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Intoppo burocratico discriminava le dipendenti neomamme del Comune di Lanciano. Il Giudice Unico del Lavoro del Tribunale di Lanciano, Cristina di Stefano, ha ripristinato la legalità in Municipio dove, per una incomprensione burocratica conseguente all’applicazione della cosiddetta Riforma Brunetta sulla valutazione delle performance dei dipendenti pubblici, finivano per essere penalizzate le neomamme assenti dal servizio per gravidanza e puerperio.

L’avv. Andrea Cerrone, Dottore di Ricerca in Tutela dei diritti fondamentali, ha assistito due delle tre donne incappate nella disavventura: “Sono molto soddisfatto della sentenza del Tribunale che, ironia della sorte, è stata pronunciata proprio l’8 maggio, sino a qualche tempo fa festa della mamma, anche se ora per ragioni commerciali parrebbe coincidere con la seconda domenica di maggio. Mi sono confrontato col bravissimo Collega Luigi Fattore di Lanciano che assisteva l’altra neomamma e ho trovato anche lui molto soddisfatto.

Il Comune di Lanciano aveva subito riconosciuto l’errore e la dirigente del settore coinvolto riconosciuto la penalizzazione e l’Amministrazione aveva subito provveduto ad emendare il relativo Regolamento, ma le tre neomamme erano rimaste incastrate dall’applicazione di quelle norme, pur abrogate.

L’intervento del Giudice, che ha disapplicato d’Autorità gli effetti negativi del Regolamento ed ha restituito dignità alle mamme lavoratrici.

Sono particolarmente contento anche per i tre bimbi, figli delle ricorrenti, continua l’avvocato Cerrone, ai quali lo Stato ha riconosciuto che il loro venire al mondo è tutelato dalla Legge. Sono certo che quando cresceranno avranno una ragione in più per essere fieri delle loro mamme, così combattive, che facendosi avanti hanno impedito che altri genitori subissero la stessa discriminazione.

LANCIANO - E' stata fissata al prossimo 9 gennaio, davanti al gup del tribunale di Lanciano, l'udienza preliminare nei confronti di Luca Stella, 26 anni, e dei fratelli Federico e Guglielmo De Rosa, 32 e 38 anni, finiti in manette dopo la denuncia della madre di Stella, stanca di subire i soprusi del figlio e le minacce dei due, accusati di aver ceduto cocaina al giovane. Una mamma coraggio, che lo scorso settembre, era riuscita a far arrestare i De Rosa, che in più occasioni le avevano chiesto di saldare i debiti del ragazzo, che ormai avevano raggiunto i 15mila euro.
Il più grande dovrà rispondere anche di tentata estorsione, per aver cercato di farsi consegnare dalla donna 5mila euro in contanti, che però lei si è rifiutata di versare. Tutto era iniziato con la prima denuncia della signora, che in primavera aveva portato all'arresto dei figlio, caduto nel tunnel della cocaina. Da quel momento - secondo la ricostruzione del pm Rosaria Vecchi - i due fratelli avevano cominciato a perseguitarla con ripetute richieste di denaro, per saldare la droga acquistata dal figlio. La donna per pagare i 15mila euro che le venivano chiesti (per cessioni di stupefacenti avvenute tra il 2012 e il 2016) aveva fatto ricorso anche a prestiti in banca e alle Poste, ma questo non era bastato ai presunti spacciatori, che continuavano a minacciarla anche di morte, sottolineando continuamente la loro appartenenza a una famiglia rom. A quel punto la mamma ha deciso di ribellarsi e di denunciare tutto ai carabinieri.