Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

Finte sì, ma fatte talmente bene e con cura, da apparire "sospette" anche agli occhi degli artificieri dei carabinieri, che hanno impiegato un'ora e mezza per dichiarare ufficialmente il cessato allarme. Il ritrovamento delle due bombe sotto le finestre del palazzo di Lancianovecchia che ospita gli uffici dell'assessorato alle politiche sociali del Comune, ha riproposto ancora una volta le difficoltà in cui - soprattutto negli ultimi anni - si trovano a dover operare i dipendenti di uno dei settori "più caldi" e delicati di Palazzo di Città. Il gesto di questa mattina, che fortunatamente si è risolto solo con tanto spavento, è infatti chiaramente un atto intimidatorio. Un episodio che allunga la scia di fatti che, purtroppo, ha visto coinvolto il personale dell'ufficio, fatto spesso oggetto di aggressioni da parte di persone che vivono situazioni di profondo disagio. Lo stesso assessore Dora Bendotti, più volte, è stata bersaglio di duri attacchi, anche personali, che hanno superato in molte occasioni il sacrosanto diritto di critica politica. Ora spetterà ai carabinieri, coordinati dal comandante Massimo Capobianco, far luce sull'accaduto: si procederà a una serie di verifiche, anche in laboratorio, per raccogliere elementi utili a tentare di risalire agli autori del gesto. Intanto anche l'assessore regionale alle politiche sociali esprime solidarietà alla Bendotti e a tutto il personale comunale che stamattina è stato evacuato dai propri uffici. "Esprimo vicinanza e solidarietà all'assessore Dora Bendotti e al personale dell'assessorato alle politiche sociali del Comune di Lanciano per il gesto intimidatorio messo in atto questa mattina nei loro confronti e già fatto in passato oggetto di minacce - scrive la Sclocco - conosco molto bene l'operato dell'assessore Dora Bendotti e soprattutto la passione che lei mette in campo per la gestione di uno dei settori più difficili e problematici dell'amministrazione pubblica e sono convinta - ha aggiunto Marinella Sclocco - che questo gesto non fermerà il suo lavoro che quotidianamente si contraddistingue per trasparenza e qualità amministrativa. Ancora una volta bisogna richiamare la necessità di uno scatto della coscienza civile delle nostre comunità contro il ricorso all'intimidazione e contro questi gesti che indeboliscono solo l'operato delle istituzioni".

Parte anche in Abruzzo il programma nazionale per l'Inclusione Attiva (Sia) per la lotta alle povertà. Il via libera dopo una riunione tra i rappresentanti del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e gli Ambiti sociali regionali che dovranno gestire, insieme con i Comuni e l'Inps, la partita sulle modalità di attuazione delle misure previste nel piano nazionale. Con il Sia cambia totalmente la filosofia di sostegno alle persone e famiglie che versano in stato di povertà. "Viene completamente capovolta - spiega l'assessore alle Politiche sociali Marinella Sclocco che ha coordinato la riunione operativa - la vecchia filosofia della lotta alla povertà, basata tutta sulla cosiddetta social card, un sistema passivo di assistenzialismo che ha generato non poche disfunzioni non venendo incontro alle reali esigenze delle famiglie più bisognose. Per avere infatti l'erogazione del sussidio economico sarà necessario aderire ad un progetto personalizzato sociale e lavorativo". Sul SIA il governo ha previsto, per il 2016, risorse finanziarie per 750 milioni di euro destinate a salire ad un miliardo già nella prossima Legge di Stabilità 2017. In Abruzzo la dotazione finanziaria è di 17 milioni di euro, "ma siamo pronti ad integrare questo fondo - aggiunge Sclocco - con risorse del nostro bilancio o facendo leva su progetti inserite nell'Fse 2014-2020". Altra importante elemento di novità "è la partecipazione attiva del beneficiario nel progetto assistenziale. Gli chiediamo cioè adempimenti inseriti nel patto che ha sottoscritto per confermare la misura in un'ottica di responsabilizzazione del soggetto stesso". Tecnicamente, il SIA è un patto tra servizi e famiglie che presuppone reciproci impegni e responsabilità. Per accedervi il cittadino può presentare le domande dal 2 settembre; entro due mesi verrà erogato il sussidio economico che può arrivare, in determinate condizioni, fino a 400 euro; entro 2 mesi dal primo accreditamento devono essere attivati i processi personalizzati. Per fruire della misura bisogna presentare un Isee sotto i 3000 euro e non percepire altre indennità di natura assistenziale superiori a 600 euro mensili. Le domande dovranno essere presentate ai Comuni di residenza.

Saranno erogati entro questo mese i circa 100mila euro assegnati la scorsa estate con il bando per il caregiver familiare. Lo hanno assicurato questa mattina a Pescara gli assessori Marinella Sclocco e Silvio Paolucci, nel corso di un incontro con Andrea Sciarretta, presidente della Onlus "Progetto Noemi". Il ritardo nella liquidazione delle somme è legato ad alcuni adempimenti burocratici, conclusi proprio nei giorni scorsi. Il bando - destinato al sostegno di famiglie con minori affetti da malattie rare - aveva una dotazione di 200mila euro, ma gli interventi ammessi al finanziamento hanno impegnato la metà della somma. I restanti 100mila euro saranno assegnati con nuovo avviso che verrà pubblicato a breve.