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Non è un tetto qualsiasi quello che è crollato ieri sera in centro città a Lanciano. Sulla quella struttura si è parlato tanto, si sono versati fiumi di inchiostro e sono state tante le azioni che i cittadini della zona hanno provato a fare. Raccolta firme esposti alla procura e poi nulla…Il tetto non è danneggiato, l’eternit è pericoloso per la salute se presenta lesioni tali da provocarne la fuoriuscita di polveri. Non era danneggiato dicevano.

E intanto centinaia di persona frequentavano quei locali, fino a poco tempo fa  era sede di una palestra e quasi quasi quando nevicava il manto bianco che copriva quel grigio angosciante faceceva apparire il tutto  meno brutto.

Poi la decisione l’estate scorsa di smantellare, squadre di operai all’opera, vernici speciali isolanti ma poi il tutto si è bloccato. Di eternit ne avevano tolto pochissimo e qualcuno ora si chiede se è stata quella parziale bonifica a provocare il crollo di ieri alleggerendo una parte del muro che è esposto verso l’ospedale. Ieri sera il boato, l’edificio è letteralmente collassato e con le luci del giorno ci si potuti rendere conto della gravità dell'evento,

I vigili del fuoco sono intervenuti sul posto ma non hanno potuto nulla viste anche le avverse condizioni atmosferiche. Ora il problema principale è capire come si intende intervenire per limitare i danni che sarebbero potuti essere anche peggiori se le lastre di eternit fossero crollate asciutte. L’acqua e la neve non hanno permesso alle polveri di alzarsi ma comunque i residenti hanno paura che non si corra ai ripari.

Ora Arta, Comune, asl e chi ha responsabilità sulla salute pubblica intervenga al più presto perché in centro città a due passi dal Renzetti e con Via Brescia che è chiusa la traffico davvero non è il caso di perdere ulteriore tempo. (C.Lab.)

Tra i disagi provocati dall'eccezionale nevicata di ieri sul Frentano, c'è da registrare anche l'episodio riferito da un gruppo di pendolari che viaggiano, per lavoro, verso Pescara con i treni di Sangritana/Tua e che hanno vissuto un pomeriggio "da incubo", letteralmente "abbandonati" dall'azienda di trasporto alla stazione ferroviaria di San Vito-Lanciano. Lasciati per ore all'addiaccio, al buio (a causa del blackout), al freddo (il bar è chiuso e non ci sono sale d'aspetto, a parte i "gabbiotti" sui binari) e senza servizi igienici. Cosa è accaduto? La neve di ieri mattina ha provocato un guasto lungo la linea ferroviaria tra Lanciano e San Vito Marina. Di conseguenza il treno delle 14.20 da Pescara per Lanciano, quello utilizzato da molti pendolari, è stato soppresso. Ai poveri malcapitati non è rimasto altro da fare che prendere quello delle 15.05 che arrivava a San Vito, in quanto anche gli altri treni Sangritana per Lanciano erano stati soppressi. La speranza era che alla stazione ci fosse una qualche navetta per Lanciano, che avrebbe consentito loro di rientrare nel capoluogo frentano. E invece così non è stato. Chi è riuscito a contattare gli uffici Sangritana - utilizzando numeri di telefono di conoscenti, perché le linee fisse erano fuori uso - si è sentito fornire varie risposte: dal "stanno partendo delle navette per venirvi a prendere" al "trovatevi una soluzione da soli, perché qui siamo in emergenza". Nel frattempo da Lanciano, pur tra mille difficoltà, diversi mezzi arrivavano a San Vito, tranne quelli annunciati da Sangritana. E ai pendolari, una delle quali ha anche accusato un malore, altro non è rimasto da fare che implorare parenti e conoscenti di venirli a prendere a San Vito. Un bruttissimo episodio, una pagina che non giova certo all'immagine dell'azienda di trasporto regionale, il cui più grande patrimonio è rappresentato dagli utenti che ancora continuano a sceglierla. Ci voleva tanto a mandare un piccolo bus dotato di catene per "recuperare" passeggeri che pagano regolarmente il proprio abbonamento? Chissà se dalla Sangritana, o da Tua, almeno qualcuno si premurerà di scusarsi per l'accaduto.

 

Si iniziano a contare i danni dell'eccezionale nevicata che sta interessando l'intero comprensorio. Il tetto di una soffitta nel palazzo che ospita a pian terreno la banca popolora di Ancona è crollato molto probabilmente a causa del peso della neve. Per fortuna i proprietari dell'appartamneto non risiedono in città e non si registrano danni alle persone. Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

“Siamo in piena emergenza. La nevicata eccezionale di ieri ha accumulato al suolo tra i 70 e gli 80 centimetri, a seconda delle zone: ma l'urgenza in queste ore è l'assenza di luce, gas e acqua in numerose contrade di Lanciano, con oltre 12.000 cittadini colpiti dai disservizi. Chiedo l'aiuto della Protezione Civile e della Regione Abruzzo il Sindaco Pupillo che in mattinata ha  inviato una nota puntuale sull'attuale emergenza neve al Prefetto di Chieti Antonio Corona e al Presidente della Regione Luciano D'Alfonso”, dichiara il Sindaco Mario Pupillo.

“Servono misure straordinarie, a tutela dell'incolumità pubblica e della sicurezza dei cittadini. Ho ordinato la chiusura di tutti gli uffici pubblici nel territorio di Lanciano anche per domani, in relazione agli avvisi della Protezione Civile Nazionale e del Centro Funzionale d'Abruzzo, che ha confermato l'allerta meteo per la Provincia di Chieti e precipitazioni a carattere nevoso fino a mercoledì con quantitativi abbondanti. Si segnala inoltre la possibilità di ghiaccio sulle strade per stanotte”, aggiunge Pupillo.

“Ho ordinato la sospensione delle attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado del territorio di Lanciano, compresi i nidi d'infanzia, fino a sabato 21 gennaio. Bisogna prestare massima attenzione agli accumuli di neve sui tetti e sugli alberi pericolanti. Abbiamo 14 contrade e alcune zone del centro città senza luce da oltre 24 ore per un traliccio caduto tra Vasto e San Salvo: Santa Maria dei Mesi, Torre Marino, Marcianese, via Santo Spirito, Camicie, Re di Coppe, Spaccarelli, Sant'Amato, Colle Campitelli, Nasuti, San Iorio, Madonna del Carmine, Costa di Chieti, Rizzacorno. Enel e Terna, che hanno la competenza in materia, ci dicono che stanno lavorando ma non sono in grado di garantirci un tempo preciso di ripristino. Abbiamo bisogno di gruppi elettrogeni per queste zone, di 5 lame e spargisale, 5 pale meccaniche con relativi operatori da aggiungere a quelli delle ditte incaricate in servizio da ieri mattina all'alba ininterrottamente e di 5 fuoristrada con relativo personale per assistenza socio sanitaria della popolazione gravemente colpita da questi disservizi”, aggiunge il Sindaco. “Per quanto riguarda l'acqua, la Sasi ci ha comunicato un duplice problema che sta lasciando gran parte della città e del comprensorio senz'approvvigionamento idrico: a Fara San Martino c'è un problema di natura elettrica, mentre in zona c'è una rottura grave di una condotta per cui saranno necessarie diverse ore di lavoro. A questo si aggiunge il problema di fornitura di metano in contrada Serroni e Torre Sansone”, segnala Pupillo.

“E' un evento assolutamente eccezionale e imprevedibile nelle modalità che sta mettendo in ginocchio Lanciano, siamo in un'emergenza che deve essere gestita a livello sovra comunale – conclude il Sindaco - non avendo garanzie sul ripristino di acqua e energia elettrica e alla luce delle previsioni che annunciano una situazione ancora grave fino a giovedì rivolgo il mio appello a Regione e Prefettura per un intervento tempestivo utile a fronteggiare questa emergenza”.

In considerazione del repentino peggioramento delle condizioni meteorologiche avvenute durante la notte e alla luce dell'abbondante nevicata in corso i comuni di Lanciano Treglio, Castelfrentano hanno sospeso le attività didattiche delle scuole di ogni ordine e grado, compresi i nidi d'infanzia, per la giornata di oggi lunedì 16 gennaio. 
La neve è tornata a cadere copiosa sul territorio e sembra non dare tregua. Vi terremo aggiornati

Avrebbe compiuto 51 anni l'11 febbraio, un compleanno che Maurizio Giallonardo non festeggerà, se ne è andato ieri sera alle 23.30, l'ultimo respiro nel reparto di medicina dell'Ospedale Renzetti dove era ricoverato da lunedì scorso. Non si era sentito bene, faceva molta fatica a respirare, una sensazione di malessere che lo aveva spinto a raggiungere il Pronto Soccorso proprio per farsi controllare e magari tranquillizzare sui disturbi che accusava. Da qui, dopo la visita, era stato trasferito al reparto di Medicina accompagnato da una serie di richiese di esami e di ulteriori controlli e accertamenti stabiliti dal Primario del Pronto Soccorso Antonio Caporrella. Quasi una settimana di degenza, poi ieri sera il tragico epilogo. Ma i familiari, i genitori, la sorella, la moglie, vogliono vederci chiaro in una morte che ritengono conservi troppe zone d'ombra. E con questo obiettivo hanno sporto denuncia alla locale Compagnia dei Carabinieri, gli agenti questa mattina hanno acquisito la cartella clinica di Maurizio. I familiari hanno chiesto l'autopsia e non intendono dare il nulla osta per il funerale, ma la Procura, almeno per ora, non si è espressa in merito. Secondo i congiunti ci sarebbe stata una carenza di assistenza e non sarebbero stati effettuati gli esami e gli ulteriori approfondimenti richiesti dal Pronto Soccorso. Per i genitori Tonino ed Edda, il dolore è immenso, inconsolabile, non hanno più lacrime da versare se si pensa che Maurizio è il terzo figlio che perdono. Una famiglia che la vita ha sottoposto a prove durissime e che stavolta vuole solo capire cosa è successo, sapere se è stato davvero fatto tutto il possibile per salvare la vita di Maurizio che lascia due figli, un bimbo di 8 anni e una ragazza d 16. Ai familiari, alla sorella Monica, alla moglie  l'abbraccio della redazione di Videocittà.(p.d.f)

Non ha avuto bisogno di spalare la neve caduta copiosa e che in brevissimo tempo ha ricoperto l'area antistante la sua bottega, perché si è sorprendentemente squagliata, “lavata” dall'acqua che da sabato scorso esce da una spaccatura proprio vicino alla sua porta. Mastro Ciro De Stefhanis, fabbro, svolge il suo lavoro di artigiano in un locale ubicato sotto le arcate del Ponte Diocleziano, in una zona particolarmente suggestiva, in uno degli angoli più caratteristici della città. Qui c'è la sua bottega, qui trascorre la maggior parte del suo tempo. Qualche giorno fa, sabato, per la precisione, ha notato che da una fessura zampillava acqua, all'inizio deve aver pensato che era qualche infiltrazione passeggera, ma poi ha cominciato a preoccuparsi, perché il rigagnolo è diventato sempre più consistente e non si è mai fermato. Una quantità d'acqua che è riuscita addirittura a squagliare la neve, come mostrano le foto. Una situazione che va risolta al più presto. Il signore De Stefhanis ha detto di aver avvisato anche la Sasi del problema, ma finora, nessuno si è visto. Probabilmente le faticose giornate di questi giorni, con tubi congelati e chiamate a ripetizione ha particolarmente impegnato il personale della Sasi, sarà per questo che non ancora interviene. Mastro Ciro lancia un appello anche da videocittà affinché al più presto vada un tecnico a rendersi conto della perdita che potrebbe causare danni gravi.

Venerdì 13 gennaio, all’interno del cartellone delle “Conversazioni” promosse dall’Assessorato Cultura e Turismo del Comune di Lanciano presso la Casa di Conversazione in Piazza Plebiscito, la Dott.ssa Andreina Poggi, della Fondazione Abruzzese Scienze per la Vita, introdurrà la conferenza del Prof. Giovanni de Gaetano, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS (Neuromed) di Pozzilli : “L’incontro di Dante con Pier della Vigna: una metafora della condizione clinica odierna”.

De Gaetano leggerà e commenterà il canto XIII dell’Inferno dantesco, interpretando la vicenda e la figura di Pier della Vigna come una metafora attuale della sperimentazione e della ricerca clinica: dalle linee guide al consenso informato, dal rispetto per il paziente alla necessità della sperimentazione anche dolorosa, dall’infiammazione all’autoimmunità, fino alla pubblicazione del caso clinico, il testo dantesco offrirà uno spunto inedito per sottolineare come la distinzione tra cultura umanistica e scientifica sia del tutto infondata. I grandi temi della vicenda umana che coinvolse il notaio di Federico II (il potere, l’invidia, la corruzione, la fedeltà …) sono rimasti invariati attraverso i secoli e verranno riproposti dall’oratore con rinnovata e inattesa freschezza.

Sono ingenti i danni provocati dalle abbondanti nevicate e dal freddo polare che per giorni hanno flagellato l'Abruzzo e la provincia di Chieti in particolare, specie i Comuni vicino la costa, come Lanciano. E se dalle associazioni agricole già si è levato il grido di dolore per le colture irrimediabilmente compromesse e si chiede lo stato di calamità, a piangere c'è pure un'altra categoria, quella dei commercianti. Che, come accade da un po' di anni, sperano nelle prime giornate di saldi per recuperare, per tirare un sospiro di sollievo e rivedere i negozi pieni. Stavolta purtroppo non è stato così. Serrande abbassate a causa del maltempo proprio all'inizio degli sconti, esercizi chiusi a Lanciano e non solo, anche nel giorno dell'Epifania. Un giorno di festa che spesso è stato utilizzato e privilegiato per gli acquisti convenienti, per girare con calma senza l'assillo di impegni. Invece, tutti a casa. Per gli operatori commerciali della città, dunque, la stagione dei saldi è cominciata sotto una cattiva stella, anzi sotto un cielo plumbeo. “Contiamo su questo periodo per risollevare le sorti di intere stagioni – dicono quasi in coro alcuni commercianti del corso – sono anni ormai che ci salviamo con i saldi, il lungo periodo di crisi ha portato la maggior parte delle persone ad aspettare gli sconti, anche il 50 o addirittura il 70 quando restano pochi capi, per comprare. Gli acquisti più importanti quelli sui quali contiamo vengono fatti proprio i primi giorni. La chiusura forzata a conclusione delle feste rischia di metterci davvero in ginocchio. Il periodo continua a essere difficile, le spese sono tante e non sappiamo davvero come usciremo da questa situazione”. Più che una lamentela, peraltro giustificata e comprensibile, si tratta di considerazioni oggettive. Il quadro disegnato con impietosa lucidità non è affatto confortante, e se a questo si aggiungono le perdite, in termini di clienti, avute negli ultimi anni, si capisce che il problema è serio. Qualcuno allarga il tiro “al di là di questa calamità naturale che però bisogna mettere in conto considerato che siamo a gennaio e che la neve può arrivare, tra l'altro è stata pure super annunciata, c'è da dire che la città ha da tempo perso la sua attrattiva, non solo non vengono più potenziali clienti dai centri limitrofi, ma anche i lancianesi scelgono di fare i loro acquisti fuori, forse per unire l'utile al dilettevole”. Affermazioni che non sorprendono, in più occasioni i commercianti di Corso Trento e Trieste hanno sostenuto che il centro si impoverisce sempre di più e, a quanto pare continuano a sostenerlo. La speranza di molti è riposta anche nei lavori di riqualificazione che dovrebbero iniziare proprio quest'anno e che potrebbero segnare una svolta e restituire al cosiddetto “salotto buono” della città l'antico dinamismo e l'auspicata vitalità.

Sulla variante Frentana ci hanno segnalato una macchina capovolta. Il ghiaccio in queste ore sta rendendo le strade cittadine pericolosissime. Fare massima attenzione, ridurre l'uso dell'auto al minimo e cautela anche per i pedoni. In alcuni punti i marciapiedi, in particolare in prossimità del marmo, sono impraticabili. 

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