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E' cominciata ufficialmente oggi la seconda amministrazione comunale guidata da Mario Pupillo. Nel pomeriggio, infatti, si è insediato il consiglio comunale, che in apertura ha provveduto alla convalida degli eletti e alla surroga dei consiglieri nominati assessori. Successivamente un emozionato sindaco ha giurato, secondo la formula di rito, davanti al prefetto di Chieti Antonio Corona, presente in Aula. Un minuto di silenzio per ricordare le vittime italiane uccise nell'attentato di Dacca e poi il primo cittadino ha pronunciato il suo discorso di insediamento, sottolineando che tutti gli eletti, al di là delle appartenenze politiche, sono stati scelti dai lancianesi per rappresentare le istanze di tutta la città. E' stata dunque la volta dell'elezione del presidente del consiglio comunale. La maggioranza ha proposto la candidatura di Leo Marongiu, l'opposizione quella di Errico D'Amico. E' stato eletto Leo Marongiu con 14 voti, mentre D'Amico ne ha riportati 9.

Il riconfermato sindaco di Lanciano Mario Pupillo ha ufficializzato questa mattina le deleghe agli assessori della sua nuova giunta. Il primo cittadino ha tenuto per sè la delega ai Vigili Urbani. Vice sindaco è stato riconfermato Pino Valente (Progetto Lanciano), che si occuperà anche di Lavori Pubblici, Giardini e Parchi Pubblici, Bilancio e Finanze. A Pasquale Sasso (PD) vanno le deleghe all'Urbanistica, Decoro Urbano e Risorse Umane. A Davide Caporale (Lanciano Vale) quelle su Ambiente, Sport, Contrade e Quartieri, Tutela degli Animali. Francesca Caporale (Insieme a Sinistra) si occuperà di Mobilità, Commercio, Agricoltura, Lavoro e Digitalizzazione. Maruska Miscia (PD) sarà assessore a Cultura, Turismo, Grandi eventi e manifestazioni, Partecipazione e Trasparenza. Dora Bendotti (Lanciano in Comune) al Sociale, Giovani, Europa e Pari Opportunità. Giacinto Verna (Progetto Lanciano) a Scuola, istruzione e Casa. Una curiosità: l'età media nel Pupillo Bis è di 44 anni, mentre nella prima giunta era di 50 anni. Sono nuovi 3 assessori su 7.

Ancora fumata nera sulla composizione della nuova Giunta del riconfermato Sindaco Pupillo. A rincorrersi per ora sono solo le indiscrezioni, le voci di corridoio e quelle dei soliti bene informati alle quali si aggiungono puntuali e inevitabili le considerazioni dei cittadini, di chi si scopre improvvisamente stratega o politico di professione e dispensa idee e consigli. Così come accade nel calcio, dove tutti sono tecnici ed allenatori. In verità la definizione di un Esecutivo anche se, come il Sindaco Mario Pupillo, si è al secondo mandato, non è affatto semplice. Certo la situazione rispetto a 5 anni fa è totalmente diversa e dà al sindaco pieni poteri, ma questo non esclude naturalmente un dialogo e un confronto con tutte le liste e le forze della coalizione per arrivare a una decisione condivisa. Il percorso in questi casi non è mai facile e gli equilibri sempre molto delicati. Dalle ultime sussurrate e ufficiose notizie sembra che Leo Marongiu, rassegnerà le dimissioni da segretario cittadino del Partito Democratico e andrà ad occupare il posto alla presidenza del Consiglio Comunale. Per quanto riguarda gli assessori invece dovrebbe essere riconfermato all'Urbanistica Pasquale Sasso che con i suoi quasi 500 voti è risultato il più votato di tutta la coalizione di centrosinistra e movimenti civici. Una delega, forse al Bilancio, spetterebbe a Marusca Miscia, reduce da un significativo consenso elettorale, componente del direttivo nazionale del Pd e un grande impegno nell'associazionismo. Comunque tutti i candidati  hanno fatto un gran lavoro considerati i risultati (Pd primo partito in città) e di questo bisognerà tenere conto, a prescindere dai numeri che pure hanno il loro peso. La Giunta è bene ribadirlo dovrà essere composta da sette assessori più il sindaco e tre posti dovranno essere occupati da donne. Oltre a Marusca c'è la riconferma di Dora Bendotti, assessore uscente alle Politiche Sociali che potrebbe riprendere la stessa delega, ma non è escluso che le venga affidata un'altra. L'interrogativo resta sulla terza quota rosa e l'attenzione pare indirizzata alla lista “Insieme a Sinistra” dove spiccano Francesca Caporale (che si è candidata alle Primarie), coordinatrice cittadina di Sel e Patrizia Bomba espressione del movimento civico Insieme. Ma il più votato della lista è stato Piero Cotellessa, il cui impegno è noto a tutti e sono in tanti, dentro e fuori la lista,  a pensare che meriterebbe un riconoscimento. Insomma la questione non è né semplice, né scontata, anche se non è difficile prevedere che qualcuno dovrà fare un passo indietro. Due poltrone in Giunta vanno a Progetto Lanciano. Pino Valente, innegabile presenza sul territorio, appassionato nei suoi interventi e nelle sue battaglie, tornerà a ricoprire pure la carica di vice sindaco e un assessorato sembra sia destinato a Giacinto Verna, che ha ottenuto non solo un notevole consenso personale, ma anche le sezioni di Olmo Di Riccio - quartiere dove risiede e dove è presente con tante iniziative – hanno espresso una preferenza per Pupillo. Altra riconferma quella di Davide Caporale alle Politiche ambientali, settore dove ha operato con grande determinazione, stando sempre in prima linea, affrontando con il sostegno di movimenti e associazioni tante battaglie. Ricapitolando quindi la Giunta Pupillo Bis potrebbe essere questa: Pasquale Sasso e Marusca Miscia (Pd) Pino Valente e Giacinto Verna (Progetto Lanciano) Dora Bendotti (Lanciano in Comune) Francesca Caporale (Insieme a Sinistra) Davide Caporale (Lanciano Vale). (Pina De Felice)

Nella coalizione “apparentata” di centro destra, liste civiche e CasaPound di Errico D'Amico e Tonia Paolucci, pesano come macigni quei 1700 voti che hanno decretato in maniera forte e inequivocabile la vittoria schiacciante del sindaco uscente Mario Pupillo, alla guida della coalizione di centro sinistra. Un consenso di così larghe dimensioni ha sorpreso anche i supporter del primo cittadino, che nei 15 giorni prima del ballottaggio hanno giocato una partita difficilissima, inseguendo e sperando quasi in un miracolo. I numeri non erano affatto dalla loro parte e al primo turno solo 300 voti in più per Pupillo, una situazione dunque che non invitava certo a stare tranquilli. Ma il popolo di centro sinistra stavolta, complice un apparentamento che ha provocato malumori e tensioni, silenzi ambigui e dissensi manifesti, non si è lasciato scoraggiare dall'aritmetica, né da quei consensi consolidati nelle contrade, sempre a favore del centro destra, e ha combattuto la battaglia con grande determinazione, con la consapevolezza di quanto alta fosse la posta in gioco. Tutt'altro scenario in casa avversaria, dove proprio i numeri facevano pensare all'esito opposto, a una vittoria già praticamente conquistata. Evidentemente né D'Amico, né la Paolucci e nemmeno l'onorevole Di Sefano, né il coordinatore regionale dell'Udc Di Giuseppantonio, né  Mauro Febbo o altri amministratori che si sono spesi con dichiarazioni e conferenze stampa - e che, considerata la loro esperienza, si intendono di strategie politiche - avevano fatto i conti con le reazioni che si sarebbero scatenate in seguito ad un accordo che, fatto non trascurabile, avrebbe portato in Consiglio Comunale, unico caso in Italia a sedere sui banchi della maggioranza, un esponente di CasaPound, movimento di estrema destra. Hanno pure sottovalutato gli scontenti dell'una e dell'altra parte, nonché gli umori, sempre piuttosto mutevoli e condizionabili, degli elettori. “Accordo sul programma”, hanno detto e ripetuto D'Amico e la Paolucci, anche dal palco di piazza Plebiscito nel corso dell'ultimo comizio. "Abbiamo riunito il centro destra", altra affermazione ribadita in più occasioni, senza pensare però a quei candidati, non pochi, che non erano d'accordo e comunque non nei termini in cui l'apparentamento è stato sottoscritto. Hanno cercato di minimizzare sulla presenza di CasaPound, parlando dell'attività solidale e dell'impegno di Nico Barone e di altri ragazzi, "tutti bravi", è stato più volte ripetuto, accusando il centro sinistra di voler strumentalizzare i Martiri, il 6 Ottobre e la Resistenza. Eppure non era difficile capire che gli attacchi non erano rivolti alle persone fisiche, ma a un'ideologia che nega i valori per i quali Lanciano ha conseguito una Medaglia d'Oro. E che questo non poteva non risvegliare l'orgoglio e le coscienze anche di quella parte di sinistra e di quei cittadini delusi che non avevano votato al primo turno. Se a questo si aggiungono i non pochi elettori dei due candidati (dal percorso totalmente diverso) che non hanno visto di buon grado l'accordo, i conti tornano. Una disfatta per il centro destra che non ha avuto il coraggio di correre da solo con le famose e plurisbandierate 8 liste. Perché Errico D'Amico non ha affrontato la sfida con la forza e l'entusiasmo del suo “esercito” e del suo programma? Forse non era abbastanza sicuro di farcela tanto da accettare in toto le richieste della candidata Tonia Paolucci, apparsa subito come la vera vincitrice in un apparentamento fortemente sbilanciato. Un “matrimonio” finito prima di cominciare. E se per gli sconfitti si apre un capitolo che mai avrebbero immaginato di scrivere, per chi ha vinto comincia un percorso di grande responsabilità. “Sarò il sindaco di tutti”, ha detto più volte Mario Pupillo che ora, alla luce dei consensi ottenuti, ha un compito impegnativo: non ripetere gli errori fatti, ascoltare e mantenere vivo un legame con il territorio, proseguire e attuare quel programma che i cittadini hanno mostrato con i fatti di condividere. Il primo importante passo sarà la composizione della giunta. Sette assessori più il sindaco e tre posti nell'Esecutivo dovranno essere occupati da donne. Rinnovamento ed esperienza, può essere davvero il binomio vincente per Pupillo, che può contare su una maggioranza solida e affidabile, su giovani volenterosi e preparati, nonché sulla professionalità e la competenza di chi ha sì superato la verde età, ma è in grado di dare ancora molto. Non sarà una scelta facile, ma è il tempo del coraggio. (Pina De Felice)

 

Mario Pupillo, candidato del centrosinistra, si riconferma sindaco di Lanciano per un altro mandato. Il primo cittadino uscente, nel turno di ballottaggio ha battuto il candidato del centrodestra Errico D'Amico, con un ampio margine di consensi: 54.75 per cento, contro il 45.25. Medico diabetologo in pensione, 66 anni, Mario Pupillo era sostenuto da PD e dalle liste civiche Progetto Lanciano, Lanciano in Comune, Lanciano Vale e Insieme a Sinistra. Anche nel 2011 era stato eletto primo cittadino nel turno di ballottaggio, dopo l'apparentamento con i gruppi civici di Pino Valente e Donato Di Fonzo. Il centrodestra, dunque, non è riuscito a riconquistare Palazzo di Città, nonostante i pronostici favorevoli della vigilia e l'apparentamento di D'Amico con Tonia Paolucci, che - insieme - al primo turno, avevano totalizzato il 61 per cento dei voti.  

Affluenza in calo di quasi 10 punti nel turno di ballottaggio delle Comunali di Lanciano. Alle 23 avevano infatti votato 18951 aventi diritto, pari al 57.17 per cento. Domenica 5 giugno, alla stessa ora, gli elettori erano stati 22151 pari al 66.82 per centoi.

(nella foto i candidati sindaco Mario Pupillo ed Errico D'Amico, che hanno votato in mattinata nelle sezioni di appartenenza)

A due settimane dal primo turno, urne aperte per tutta la giornata di oggi, e fino alle 23, per il ballottaggio che designerà il sindaco che guiderà Lanciano per i prossimi 5 anni. A sfidarsi sono il primo cittadino uscente Mario Pupillo, sostenuto dal centrosinistra (al primo turno ha riportato 8372 voti, pari al 39.87 per cento), e il candidato del centrodestra Errico D'Amico (il 5 giugno ha ottenuto 8033 voti, pari al 37.87 per cento), apparentato con la coalizione di Tonia Paolucci (che al primo turno riportò quasi il 23 per cento dei consensi). A Lanciano sono 33150 gli elettori, 16013 maschi e 17137 femmine. 44 le sezioni sparse sul territorio: le più grandi sono la 15 e la 17 alla scuola media D'Annunzio, con oltre 1000 iscritti; la più piccola è quella di Serre (se si esclude il seggio all'ospedale), che conta 245 votanti. Lo spoglio inizierà subito dopo la chiusura dei seggi. L'ufficio elettorale resterà aperto per tutta la giornata per il rilascio delle tessere elettorali e dei duplicati.

Solo la notizia di 15 arresti, seguita al rumore dell'elicottero che all'alba ha sorvolato la città, destando interrogativi e curiosità, ha spostato per un po' l'attenzione dall'argomento che tiene banco da qualche giorno, al centro di conversazioni e commenti, di considerazioni e confronti. Da sabato scorso in città non si parla d'altro: l'apparentamento D'Amico-Paolucci, con l'ingombrante presenza di Casa Pound. Un dibattito e un fermento che, in verità, non si vedevano da tempo. Anzi il clima di questa campagna l'elettorale non si può dire sia stato proprio effervescente, a parte la comprensibile vivacità dell'ultimissimo periodo prima del voto del 5 giugno scorso. Da alcuni giorni invece è come se anche quella parte di città, finora non troppo presente, si fosse svegliata da una sorta di torpore e di sonnolenta rassegnazione per far sentire la propria voce. E dire con toni forti e chiari che una città medaglia d'oro non può accettare la presenza di un movimento di estrema destra. Interventi, lettere, dichiarazioni e interrogazioni parlamentari, tutti con un unico obiettivo: scuotere i cuori e le coscienze richiamandoli ai valori e alla storia dei Martiri Lancianesi. L'ultima decisiva battaglia in vista del ballottaggio di domenica prossima si combatte, dunque, non solo sui progetti e sui programmi, ripetuti ormai fino allo sfinimento, ma anche e soprattutto su quale identità debba conservare una città che tutti, centrosinistra e centrodestra, vogliono vedere al centro. E nel prevedibile e scontato rimpallo di responsabilità c'è spazio per tutto e per il contrario di tutto. “Voi avete promesso l'indicibile pur di apparentarvi con la Paolucci” continuano a tuonare dalle sedi di D'Amico all'indirizzo della coalizione avversaria.  “Sì, abbiamo tentato un accordo, ma mai avremmo potuto stringerlo insieme a Casa Pound”, rispondono dall'altra parte. La polemica non accenna a placarsi, ma non è soltanto sulla presenza di Nico Barone, leader del movimento, capolista con 334 preferenze, e che forse mai avrebbe osato sperare di avere tanta notorietà, nel bene e nel male, sui media, sui social dove ormai imperversa parlando di programmi amministrativi e di come  disegnare il futuro della città. Il dibattito politico si sta consumando fuori dalle sedi elettorali e dagli incontri televisivi, i commenti e le critiche che arrivano a sorpresa anche da chi non te lo aspetti, sono pure sull'opportunità o meno dell'accordo. “L'elettorato di Tonia Paolucci si riconosce più nel centrodestra a parte poche eccezioni e quindi avrebbe sicuramente tra Pupillo e D'Amico scelto quest'ultimo e allora perché non provare a vincere da soli, visto l'esempio non proprio eclatante che ha offerto in questi anni il centro sinistra e anche il risultato ottenuto da loro” sottolinea un cittadino, lasciando intendere a chi ha dato il suo voto al primo turno, ma si guarda bene dal dirci cosa farà domenica 19. Ci pare certo però che non ha gradito questo apparentamento. Comunque contano i numeri e a considerarli freddamente sono dalla parte del candidato del centrodestra, ma il ballottaggio, come è stato più volte ribadito, è una partita nuova tutta da giocare. (p.d.f.)

Alla fine Tonia Paolucci ha scelto: al ballottaggio di domenica prossima sosterrà la candidatura di Errico D'Amico a sindaco di Lanciano. Poco fa è stato sottoscritto l'accordo programmatico. D'Amico si è impegnato a inserire nel programma elettorale i 3 punti che avevano caratterizzato il programma di quella che, fino allo scorso 5 giugno, era stata la sua avversaria: azzeramento delle indennità di sindaco e giunta, fusione dei Comuni della Frentania e riorganizzazione della macchina amministrativa. Più tardi, intorno alle 18.30, sarà firmato l'apparentamento ufficiale delle liste. Dalle prime indiscrezioni, sembra che al momento non si sia discusso della composizione della futura (se D'Amico, ovviamente, dovesse vincere il ballottaggio contro Pupillo) giunta comunale. La Paolucci, dunque, ha optato per il sostegno al centrodestra, a cui fa riferimento la gran parte del suo elettorato. Ora si attendono le contromosse di Mario Pupillo e c'è da scommettere che quest'ultima settimana di campagna elettorale sarà ad alta tensione. (p.d.f.)

Non è una decisione facile per Tonia Paolucci, ago della bilancia nell'ultima sfida. Candidata a sindaco con l'appoggio di tre liste civiche e di Casa Pound -che pur non arrivando al ballottaggio, traguardo inseguito e sperato, ma che era oggettivamente piuttosto difficile da tagliare - ha ricevuto un largo consenso, quasi 5mila voti, pari al 22.67 per cento. Una dote, dunque, che fa gola ai due contendenti: al sindaco uscente Mario Pupillo e al candidato del centro destra Errico D'Amico, al ballottaggio con una forbice piuttosto stretta, solo 300 voti di differenza a favore di Pupillo. Questo significa che tutto può succedere e che nessuno dorme sonni tranquilli. Il tempo stringe e se accordi, alleanze o apparentamenti ci saranno, bisogna stringerli e concluderli in fretta. E in verità gli incontri e le riunioni si susseguono già a ritmo vertiginoso. I telefoni sono incandescenti, mentre si continuano a elaborare e a esporre le varie strategie, a cercare possibili mediazioni, a disegnare ipotesi di governo. Nel centro sinistra, così come nel centro destra. Tutti “corteggiatori” di Tonia, tutti a congratularsi per il risultato ottenuto, tutti a sollecitare e a sperare nella decisione giusta. Per Pupillo e per la sua coalizione sarebbe quella di evitare che il centro destra torni alla guida della città. Per D'Amico l'occasione, invece, di dare la spallata definitiva e mortale all'attuale amministrazione. “Noi abbiamo la possibilità di mandare a casa l’amministrazione uscente, nel rispetto della volontà popolare - sostiene D’Amico - a questo punto ci rivolgiamo a tutti i cittadini che vogliono una nuova amministrazione, e in particolare a Tonia Paolucci, che ha ottenuto un grande risultato e che, come noi, ha una grande responsabilità dinanzi al proprio elettorato. Mi auguro che le nostre due proposte possano trovare una sintesi per mandare a casa Pupillo e Valente, e per dare risposte concrete alla maggioranza dell’elettorato che, nel primo turno, ha dimostrato di essere scontento”. D'Amico gioca anche la carta della “comunanza di valori e di progetti”. Tonia Paolucci, infatti, era stata eletta nelle fila dell'Udc alle scorse amministrative, la sua formazione è sicuramente di centro destra e non ha mai detto il contrario, ma ha scelto con chiarezza un altro percorso, seguendo quello che aveva già tracciato con convinzione Ermando Bozza. Ha voltato pagina, ha dato il via a un nuovo capitolo fuori dai partiti, ai quali non ha risparmiato bordate pesanti. Questa campagna elettorale l'ha vista paladina di un modo nuovo di far politica, ogni intervento era indirizzato a valorizzare e potenziare un messaggio di cambiamento e di vera alternativa. E ha catturato non pochi voti di protesta, il consenso dei delusi e degli arrabbiati. Dall'altro lato Mario Pupillo ha ringraziato gli 8372 cittadini che hanno detto sì al progetto suo e della coalizione di centro sinistra, ed è tornato a stigmatizzare una politica che definisce vecchia, superata. “La vittoria nel primo turno delle Amministrative ci dà una grande spinta in vista del ballottaggio del 19 giugno, abbiamo totale fiducia nel libero voto dei cittadini, che hanno bocciato un centrodestra che ormai non ha più segreti per l'elettorato frentano. E' la solita vecchia politica del Novecento, quella che si nasconde dietro al vestito solo in apparenza nuovo e che non ha comunque premiato D'Amico, le sue 8 liste, di cui 2 sotto l'un per cento, 1600 voti in meno di quelli ottenuti da Ermando Bozza. E' stato l'unico a non aver ricevuto voti personali, mentre per me e la signora Tonia Paolucci – si legge nella nota del sindaco uscente - con la quale mi congratulo per il buon risultato, sono stati registrati oltre 500 voti personali in più rispetto al totale delle liste. Un chiaro segnale di fiducia della cittadinanza nei miei confronti, che mi onora e mi incoraggia ad andare avanti”. E Pupillo, come D'Amico, si appella ai cittadini elettori ed esprime anche soddisfazione per la bocciatura nelle urne delle liste 'Noi con Salvini' e 'CasaPound'. “Un no chiaro e forte - continua il sindaco uscente - degno di una città Medaglia d'oro al Valor Militare per la Resistenza”. Ma CasaPound ha appoggiato Tonia Paolucci e questo non rende proprio agevole la strada per un eventuale accordo, che sarebbe - da parte di Pupillo - non semplice da spiegare al popolo di centro sinistra, a meno che il gruppo di Nico Barone non venga ufficialmente scaricato. Ma la Paolucci sarebbe disposta a questo? E per lei, d'altro canto, non sarebbe nemmeno facile spiegare una possibile alleanza con una parte politicamente più vicina, il centro destra, ma dalla quale ha preso le distanze tanto tempo fa. La grinta, il coraggio e la determinazione sono qualità innegabili della candidata, che non si lascia scoraggiare e condizionare facilmente. E sarà interessante sapere quali ragioni e obiettivi prevarranno sulla sua decisione. Intanto le voci e le indiscrezioni si rincorrono in una giostra destinata a girare fino a quando non ci saranno dichiarazioni ufficiali. E non è escluso, per quanto sembri l'ipotesi più remota, che Tonia lasci liberi i suoi elettori, anche di andare al mare, e torni a sedere sui banchi dell'opposizione, ma con questo scenario la maggioranza potrebbe cambiare. O forse no. In politica mai dire mai e i numeri di questa campagna elettorale hanno dimostrato che nulla può essere dato per scontato. (Pina De Felice)

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