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LANCIANO - Continua la polemica sull'affidamento, da parte del Comune di Lanciano, del servizio di igiene urbana alla EcoLan. Affidamento che il Tar ha annullato nei giorni scorsi, tornando a sollevare il problema del "controllo analogo", ritenuto troppo insufficiente. Sabato il presidente della società Massimo Ranieri, insieme al sindaco Mario Pupillo, ha sottolineato come la questione sia piuttosto complessa e che in EcoLan, il controllo analogo viene assicurato da un comitato composto da 9 sindaci soci. Ieri la stessa sezione del Tar ha annullato anche l'affidamento del Comune di Atessa, assegnato in house alla EcoLan, come fatto da Lanciano, Ortona, San Vito e diversi altri Comuni del Frentano. Oggi sulla vicenda interviene il gruppo consiliare di opposizione "Nuova Lanciano", che già a giugno dello scorso anno aveva espresso perplessità sul metodo seguito per affidare il servizio di igiene urbana alla EcoLan (il cui capitale è interamente detenuto da 53 Comuni della zona). "E’ evidente che la nostra non è una critica strumentale fine a se stessa contro l'operato della EcoLan - precisa, in una nota, Nuova Lanciano - a cui va riconosciuto l’indubbio merito di aver svolto il servizio di raccolta e pulizia in maniera egregia. Tuttavia siamo seriamente preoccupati perché, nel corso di questi mesi, la EcoLan ha investito ingenti somme per dotare l'azienda di mezzi attrezzature e personale per poter far fronte alla mole di lavoro che è derivata dagli affidamenti diretti, che però il Tar ha dichiarato essere illegittimi. E, pertanto, al di là di quelle che possono essere le responsabilità politiche (e ci sono e sono evidenti), non vorremmo, come cittadini, ritrovarci a pagare ulteriori somme per errori che potevano essere tranquillamente evitati, attraverso l’indizione di una gara pubblica, dove anche EcoLan avrebbe potuto partecipare". Quello che suscita i timori di Nuova Lanciano è l'effetto "domino" legato alle sentenze del Tar. "Lungi dal voler creare inutili allarmismi populisti - conclude la nota - vorremmo, però evitare che siano i cittadini a dover fare le spese di scelte errate e frettolose".

LANCIANO - La sezione di Pescara del Tar ha annullato l'affidamento, da parte del Comune di Lanciano, del servizio di igiene urbana alla EcoLan, la società il cui capitale è interamente detenuto da 53 Comuni del Frentano e del Sangro. La sentenza è stata pubblicata oggi e statuisce anche "la dichiarazione di inefficacia del contratto stipulato tra le parti resistenti", vale a dire Comune e società. A chiedere l'intervento dei giudici amministrativi erano state la Rieco (precedente affidatario del servizio) e altre due imprese del settore, la Igam e la Stabilimenti Sud, che chiedevano l'annullamento della delibera dell'ottobre dello scorso anno, con cui il consiglio comunale aveva disposto l'affidamento in house dei servizi di igiene urbana in favore della società. Alla base della pronuncia dei magistrati c'è ancora una volta la questione del "controllo analogo", motivo per il quale il Comune di Lanciano aveva già annullato in autotutela un precedente affidamento alla EcoLan (nel frattempo, infatti, era intervenuta un'altra sentenza che annullava l'affidamento del Comune di Orsogna). Annullamento a cui era seguita una modifica dello statuto della società, che per il Tar, però, non è ancora sufficiente a garantire il controllo da parte degli enti soci nelle scelte operative della società. Quasi certamente il Comune presenterà ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza.

SAN VITO - Anche San Vito affida il servizio di igiene urbana alla EcoLan, la società il cui capitale è interamente detenuto da 53 Comuni del Frentano, che già gestisce lo stesso servizio in numerosi centri, tra cui Lanciano e Ortona. Lo ha deciso il consiglio comunale. Oltre alla raccolta domiciliare integrale porta a porta, già attiva dal 2011 a San Vito, ricomprende anche altre prestazioni aggiuntive e innovative, quali la raccolta degli olii esausti, il servizio di disinfestazione e derattizzazione, lo sgombro della neve e del ghiaccio, la raccolta dei rifiuti di provenienza agricola e l’installazione sul territorio comunale di due isole ecologiche automatiche informatizzate per agevolare il conferimento delle frazioni riciclabili. Il contratto, inoltre, prevede il raggiungimento di una percentuale minima di raccolta differenziata del 74 per cento (attualmente San Vito ha raggiunto il 72) e l’avvio della informatizzazione delle singole utenze per il calcolo del peso dei singoli conferimenti. Il costo complessivo del servizio ammonta è di 704mila euro annui (con un risparmio di 22mila euro, a cui vanno aggiunti i risparmi per i servizi aggiuntivi prima effettuati a totale carico del Comune). L'importo, inoltre, è comprensivo dei costi di smaltimento che, quindi, a differenza di quanto avvenuto finora, resteranno fissi anche in caso di eventuali emergenze negli impianti di conferimento. Nell’immediatezza non ci sarà alcun cambiamento né nelle modalità di conferimento delle singole frazioni di rifiuti né nella frequenza. In goni caso, nei prossimi giorni, verranno organizzati degli incontri informativi con i cittadini. “La proposta progettuale tecnico-economica presentata dalla Ecolan S.p.A. risponde ai requisiti di economicità, efficacia ed efficienza richiesti dalla Amministrazione in questo delicato settore e tale affidamento consentirà un controllo più stringente sul servizio essendo il Comune socio della società affidataria - spiegano il sindaco Rocco Catenaro e l'assessore Luigi Comini - la predisposizione del servizio con modalità operative innovative e l’implementazione di nuovi servizi consentiranno un miglioramento dell’efficacia ed efficienza di un servizio già finora brillantemente eseguito. Siamo, quindi, convinti della bontà della scelta che abbiamo operato nell’interesse pubblico e della Comunità sanvitese che si è sempre distinta nel rispetto delle buone pratiche ambientali. Dispiace, infine, vista l’importanza dell’argomento, dover prendere atto dell’assenza dei consiglieri di minoranza a questo consiglio comunale”.

L'ultima frontiera per combattere gli incivili che abbandonano i rifiuti lungo le strade o nelle verdi, è rappresentata dalle fototrappole. Un sistema che la Ecolan, la società che gestisce il servizio di igiene urbana a Lanciano, ha adottato da tempo per combattere il fenomeno dell'abbandono indiscriminato di rifiuti. Un lavoro che ha dato già i primi frutti: sono 1400 le foto che sono state consegnate al Corpo Forestale dello Stato, che immortalano i soliti furbetti che gettano ogni tipo di materiale, dai semplici sacchetti fino ai materassi. Negli scatti, oltre ai volti, sono riconoscibili anche le targhe dei veicoli. Ora spetterà alla Forestale eseguire i successivi accertamenti e procedere alle contestazioni: le sanzioni vanno da 105 a 600 euro.

Massimo Ranieri non ci sta. Il presidente della EcoLan, la società di igiene urbana di gestione del ciclo dei rifiuti, il cui capitale è detenuto da 53 Comuni della zona, risponde all'ennesimo attacco arrivato nei giorni scorsi dal deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, che aveva ipotizzato una seria di irregolarità sulla convocazione dell'assemblea dei soci prevista per domani. "Nuovamente l'onorevole Di Stefano, torna a parlare della EcoLan - attacca Ranieri - ma come sempre i fatti e i numeri dicono altro, e ci si dimentica che esistono le norme e i regolamenti statutari, L’assemblea dei soci è stata convocata per martedì 31 maggio al fine di sostituire il consigliere di amministrazione Nicola Madonna (che ringrazio per il suo contributo fondamentale in questi 3 anni di amministrazione) dipendente del Comune di Lama dei Peligni e comandato all’Unione dei Comuni Montani, Maiella Orientale, Verde, Aventino (sede Palena) dimessosi il primo maggio, perché completamente impegnato in qualità di responsabile finanziario dei Comuni dell’Unione". Circostanza che, a norma dello statuto della società, impone di convocare l'assemblea ordinaria per la costituzione. "Quindi le motivazioni circa la convocazione dell’assemblea - continua il presidente - sono dettate dalle regole societarie e non da altro. Cosi come la rielezione dell’intero CdA  fatta a marzo scorso, anch'essa contestata da Di Stefano il giorno prima dell’assemblea, andava attuata entro il 30 aprile con l’approvazione del bilancio, e quindi comunque prima delle elezioni, perché gli amministratori durano in carica non oltre tre esercizi finanziari. Pertanto nulla hanno a che fare i passaggi nelle assemblee con le elezioni amministrative, quindi attenzione alle regole e norme, altrimenti parliamo di aria fritta. Capisco la campagna elettorale, ma le cose che si dicono devono essere corrette e vere". Nonostante le dimissioni di Madonna, in ogni caso, Ranieri precisa che il cda della EcoLan è in carica con pieni poteri. "I sindaci dei 53 Comuni, di centro destra, centro sinistra e civiche, appena lo scorso marzo hanno riconfermato questa gestione ed è ai sindaci che io rispondo, visto che sono loro i proprietari della società: io sono a disposizione fintanto ho la piena loro fiducia". Ma Ranieri contesta anche i dati forniti dal parlamentare forzista, che non corrisponderebbero al vero. "Dal dicembre 2015 - prosegue - la EcoLan ha portato la differenziata al 60 per cento, partendo dal 28 per cento. Vuol dire che l'indifferenziato è diminuito del 32 per cento ed entro giugno diminuirà ancora di più, perché ci siamo posti l'obiettivo del 72 per cento. In ogni caso gli eventuali maggiori costi, se non si dovesse raggiungere tale obiettivo, sono a carico della società. Quindi, anche qui si parla di cose raccontate senza conoscere. Sulla questione personale faccio presente che la EcoLan è passata da 36 a 130 dipendenti, molti dei quali riassorbiti dalle commesse affidateci dai Comuni (vedi Lanciano, Orsogna, Villa S. Maria, Filetto ecc.), altri tramite concorsi e altri ancora stabilizzati su indicazioni della proprietà. E quindi c’è stato un aumento dei costi del personale per tali ragioni. Questo, però, a fronte di un aumento del fatturato, che nel 2015 è stato di oltre un milione di euro". Ranieri sottolinea anche che i quadri hanno compensi al di sotto dei 2mila euro mensili, con orari di lavoro molto pesanti, e sono state ridotte pure le consulenze esterne. "Tra l’altro la gestione di EcoLan di questi 3 anni - precisa ancora Ranieri - ha prodotto solo utili, ridistribuiti ai Comuni soci, altro che dati/numeri negativi". Un ultimo aspetto riguarda i ricorsi pendenti, sui quali il presidente invita ad attendere le sentenze. In ogni caso, precisa che i conti della società sono in sicurezza e che quindi all'orizzonte non c'è alcun rischio di tracollo finanziario.
 

Alla fine il bilancio della EcoLan - la società pubblica per la gestione dei rifiuti il cui capitale è detenuto interamente da 53 Comuni del Frentano e del Sangro - è stato votato quasi all'unanimità: 140mila euro di utile. Le polemiche degli ultimi giorni, scatenate dalle dichiarazioni del deputato forzista Fabrizio Stefano, non hanno influito sull'andamento dell'assemblea dei sindaci soci della società, che ha riconfermato in blocco il consiglio di amministrazione uscente: dal presidente Massimo Ranieri, ai consiglieri Nicolangelo Madonna (in rappresentanza del Comune di Lama dei Peligni) e Donatella Memmo (del Comune di Ortona). Dalla seduta, però, è emerso un dato politico chiaro: la liquefazione del centrodestra anche in seno alla EcoLan. In apertura dei lavori Roberto Crognale, delegato del Comune di Castel Frentano (guidato da un'amministrazione di centrodestra, unico ad aver votato contro il documento contabile), aveva chiesto di rinviare l'assemblea. Motivo: troppo ristretti i tempi di convocazione, che avevano impedito il passaggio in consiglio comunale della discussione sul bilancio della partecipata. Crognale parlava a nome anche di altri Comuni, come San Vito e Paglieta, che insieme possono contare su un peso non indifferente nel capitale della società. A quel punto si è consumato lo strappo, culminato con la dichiarazione di Fabrizio Montepara (anche lui di centrodestra), sindaco di Orsogna e presidente del comitato ristretto dei sindaci: "La EcoLan ha operato e sta operando bene. Su temi così importanti per la collettività, come acqua e rifiuti, non possono esistere colori politici". Richiesta di rinvio respinta e prosecuzione della seduta, che si è però inceppata poco dopo sul rinnovo del consiglio di amministrazione. Madonna, infatti, aveva manifestato l'intenzione di fare un passo indietro: la carica, tra l'altro non prevede indennità, perché sia lui che la Memmo sono dipendenti comunali. E Tommaso Coletti aveva chiesto di sostituire la stessa Memmo con un altro rappresentante del Comune (indicato dal consiglio comunale), in quanto la funzionaria non è più responsabile del settore ambiente di Palazzo di Città. Altra richiesta caduta nel vuoto, che ha rischiato però di bloccare le operazioni di voto. Alla fine il compromesso è stato raggiunto: Madonna ha dato la disponibilità a differire le sue dimissioni di un mese e la Memmo è rimasta al suo posto, nonostante l'imbarazzo generale e un Coletti più che contrariato.

Le dichiarazioni del deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano sulla Ecolan hanno scatenato, com'era prevedibile, molto più di un polverone e una serie di “botta e risposta” che, come accade ormai da tempo, si sta consumando sulle pagine  Facebook. Piattaforma virtuale diventata il luogo preferito per commenti, accuse, critiche, anche quando gli argomenti meriterebbero ben altro palcoscenico e una platea sicuramente attenta, competente, politicamente corretta, anche se meno social. Ma veniamo a Ecolan e agli attacchi che ha ricevuto dal parlamentare di Forza Italia. “Signor Senatore Di Stefano (non è più senatore, ma deputato, anche se questo ai fini della disputa è sicuramente irrilevante, ndr) – scrive il segretario cittadino del PD Leo Marongiu sul suo profilo - anni fa hai cacciato Michele Caporossi e cancellato la Asl di Lanciano. Oggi hai dichiarato: 'Quando cambierà maggioranza in Comune non ci sarà più questo Presidente Massimo Ranieri nella Ecolan'. Operazione che ricorda la situazione di qualche anno fa, quando la Ecolan era poco e niente e il 'privato' comandava e controllava i rifiuti. Ricordate? Più parli, più la tua speranza di mettere le mani su Lanciano...svanisce, perchè Ecolan e Massimo Ranieri sono due bandiere di pulizia. In tutti i sensi. Sarebbe bello sapere cosa ne pensa il tuo candidato sindaco”. E via alla girandola dei commenti, dei mi piace e delle risposte dell'onorevole. Ma al di là di questa giostra, dove ognuno cerca di tirare l'acqua al suo mulino, esistono dati oggettivi e i risultati ottenuti dalla presidenza di Massimo Ranieri, geologo, professionista preparato, che da tempi non sospetti si occupa di rifiuti e di ambiente, sono concreti e sotto gli occhi di tutti. Difficile negare l'evidenza anche se a volte in questo strano Paese succede anche questo. Lanciano non solo è una città più pulita, ma la raccolta differenziata prima praticamente inesistente ora sta raggiungendo i livelli previsti e sperati, oltre ai numerosi progetti che la Ecolan sta portando avanti. Sul resto (presunti legami degli assunti con il Pd, assenza di concorsi..e parentele varie..) si farà sicuramente chiarezza. E il presidente Massimo Ranieri, che in alcune occasioni ha ribadito di non essere attaccato a ruoli e poltrone, e chi lo conosce da tempo sa che è davvero così, di certo oggi non rimarrà in silenzio.
 

Non è abituato a questo tipo di invettive, e soprattutto ad accuse che ritiene ingiuste e ingiustificate, il presidente di Ecolan Massimo Ranieri, che ha affidato a un post sulla rete la prima risposta a caldo alle pesanti dichiarazioni del deputato di Forza Italia Fabrizio Di Stefano. Già domani, però, a margine dell'assemblea, o giovedì mattina, risponderà in maniera puntuale alle critiche che sono state mosse alla sua gestione. “L'onorevole Di Stefano, che non ho il piacere di conoscere, ha omesso di dire che molti degli stabilizzati sono persone assunte da chi mi ha preceduto, quasi tutti erano qui da più di sei anni e se si è proceduto a stabilizzarli è per non incorrere in problemi che avrebbero potuto penalizzare la società. E tutte le decisioni sono state prese dall'assemblea e dal comitato ristretto dei sindaci, di cui fanno parte anche quelli di centrodestra, seguendo i giusti criteri di selezione e non le tessere di partito. Il direttore tecnico Gabriele Di Pietro non è un iscritto al Pd e non vanta parentele 'illustri', tanto per fare una prima precisazione – sottolinea Ranieri -  Di Stefano dovrebnbe trovare altri argomenti per la campagna elettorale, potrei ricordargli quando nel passato non troppo lontano, era molto vicino alla Ecolan e si occupava di tutte le questioni societarie. Oggi, grazie al contributo di tutti i sindaci di qualsiasi indirizzo politico, la Ecolan è una società sana,viva, produttiva, operativa. Ai suoi tempi la si voleva svendere, chiudere. Per quanto riguarda il personale – puntualizza ancora Massimo Ranieri -  noi le assunzioni le facciamo tramite concorsi, e anche per gli interinali selezioniamo il personale tramite colloqui dell'agenzia. Quando vuole può venirci a trovare, potrà vedere carte e documenti. E' strano che la conferenza stampa venga convocata il giorno prima dell'assemblea: forse vuole interferire con i sindaci che sono chiamati ad approvare il bilancio e il rinnovo delle cariche? Personalmente darò la mia disponibilità al rinnovo dell'incarico, ma saranno i sindaci domani liberamente a decidere sulla conferma del cda”.

per vedere il servizio con l'intervista a Fabrizio Di Stefano clicca qui