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A Lanciano si sa i tempi sono sempre un “tantino” diversi da tutto il mondo. Del resto si festeggia il Natale il 23 dicembre perché ci si dovrebbe meravigliare che ad oggi 6 febbraio 2017 le luminarie natalizie sono ancora tutte funzionanti?

Si era partiti in ritardo, intorno al 22 dicembre quindi qualcuno aveva auspicato che messe tardi si sarebbero tolte tardi. Poi ci si era messa l’emergenza neve, certo le priorità erano altre ed ancora il blackout, anche se li si verificò un fatto strano: città al buio ma luci natalizie funzionanti…ma forse in quel caso si fece di necessità virtù e si pensò “beh almeno ci si vede”, anche se nelle contrade in molti restarono senza luce tre giorni e il tutto sembrava tanto una beffa.

Poi la polemica sui social, le spiegazione dell’amministrazione e la speranza, di alcuni, che con bacio del Bambino il 2 febbraio , la Candelora, il giorno nel quale la tradizione consiglia di togliere il bambinello dal presepe, sparissero le lucine, che nel frattempo si sono anche fulminate. Niente, ieri sera erano ancora li insieme all’albero più misero che abbia ma addobbato piazza Plebiscito e con i lancianesi che si chiedono chi pagherà poi i conti.

Qualcuno parla di un senso di “sciatteria” nel vedere ancora corso Trento e Trieste, Via Dalmazia, la piazza e corso Bandiera (anche se li le luci, francamente più belle, erano state messe dai commercianti) ancora addobbate a festa. E’ vero le priorità sono state altre, il maltempo ha richiesto un sforzo per le casse comunali non indifferente, gli uomini scesi in campo avevano ben altro a cui pensare ma ad oggi uno sforzo in più davvero si renderebbe necessario per risolvere quella che agli occhi di tanti è diventato argomento di cui ridere. (C.Lab)

La Procura della Repubblica di Lanciano ha tratto in arresto un uomo di D.F. L. di anni 39, di Treglio, ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia, violazione degli obblighi di assistenza familiare e atti persecutori nei confronti di due donne ( ex coniuge e nuova compagna).

Le indagini, partite immediatamente di seguito alla denuncia sporta dalla donna condotte da personale della Stazione Carabinieri di Lanciano e di San Vito Chietino e coordinate da questa Procura, hanno evidenziato come l'indagato: - nel periodo di convivenza con la propria moglie, dal 2010 al giugno 2016, ha maltrattato la stessa, picchiandola, denigrandola e minacciandola di morte, anche in presenza dei loro tre figli minori, minacciando altresì di fare pestare di botte il padre della donna. E dopo aver abbandonato il domicilio domestico per andare a vivere con l'amante nel giugno 2016, ha omesso di mantenere la moglie ed i tre figli minori, facendo mancare loro ogni mezzo di sussistenza e appena venuto a conoscenza della volontà della propria moglie di chiedere la separazione, ha iniziato a perseguitare la stessa affinché cambiasse idea, seguendola nei suoi spostamenti e minacciandola ripetutamente di morte, sia di persona che attraverso conversazioni telefoniche e sms, anche e soprattutto in relazione alla gestione dei figli minori (da giugno 2016 a gennaio 2017).

Interrotta la relazione sentimentale con la sua amante, conclusasi per volontà della donna che nutriva dubbi sulla persistenza dei suoi legami con la moglie, ha iniziato a perseguitare e minacciare anche lei, utilizzando le medesime modalità adottate nei confronti della propria moglie (da agosto 2016 a gennaio 2017). Le condotte violente e persecutorie dell'indagato si sono dispiegate nel corso degli ultimi mesi all'unisono nei confronti di entrambe le donne; nell'esercizio del suo delirio non ha disdegnato di minacciare di morte la moglie anche in presenza dei Carabinieri, intervenuti su richiesta della donna, dicendo a gran voce che avrebbe preferito andare in galera che non vedere i suoi figli.

Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanciano, Dott. Massimo Canosa, accogliendo la prospettazione del P.M. Dott.ssa Rosaria Vecchi, ha emesso a carico dell'indagato la misura cautelare anzidetta stante i fatti di estrema per cui si procede e la necessità di interrompere assolutamente la sua condotta criminale prima che possa giungere alla commissione di gravi delitti contro la persona. E'stato necessario fermare l'escalation criminosa dell'uomo respinto da entrambe le donne che minacciava di continuo di morte entrambe paventando anche l'uso dell'acido.

S. Biagio nacque a Sebaste nell'Armenia. Passò la giovinezza fra gli studi, dedicandosi in modo particolare alla medicina. Al letto dei sofferenti curava le infermità del corpo, e con la buona parola e l'esempio cristiano cercava pure di risanare le infermità spirituali.
La tradizione lo vuole protettore della gola per via di un episodio che narra che nel tragitto dal monte alla città fra la tanta gente corse anche una povera donna che, tenendo il suo povero bambino moribondo sulle sue braccia, scongiurava con molte lacrime il Santo a chiedere a Dio la guarigione del figlio. Una spina di pesce gli si era fermata in gola e pareva lo volesse soffocare da un momento all'altro. Biagio, mosso a compassione di quel bambino, sollevò gli occhi al cielo e fece sul sofferente il segno della croce.

Mamma, sono guarito,
 gridò tosto il bambino
 sono guarito!... “
Il rituale che si svolge in città è fortemente sentito da tutti i lancianesi e consiste  nell'unzione della gola con l'olio per immunizzare da ogni malattia. In qualche località si usa, una penna di gallina nera e si fa baciare una reliquia del santo. Lungo la via che porta alla chiesa, fra l’altro la costruzione più antica della città, vengono allestite bancarelle di ciambelle, comunemente chiamate "taralli", all’anice e panini votivi (panicelli). Le file sono interminabili già dal primo mattino e per chi fosse impossibilitato a recarsi dal Santo può far ungere un fazzoletto o un batuffolo d’ovatta da riportare a casa a condizione che una volta passato sulla gola dell’infermo poi si bruci recitando una preghiera.

Sarà il M° Donato Renzetti il nuovo Sovrintendente Artistico EMF per le attività didattiche e concertistiche collegate, nell’ambito dell’Estate Musicale Frentana.

Renzetti, nato a Torino di Sangro il 30 gennaio 1950, è tra i direttori d’orchestra italiani più affermati al mondo. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti in importanti concorsi internazionali come il "Diapason d'Argento" nel 1975 e nel 1976 al "G.Marinuzzi" di San Remo o la medaglia di bronzo nel 1978 al "Primo Concorso E. Ansermet" di Ginevra. La sua carriera non ha avuto sosta alternando l’attività sinfonica con produzioni d’opera lirica e registrazioni discografiche.

Ha diretto alcune tra le più importanti orchestre del panorama musicale internazionale come la London Philarmonic, l’English Chamber Orchestra, la Filarmonica di Tokyo e l’Accademia di Santa Cecilia di Roma. Dal 1987 è docente di Direzione d'Orchestra per il Corso Triennale di Alto Perfezionamento all'Accademia Musicale Pescarese, scoprendo numerosi talenti di nuove generazioni.

Nel 2002 il Collegio dei Ragionieri di Lanciano in Abruzzo gli ha conferito il "Premio Frentano d'Oro" per i meriti artistici ottenuti in Italia e all'estero.

“Credo sia importante dare il mio contributo e poter lavorare insieme al presidente Omar Crocetti - è il primo commento del direttore artistico Renzetti - per salvaguardare l’esistenza di questa istituzione che nonostante gli esigui finanziamenti, il mancato sostegno di una politica sorda, merita di essere sostenuta affinché continui l’attività concertistica e di formazione musicale internazionale che l’ha contraddistinta e ha contraddistinto la città di Lanciano in questi 45 anni di storia e di tradizione, culturale e artistica”

L’Associazione “Amici della Musica” FEDELE FENAROLI, ringrazia il M° Renzetti e augura a lui, a tutto lo staff e ai collaboratori, un buon lavoro per la preparazione e lo svolgimento della 46esima stagione didattica e concertistica EMF per l’anno 2017.

 

Torna in primo piano la questione legata alla chiusura dei Tribunali cosiddetti minori. Questa mattina in Senato si è tenuta una conferenza stampa proprio su questo delicato e complesso argomento. “Siamo tutti uniti, maggioranza e opposizione, nel richiedere una proroga della chiusura dei 4 tribunali minori abruzzesi, necessaria per affrontare l'emergenza che sta vivendo la regione. Proprio alla luce di questa inedita situazione, è ancora più evidente che sarà comunque necessario ripensare la geografia giudiziaria nella nostra Regione, visto che il riordino ipotizzato comporta un sacrificio che i cittadini, così provati, non possono sopportare". A parlare è la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, che oggi ha partecipato alla conferenza stampa insieme ai senatori Paolo Arrigoni (Lega), Maurizio Bucarella (M5s), Paola Pelino (Fi) e all'onorevole Filippo Piccone (Ap-Ncd). All'incontro con i giornalisti hanno preso parte anche il vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Paolini, il Presidente di Anci Abruzzo e delegato del Comune di Vasto Luciano Lapenna, il sindaco di Avezzano Di Pangrazio, il vicesindaco di Lanciano e il Presidente del Consiglio Comunale, Pino Valente e Leo Marongiu ed altri amministratori dei quattro Comuni interessati., l'assessore e Consigliere di Sulmona ed altri amministratori dei 4 Comuni sedi dei tribunali.
"In Regione - ha spiegato la Pezzopane - si è già insediata una commissione, col compito di elaborare una proposta per il riordino della geografia giudiziaria in Abruzzo. Nel frattempo, la proroga è necessaria per evitare la chiusura dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Il mio emendamento, il 14.82, propone una proroga fino al 2021 ed è stato dichiarato ammissibile dalla Commissione Affari Costituzionali. Ricordo che nel 2018 scade quella inserita nel milleproroghe del 2015. Io continuo a ritenere che il decreto milleproroghe 2017, ora all'esame del Senato, sia il provvedimento adatto. So che esiste la possibilità che il differimento venga inserito anche nel nuovo decreto terremoto, in via di emanazione da parte del governo. Quel che è certo - ha concluso - è che dobbiamo avere la garanzia assoluta che in un modo o nell'altro si ottenga la proroga".

 

 

Massimo sostegno al commercio di vicinato e alle imprese artigiane in forte difficoltà economica per la prolungata emergenza maltempo del gennaio 2017. L'Amministrazione Pupillo lo ha ribadito nei giorni scorsi nel corso di un incontro che si è tenuto nella sala consiliare Falcone e Borsellino del Comune di Lanciano. Inoltre sono state annunciate le prime misure utili a fronteggiare l'emergenza economica: la proroga della scadenza Tosap al 28 febbraio, la rateizzazione della Tari in 4 rate, la rottamazione delle cartelle esattoriali Equitalia e delle altre società di riscossione.

Hanno partecipato all'incontro il Vice Sindaco Pino Valente, l'Assessore al Commercio Francesca Caporale, i vertici delle associazioni di categoria Confcommercio, Confartigianato, Vie del Commercio e degli istituti bancari Banca Apulia, Banca di Credito Cooperativo e Tercas. All'incontro, promosso e convocato dall'Assessore al Commercio e dal Sindaco Mario Pupillo – assente per un impegno istituzionale a Pescara - sono stati invitati a partecipare tutte le associazioni di categoria e tutti gli istituti bancari di Lanciano.

“Abbiamo certificato in un documento formale a disposizione di tutti i commercianti da lunedì scorso le oggettive difficoltà causate dall'emergenza maltempo dal 4 al 20 gennaio: 10 giorni di sospensione di attività didattiche, 2 giorni di chiusura totale degli uffici pubblici, 4 mercati settimanali sospesi, servizio di trasporto urbano parzialmente sospeso nei giorni di maggiore difficoltà, il grave disservizio della mancanza di energia elettrica in numerose zone della città, per più giorni. I fornitori e gli istituti bancari garantiscano comprensione concreta e tangibile alle tante piccole e medie imprese del commercio gravemente danneggiate dall'emergenza neve di gennaio”, ha sottolineato l'Assessore Caporale.

Nel corso dell'incontro, il Vice Sindaco e Assessore al Bilancio Pino Valente, ha comunicato ai commercianti la prossima applicazione della legge nazionale che rottama le cartelle esattoriali di Equitalia e delle società di riscossione. “Ieri abbiamo approvato in Commissione Regolamento il punto, che porteremo all'attenzione del Consiglio per l'immediata approvazione nella seduta straordinaria ed urgente convocata mercoledì 1 febbraio. Si tratta di una misura importante per l'economia locale, in particolare per il settore commercio fiaccato da questi giorni durissimi di neve in quanto permette al contribuente di onorare il debito originario senza la parte sanzionatoria, che spesso è molto pesante, e con una dilazione di pagamento in due anni, 2017 e 2018 – ha spiegato il Vice Sindaco Valente - Inoltre, abbiamo già prorogato al 28 febbraio la scadenza della Tosap (tassa di occupazione suolo pubblico) e promosso la possibilità di rateizzare la TARI in 4 rate. Nel 2016 Lanciano, secondo uno studio della Cna nazionale, è stato il primo Comune in Abruzzo insieme a Spoltore e L'Aquila a tagliare il traguardo del tax-free day, il giorno in cui le imprese finiscono di lavorare per il fisco e cominciano a produrre reddito, il 1° agosto: nel 2017 puntiamo a fare meglio, nell'interesse non solo delle imprese ma di tutta la città”.

 

Lunedì prossimo 30 gennaio alle ore 10 presso la sede della Regione Abruzzo a Pescara si decideranno le sorti di un’intera Comunità: è convocata infatti la Conferenza dei servizi per decidere sulla nuova autorizzazione di 15 anni da concedere o negare al Sansificio Vecere di Treglio.

Alla Conferenza parteciperanno l’ARTA- Abruzzo, la SASI, la ASL02 Lanciano-Vasto-Chieti e il Servizio gestione e qualità dell’acqua della Regione Abruzzo, oltre ai Comuni di Treglio e di Rocca San Giovanni.

Siamo sicuri che dopo molti anni di battaglie, si legge nel comunicato stampa, manifestazioni, cortei, dibattiti pubblici e inchieste giornalistiche e televisive che hanno visto NSC sempre in prima linea, dopo che l’intera popolazione frentana comprendente non solo gli abitanti di Treglio ma anche quelli dei Comuni vicini si è rivoltata contro la presenza inquinante del sansificio, dopo che le stesse istituzioni pubbliche a partire dall’amministrazione comunale di Treglio si sono espresse in tutti i modi per la cessazione di questa attività in loco, dopo la poderosa inchiesta che ha evidenziato tutta una serie di violazioni di legge e di reati ambientali, dopo il sequestro degli impianti e il processo penale tuttora in corso, dopo le promesse mai mantenute quantomeno di una delocalizzazione della struttura, dopo i tanti casi di malattie e patologie gravi riscontrate in zona.

In definitiva, sempre secondo Alessandro Lanci presidente di NSC, dopo un a fondata opposizione che va a vanti da anni nei confronti del sansificio ci aspettiamo che l’incubo di una intera comunità possa finalmente finire e in caso contrario si intensificherebbe un conflitto sociale che non gioverebbe a nessuno .
Le personalità pubbliche che dovranno decidere in merito hanno a disposizione tutti gli elementi chiari ed inequivocabili per fare l’unica scelta comprensibile all’opinione pubblica locale: non abbiamo dubbi che sarà questa a prevalere in nome della giustizia, della salute, della sana imprenditorialità e della pace sociale.

“Una Banca vicina al territorio”: è sempre stato questo il tratto distintivo della Bls prima e della Bper ora. E in linea con questo orientamento l'Istituto di Credito mette in campo un intervento concreto per alleviare i disagi di famiglie e imprese che hanno subito pesanti danni a causa del maltempo e del successivo terremoto che ha colpito nei giorni scorsi diversi centri dell’Abruzzo e delle Marche. La Bper, infatti, si legge in comunicato, mette a disposizione finanziamenti fino a 10 mila euro, della durata di 36 mesi, che saranno erogati a tasso zero per i primi sei mesi e successivamente al tasso fisso dell’1%. Per importi superiori, destinati alle sole imprese e fino a 30 mila euro, saranno erogati finanziamenti a tasso fisso dell’1%. Le domande potranno essere avanzate fino al 31 marzo 2017. “Con questo intervento – dichiara Guido Serafini, Responsabile della Direzione Territoriale Adriatica di Bper Banca – l’istituto vuole confermare attenzione e vicinanza ai territori così duramente colpiti dalle calamità, sostenendo le famiglie e le imprese nell’avviarsi il più rapidamente possibile lungo il cammino della ripresa”.

Lu Sant'Antonie , “Sant'Antonio allu desertu” è un canto popolare italiano, di origine abruzzese, composto da uno o più autori anonimi. È un canto di questua ed i versi vengono cantati principalmente in Abruzzo alla vigilia della festa di sant'Antonio Abate si svolge dal pomeriggio della vigilia per concludersi il 17 (giorno della festa del santo) fra canti, suoni e sacre rappresentazioni fino a tarda notte. Il culto è sempre stato molto vivo nel mondo agro-pastorale abruzzese, dove il santo è venerato quale protettore degli animali domestici.

Le numerose strofe ricordano, con spirito ludico, le tentazioni di sant'Antonio con le sue proverbiali lotte tra l'anacoreta e Satanasso.

Questa mattina conferenza dell’associazione culturale Dalila che propone da tanti anni questa bella tradizione, almeno 15 anni, e quest’anno ha deciso di portare in centro città, da Torre Sansone, tutto il fascino di una tradizione contadina spostando l’evento al Polo Museale Santo Spirito. Presente anche l'assessore alla cultura Marusca Miscia che sottolineato quanto le tradizioni popolari siano importanti per la comunità che in esse ci rivede il proprio passato fatto di cose semplici ma importanti per il territorio.

Si partirà alle 15 con il parco “Inferno e Paradiso” pensato per i bambini con animazioni e stands gastronomici curate dall’agriturismo il Grappolo.

L’angolo dei bambini sarà seguito da la Ludoteca la Farfalla Nicolga mentre i veri protagonisti, gli animali, saranno curati dalla Fattoria in Citta di Simona Di Campli. Alle 15, 30 ci sarà la benedizione degli animali e per tutto il pomeriggio si alterneranno sul palco associazioni che canteranno “Il Sant’Antonio” provenienti da: Crecchio, CastelFrentano, Francavilla e Chieti.

 

Non sono bastati il freddo, la neve, il buio che molti hanno patito nei giorni dell'emergenza maltempo. I mille studenti del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Lanciano, sono tornati, come i loro coetanei, a scuola lunedì scorso 23 gennaio (dopo praticamente un mese di vacanza, a quella di Natale come si sa sino aggiunti i giorni dei disagi e delle difficoltà dovuti alle abbondanti nevicate), e hanno trovato una sgradita sorpresa, le aule fredde, per evidenti problemi all'impianto di riscaldamento. Già non è facile recuperare attenzione e concentrazione dopo tanti giorni e tante tragedie e diventa quasi impossibile quando si è al freddo, costretti a stare con cappelli sciarpe, guanti e piumini. Una situazione difficile e in verità piuttosto incomprensibile considerato il tempo a disposizione per controllare, verificare e risolvere eventuali problemi. Invece così non è stato e solo da poche ore si sta lavorando per ripristinare una condizione di normalità, ma sono molte le aule dell'edificio ancora freddissime. “ I ragazzi in questi tre giorni sono stati costretti a fare lezione con temperature tra gli 8 e 10 gradi. Paghiamo una società che deve garantire la manutenzione e il funzionamento degli impianti. Che fine ha fatto? La scuola è stata chiusa per un mese, il personale A.T.A. già presente dalla settimana precedente alla riapertura, aveva segnalato il disservizio - si legge in una nota firmata da Alessandro Lanci, Sabrina De Luca e Nicola Marrone, della Componente Genitori del Consiglio D'Istituto Collaborazione Trasparente - come mai nessuno ha preso provvedimenti. Gli alunni si sono dotati di scaldini elettrici, altri si sono arrangiati con borse termiche elettroniche in una condizione di evidente disagio. Questa mattina in una delle aule, considerate tra le più calde, la temperatura era di 10 gradi alle 11.55. Mille studenti, personale Ata, docenti fanno un paese come Treglio. Al freddo nonostante pagano per stare al caldo”. Nessuno spirito polemico da parte dei genitori che certo non potevano ignorare il problema, concreto e oggettivo, lamentato dai ragazzi, e hanno voluto disegnare il quadro della situazione, sollecitare interventi al più presto e capire come sono stati possibili questi disservizi da parte della società incaricata e pagata perché tutti finzioni bene. Intanto sono arrivate anche le rassicurazioni da parte della dirigente Eliana De Berardinis. Ma per ora sembra che il riscaldamento sia stato ripristinato solo nella pare nuova del plesso, mentre in quella più vecchia i termosifoni farebbero ancora fatica a scaldarsi completamente. Domani si dovrebbe tornare alla normalità e quindi al caldo.

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