano il pagamento delle merci requisite, i tedeschi rispondevano con pesante ironia: <<Paga Badoglio>> seguita da sarcastiche risa.
Nel sud le cose precipitavano: lo sbarco a Salerno, la liberazione di Napoli, lo sbarco a termoli e la propaganda di Radio Londra con le promesse di aiuti ai partigiani che si fossero sollevati contro gli invasori nazisti, avevano cambiato l’indifferenza dei primi giorni in insofferenza, prima ed in esasperazione, più tardi. 
Ai primi di ottobre le requisizioni si fecero più pesanti: con leve di ferro facevano saltare saracinesche delle rimesse, le porte degli appartamenti lasciati dai più pavidi che avevano cercato rifugio in campagna e prendevano auto- mobili, pianoforti, macchine da scrivere, apparecchi radio e quanto riuscisse loro comodo e gradito. 
Tra l’altre.. requisizioni ce ne fu una fatta da una pattuglia che entrò nell’orologeria di Filippo Console e si fece consegnare i migliori orologi da polso che aveva, assicurando il proprietario che avrebbe pagato Badoglio. Era presente il Generale del genio Ginesio Mercadante che era in borghese. Egli si presentò al capo della pattuglia e protestò altamente per l’atto brigantesco che veniva compiuto,indegno di militari che in tal modo disonoravano la divisa. Chiese di parlare col loro comandante e di accompagnarlo da lui. I Tedeschi lo misero in mezzo e lo accompagnarono al Comando. Si sparse allora la voce che il Generale Mercadante era stato arrestato e gli sririti più eccitati entrarono in fermento. 
Tra questi ci fu mio fratello Vincenzo, scottato già da una spoliazione di utensili e di ferramenta varia. Quando seppe la notizia da un cliente, si pose in tasca una grossa pistola automatica Stayer, chiuse il negozio ed andò in piazza a vedere che cosa si faceva. Personalmente, aveva simpatia per la famiglia Mercadante, ma era spinto a fare qualche cosa per dare sfogo all’indignazione che lo gonfiava e gli rendeva difficile accudire alla vendita della sua merce. Chì sa? << Forse – pensava – se qualcuno comincia, gli altri seguiranno l’esempio e i Tedeschi staranno più a posto. 
Giunto in piazza, sali per Via dei Frentani e, all’altezza di Largo Tappia, estrasse la pistola e sparò in ari i sette colpèi del caricatore. Al rumore alcuni uscirono fuori dalle botteghe, altri vennero syu dalla piazza e si strinsero attorno a mio fratello ancora fremente. << Scappate, Don Vincenzo, scappate giù per questo vicolo, che ora verranno i tedeschi dalla Piazza>>. E lo spinsero giù per la ripida scalinata che portava a Piazza della Verdura, donde avrebbe raggiunto facilmente la casa.
Alla mamma, stupita di vederlo tornare prima del tempo, disse ormai pacato e disteso: <<Ho sentito che sparavano in piazza. Per non farti stare in pensiero, sono tornato a casa>> E andò a chiudersi in camera.
Dopo qualche ora, andò a bussare alla porta il tenente della Polizia Municipale, D’Arezzo, che pregò la Mamma e la Zia di non farlo uscire per qualche giorno. Fingesse di essere malato e consegnasse a lui la pistola, perché, se i Tedeschi avessero operato una perquisizione, poteva passare dei guai seri. Era poi prudente disarmarlo, affinché non commettesse altre imprudenze.
E infine d’Arezzo telefonò a me , perché andassi a consolare mia madre e tenessi a freno mio fratello.
Lo trovai, invece, completamente scarico e molto impaurito, talchè per due giorni se ne stette in casa a covare umilmente il suo eroico gesto di ribellione.

A questo punto devo confessare a chi legge che, nonostante il divieto di portare armi e l’obbligo di consegnarle al comando tedesco, io giravo per Lanciano con la mia Beretta in tasca, l’arma su cui avevo prestato il giuramento da ufficiale. Non volevo consegnarla ai nemici e non volevo renderla inservibile, come aveva fatto mio cugino che aveva buttato giù nel pozzo il fucile da caccia e le altre armi esistenti in casa. Ma perché portavo addosso? Se mi avessero fermato per mandarmi al lavoro obbligatorio e mi avessero perquisito , mi mettevo nei pasticci e la mia famiglia, in quelle circostanze, aveva bisogno di me… E allora? Neanche ora saprei rispondere nulla di sensato e di razionale. Volevo forse sentirmi in grado di reagire alla violenza con la violenza, se i Tedeschi l’avessero tentata su di me o su qualche altro, sotto i miei occhi".

(Foto di Vetrina Frentana)

Torna la rievocazione storica,  la più antica d’Abruzzo,  del Mastrogiurato. L’evento che dal 1981, senza sosta alcuna, riporta la citta di Lanciano a vestire i panni di capitale delle Fiere medievali, l’epoca in cui da tutto il mondo allora conosciuto si giungeva nella capitale della Frentania per esporre le proprie merci. La figura del Mastrogiurato nasceva proprio per garantire il libero mercato, per vigilare sulla sicurezza dei mercanti, delle loro merci e degli acquirenti che dovevano essere rispettati da tutti senza alcuna differenza di razza, cultura e religione.

L’edizione numero 37 della grande Rievocazione storica dell’investitura del Mastrogiurato, come tradizione vuole, prenderà il via il 26 agosto dalle ore 17 in piazza del Plebiscito con la Tenzone dei quartieri in cui si sfideranno, in giochi di ispirazione medievale, i quattro rioni storici della città: LancianoVecchia, Civitanova, Borgo e Sacca. Una gara di agilità , tecnica e tenacia nella quale tutti i partecipanti si impegnaranno con grande tenacia, a riportare la vittoria nel proprio quartiere.

Donne alla fonte, il vasaio e il tiro alla fune saranno, come ogni anno, le gare che assegneranno al quartiere vincitore il Mastrogiurato d’oro, opera della artista Vito Pancella oltre, ovviamnete, all’onore di aprire il corteo del 2 settembre.

Si prosegue verso martedì 28 agosto dalle 18,30 con la “Fenice Falconeria” esposizione didattica di rapaci e falconeria, un gruppo veneto che per la prima volta saranno ospiti in città. Da mercoledì 29 a domenica 2 settembre torna tutta la suggestione e la magia della Rocca de Lo Mastrogiurato che, anche quest’anno, si svolgerà  alle Torri Montanare e nel chiostro del parco della Musica nel quartiere Civitanova. Una scommessa vincente quella di scegliere questa location che ha saputo ridare nuovo slancio al mercato medievale internazionale, agli spettacoli a tema e alla gastronomia tipica. Lo chef della Taverna de Lo Mercante sarà Alessandro Di Stefano che in passato ha già collaborato alla Panarda.

Fra i nuovi artisti che allieteranno le serate segnaliamo il “Theatre Group of Knight Gasper Lambergard” che vengono da Bled Castel in Slovenia. La Slovenia è la nuova nazione ospite che andrà ad aggiungersi, alla Germania, Portogallo, Francia e Ungheria . Altra new entry la “Pyrotecnico Fire Artis”, gli artisti dei fuochi pirotecnici che presenteranno numeri mai visti in zona e sono di Finali Ligure. Da non perdere anche il gruppo, un gradito ritorno, dei “Sonagli di Tagatam”.

All’interno del chiostro della cittadella della musica saranno esposte  le foto realizzate alle otto Dame selezionate nella terza edizione del concorso a loro riservato. Il fotografo di quest’anno sarà Luca Gamberale.

Il costo del biglietto per accedere alla Rocca rimane di tre euro ma, a differenza dello c

scorso anno, sarà possibile acquistare un abbonamento per le cinque sere che avrà il costo di 10 euro. Una soluzione molto conveniente per chi vorrà essere presente più sere alla Rocca de Lo Mastrogiurato.

Domenica 2 settembre il grande corteo storico prenderà il via con i consueti spettacoli in piazza. Saranno 700 i figuranti che sfileranno per la prima volta sul nuovo corso della città. La Slovenia e il ritorno di Chieti hanno aumentato considerevolmente il numero dei partecipanti al corteo che si svolgerà secondo tradizione con il giuramento del Mastrogiurato 2018, la lettura della formula e l’alza bandiera alla piana della fiera che anticamente dava il via alla fiere di Lanciano.

Anche quest’anno è prevista la cartolina speciale a cura dell’associazione Filatelica Anxanum.

Questa mattina annunciato anche il nome del Mastrogiurato 2018 che

il dott. LUIGI SCHIPS 54 anni,  direttore di Urologia degli Ospedali di Lanciano e Vasto, professore alla facoltà di Medicina e Chirurgia di Chieti. Un  illustre Frentano che con la sua attività fa conoscere il nostro territorio in tutto il mondo.

L’operazione convenzionalmente denominata “PONY EXPRESS” ha consentito di individuare un’attività criminosa, dedita alla detenzione ed allo spaccio di sostanze stupefacenti, posta in essere dagli arrestati i quali avevano creato una capillare, continua ed intensa rete di micro spaccio itinerante al dettaglio, capace di assicurare la fornitura di diversi tipi di droghe. L’area coperta comprendeva non solo  tutta la città di Lanciano ma anche i Comuni limitrofi, fino ad arrivare a quelli costieri, con consegne dello stupefacente eseguite anche a domicilio (da qui il nome dell’operazione)  

Le investigazioni, durate 6 mesi circa,  sono iniziate nel mese di Novembre 2017 a seguito di indagini scaturite da una minaccia aggravata patita da LANCI Maurizia, dalle quali emergevano, a carico della stessa, chiari elementi riconducibili ad un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Venivano quindi avviati mirati servizi di osservazione e pedinamenti finalizzati a riscontrare quanto emerso, successivamente ampliati mediante l’esecuzione di attività tecnica di intercettazione delle utenze in uso agli indagati che man mano emergevano, intercettazione ambientale e controllo  GPS di un’autovettura in un uso ad uno degli indagati. L’articolata attività info-investigativa condotta dagli investigatori del dipendente Nucleo Operativo e Radiomobile, ( in particolare sono state intercettate centinaia di ore di conversazioni telefoniche, molto spesso di difficile interpretazione poiché gli interlocutori si esprimevano con termini convenzionali,  eseguiti altrettanti servizi di osservazione e pedinamento durante i quali i militari hanno dovuto ricorrere a travestimenti per non essere individuati) ha consentito di acclarare inconfutabili elementi di colpevolezza  a carico di 10 indagati, nei confronti di 5 dei quali il G.I.P. del Tribunale di Lanciano Dr. Massimo CANOSA  ha ritenuto, concordando con le risultanze investigative proposte, emettere motivati provvedimenti restrittivi in ordine ad un accertato e redditizio spaccio di eroina, cocaina, hashish e marjuana,  che vedeva un bacino molto ampio di consumatori (oltre 100 tossicodipendenti sono stati identificati ed ascoltati).

Le ipotesi di reato accertate sono la detenzione e lo spaccio di sostanze stupefacenti e per alcuni anche il favoreggiamento personale. Nelle prime ore della mattinata odierna, i  Carabinieri della Compagnia di Lanciano, supportati da unità cinofile antidroga del Comando Provinciale di Chieti e dai colleghi della Compagnia di Ortona,  hanno dato la materiale esecuzione a 5 ordinanze di custodia cautelare (1 in carcere e 4 ai domiciliari) nei confronti di:

La Forgia Vincenzo 50 anni di Lanciano; Coccia Nicola, 43 anni di San Vito Chietino; Lanci Maurizia, 27 anni di Frisa; Disotto Federico, 36 anni di Fossacesia; Montebello Franco, 45 anni di Castel Frentano.

Contestualmente all’esecuzione delle misure restrittive, sono state eseguite ulteriori 5 perquisizioni domiciliari; pertanto, i risultati ottenuti sono i seguenti: 5 arresti su O.C.C.; 4 arresti in flagranza effettuati nel corso delle indagini; 10 persone segnalate in stato di libertà; gr.250 di droga sequestrata pari a circa 1000 dosi; 11.000,00 Euro sequestrati quale provento dell’attività illecita.

 

Dalle  prime ore della mattinata odierna, è in corso un’operazione da parte dei Carabinieri della Compagnia di Lanciano per l’esecuzione di 5 provvedimenti di custodia cautelare ed altrettante perquisizioni, emessi dal GIP del Tribunale di Lanciano su richiesta della locale Procura della Repubblica. 

L'operazione è il risultato di un ampio ed elaborato iter investigativo durato circa 6 mesi ed originatosi a seguito della commissione di un atto intimidatorio ai danni di uno degli indagati. Le indagini hanno permesso di accertare responsabilità per oltre 200 cessioni di droghe a carico degli indagati,  tutti della zona, i quali avevano creato una capillare, continua ed intensa rete di micro spaccio itinerante al dettaglio. I particolari dell’operazione saranno resi nel corso di una conferenza stampa prevista presso la Compagnia Carabinieri di Lanciano alle ore 11,30.

Il Sindaco Mario Pupillo, su proposta della funzione tecnica di Protezione Civile del Comune di Lanciano Ing. Fausto Boccabella e in seguito all'eccezionale nubifragio che ha colpito tutto il territorio del Comune di Lanciano ieri pomeriggio, ha attivato il Centro Operativo Comunale (C.O.C.) per il coordinamento dei servizi di assistenza alla cittadinanza. Sono state attivate 3 funzioni del COC: Tecnica, Viabilità, Volontariato. Da lunedì gli uffici del settore Lavori Pubblici cominceranno a raccogliere le istanze delle attività e dei privati cittadini danneggiati dal violento nubifragio, per rappresentare al Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso la necessità di richiedere alla Presidenza Consiglio dei Ministri la dichiarazione dello stato di emergenza.

“In breve tempo inoltreremo al Presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso tutta la documentazione necessaria per presentare alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la richiesta per il riconoscimento dello stato di emergenza. La cosa più importante è che nessuno si sia fatto male ed era questa la cosa più importante per tutti noi. Da adesso ci concentreremo sulla puntuale documentazione dei danni subiti sia dal Comune che dai cittadini: da una prima sommaria ricognizione, stimiamo danni per almeno 1.000.000 di euro. Una cifra che temiamo possa essere incrementata dai possibili dissesti idrogeologici che di solito compaiono a distanza di qualche giorno dopo l'evento piovoso e che gli uffici diretti dall'Ing. Fausto Boccabella monitorano attentamente. Non si ha memoria di un nubifragio di simile intensità e rapidità di caduta al suolo della pioggia, con oltre 6000 fulmini registrati nell'arco di un paio d'ore nella sola provincia di Chieti. Con l'Ing. Boccabella e la Polizia Municipale ci siamo attivati nell'immediatezza dell'evento piovoso per assistere la cittadinanza: a loro e agli encomiabili volontari impegnati per fronteggiare l'emergenza va il nostro speciale ringraziamento. Gli ingenti danni causati al patrimonio pubblico riguardano soprattutto le strade e alcuni muri di contenimento, come in via per Frisa dove il tratto di strada davanti l'ingresso del Parco Diocleziano è stato chiuso per motivi di sicurezza. Ci sono stati smottamenti con invasione della carreggiata da parte del fango che ha richiesto un intervento urgente da parte di ditte specializzate, due auto rimaste bloccate in via Corsea e nel sottopassaggio di piazzale Cuonzo che sono state rimosse in serata, diversi allagamenti consistenti sia nei sottopassaggi che in prossimità di alcuni tratti di strada in via per Frisa e in contrada Santa Liberata nei pressi del depuratore. In numerose strade l'asfalto è stato letteralmente divelto dalla furia dell'acqua, in particolare nella zona via Ciriaci e lungo la variante Frentana; danni severi anche nel centro storico in zona piazza del Malvò e Lancianovecchio.

Da una prima ricognizione, risultano danni importanti anche a carico dei privati e delle attività commerciali a causa dell'allagamento di magazzini, negozi, garage. Lunedì l'ufficio competente metterà a disposizione della cittadinanza i moduli per comunicare l'entità del danno agli uffici competenti e avviare le procedure di richiesta dello stato di emergenza”, dichiarano il Sindaco Mario Pupillo e l'Assessore ai Lavori Pubblici Giacinto Verna.

 

L'Assessorato ai Lavori Pubblici del comune di Lanciano ha predisposto un piano di intervento straordinario di posa a caldo dell'asfalto per implementare le attività in corso della squadra di operai comunali già impegnata sulle buche stradali, in attesa del prossimo avvio dei lavori del piano asfalti 2018 previsto entro la fine del mese di luglio. Sono stati infatti impegnati con urgenza 10.000 euro per la fornitura e posa in opera a caldo di asfalto per la chiusura e riparazione delle buche presenti lungo le strade comunali che mettono a rischio la sicurezza dei mezzi e dei cittadini. I lavori sono stati affidati alla ditta Asfalti Totaro srl di Altino.

“Le piogge abbondanti di questo ultimo mese hanno contribuito in maniera decisiva all’aggravarsi delle condizioni già precarie di alcuni manti stradali, creando buche più o meno grandi che mettono a repentaglio l'integrità dei mezzi e che molti cittadini ci hanno puntualmente segnalato. Ci siamo subito attivati dunque per impegnare risorse destinate a un piano di manutenzione stradale straordinario che inizierà subito e andrà avanti per tutto il mese luglio. Il piano andrà a rinforzare la squadra di dipendenti comunali che già da alcuni giorni stanno effettuando i primi ripristini per la messa in sicurezza stradale con interventi di asfalto a caldo su piccole porzioni di carreggiata. Ringrazio tutto il Settore Lavori Pubblici e la Dirigente Luigina Mischiatti per il lavoro quotidiano a servizio della comunità anche sul tema della sicurezza degli oltre 340 chilometri di strade di competenza comunale”, dichiara l'Assessore ai Lavori Pubblici Giacinto Verna.

Entro la fine del mese di luglio, inoltre, inizieranno i 700.000 euro di lavori del piano asfalti 2018: le procedure di affidamento lavori da parte della CUC sono in via di conclusione. Ventiquattro gli interventi previsti: strada comunale Torre Marino/Santa Maria dei Mesi (già oggetto di un intervento urgente di messa in sicurezza di un tratto particolarmente ammalorato per 15.000 euro, lavori già eseguiti); sistemazione e messa in sicurezza di via Mameli, la strada che collega il quartiere di Santa Rita con l’Iconicella; strada comunale di Colle Campitelli; strada di collegamento per Canile Comunale e Canile Sanitario Villa Martelli; via Cesare Battisti; via Aterno; via Dino Ciriaci; tratto di via per Fossacesia; via per Treglio; strada comunale Fonte Grande; strada comunale Sant'Egidio; strada comunale Fonte Barile; via Vincenzo Bianco; strada Iconicella Vecchia; via dei Funai; via Remo Falcone; strada comunale San Giovanni contrada Serre; strada comunale Panetti, Rizzacorno; via del Mancino traverse ex calzaturificio Torrieri; via San Giovanni da Capestrano; via Decorati al Valor Militare (attraversamenti rialzati); via Ferro di Cavallo; strada comunale dei Bomba contrada Follani; strada comunale Villa Andreoli.

I vertici aziendali della Honeywell di Atessa hanno riconfermato poco fa a Roma i licenziamenti, comunicati qualche settimana fa con lettere fatte partire lo scorso 8 giugno.

Il Mise (Ministero per lo sviluppo economico),  ha fatto sapere che scriverà alla sede centrale dell’azienda in  americana per chiedere il ritiro del provvedimento e la copertura dei due mesi scoperti, a partire dal 2 aprile scorso a causa della  mancata approvazione della Cigs.

Appena arriverà la risposta dalla Honeywell, fanno sapere i sindacati, il Mise riconvocherà il tavolo negoziale con Cgil, Fim e Uilm.

La Regione Abruzzo ha proposto l'utilizzo di fondi europei per la formazione dei 235

“Non sono soddisfatto al cento per cento, ma l'accordo raggiunto e che deve essere ancora firmato, è quello meno pesante per la società. Se questa lunga e controversa vicenda non si chiude potremmo avere dei seri problemi”. A parlare è il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe che ieri ha incontrato i sindaci proprio per informarli sull'iter della vertenza con l'Acea e sugli ultimi sviluppi e per ascoltare le loro considerazioni e le loro valutazioni in merito. Un argomento tanto importante non poteva, per il presidente, non essere affrontato e discusso insieme, prima di ratificare un'intesa faticosamente raggiunta. Ha ripercorso gli aspetti più significativi del contenzioso ricordando ancora una volta che si tratta di una storia che parte da molto lontano, da quando c'era la Cassa per il Mezzogiorno e che è andata avanti a colpi di carte bollate e di richieste milionarie. L'ultima di 7 milioni e mezzo di euro, o meglio 6 milioni richiesti dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma ai quali bisognava aggiungere le spese legali e processuali. “Ed è proprio su questa somma notevole, che si è concentrata tutta la nostra attività, quella del Cda e dell'Ufficio legale per cercare di individuare tutte le azioni da mettere in campo per arrivare a una soluzione accettabile. Questa cifra che i legali dell'Acea hanno richiesto – ha puntualizzato Basterebbe – in considerazione di una sentenza passata in giudicato, rappresenta poco più di un terzo dell'intero bilancio della Sasi. Si comprende quindi, quanto fosse grave la situazione. Da qui la necessità di tentare tutte le strade possibili per evitare l'esborso di una simile cifra che mai avremmo potuto pagare in un'unica soluzione. Sono proseguite riunioni tra i rispettivi uffici legali, io mi sono più volte incontrato con il presidente dell'Acea e alla fine abbiamo raggiunto un accordo, chiudere a 5 milioni e 400 mila euro, con il versamento di un milione all'atto della firma e 500 mila euro per 8 anni, senza interessi”. Certo, non è poco, ma è la soluzione migliore rispetto all'attuale situazione ha rimarcato il legale della Sasi, l'avvocato Di Zio, “chiudere con questa cifra e con un pagamento rateizzato è un accordo accettabile”.

I sindaci hanno ascoltato con attenzione l'intervento del presidente e quello dell'avvocato, sentono da anni parlare di questa complicata questione e chiuderla è già un grande risultato, anche se piuttosto oneroso. “Chiudere questo contenzioso, aver affrontato un problema complesso che si trascinava da troppi anni è già un grande obiettivo centrato”, ha detto il sindaco di Vasto Francesco Menna, mentre il primo cittadino di Cupello Manuele Marcovecchio ha chiesto se questo esborso avrà ripercussioni sulla comunità. Il sindaco di Altino Vincenzo Muratelli dopo aver ribadito “che tutto quello che si poteva fare è stato fatto” ha puntato l'indice contro il comportamento scorretto dell'Acea che non avrebbe nessun rispetto e considerazione per i territori. E questo è un tema destinato ad avere altri sviluppi.

I sindaci, hanno comunque apprezzato, non solo l'apertura al dialogo e al confronto di Gianfranco Basterebbe, ma soprattutto lo sforzo e l'impegno profusi per mettere la parola fine a una lunga ed esasperante telenovela.

 

Un piano da sei milioni di euro: tanto vale il programma delle assunzioni 2018 varato dalla Asl Lanciano Vasto Chieti e approvato ieri dalla Regione Abruzzo, che porterà ossigeno alle unità operative con conseguente positiva ricaduta sulle attività assistenziali. Il documento prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 117 unità, da destinare alla copertura di altrettanti posti vacanti di diverso profilo professionale. Una manovra che favorisce il lavoro stabile limitando il precariato, nel rispetto dell’obiettivo regionale di riduzione dei contratti a tempo determinato.

Saranno 25 le assunzioni nel ruolo tecnico (assistente sociale, assistente tecnico, Oss, programmatore e collaboratore tecnico professionale), e sette in quello amministrativo, mentre la parte del leone la fa l’area sanitaria, con 85 unità, di cui 52 dirigenti medici, otto direttori di struttura complessa e 25 unità del comparto tra infermieri, tecnici e altre figure.

Nel piano è previsto anche il concorso per la direzione della Radiologia dell’ospedale di Lanciano, quello che ancora mancava per la copertura di tutti i posti apicali lasciati scoperti al “Renzetti” dopo il pensionamento dei primari in carica. Entro l’anno, dunque, tutte le unità operative torneranno ad avere una guida stabile.

Sul fronte dei dirigenti medici la pattuglia più numerosa sarà quella dei ginecologi, visto che ne saranno assunti sette, seguiti dagli specialisti in medicina d’urgenza, cinque. Di seguito gli altri:

4 anestesisti 4 radiologi 3 biologi 3 psichiatri 2 cardiologi 2 chirurghi 2 geriatri 2 diabetologi 2 medicina trasfusionale 2 pediatri 2 veterinari 2 psicologi 1 chirurgo vascolare 1 direzione medica di presidio 1 gastroenterologo 1 medicina fisica e riabilitazione 1 medicina interna   1 nefrologia 1 ortopedia 1 patologia clinica.
 

«Questo piano, redatto con il supporto dell’unità operativa Amministrazione e sviluppo delle risorse umane - sottolinea il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco -, permetterà alle articolazioni aziendali di colmare carenze e migliorare l’operatività. E’ stato condiviso con l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, SIlvio Paolucci e recepito dalla Regione integralmente, che ancora una volta risponde positivamente alle istanze della nostra Azienda ponendola in condizione di offrire assistenza di qualità a un territorio così vasto. L’approvazione ci permette anche di varare i concorsi, assai attesi, per gli operatori socio sanitari, con 20 assunzioni, e per gli infermieri. Per la procedura che riguarda questi ultimi, prossima a essere bandita, ci sarà la riserva di posti del 50%, ai fini della stabilizzazione del personale attualmente in servizio a tempo determinato e in possesso dei requisiti previsti».

Il piano assunzioni 2018 è ricompreso nei limiti di spesa per il personale fissato dagli strumenti di programmazione regionale e che stabilisce per la Asl della provincia di Chieti un tetto pari 240 milioni di euro.

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