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Sarà sicuramente un Consiglio Comunale piuttosto “caldo” quello che si terrà domani pomeriggio (in seconda convocazione con inizio alle 17.30), considerati gli argomenti all'ordine del giorno. Questioni delicate e complesse che hanno dato il via, specie nelle ultime settimane, a una serie di polemiche non ancora placate e a vibrate contestazioni. Basti pensare alle file chilometriche all'ufficio tributi per l'arrivo a centinaia di famiglie delle cosiddette “cartelle pazze”, richieste di pagamento riferite alla Tarsu del 2013. Una situazione che ha scatenato le reazioni di numerosi cittadini alle prese con la ricerca spasmodica delle ricevute e non tutti le hanno trovate. Certo c'è pure chi non ha pagato e quindi dovrà farlo. Il problema è per i tanti che il versamento lo hanno effettuato ma non sono in grado di esibire la ricevuta. La discussione su questo punto è stata chiesta con una specifica interrogazione dai consiglieri di minoranza Tonia Paolucci, Riccardo Di Nola, Antonio Di Naccio, Errico D'Amico e Roberto Gargarella. Gli stessi hanno firmato anche un'altra riguardante la Ztl. E che il provvedimento relativo alla zona a traffico limitato stia provocando accese rimostranze è ormai un fatto noto così come sono altrettanto noti l'interesse e la volontà dell'assessora al traffico Francesca Caporale a rivedere il regolamento anche alla luce dei problemi emersi nel corso degli incontri avuti con residenti e commercianti. L'argomento, comunque, è di quelli spinosi e non mancherà di accendere il dibattito. Altro tema di non trascurabile importanza è l'arrivo dei migranti a Villa Elce. Su questa situazione ha chiesto chiarimenti la capogruppo di Forza Italia Graziella Di Campli.

Dopo le polemiche dei giorni scorsi, legato al suo appoggio alle posizioni del "sì" al prossimo referendum costituzionale (che aveva scatenato le dure reazioni di una serie di movimenti, a partire da Nuovo Senso Civico), il sindaco di Lanciano Mario Pupillo ha deciso di scrivere una lettera aperta per chiarire il suo punto di vista. Noi ve la proponiamo integralmente, in modo che ognuno possa farsi una propria opinione.
Cari amici delle associazioni e movimenti, cara Silvia,
non c’è nessun nesso tra la convinzione nel sostenere una riforma delle Istituzioni attesa da troppi anni e le battaglie che tutti insieme abbiamo fatto, e vinto in alcuni casi, per il nostro territorio.
Non passi mai l’idea che ci sia qualcuno a poter dare patenti e legittimità per esprimere un’opinione o convincimento, altrimenti quella sarebbe la negazione degli ideali e delle tante manifestazioni di pensiero che abbiamo difeso di recente e non solo.
Nessuna contraddizione, quindi, perché proprio il caso “Ombrina” testimonia come quella battaglia è stata vinta grazie alla straordinaria mobilitazione collettiva e all’unità di intenti con la politica locale e regionale che ha creato un sentiment comune e quindi una forza per convincere poi il Governo a bloccare quella e altre installazioni con una norma nazionale.
Inefficaci infatti si sono dimostrati gli atti e le norme prodotte dal legislatore locale.
La cosiddetta “concorrenza” sulla materia energia non avrebbe salvato il nostro territorio, solo la politica intesa come battaglia dal basso di tutti insieme ha vinto quella partita.
Ciò significa che le Regioni possono influenzare le scelte di qualunque Governo e continueranno a farlo e che, anzi, proprio la recente delusione per la sfumata battaglia referendaria contro le trivelle può portarci ad apprezzare il rafforzamento dell’Istituto referendario come viene fuori dalla nuova riforma costituzionale.
Più forza al Referendum, con un abbattimento del quorum previsto, significa maggiore possibilità data ai cittadini ed ai territori di stoppare e abrogare qualsiasi provvedimento normativo.
Dunque nessuno tradisce nessuno e massimo rispetto per le posizioni del SI e del NO: tra l’altro sarebbe stato più semplice anche per me schierarmi in un modo più “popolare” se lo avessi fatto per secondi fini, invece credo che sia questa una occasione per non rimandare alle calende greche proposte di riforma istituzionale di cui si parla da decenni.
Auspico un sistema molto vicino a quello dei Comuni, un sistema in cui sia l’elettore al centro delle decisioni.
Vi saluto con la vicinanza di sempre.

 

“Svuotare di competenze le Regioni e i Comuni, riducendoli a semplici cartelle esattoriali, significa togliere ai cittadini l'unico punto di riferimento istituzionale per esprimere la propria opinione. E la Costituzione nasce proprio seguendo il principio di dare voce e rappresentanza a tutti i cittadini” si legge in un comunicato diffuso dal movimento per il No “Lanciano decide” al quale hanno aderito gruppi e associazioni con l'obiettivo di intraprendere una serie di azioni e iniziative soprattutto in città per spiegare meglio alla gente i quesiti referendari e a cosa porterebbe, dal loro punto di vista, una vittoria del Sì, ovvero la vittoria, della Riforma  Renzi-Boschi. “Lanciano Decide vuole tutelare i principi fondamentali della nostra Costituzione, opporsi a questa riforma significa pretendere una politica che tenga conto delle esigenze dei territori a partire da quelle dei cittadini. E' su questo che abbiamo costruito il nostro percorso, e continueremo a lavorare per coinvolgere quanti più cittadini possibili andando direttamente nei quartieri ad ascoltare le loro posizioni”. E nella nota del fronte del No, non mancano alcune considerazioni critiche sulla posizione presa in maniera esplicita dal Sindaco di Lanciano e Presidente della Provincia Mario Pupillo che si è schierato per il Sì. Il riferimento contenuto nel comunicato va a quei 60 mila scesi in piazza contro Ombrina Mare, alle tante battaglie in difesa della salute, dell'ambiente e dei diritti che hanno visto il sindaco in prima linea. E la delusione è tanta. “Ci sembra paradossale che proprio gli amministratori locali, che sono direttamente impoveriti della loro funzione dalla Riforma, siano tra i primi sostenitori del Sì. A Lanciano è stato ancor più deludente visto il percorso condiviso sulle varie vertenze ambientali, ma è una situazione che si ripete in molti comuni amministrati dal Pd dove sindaci, assessori e segretari vari, spesso anche con qualche imbarazzo, si ritrovano convinti esponenti della Riforma.  Non è questa la direzione che vogliamo prendere nel territorio”. Per “Lanciano Decide” questa Riforma è “un attacco agli istituti della democrazia e della rappresentanza, il messaggio che il Governo vuole far passare è quello del cambiamento, dello snellimento del processo politico, dell'innovazione, della stabilità e del risparmio, ma sono argomentazioni studiate per il marketing elettorale che restano in superficie e contribuiscono ad alimentare la confusione. Ci hanno abituato a ridurre la politica ad uno slogan, noi invece ai proclami preferiamo i contenuti”. Nella nota viene ribadita con forza e determinazione la volontà a lavorare e a impegnarsi privilegiando il territorio e i cittadini i quali sarebbero completamente “eliminati dal dibattito politico, con tutte le decisioni prese dall'alto a Roma. Noi non ci stiamo e continueremo ad attivarci per fermare questa deriva antidemocratica”. (p.d.f.)

E' affetto da ludopatia e quindi non c'era alcuna volontà di truffare il Comune di Lanciano, suo datore di lavoro. Il giudice Cleonice Cordisco ha assolto con formula piena, perché il fatto non costituisce reato, il 59enne dipendente di Palazzo di Città, finito sotto processo con l'accusa di truffa aggravata. I fatti risalgono al gennaio del 2014, quando l'uomo fu sorpreso dal sindaco Mario Pupillo mentre giocava ai videopoker della tabaccheria che si trova nei pressi del municipio. A quell'ora, però, avrebbe dovuto essere in servizio, come risultava dalla timbratura del cartellino del rientro pomeridiano, effettuata alle 14.59. Alle 15.50, però, il primo cittadino lo aveva incontrato fuori dal Comune. Per l'accusa, che aveva chiesto la condanna a 8 mesi, il dipendente si sarebbe procurato un ingiusto profitto (pari a 8 euro, corrispondenti alla sua paga oraria), inducendo in errore anche gli uffici comunali sulla sua presenza al lavoro.  Il difensore del 59enne, l'avvocato Filippo Paolini, è però riuscito a dimostrare che il dipendente si era recato in tabaccheria per comprare delle caramelle, perché ipoglicemico. Ma una volta lì, proprio a causa della ludopatia, non è riuscito a trattenersi dal giocare al videopoker.

Una proposta semplice, forse un po' provocatoria, per testare la reale volontà di intervenire concretamente sui temi della mobilità sostenibile. La lancia, in rete, Nuovo Senso Civico, che chiede al sindaco di Lanciano Mario Pupillo, di installare una rastrelliera per biciclette nei pressi di Palazzo di Città, "per rendere - scrive Franco Mastrangelo nel suo appello - più facile la vita a chi meritoriamente usa questo mezzo per i propri spostamenti giornalieri all’interno della città. Un intervento irrisorio, facile facile e di nessuna impossibilità logistica o di spesa, che dia almeno un segnale della strada che si vuole intraprendere". Mastrangelo ricorda anche come Pupillo e l'assessore Francesca Caporale, in campagna elettorale, avessero sottoscritto 18 punti qualificanti sull’argomento mobilità estratti dal programma sottoposto ai candidati sindaco da Nuovo Senso Civico.  "Torneremo presto nel dettaglio di questi impegni presi pubblicamente chiedendo almeno a che grado di elaborazione si trovino (inizio di riflessione, avvio di progettazione, abbandono totale o cos’altro ancora?) - continua Nuovo Senso Civico - visto che lo sguardo da semplice cittadino non evidenzia tutto questo fermento di azione. Vediamo procedere positivamente solo la pista ciclabile in via del Mare-via Panoramica (progetto partito prima delle elezioni) senza però, ci sembra, molta attenzione da parte degli amministratori e con più di un problema logistico irrisolto (il doppio senso in via Panoramica e nelle relative traverse con i parcheggi laterali ancora in atto che crea quotidiani ingorghi e disagi, il senso unico in via del Mare spesso violato con gravi rischi per l’incolumità delle persone, la mancanza di segnali stradali aggiornati, ecc.). Ma su tutti i vari temi avremo modo di approfondire a breve (il tram treno della Sangritana che vedeva tutti i candidati d’accordo che fine ha fatto?), sperando che nel frattempo - conclude Franco Mastrangelo - arrivi qualche risposta prima che partano le imbarazzanti domande".

Un appello al sindaco di Lanciano Mario Pupillo affinché il Comune aderisca formalmente all'edizione 2016 della Marcia della Pace Perugia-Assisi, in programma il prossimo 9 ottobre. A lanciarlo è Tommaso Sarchese, esponente Ecodem, che ha inviato al primo cittadino frentano anche lo schema di delibera di adesione, già votata da centinaia di Comuni in tutta Italia. "Un appuntamento di grande valore - scrive Sarchese - che richiama migliaia di persone e tantissime associazioni, comitati, scuole, enti locali a unirsi e insieme marciare sotto il segno di questa grande aspirazione che è la Pace. Per questo vorrei che il gonfalone della Città di Lanciano, e possibilmente anche quello della Provincia di Chieti, siano alla testa della marcia". Secondo Sarchese si tratterebbe di un gesto che darebbe un contributo visibile allo sviluppo di queste tematiche, oltre a essere un segnale importante soprattutto per i più giovani. "Oggi più che mai - prosegue - è necessario marciare insieme per i tantissimi focolai di guerra che provocano migliaia di morti, milioni di profughi, disastri immensi. E’ 'la guerra a pezzi', come ha ribadito con la solita lucidità Papa Francesco, che ha bisogno dell’impegno di ognuno di noi per essere fermata, innestando nelle giovani generazioni quegli ideali che fanno da antidoto all’odio, al razzismo, alla guerra".
 

“Il coinvolgimento dei Comuni e quindi dei Sindaci è fondamentale. Il Sindaco deve essere messo nelle condizioni di poter informare i cittadini con la dovuta e necessaria chiarezza, specie quando si tratta di questioni delicate come sono appunto quelle legate all'accoglienza dei migranti”. A parlare è il primo cittadino di Lanciano e Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, al quale il Prefetto Antonio Corona, nel corso dell'incontro dell'11 agosto scorso, ha affidato il compito di coordinare tutti i sindaci che nei propri Comuni hanno accolto i richiedenti asilo. L'argomento è di quelli che fanno discutere e che prestano il fianco a polemiche e a strumentalizzazioni, spesso sterili, invece queste situazioni richiedono serietà e collaborazione. E proprio con l'obiettivo di definire alcuni importanti aspetti, Pupillo ha messo nero su bianco in una lettera che ha inviato al Prefetto Corona. “Ho scritto a nome dei circa 20 sindaci della provincia di Chieti che ospitano o dovranno ospitare i profughi – precisa Pupillo – siamo tutti convinti che queste situazioni devono essere sottoposte a controlli accurati, ho proposto perciò un tavolo permanente con incontri periodici tra tutti quelli coinvolti nell'accoglienza. Riunioni per valutare e monitorare i flussi di arrivo, le concrete possibilità di integrazione, le problematiche sociali che possono verificarsi nei territori, perché solo avendo il quadro reale della situazione si potrà intervenire in maniera adeguata. I Sindaci devono essere informati in tempo – ribadisce ancora il Presidente della Provincia – altrimenti non riescono a parlare e a spiegare ai cittadini e rischiano di apparire distratti e con poco interesse al dialogo e al confronto. Invece non è così. A me era stato comunicato di possibili arrivi addirittura lo scorso febbraio, ma non c'era alcuna certezza di tempi e di luoghi. E' importante, invece, sapere nei tempi giusti per poter affrontare e cercare di gestire al meglio la situazione. Dovremmo anche partecipare alle procedure di assegnazione delle strutture – continua Pupillo – i Comuni dovrebbero poter controllare se vengono rispettate le norme igienico-sanitarie, se i trattamenti sono rispettosi della dignità delle persone e questi controlli non dovrebbero essere subordinati a una serie di domande e procedure”. Insomma i Sindaci sono in prima linea pure sul fronte migranti e non è questione da poco. “Sarebbe giusto dare ai Comuni un contributo economico, noi non ci vogliamo sottrarre all'accoglienza e per quanto riguarda i primi 13 dei 24 richiedenti asilo arrivati ieri nella struttura di Villa Elce, voglio ringraziare  residenti per l'assenza di manifestazioni di protesta e per la disponibilità al dialogo. Noi faremo la nostra parte e saremo presenti per qualunque eventuale problema”, conclude il sindaco, consapevole della complessità del fenomeno che certo non può essere fermato o bloccato con qualche slogan. Così come è pure convinto che non si possono nemmeno allontanare alcuni ospiti e lasciarli poi in balia del nulla (il riferimento va ai giovani mandati via dalla struttura di Torino Di Sangro e che tuttora vivono a Lanciano e che solo grazie ad alcune associazioni e al Comune hanno un tetto sulla testa..ma fino a quando?). A Vasto sono 130 i migranti accolti nelle strutture, a Torino Di Sangro 170, Chieti 60, Lentella 56, Fara Filiorum Petri 30 e a Pietraferrazzana sono addirittura 100, praticamente più della popolazione residente. Tanto per fare qualche numero. (Pina De Felice)

Il giorno dopo l'annuncio della famiglia Maio della volontà di disimpegnarsi dal mondo del calcio e mettere in liquidazione volontaria la Virtus Lanciano, sul web esplode la protesta dei tifosi rossoneri che chiedono le dimissioni da consigliere comunale di Valentina Maio, appena eletta con la lista Lanciano Vale che fa capo all'assessore Davide Caporale. Un coro unanime, che prende di mira anche l'amministrazione comunale e il sindaco Mario Pupillo, accusato di aver saputo da sempre della volontà della famiglia di imprenditori di abbandonare la squadra, ma di aver taciuto per ragioni di opportunità elettorale. In realtà, è giusto precisarlo, è stato proprio Pupillo a favorire i contatti tra i Maio e Gilberto Candeloro, che però - all'ultimo momento - ha deciso di fare un passo indietro e di non assumersi l'onere di ripianare il bilancio del sodalizio rossonero, presupposto fondamentale per l'iscrizione al campionato di Lega Pro. Un impegno da un milione e mezzo di euro (anche se alcuni parlano di almeno un milione e 800mila euro), che l'ingegnere non si è sentito di assumersi. Secondo i bene informati, però, Candeloro non avrebbe chiuso definitivamente la porta al calcio frentano, ma anzi sarebbe disposto a sostenere una nuova squadra, ripartendo da una serie inferiore (la serie D, a cui Lanciano potrebbe ambire dopo la permanenza in serie B?), libero da debiti pregressi. C'è tempo ancora qualche giorno di tempo per evitare la cancellazione della Virtus dal panorama del calcio professionistico. Entro il 15 luglio, infatti, ci si può ancora iscrivere al campionato di Lega Pro, scontando un punto di penalizzazione. Ma esiste oggi in città un gruppo imprenditoriale in grado di mettere a disposizione "cash" una simile cifra? E allo stesso modo è possibile formare, in così pochi giorni, una cordata di imprenditori disposti a investire sul calcio? La sfida è sicuramente complicata e qui torna in gioco Pupillo, perché spetterà a lui gestire la situazione e, allo stesso tempo, occuparsi anche della "questione Valentina".

Il nuovo ospedale di Lanciano sorgerà nell'area dove oggi esiste l'attuale Renzetti. La volontà dell'amministrazione comunale di non cambiare idea sulla localizzazione della nuova struttura (rispetto alle ipotesi Villa Martelli e Sant'Onofrio), è stata ribadita questa mattina, nel corso del sopralluogo a cui hanno partecipato il sindaco Mario Pupillo, il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu, e i tecnici di Asl, Regione e Comune. ""Abbiamo tutte le carte in regola - scrive Pupillo sulla sua pagina Fb -  per confermare alla Regione la nostra volontà di costruire il nuovo ospedale nell'area dove si trovano attualmente l'eliporto e l'obitorio del Renzetti, vicino alla variante Frentana e quindi più facilmente accessibile sia dalla Val di Sangro, che dall'Ortonese". Lo scorso maggio il Governo nazionale aveva comunicato alla Regione l'erogazione di 102 milioni di euro (pari al 40 per cento dei 228 milioni previsti dai fondi per l'edilizia sanitaria destinati all'Abruzzo), che serviranno per avviare la costruzione di 5 nuovi ospedali, tra cui appunto quello di Lanciano. Gli altri sono a Vasto, Sulmona, Avezzano e Giulianova. L'investimento totale è di 378 milioni, 150 dei quali, quindi, a carico delle casse regionali, che dovranno essere reperiti attraverso la stipula di mutui. Ieri c'è stato un incontro a Pescara sul presidio di Vasto, quello i cui lavori dovrebbero partire per primi, visto che l'area è di proprietà della Asl già dal 2001 e non esistono eccessivi problemi procedurali. Nel corso della riunione il presidente della Regione (che è anche commissario ad acta per la sanità), ha ipotizzato la possibilità di ricorrere a un projec financing, con l'intervento di un privato, per finanziare la somma residua ed evitare così di accendere un mutuo e gravare sulle già esangui casse regionali. La stessa strada sarà percorsa a Lanciano? Chissà. Intanto sopralluoghi e incontri continuano. Ora, però, i soldi - almeno in parte - ci sono. Resta solo da vedere quando partiranno i cantieri, quelli veri. (la foto è tratta dalla pagina Fb di Mario Pupillo)

Con la legge di stabilità 2016 i tagli alle Province italiane sono stati più che raddoppiati rispetto allo scorso anno. E' stato reso noto nelle tabelle di riparto per singola provincia ufficializzate in Conferenza Stato-Città la scorsa settimana. Riduzioni "insostenibili", le definisce il presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, e che nonostante i correttivi non consentiranno la chiusura dei bilanci delle maggior parte delle Province fissata al 31 luglio. “Non chiudere i bilanci in equilibrio significa tecnicamente dover avviare le procedure di dissesto - continua Pupillo – un quadro che risulta chiaro dai dati finanziari di ben 40 Province su 76 appartenenti alle regioni a Statuto ordinario. Tra queste inoltre 3 Province sono già in dissesto e 10 in predissesto, tra cui anche la Provincia di Chieti. Naturalmente non ci diamo per vinti, abbiamo elaborato ulteriori proposte di emendamento al decreto legge n 113 approvato lo scorso 24 giugno e che ha iniziato l’iter di conversione in legge in Camera dei Deputati. Abbiamo già coinvolto tutti i parlamentari abruzzesi affinché li sottoscrivano in tempo entro il primo  pomeriggio di giovedi 7 luglio. Inoltre domani, presidenti e dirigenti delle quattro province, ci incontreremo in provincia di Teramo per definire insieme il percorso da intraprendere nel caso in cui, nonostante il nostro impegno, la situazione normativa dovesse rimanere invariata. Il concorso totale alla finanza pubblica richiesto dal Governo alle province abruzzesi per il 2016 è davvero notevole e risulta, se confermato con la conversione in legge, di 68 milioni di euro di fatto sottratti alle casse degli enti a fronte di contributi straordinari per strade e scuole esigui, distribuiti con una metodologia di riparto irragionevole che non tiene conto del fabbisogno reale di ogni provincia, ovvero dei Km di strada da manutenere e del numero di scuole superiori e studenti cui garantire la sicurezza. Il risultato sarà solo quello di generare a livello nazionale diseguaglianze tra cittadini e territori, laddove certi servizi non saranno più sostenibili”.

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