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“Non sono soddisfatto al cento per cento, ma l'accordo raggiunto e che deve essere ancora firmato, è quello meno pesante per la società. Se questa lunga e controversa vicenda non si chiude potremmo avere dei seri problemi”. A parlare è il presidente della Sasi Gianfranco Basterebbe che ieri ha incontrato i sindaci proprio per informarli sull'iter della vertenza con l'Acea e sugli ultimi sviluppi e per ascoltare le loro considerazioni e le loro valutazioni in merito. Un argomento tanto importante non poteva, per il presidente, non essere affrontato e discusso insieme, prima di ratificare un'intesa faticosamente raggiunta. Ha ripercorso gli aspetti più significativi del contenzioso ricordando ancora una volta che si tratta di una storia che parte da molto lontano, da quando c'era la Cassa per il Mezzogiorno e che è andata avanti a colpi di carte bollate e di richieste milionarie. L'ultima di 7 milioni e mezzo di euro, o meglio 6 milioni richiesti dal Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma ai quali bisognava aggiungere le spese legali e processuali. “Ed è proprio su questa somma notevole, che si è concentrata tutta la nostra attività, quella del Cda e dell'Ufficio legale per cercare di individuare tutte le azioni da mettere in campo per arrivare a una soluzione accettabile. Questa cifra che i legali dell'Acea hanno richiesto – ha puntualizzato Basterebbe – in considerazione di una sentenza passata in giudicato, rappresenta poco più di un terzo dell'intero bilancio della Sasi. Si comprende quindi, quanto fosse grave la situazione. Da qui la necessità di tentare tutte le strade possibili per evitare l'esborso di una simile cifra che mai avremmo potuto pagare in un'unica soluzione. Sono proseguite riunioni tra i rispettivi uffici legali, io mi sono più volte incontrato con il presidente dell'Acea e alla fine abbiamo raggiunto un accordo, chiudere a 5 milioni e 400 mila euro, con il versamento di un milione all'atto della firma e 500 mila euro per 8 anni, senza interessi”. Certo, non è poco, ma è la soluzione migliore rispetto all'attuale situazione ha rimarcato il legale della Sasi, l'avvocato Di Zio, “chiudere con questa cifra e con un pagamento rateizzato è un accordo accettabile”.

I sindaci hanno ascoltato con attenzione l'intervento del presidente e quello dell'avvocato, sentono da anni parlare di questa complicata questione e chiuderla è già un grande risultato, anche se piuttosto oneroso. “Chiudere questo contenzioso, aver affrontato un problema complesso che si trascinava da troppi anni è già un grande obiettivo centrato”, ha detto il sindaco di Vasto Francesco Menna, mentre il primo cittadino di Cupello Manuele Marcovecchio ha chiesto se questo esborso avrà ripercussioni sulla comunità. Il sindaco di Altino Vincenzo Muratelli dopo aver ribadito “che tutto quello che si poteva fare è stato fatto” ha puntato l'indice contro il comportamento scorretto dell'Acea che non avrebbe nessun rispetto e considerazione per i territori. E questo è un tema destinato ad avere altri sviluppi.

I sindaci, hanno comunque apprezzato, non solo l'apertura al dialogo e al confronto di Gianfranco Basterebbe, ma soprattutto lo sforzo e l'impegno profusi per mettere la parola fine a una lunga ed esasperante telenovela.

 

Un piano da sei milioni di euro: tanto vale il programma delle assunzioni 2018 varato dalla Asl Lanciano Vasto Chieti e approvato ieri dalla Regione Abruzzo, che porterà ossigeno alle unità operative con conseguente positiva ricaduta sulle attività assistenziali. Il documento prevede l’assunzione a tempo indeterminato di 117 unità, da destinare alla copertura di altrettanti posti vacanti di diverso profilo professionale. Una manovra che favorisce il lavoro stabile limitando il precariato, nel rispetto dell’obiettivo regionale di riduzione dei contratti a tempo determinato.

Saranno 25 le assunzioni nel ruolo tecnico (assistente sociale, assistente tecnico, Oss, programmatore e collaboratore tecnico professionale), e sette in quello amministrativo, mentre la parte del leone la fa l’area sanitaria, con 85 unità, di cui 52 dirigenti medici, otto direttori di struttura complessa e 25 unità del comparto tra infermieri, tecnici e altre figure.

Nel piano è previsto anche il concorso per la direzione della Radiologia dell’ospedale di Lanciano, quello che ancora mancava per la copertura di tutti i posti apicali lasciati scoperti al “Renzetti” dopo il pensionamento dei primari in carica. Entro l’anno, dunque, tutte le unità operative torneranno ad avere una guida stabile.

Sul fronte dei dirigenti medici la pattuglia più numerosa sarà quella dei ginecologi, visto che ne saranno assunti sette, seguiti dagli specialisti in medicina d’urgenza, cinque. Di seguito gli altri:

4 anestesisti 4 radiologi 3 biologi 3 psichiatri 2 cardiologi 2 chirurghi 2 geriatri 2 diabetologi 2 medicina trasfusionale 2 pediatri 2 veterinari 2 psicologi 1 chirurgo vascolare 1 direzione medica di presidio 1 gastroenterologo 1 medicina fisica e riabilitazione 1 medicina interna   1 nefrologia 1 ortopedia 1 patologia clinica.
 

«Questo piano, redatto con il supporto dell’unità operativa Amministrazione e sviluppo delle risorse umane - sottolinea il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco -, permetterà alle articolazioni aziendali di colmare carenze e migliorare l’operatività. E’ stato condiviso con l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, SIlvio Paolucci e recepito dalla Regione integralmente, che ancora una volta risponde positivamente alle istanze della nostra Azienda ponendola in condizione di offrire assistenza di qualità a un territorio così vasto. L’approvazione ci permette anche di varare i concorsi, assai attesi, per gli operatori socio sanitari, con 20 assunzioni, e per gli infermieri. Per la procedura che riguarda questi ultimi, prossima a essere bandita, ci sarà la riserva di posti del 50%, ai fini della stabilizzazione del personale attualmente in servizio a tempo determinato e in possesso dei requisiti previsti».

Il piano assunzioni 2018 è ricompreso nei limiti di spesa per il personale fissato dagli strumenti di programmazione regionale e che stabilisce per la Asl della provincia di Chieti un tetto pari 240 milioni di euro.

?Le emergenze colpiscono anche gli animali, oltre che le persone, ed è perciò fondamentale sapere come muoversi in caso di calamità o epidemia. E' stato quindi un vero e proprio addestramento quello compiuto dal servizio Sanità animale? della Asl della provincia di Chieti, che ha effettuato un’esercitazione in campo riservata a tutto il personale, sanitario e tecnico ausiliario, che ha preso parte alla simulazione di un allarme determinato da un focolaio di malattia infettiva, altamente contagiosa, e da un terremoto.

L'allarme è scattato alle ore 9.30, orario in cui tutto il personale delle sedi di Chieti, Lanciano e Vasto, dotato di attrezzature e mezzi necessari, si è diretto alla volta del punto di ritrovo stabilito, a Roccamontepiano, in località Montepiano. Sono stati allestiti recinti per il recupero e la custodia di animali come bovini, equini e caprini, ricoveri per animali d'affezione e impiantato un centro veterinario mobile, dotato di attrezzature per il pronto intervento, collocato all'interno di una tenda pneumatica alimentata con generatore di corrente.

?A seguire è stata poi istituita la stazione mobile di disinfezione con l'allestimento di una doccia pneumatica per la sterilizzazione da sostanze tossiche radioattive. Altro passaggio significativo è stata la geolocalizzazione delle strutture di ricovero ancora utilizzabili più prossime. Con l'impiego di navigatori satellitari gruppi diversi di sanitari sono state tracciate rotte e percorsi nel tentativo di recuperare animali dispersi nel bosco, tenendosi in contatto con ricetrasmittenti. Le operazioni si sono concluse in serata.

«La simulazione ha consentito di verificare consistenza ed efficacia di attrezzature e protocolli di cui disponiamo - sottolinea Giovanni Di Paolo, direttore del servizio Sanità animale della Asl Lanciano Vasto Chieti -. Esercitazioni come queste, inoltre, servono a mettere in luce eventuali criticità di organizzazione che possono essere corrette, così da essere pronti e incisivi in caso di necessità».

E’ Massimo Ranieri il super ospite delle Feste di Settembre 2018. Ad annunciarlo, questa mattina in conferenza stampa insieme al sindaco Mario Pupillo e all’Assessore alla Cultura Turismo e Grandi Eventi Marusca Miscia, è stato il presidente del comitato Feste di Settembre Maurizio Trevisan, riconfermato dopo il grande riscontro in termini di partecipazione e gradimento del programma allestito lo scorso anno.

E se già nel 2017 le feste patronali frentane, giunte alle 185^ edizione, si erano distinte per la qualità degli artisti presenti (UT New Trolls, Dodi Battaglia e Alex Britti), quest’anno l’annuncio del super ospite che si esibirà domenica 16 settembre in piazza Plebiscito è altrettanto ghiotto.

Massimo Ranieri è infatti tra i più conosciuti artisti a livello nazionale: non soltanto un cantante, ma anche attore, showman e intrattenitore. La sua esibizione sarà un’occasione quasi unica per piazza Plebiscito, visto che siamo abituati a vederlo più che altro nei teatri, in televisione o al cinema, anche nei ruoli di conduttore, attore o regista. E invece il 16 settembre a Lanciano regalerà uno spettacolo straordinario, fatto di musica, canzoni e parole.

“Sogno e son desto” è il nome del tour che l’artista sta portando in giro per il mondo: prima di Lanciano infatti si esibirà in tutta Italia, ma anche negli Stati Uniti, in Canada e Russia.

Scritto da Gualtiero Peirce e Massimo Ranieri lo spettacolo, dal titolo giocoso e provocatorio, non sarà dedicato ai vincitori e agli eroi, ma agli ultimi e ai sognatori: gli uomini e le donne cantati dalla musica di Raffaele Viviani e di Pino Daniele; o dal teatro di Eduardo De Filippo e Nino Taranto. Tra canzoni e monologhi non mancheranno i colpi di teatro: nel recital Ranieri andrà oltre il repertorio della canzone napoletana, interpretando brani dei più celebri cantautori italiani e internazionali: da Fabrizio De Andrè a Francesco Guccini, da Charles Aznavour a Violeta Parra.

Tra conferme e novità, nel corso della conferenza stampa di questa mattina sono stati fatti altri due annunci: le luminarie saranno realizzate, come lo scorso anno, dalla ditta di Paulicelli Gianfranco, mentre per quanto riguarda la Banda, il presidente Trevisan ha annunciato con grande soddisfazione la presenza della Banda Città di Lanciano.

 “Essere riuscito a portare Massimo Ranieri in piazza a Lanciano – è il commento entusiasta del presidente delle Feste di Settembre 2018, Maurizio Trevisan – è stato un traguardo straordinario. All’inizio sembrava un’impresa impossibile, ma poi ce l’abbiamo fatta. Con questo primo risultato rimettiamo in moto la macchina organizzativa delle Feste di Settembre 2018, che sarà composta da tantissimi altri eventi, che sveleremo nelle prossime settimane”.  

Altrettanto entusiasti il sindaco Mario Pupillo e l’assessore alla Cultura Turismo e Grandi Eventi Marusca Miscia.

 “Quella di Massimo Ranieri è una scelta di altissimo livello che consente di proseguire sulla strada intrapresa lo scorso anno: un deciso cambio di rotta verso la musica di qualità che ha reso le Feste di Settembre un appuntamento imperdibile per decine di migliaia di persone. Auspichiamo una grande partecipazione da parte della città e dei cittadini, le Feste sono di tutti e rappresentano l'appuntamento più atteso dell'anno dai Lancianesi e non solo. Come Amministrazione, con grande sforzo, abbiamo fatto e faremo la nostra parte: abbiamo riavvicinato, ma non pareggiato, la quota del contributo storico che il Comune assicurava alle Feste, il cui indotto in termini economici e sociali è sotto gli occhi di tutti. Ringraziamo il Presidente del Comitato Maurizio Trevisan con tutto il suo staff che hanno messo a segno questo autentico colpaccio per Lanciano con l'ingaggio del più grande uomo di spettacolo poliedrico italiano”.

 

Consiglio comune che si prevede infuocato quello di mercoledì prossimo a Lanciano, fra gli argomenti all’ordine del giorno, oltre al “trasloco”del monumento ai caduti, anche la tassa di soggiorno che l’amministrazione comunale vorrebbe istituire in città. Ma cos’è la tassa di soggiorno?

L’imposta di soggiorno, chiamata anche tassa di soggiorno, è un’imposta applicata su chi soggiorna in strutture ricettive alberghiere o extra-alberghiere di determinate città italiane o straniere. I costi della tassa di soggiorno variano da città a città a seconda dei regolamenti comunale.  L’imposta di soggiorno, quindi, è un’imposta fissa richiesta ai turisti, ovvero alle persone che alloggiano presso le strutture ricettive di quei comuni che adottano lo strumento fiscale. 

Quest'amministrazione sarà ricordata per la capacità di far “scappare” visitatori- insorge l’Ascom Abruzzo, l’associazione di categoria che lavora per i commercianti e consumatori di Lanciano, con provvedimenti che, in un momento di profonda crisi, si stanno rivelando deletari ed “aggressivi” per il commercio e le diverse attività produttive. Dopo le Ztl (Zone a traffico limitato) che hanno desertificato un trascurato centro storico, ora arriva la tassa di soggiorno...”.

Angelo Allegrino, presidente  di Ascom Abruzzo, si dice nettamente contrario all'introduzione, da parte del Comune di Lanciano, dell'imposta di soggiorno a carico di quanti "alloggiano nelle strutture ricettive del territorio". La proposta, già elaborata dagli uffici comunali, arriverà presto in Consiglio per l'approvazione. Sulla questione ci sono state già riunioni in municipio, anche con le associazioni di categoria. “Ascom Abruzzo è nettamente contraria a questo nuovo balzello a carico dei turisti e di quanti pernottano a Lanciano”, tuona Allegrino. Da calcoli dell'amministrazione in città sarebbero registrate circa 20mila presenze all'anno e la tassa si dovrebbe aggirare sui due euro e gli introiti essere utilizzati per “migliorare l'accoglienza turistica”. “Lanciano – riprende Allegrino – non è città che conta frotte di turisti.

Il turismo, per la maggior parte, è quello legato al Miracolo Eucaristico, con i pellegrini che arrivano e ripartono nel giro di qualche ora, senza purtroppo fermarsi. Questa tassa, quindi,  non porterebbe grandi introiti nelle casse pubbliche, solo poche decine di migliaia di euro all'anno, ma potrebbe indurre visitatori e turisti a scegliere strutture ricettive dei centri limitrofi e a boicottare Lanciano. Poi ci sono quelli che pernottano a Lanciano per motivi di lavoro, perché magari vengono assunti per brevi periodi nelle aziende della Val di Sangro e a loro non si può imporre una tassa di soggiorno. Prima di introdurre questa imposta bisognerebbe creare servizi per i turisti. Quindi il nostro no è deciso”.

 

 

 “Dopo la prima segnalazione fatta a novembre scorso oggi stesso ho provveduto a segnalare di nuovo alla Procura della Repubblica del Tribunale di Lanciano e alla Procura Regionale della Corte dei Conti  le circostanziate anomalie e criticità emerse in questi mesi e ancora da chiarire sul concorso-avviso per l’assunzione a tempo indeterminato di personale tecnico e amministrativo pubblicato dalla S.A.S.I. Spa”.

Questa la denuncia sollevata dal consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo che aggiunge quanto segue: “Questa seconda segnalazione alle Procure scaturisce dall’ultima e recente lettera anonima indirizzata all’attenzione della al sottoscritto in qualità di Presidente della Commissione Vigilanza e immediatamente girata sia al Difensore Civico sia al Procuratore Generale e sia al Presidente della Corte dei Conti. Singolare come l’estensore anonimo della lettera era a conoscenza sia dei nominativi dei vincitori del concorso e sia il ruolo da loro ricoperto. Come da me evidenziato nei mesi scorsi -  spiega Febbo – l’avviso della SASI, ‘mascherato’ in concorso, altro non è che una procedura tutta interna, o meglio un escomatoge, per sistemare tutti gli interinali già presenti ed operanti all’interno della società pubblica. Infatti sui 67 posti messi a bando tramite avviso-concorso ben 54 figure vincitori sono già personale interinali che ricoprono quel preciso ruolo. E credo che il dato vada ad aumentare se si prendano in considerazione i punteggi paritetici. Praticamente un avviso, presentato come un concorso, teso a regolarizzare il personale assunto a tempo determinato e stabilizzarlo con un contratto indeterminato. Oltre questi gravi vizi di forma e di trasparenza nello svolgimento di questo bando della SASI rimangono sul tappeto diverse criticità ancora da dirimere.

Intanto ci sono tre ricorso al Tar il cui esito lo scopriremo nelle settimane prossime ma soprattutto rimane aperto il superamento dei criteri legislativi e sentenze recentissime scaturite dalla proprio dalla Legge Madia che possono determinare tale avviso totalmente illegittimo. Nello specifico il Presidente della SASI e il suo CdA dovrebbe sapere appunto come il Decreto legislativo 175/2016 (cosiddetto Legge Madia) pone tra i divieti e assume primario rilievo proprio quello sancito dall’art. 25, comma 4, che prevede per le società in controllo pubblico, il blocco fino al 30 giugno 2018, di nuove assunzione a tempo indeterminato, se non attingendo, con le modalità stabilite da un decreto ministeriale, all’elenco dei lavoratori dichiarati eccedenti a seguito della ricognizione del personale in servizio alla data del 30 settembre 2017. Come comunicatomi anche dal Direttore Generale Rivera anche in Regione Abruzzo abbiamo finalmente operativo l’elenco degli esuberi inseriti nell'applicativo Anpal (Agenzia nazionale politiche attive del lavoro) dove le Società partecipate a controllo pubblico hanno comunicato le eccedenze di personale in base alla ricognizione disposta dall'art. 25 del D.Lgs. n. 175/16 (“Testo unico delle Società a partecipazione pubblica). Nella nostra Regione abbiamo personale in esubero presenti nell’applicativo Anpal proveniente dal Abruzzo Euroservizi, Sistema srl e Sviluppo Italia Abruzzo che attendono risposte chiare sul loro futuro e la loro ricollocazione all’interno delle società pubbliche in house.

A questo va aggiunto anche la lettera diffida inviata alla Procura fatta dai lavoratori del Cotir ai quali non è stato concesso l’opportunità di partecipare al bando pur avendo i requisiti di cui illustrati sopra. È del tutto evidente come la SASI continui ad ignorare completamente le disposizioni del Decreto Madia relativo alla ricollocazione degli esuberi di personale delle società a partecipazione pubblica. Pertanto – conclude Febbo - discutibili, anomali e criticabili erano, sono e rimangono i criteri, il metodo e le norme seguite per assumere e stabilizzare tutto il personale interinale presente all’interno alla SASI senza alcun vero criterio selettivo e di meritocrazia. Dopo questa mia ennesima segnalazione alla Procura della Repubblica spero e mi auguro che la stessa intervenga in maniera autorevole per sospendere qualsiasi attività conseguente all’avviso- concorso”.

 

L'ufficio tutela ambientale del Comune di Lanciano è intervenuto ieri in località Ponte Nuovo Fiume Sangro e nella zona industriale “Valle” di Cerratina con un'operazione straordinaria tesa alla rimozione di circa 140 quintali di rifiuti abbandonati. 

Non è la prima volta che in queste località si interviene per raccogliere rifiuti abbandonati da parte di cittadini incivili: si tratta di operazioni complesse che richiedono un notevole impiego di mezzi e forza lavoro, il cui costo ricade sul Comune e quindi sulla collettività. Le operazioni di rimozione dei rifiuti sono infatti state eseguite con mezzi e personale del Comune di Lanciano, in collaborazione con la società EcoLan spa, gestore del servizio pubblico di raccolta rifiuti. L'intervento, che ha permesso di bonificare una vasta area, è stato effettuato nell'ambito del piano di iniziative che interesserà anche altre aree ricadenti nel territorio del Comune di Lanciano e che inevitabilmente andranno ad incidere in maniera significativa in termini di costi sulla tariffa di igiene urbana.

L'abbandono di rifiuti è un inqualificabile gesto di inciviltà e disprezzo del bene ambientale che porta al degrado paesaggistico dei luoghi e al rischio di contaminazione dei suoli e delle falde acquifere. Giova ricordare che l'abbandono di rifiuti è una grave violazione delle norme di tutela ambientale che la legge sanziona con una multa da 300 a 3000 euro se messa in atto da privati cittadini, raddoppiata in caso di abbandono di rifiuti pericolosi; nel caso in cui ad abbandonare i rifiuti sia una ditta o attività commerciale,  è prevista la pena dell'arresto da 3 mesi a 1 anno o con un'ammenda da 2600 a 26000 euro se si tratta di rifiuti non pericolosi, da 6 mesi a 2 anni e con l'ammenda da 2600 a 26000 euro in caso di rifiuti pericolosi.

L'Amministrazione comunale, per favorire un contrasto efficace di questo fenomeno illegale, ha interessato i Carabinieri Forestali di Lanciano e la Polizia Municipale che già in diverse precedenti occasioni hanno individuato e sanzionato i responsabili dell'illecito, deferendoli all'Autorità giudiziaria, anche grazie all'utilizzo da parte delle forze dell'ordine di foto-trappole.

L’Abruzzo sarà teatro di un esperimento unico al mondo all’interno dei Laboratori del Gran Sasso. L’unicità dell’esperimento  è tale anche per via dei rischi che si correranno. L’esperimento detto SOX (Short distance neutrino Oscillations with boreXino), in cerca di conferme o smentite sulle "anomalie dei neutrini", prevede infatti l’arrivo di una potente sorgente radioattiva di Cerio 144, proveniente da combustibile radioattivo di un reattore nucleare russo, incapsulata in un sarcofago di tungsteno spesso 19 cm, trasportata dal sito nucleare di Mayak fin dentro il nostro Gran Sasso. 

Nonostante le rassicurazioni del Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) l’esperimento suscita forti perplessità per il fatto che le contaminazioni radioattive hanno durata millenaria, con conseguenze disastrose per la salute. La perplessità poi si trasforma in inquietudine se si considera che l’opinione pubblica è a conoscenza  di questo esperimento non per effetto di comunicazioni istituzionali, per quanto tardive, ma grazie al lavoro di indagine delle associazioni.

 cittadini che bevono l’acqua del Gran Sasso e tutti gli abruzzesi in generale dovrebbero fidarsi a occhi chiusi degli scienziati e delle istituzioni, che li hanno tenuti fuori dalle decisioni sull’esperimento, ormai prossimo alla realizzazione, senza neanche il diritto di obiettare parola. Dunque di questioni da discutere e obiezioni da sollevare ce ne sono molte.

Se ne parlerà nell'assemblea che si terrà a Lanciano sabato 4 novembre alle ore 18,00 presso il Palazzo degli Studi in Corso Trento e Trieste.

Introduce e modera ALBA BRIGHELLA NSC.
Interviene DAVIDE  CAPORALE, Assessore all'Ambiente Comune di Lanciamo
Relatori: AUGUSTO DE SANCTIS, FORUM H2O  
CARLO SPERA, autore ed editore di volumi e documentari che si occupano di tematiche sociali, con particolare attenzione alle conseguenze degli incidenti nucleari.

 


 

                                                                                                                                                                             

 

Il prossimo 31 ottobre, come annunciato il 26 dicembre 2016, termineranno definitivamente gli effetti della proroga concessa alla validità dei vecchi pass rilasciati ai sensi del vecchio regolamento Ztl: dal 1° novembre, dunque, saranno autorizzati al transito ed alla sosta nelle Ztl dei quartieri Lancianovecchia e Borgo esclusivamente i titolari delle autorizzazioni rilasciate in virtù del nuovo regolamento Ztl.

I vecchi pass, la cui scadenza inizialmente era stata fissata al 31 dicembre 2016, erano stati poi prorogati fino al 30 aprile 2017 per dare modo ai possessori dei requisiti di presentare l'istanza di nuova autorizzazione e di continuare a transitare e sostare in ZTL, in attesa del rilascio del nuovo provvedimento “autorizzativo” o del diniego da parte degli uffici di competenza.

Come annunciato, pertanto, il 1° novembre 2017 si concluderà la fase di “transizione” dal vecchio al nuovo regolamento ZTL: saranno autorizzati alla sosta e al transito esclusivamente i titolari delle autorizzazioni rilasciate ai sensi del nuovo Regolamento, approvato dal Consiglio Comunale il 2 dicembre 2016 e le cui principali novità sono state presentate direttamente alla cittadinanza nel corso di 4 incontri pubblici organizzati nel mese di marzo. Ad oggi, sono circa 200 le autorizzazioni - composte da titolo autorizzativo da conservare e dal contrassegno da esporre nel mezzo autorizzato in posizione ben visibile, nei casi previsti dal Regolamento - in attesa di essere ritirate presso l'Ufficio Mobilità e Traffico di Largo Tappia: il personale dell'ufficio ha nei giorni scorsi iniziato a contattare telefonicamente i titolari delle autorizzazioni, per sollecitarne il ritiro nel più breve tempo possibile. Per i residenti le nuove autorizzazioni avranno una validità di 5 anni, rinnovabile per altri 5 anni.

L'ufficio Mobilità e Traffico sito in Largo Tappia è aperto al pubblico il lunedì, il mercoledì e venerdì dalle ore 10 alle ore 13 e il martedì e giovedì dalle 16 alle 18. Ulteriori informazioni sono disponibili nell'area dedicata del sito istituzionale bit.ly/Ztl_Lanciano e allo 0872707305.


La Ztl è attiva nel quartiere Borgo con chiusura al traffico non autorizzato dalle 14 alle 16 e dalle 20 alle 7 da lunedì al venerdì; sabato dalle 14 alle 16 e dalle 20 alle 7 del lunedì successivo. Nel quartiere Lancianovecchia chiusura al traffico non autorizzato dalle 13 alle 16 e dalle 20 alle 9, tutti i giorni.

 

La nostra rubrica “La Tua Voce Conta” inizia a raccogliere le prime segnalazioni dei cittadini e, dalle prime immagini che giungono in redazione, non possiamo non notare come le persone lamentino il degrado urbano nel quale versa la città.

Il senso civico sembra averci abbandonato e il quadro che ne viene fuori è davvero desolante. Fra le tante fotografie giunte  una fra tutte ci ha particolarmente colpiti: una macchina in uso al comune in sosta a ridosso dello scivolo per i portatori di handicap in viale delle Rimembranze. Una zona quella, forse per la presenza di numerosi uffici, la scuola primaria e il tribunale  dove davvero gli automobilisti danno il peggio… e non solo loro a giudicare dalle immagini.

Poi il problema dell’uscita dei bambini da scuola nella giornata di sabato mattina dove il bussino scolastico è costretto a sostare nel bel mezzo della carreggiata, bloccando così di fatto l’unica strada per scende su via Panoramica, perché il posto a lui riservato è occupato da una macchina di  un privato cittadino. Il caos che ne scaturisce è immaginabile e con l’arrivo della brutta stagione la paura di far prendere freddo ai propri pargoli darà l’avvio alle soste più selvagge e fantasiose che si possa pensare.

Eppoi, per finire, e non per minore importanza la spazzatura, gettata dove si vuole, senza alcun problema con il risultato visibile a tutti. La sporcizia che si trova nell’area dell’ex ippodromo villa delle Rose e nella zona della vecchia stazione, dopo il fine settimana, ha dell’incredibile. Centinai di bottiglie di vetro e plastica, cartacce ed ogni genere di pattume viene abbandonato fra le panchine divelte dell’ippodromo, i muretti adiacenti il cantiere delle tribune. Lo spettacolo indecoroso ai quali sono costretti i cittadini è davvero triste. La domenica mattina il campo di calcio ospita le squadre di calcio giovanile che arrivano da tutta Italia e i lancianesi, quelli educati, si vergognano.

 Avrei voluto chiedere personalmente scusa a tutti quei genitori di Manoppello- scrive un papà riferendosi alla squadra ospite che giocava ieri mattina-  presenti al campo di Villa delle Rose ma provando una vergogna mai provata prima ho preferito che pensassero che io ed i miei figli non fossimo lancianesi. Non so  di chi è la colpa di questo scempio ma so soltanto che chi ritiene di non aver colpe ha il dovere morale e civico di permettere ai bimbi di questa città di giocare nella loro Villa delle Rose, o di quello che ne resta-aggiungiamo noi. (C.Lab.)

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