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Ricorso alla Commissione elettorale per le elezioni comunali a Lanciano: a presentarlo, questa mattina, è stata la lista Lanciano Unica – in appoggio al candidato a sindaco Errico D'Amico - e in particolare il suo delegato, l'avvocato Maria Grazia Piccinini, coordinatore provinciale di Italia Unica. Lanciano Unica chiede “che venga disposto il riconteggio di tutte le schede scrutinate, sia quelle considerate valide, che quelle considerate nulle, perché ne ricorrono tutte le condizioni a salvaguardia del diritto di votot e di scelta di tutti i cittadini lancianesi”.

Queste le ragioni del ricorso:

  • dall'esame dei risultati delle elezioni amministrative, pubblicati sul sito del Comune di Lanciano, si evince una discrepanza tra i risultati dei candidati e quelli della lista Lanciano Unica;
  • vi sono un numero enorme ed abnorme di schede nulle, oltre 700;
  • ieri sera, 6 giugno, non si sapeva se nei risultati finali era stato inserito il seggio numero 40 e, nonostante questo, tutti hanno abbandonato l'Ufficio elettorale e il Ced;
  • durante le operazioni di voto, molti presidenti di seggio sono stati “soccorsi” e “supportati” nonché “sostituiti” di fatto da impiegati del Comune, in quanto assolutamente non in grado di dirigere le operazioni di smistamento e assegnazione dei voti;
  • a causa delle lunghe ore, diversi scrutatori si sono sentiti male ed hanno dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari. Alcuni hanno anche lasciato i seggi a cui erano stati assegnati.

“Tutto questo – conclude nel ricorso Lanciano Unica – depone per la conclusione che le operazioni di spoglio, conteggio e assegnazione dei voti, si sono svolte in maniera caotica, favorendo l'insorgere di numerosi errori. Tanto premesso, essendo il voto espressione di democrazia e libertà imprescindibili per il cittadino, tutelato dalla Costituzione e dalle leggi, chiediamo il riconteggio delle schede”.

 

Alla fine ci ha ripensato un'altra volta: Maria Grazia Piccinini, candidata di Forza Italia alle primarie del centrodestra di Lanciano dello scorso 13 marzo, non correrà da sola (come aveva annunciato nei giorni scorsi, dopo lo strappo seguito proprio alle primarie), ma appoggerà Errico D'Amico. A farlo sapere, in una nota, è Renato Ranieri, il coordinatore regionale di Italia Unica, il movimento che fa capo all'ex ministro Corrado Passera. "Comunichiamo con soddisfazione - scrive Ranieri - la convergenza sul candidato Errico D'Amico. Con l'accordo raggiunto e il gesto lodevole di Maria Grazia Piccinini si rafforza il progetto di un centrodestra moderato e liberale, saldamente ancorato ai valori del popolarismo europeo. Questa decisione fa bene a Lanciano, come dimostra l’impegno di Corrado Passera a Milano nel costruire l’alternativa concreta e competente al Renzismo e al Partito della Nazione. Saremo presenti con la nostra lista civica Lanciano Unica, forti e convinti di poter vincere".

E se a Vasto le Primarie non hanno provocato particolari tensioni e il risultato è stato accettato senza polemiche, a Lanciano la situazione è totalmente diversa, con una coalizione che oggi appare più divisa e travagliata di quanto non fosse alla vigilia di un appuntamento inedito al quale, lo ricordiamo, sono arrivati perché non sono riusciti a trovare l'accordo su una candidatura unitaria. Ma la tanto sospirata unità oggi più che mai sembra essere quasi un miraggio. Con i desaparecidos forzisti che sono riusciti a dimostrare che senza i loro voti non si va da nessuna parte, e che quindi il partito ha sbagliato a non tenerli nella giusta considerazione. Sono dunque ancora vivi e vegeti quei personalismi e quelle vecchie logiche che sarebbero, invece, dovuti crollare sotto la partecipazione leale e convinta alle Primarie viste anche dal recalcitrante popolo del centro destra, come l'unico rimedio possibile per riaggregare, per ritrovarsi. Ma il day after ha un sapore amaro, soprattutto per Maria Grazia Piccinini, proposta da Forza Italia con l'intenzione di ricominciare dalla società civile un percorso nuovo di ricostruzione e che dice con la consueta chiarezza, sempre sulla sua pagina Fb che “il suo tentativo con loro è finito qui, in quanto amo gli ambienti assolati senza coni d'ombra, il giocattolo adesso se ne va e loro si ritroveranno con un pugno di mosche in mano. Tutto preventivato comunque. Era nelle possibilità vagliate”, Parole che pesano come macigni e che dicono in maniera inequivocabile che si chiama fuori e quindi in concreto significa che non parteciperà alla prossima campagna elettorale. E' contenta dei voti ricevuti, tutti suoi “sono venute a votarmi anche persone che non avevo contattato e che hanno voluto darmi il loro appoggio”, scrive ancora l'avvocatessa Piccinini che domani dovrebbe essere nell'annunciata (e non ancora convocata) conferenza stampa, e dovrebbe esserci anche l'ex Sindaco Nicola Fosco, finora in sorprendente silenzio, anche sulla sua pagina Fb. Chi  vince le Primarie dovrebbe essere sostenuto dagli altri sfidanti: è questa la vera finalità di uno strumento di partecipazione e di democrazia. Due parole che in politica vanno via come il pane, ma che in concreto trovano sempre più rara attuazione. In questo caso sarà proprio difficile dire “lavoreremo tutti insieme per vincere le elezioni di primavera”. Il clima è incandescente e dentro Forza Italia pare si stia consumando l'ennesima crisi, forse la più complicata. Ma tutto questo non sembra almeno per ora, turbare il candidato sindaco del centro destra Errico D'Amico, “incoronato” con 1474 preferenze, chiamato ora ad affrontare la battaglia più dura. (p.d.f.)

Non ci sono state sorprese, il risultato ha rispettato pronostici e previsioni, anche se probabilmente nessuno si aspettava uno stacco di mille voti dagli altri contendenti. Come a dire che non c'è stata partita, che oltre la metà dei 2215 votanti è uscita di casa, nonostante il tempo poco invitante, per dare la propria preferenza a Errico D'Amico che da ieri con 1474 voti, (67%) un consenso plebiscitario, è il candidato sindaco del centro destra. Che per la prima volta si è misurato con questo strumento di partecipazione. Anche in questo caso, come per il centro sinistra, le Primarie sono state decise nel segno dell'unità per ricompattare una coalizione lacerata da troppe tensioni. E le poche parole che la candidata di Forza Italia l'avvocatessa Maria Grazia Piccinini (261 voti, 12%) ha affidato a un post su Fb sono talmente chiare che non hanno bisogno di grandi commenti: “..ho tenuto fede all'impegno e non vedevo l'ora si esaurisse questo tempo. L'innesto di una politica nuova sana in un corpo gravemente malato non è riuscito, anche perché i medici al capezzale si sono dedicati con amore ad altri 'pazient", scrive la Piccinini, usando una azzeccata metafora e lanciando un'accusa precisa. Quella di non essere stata sostenuta abbastanza, anzi chi avrebbe dovuto farlo, si è dedicato ad..altri. Insomma anche Forza Italia avrebbe scelto D'Amico o forse è più esatto dire che gli elettori e i simpatizzanti forzisti stavolta non hanno ascoltato consigli e direttive, ma hanno deciso per il candidato che ritenevano già vincente. Una cosa è certa, innegabile: queste Primarie sono state un successo di partecipazione, nonostante fossero una novità per il popolo del centro destra, ma hanno pure disegnato uno scenario dove l'unità è ancora tutta da costruire. Una riflessione forte si impone anche all'interno di Forza Italia o di quello che resta di un partito che fino a pochi anni fa era il primo in città, ora è praticamente inesistente con troppi fuoriusciti e assenti ingiustificati. Che fine ha fatto per esempio il capogruppo al Consiglio Comunale Manlio D'Ortona? Protagonista indiscusso di una ferma e puntuale opposizione al Governo Pupillo, presente quotidianamente sui social con post e commenti, eppure da mesi sembra essersi volatilizzato. Scomparso. E chi ha visto Luciano Bisbano? Nessuno. Questi sono segnali evidenti di un malessere, di mancate condivisioni. Nei prossimi giorni se ne saprà sicuramente di più, intanto domani ci sarà una conferenza stampa e forse anche questi dubbi saranno chiariti. Ieri sera allo spoglio delle schede non si è visto per niente l'altro candidato, l'ex Sindaco Nicola Fosco (464 voti, 21%) che forse pensava e sperava in un risultato più lusinghiero. Eppure l'ex primo cittadino, come altri non digiuni di politica, dovrebbe sapere o quanto meno ricordare che i consensi non si cristallizzano, che vanno conquistati o riconquistati anche se a volte si può contare su uno “zoccolo duro”, che però non basta quasi mai. Ora il candidato del centrodestra è Errico D'Amico e tutti dovranno lavorare, così come è stato detto e ripetuto in questi giorni, con impegno affinché vinca la sfida con gli altri in corsa per la poltrona di Palazzo di Città. Ma sarà davvero così? Oggi sembra piuttosto difficile, a meno che il centro destra non recuperi quella capacità (persa negli ultimi anni) di ricompattarsi e ritrovare l'unità nei momenti importanti, nonostante le divisioni e le fratture. (Pina De Felice)

Sarà Errico D'Amico, 43 anni, dirigente del ruolo sanitario della Asl Lanciano-Vasto-Chieti e consigliere comunale in carica dell'Udc, il candidato sindaco della coalizione di centrodestra alle prossime elezioni per il rinnovo del Consiglio comunale di Lanciano, previste per il prossimo giugno. D'Amico, presentato da Udc e Ncd, si è imposto nelle Primarie che si sono svolte oggi, conquistando 1471 preferenze. Gli altri due candidati, l'avvocato Maria Grazia Piccinini (presentata da Forza Italia) e l'ex sindaco Nicola Fosco (in quota Fratelli d'Italia), si sono fermati rispettivamente a 262 e 464 voti. In tutto sono stati 2211 i lancianesi che oggi hanno partecipato alla consultazione, praticamente lo stesso numero di quanti si sono recati a votare alle Primarie del centrosinistra della scorsa settimana, che sono stati circa 2195. Va però considerato che il centrodestra non ha ammesso al voto i 16enni, come invece aveva scelto di fare l'altro schieramento 7 giorni fa. Con la vittoria di D'Amico, si va delineando lo scacchiere dei candidati sindaco alla prossima tornata elettorale: saranno della partita, sicuramente, il sindaco uscente Mario Pupillo per il centrosinistra e Tonia Paolucci, a capo della lista civica "Libertà in Azione". Ancora in via definizione, invece, la situazione nel M5S: Riccardo Sozio, risultato il più votato alle "Comunarie" delle scorse settimane, infatti, non ha ancora ottenuto la certificazione di Grillo e Casaleggio, presupposto fondamentale per l'utilizzo del simbolo, conteso dall'altro gruppo cittadino che fa riferimento ai pentastellati e che non ha partecipato al voto on line per la scelta del candidato sindaco.

Seggi aperti per tutta la giornata, e fino alle 21, al Palazzo degli Studi di corso Trento e Trieste, per le primarie con cui il centrodestra sceglierà il candidato sindaco unitario della coalizione alle Comunali di Lanciano del prossimo giugno. In corsa ci sono Maria Grazia Piccinini, avvocato, sostenuta da Forza Italia; Errico D'Amico, dirigente Asl e consigliere comunale in carica, in quota Udc; Nicola Fosco, ex sindaco dal 1993 al 2000, espressione di Fratelli d'Italia. Il centrodestra ha scelto di concentrare tutti i seggi in un'unica sede (a differenza del centrosinistra, che la scorsa settimana ne aveva aperti 7 in varie zone della città) e per votare è necessario esibire un documento d'identità, mentre non è previsto il versamento di alcun contributo per poter esprimere la propria preferenza. Lo spoglio delle schede inizierà subito dopo la chiusura dei seggi e i risultati dovrebbero essere resi noti già intorno alle 22.

Per visualizzare il video di appello al voto del candidato Maria Grazia Piccinini clicca qui

Per visualizzare il video di appello al voto del candidato Errico D'Amico clicca qui

Per visualizzare il video di appello al voto del candidato Nicola Fosco clicca qui

Il centrodestra vota per scegliere anche a Vasto il suo candidato sindaco. I candidati sono 5: il consigliere comunale ed ex assessore Guido Giangiacomo di Forza Italia; Incoronata Ronzitti, candidato sindaco già nel 2011 con l'Udeur e al consiglio regionale con la lista Regione facile di Luciano D'Alfonso nel 2014; Giuseppe Tagliente, Massimo Desiati e l'outsider Massimiliano Zocaro.

Archiviate le primarie del centrosinistra, che hanno detto "sì" alla ricandidatura del sindaco uscente Mario Pupillo, domenica prossima sarà la volta del centrodestra, che chiamerà alle urne iscritti e simpatizzanti per scegliere chi dovrà essere il rappresentante della coalizione nella tornata elettorale del prossimo giugno. Lo scenario è quello già noto da diverse settimane: a sfidarsi saranno l'ex sindaco Nicola Fosco (schierato da Fratelli d'Italia), l'avvocato Maria Grazia Piccinini (con Forza Italia) e il consigliere comunale dell'Udc Errico D'Amico. Sfumata la possibilità di convergere su un nome unico, capace di riunire le varie anime della coalizione, il centrodestra ha scelto di percorrere questa strada (poco amata dall'elettorato di riferimento), che è stata adottata anche a Vasto. I partiti di area sperano di riuscire a trovare la quadra, anche se non è affatto scontato, soprattutto perché alle Comunali (e ancora di più nei centri delle dimensioni di Lanciano, dove la conoscenza diretta dei candidati è ancora uno dei fattori principali per ottenere consensi) il voto di opinione conta poco, così come il simbolo sotto il quale ci si presenta agli elettori. Quella di domenica prossima, quindi, non sarà una sfida tra Fratelli d'Italia, Forza Italia e Udc, ma tra Fosco, la Piccinini e D'Amico, ognuno dei quali cercherà (e otterrà) preferenze anche al di fuori dell'elettorato del proprio partito. Sicuramente sarà il caso di Errico D'Amico, che se oggi dovesse pescare solo tra i voti dell'Udc, sarebbe spacciato, mentre così non è. E lo stesso vale per Fosco,che non può certo contare sul peso politico di Fratelli d'Italia a Lanciano. Un po' diversa la situazione della Piccinini, che dalla sua ha la possibilità di raccogliere preferenze anche tra coloro che l'apprezzano per le sue attività nel mondo dell'associazionismo. E che potrebbero darle quella spinta in più, rispetto ai veti incrociati sulla sua candidatura, che alcuni hanno bollato come "imposta dall'alto", vale a dire dalle segreterie provinciali e regionali azzurre. La partita è comunque aperta più che mai. E tra una settimana lo scacchiere delle candidature alle prossime Comunali potrebbe essere già definitivo, con Pupillo, Tonia Paolucci (espressione della lista civica "Libertà in Azione"), il vincitore delle primarie del centrodestra e la lista di ispirazione pentastellata, perché il "sigillo" di Grillo e Casaleggio per l'utilizzo del simbolo del M5S non è ancora arrivato, che candida a sindaco Riccardo Sozio. Ovviamente per presentare le liste c'è ancora tanto tempo, fino ai primi di maggio, per cui non è escluso che nel frattempo possano affacciarsi nella competizione nuovi contendenti.

“Rappresento la società civile e desidero portare nella politica quei valori che mi hanno da sempre contraddistinta in questi anni nelle battaglie che ho portato avanti, sono pronta a farmi carico di questo impegno non facile con serietà e con la volontà di costruire un percorso nuovo”. Si è presentata così Maria Grazia Piccinini, avvocato, candidata alle Primarie del 13 marzo prossimo nel centrodestra, in quota Forza Italia. E che sia una donna tenace, determinata, capace di affrontare anche il dolore più terribile, la perdita di una figlia, con coraggio, cercando di riempire quel vuoto incolmabile combattendo battaglie nel segno della legalità e della giustizia, è cosa nota da anni. Così com'è altrettanto conosciuto il suo impegno nell'associazionismo e non solo nell'associazione da lei fondata e che porta il nome della figlia Ilaria. “Ho accettato questa sfida con spirito costruttivo, ringrazio i vertici di Forza Italia e tutti quelli che mi sostengono per aver creduto in me e continuano a credere che questa scommessa si possa vincere. Io ce la metterò tutta come faccio sempre quando assumo un impegno”. E alla prevedibile, nonché inevitabile, domanda sulle divisioni e divergenze all'interno del partito, su qualcuno, forse più di uno, che avrebbe manifestato malumore, perplessità in merito alla sua candidatura, Maria Grazia rassicura. “Le primarie sono una grande espressione di democrazia, sto affrontando questa sfida con il sostegno di tutto il partito e sto anche lavorando per aggregare altri movimenti e associazioni per vincere questo primo importante appuntamento”. Il cielo sarebbe dunque tornato azzurro, le nubi nere si sarebbero diradate per fare spazio a una unità di intenti e di obiettivi. Almeno questo sembra essere lo scenario disegnato dalla candidata e dagli esponenti di Forza Italia presenti alla conferenza stampa. “La scelta di Maria Grazia Piccinini rappresenta una grande novità per il partito e per Lanciano - ha rimarcato il coordinatore provinciale Daniele D'Amario – è un candidatura unitaria e puntiamo a vincere le primarie”. La partita in verità non è facile, ne è consapevole l'ex consigliere regionale e componente del direttivo Emilio Nasuti, che però è convinto che la strada intrapresa da Forza Italia sia quella giusta, la più azzeccata per segnare un cambiamento vero “sono necessari nuova linfa e un nuovo entusiasmo. Mi auguro che in questi giorni si lavori per e non contro perché soltanto lavorando tutti insieme con un unico obiettivo, si può vincere – ha sottolineato l'ex presidente della commissione bilancio – e il primo traguardo da tagliare sono le primarie”. Interventi che puntano a rasserenare gli animi, a infondere fiducia nel popolo di centro destra e ad attrarre i soliti delusi e scontenti, e soprattutto a ritrovare quella capacità di fare quadrato che negli anni precedenti ha permesso a Forza Italia di diventare il primo partito. Ma quei tempi sembrano piuttosto lontani, anche se in politica “mai dire mai”. Presenti alla conferenza stampa la consigliera comunale Graziella Di Campli, Nicola Tantimonaco, componente del direttivo cittadino, l'ex sindaco Filippo Paolini e altri iscritti e simpatizzanti. Intanto Maria Grazia Piccinini ha tenuto a precisare di aver già presentato le linee programmatiche e ha ricordato che conosce bene i problemi e le questioni che riguardano la città e il territorio. Una conoscenza che le deriva dalla sua professione e dal ruolo che  ha ricoperto all'interno dell'associazione politica e culturale Polis Frentana. E critica l'attuale maggioranza di centro sinistra per la “mancanza di idee, troppo facile fare le cose quando ci sono i soldi: è quando le risorse scarseggiano che bisogna arrovellarsi il cervello per trovare soluzioni all'altezza”. E anche per Forza Italia il conto alla rovescia è cominciato. (p.d.f.)

“Non mi piace scavalcare nessuno, né urtare le sensibilità in situazioni delicate, come sono appunto quelle relative alla scelta dei candidati, quando in gioco c'è un appuntamento elettorale tanto importante. Ho accettato la sfida delle primarie dopo che Manlio D'Ortona ha detto no". Parla con la consueta chiarezza l'avvocatessa Maria Grazia Piccinini, raggiunta telefonicamente proprio per un primo commento in merito alla sua candidatura in quota a Forza Italia. "Sono sempre stata convinta che a fare la differenza sono le persone - continua - nella politica, come in qualunque altro ambiente professionale e di lavoro. Sono una abituata a portare avanti idee e progetti con coraggio e fino in fondo, non mi lascio facilmente condizionare”. Che sia una donna forte, coraggiosa capace di risorgere come un'araba fenice dalle ceneri di un dolore grandissimo (ha perso la figlia Ilaria sotto le macerie del terremoto dell'Aquila), devastante, lo ha dimostrato con la fondazione dell'Associazione “Ilaria Rambaldi Onlus” e con le tante e costruttive iniziative che ha promosso e organizzato in questi anni. Sempre in prima fila, con una grinta invidiabile, forse alcuni ricordano i suoi interventi nell'ambito dell'associazione Polis Frentana, di cui ha fatto parte fino a poco tempo fa. Anche questo impegno testimonia l'interesse per i temi relativi alla città e al territorio e quindi nei confronti della politica e della Cosa Pubblica. La Piccinini è tipo da non temere le sfide, chi la conosce lo sa, ed è certo che se ha accettato intende anche darsi molto da fare. Per quanto riguarda Forza Italia era chiaro ormai da giorni che la ricerca si stava soffermando su possibili candidati della cosiddetta “società civile”, forse per imprimere un cambio di passo, per tornare ad argomenti cari al leader Berlusconi, che puntava proprio a uomini e donne senza tessere di partito. Comunque questa scelta, arrivata dopo settimane di incontri e trattative condotti in un clima tutt'altro che sereno, fa pensare che i problemi, le tensioni all'interno del partito non siano stati proprio risolti. Forza Italia ha molto da ricostruire e probabilmente ha scelto di ricominciare da una professionista. L'avvocatessa dunque si misurerà con l'ex sindaco Nicola Fosco, candidato di Fratelli d'Italia, ed Errico D'Amico, il quale nonostante il più nominato di questi mesi, non ha ricevuto ancora il crisma dell'ufficialità. Questo dunque lo scenario che si profila nel centrodestra. Primarie anche nella coalizione di centrosinistra e secondo i soliti bene informati il vice sindaco Pino Valente potrebbe sciogliere le riserve sabato e dire finalmente cosa intende fare, cioè candidarsi alle primarie. (p.d.f.)