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Pietro Bomba ha lasciato l'incarico di coordinatore cittadino di "Noi con Salvini". Una scelta che, a suo dire, aveva maturato già prima delle elezioni comunali, "non condividendo - scrive in una nota - le scelte della dirigenza regionale e provinciale che ci hanno imposto di seguire le loro direttive senza conoscere  la nostra cultura, la storia politica le priorità della città. Ci hanno affiancato persone non native e né residenti a Lanciano. Scelte che si sono rivelate sciagurate e che hanno portato solo caos". Bomba spiega che, nonostante le divergenze di opinione, ha deciso comunque di candidarsi a sostegno di Errico D'Amico, proprio perché convinto del progetto politico di Matteo Salvini. "Le scelte purtroppo di questi soggetti, i cosiddetti  dirigenti politici, stanno portando allo sfascio il movimento - continua - e ora questi bravi responsabili regionali e provinciali mi vogliono affibbiare colpe sull’organizzazione e sul risultato elettorale, quando in tutto l’Abruzzo solo a Lanciano al primo turno abbiamo conquistato un consigliere e riportato circa 500 voti. Poi è andata come sapete. Ma la cosa assurda è che nessuno è riuscito a fare meglio di Lanciano, anzi proprio per la loro incapacità non sono riusciti a fare nulla di nulla su Vasto, Roseto, Francavilla e S.Giovanni Teatino. Praticamente loro hanno fatto flop da tutte le parti". Ma l'ormai ex coordinatore ne ha anche per i rappresentanti lancianesi del movimento, dicendosi dispiaciuto per la slealtà dimostrata da qualche esponente. "Oggi da uomo libero - conclude - posso affermare di essere felicissimo di non avere più a che fare con questi personaggi, anche se continuerò a seguire Salvini come ho sempre fatto". 

"A seguito di un incontro in cui sono state illustrate le rispettive linee programmatiche, il movimento Noi con Salvini di Lanciano ha deciso di appoggiare il candidato sindaco Errico D’Amico, vincitore delle primarie del 13 marzo scorso e di far parte, quindi, della coalizione di centrodestra alle amministrative di giugno". Lo annunciano, in una nota congiunta, il senatore Paolo Arrigoni, responsabile regionale Noi con Salvini, il responsabile provinciale Federico Di Palma e il coordinatore cittadino Pietro Bomba. “Durante l’incontro con il candidato Errico D’Amico, abbiamo rimarcato i punti fondamentali della nostra azione politica - dichiara Paolo Arrigoni - quali sicurezza, controllo immigrazione, attenzione a quartieri e contrade, sostegno alla famiglia, alle attività economiche e al turismo, sanità e viabilità, sottolineando come per noi siano imprescindibili ed abbiamo trovato comunanza di intenti con il programma, seppur ancora in fase di definizione, del candidato D’Amico e allora non ci sono stati più dubbi. Un appoggio importante, quindi, quello di Noi con Salvini che, insieme a Forza Italia e Fratelli d’Italia, fa convergere tutti movimenti e partiti di centrodestra nella coalizione che appoggerà il candidato D’Amico nelle elezioni del prossimo 5 giugno. D’Amico è per noi il candidato giusto, vincente - conclude Arrigoni - e, consapevoli di portare come Movimento un contributo significativo alla squadra, lo appoggeremo con convinzione, certi che riuscirà ad interpretare la volontà di quanti ritengono indispensabile un cambio di rotta per la città di Lanciano”.

"Alle prossime Comunali di Lanciano? Credo che l'esito delle primarie conti, ma daremo il nostro appoggio a chi darà priorirà ai temi della sicurezza, dando la possibilità anche gli agenti della polizia municipale di poter operare su questo fronte, perché non possono essere impiegati solo a far multe. E sul referendum anti-trivelle? Il 9 e il 10 aprile prossimi, in tutta Italia e anche a Lanciano, ci saranno i nostri gazebo informativi che inviteranno i cittadini a votare per il 'sì'". Sono i due argomenti principali toccati ieri sera dal segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, a Lanciano per un comizio in piazza Plebiscito e per una cena con iscritti e simpatizzanti a Villa Medici, a cui hanno partecipato (secondo gli organizzatori), oltre 400 persone tra cui l'ex sindaco Nicola Fosco, tanto che le prenotazioni sono state chiuse in anticipo. Ad ascoltare il leader leghista in piazza non c'era il pubblico delle grandi occasioni (erano in un paio di centinaia), forse a causa del tempo non proprio clemente. C'era però un cordone di forze dell'ordine mai visto prima, probabilmente per il timore di contestazioni, anche alla luce dei commenti comparsi sui social network nelle ore precedenti la visita. In realtà ci sono stati solo alcuni battibecchi con un piccolo gruppo di giovani dei centri sociali, ma di fatto non si sono stati nè scontri, né incidenti. Salvini ha toccato i temi soliti che da sempre fanno parte del suo repertorio, concentrandosi soprattutto sugli attentanti jihadisti. "Per sconfiggere il terrorismo - ha sottolineato nella successiva conferenza stampa alla ex Casa di Conversazione - bisogna prima avere la consapevolezza di avere di fronte un nemico. L'unico a non essersene ancora reso conto è Matteo Renzi". E' arrivato a Lanciano dopo essere stato ad Avezzano, per testimoniare la sua vicinanza alla famiglia marsicana il cui alloggio popolare è stato abusivamente occupato da una rom. Vicenda che si è conclusa con lo sgombero dell'abitazione e la restituzione ai legittimi assegnatari. "Mi auguro - ha aggiunto - che i sindaci facciano di più il proprio dovere e che la legalità non sia stata ripristinata solo perché era previsto il mio arrivo". Tornando alle Comunali, Salvini ha confermato che la lista con il suo nome ci sarà. "L'auspicio - ha sottolineato - è che sia formata soprattutto da gente nuova, con voglia di fare. No assolutamente a chi ha cambiato negli anni 7 partiti e oggi si avvicina a noi perché vuole continuare a fare l'assessore".

Secondo l'illustre storico frentano Ludovico Antinori, gli ebrei risiedevano nella Sacca di Lanciano sin da prima dell'anno Mille, tanto che il quartiere veniva chiamato anche Giudecca o Giudea. E anche Bocache non è da meno, quando afferma che l’opulenza di Lanciano fu dovuta proprio alla presenza della comunità ebraica e di altri insediamenti di genti che provenivano da ogni parte del mondo. Una città, insomma, storicamente accogliente, una città orgogliosa, che non si sottomise alla barbarie nazifascista, seconda in Italia dopo Napoli a ribellarsi ai tedeschi, città medaglia d’oro al valore militare. Dati storici, punti fermi dei quali ci si dovrebbe ricordare, al di là di ogni sterile polemica. Una città talmente democratica e “aperta”, Lanciano, che accoglierà con tutti i crismi del caso anche Matteo Salvini. Di ritorno da Bruxelles, il segretario del Carroccio, l’europarlamentare che ha scattato selfie in occasione della strage di ieri, ribadendo i suoi slogan ormai famosi contro chi è, secondo lui, il vero male del mondo…il diverso, il profugo, l’immigrato. "Affondiamo i barconi", ripete spesso nei suoi interventi televisivi, per poi dire quasi a pillola indorata “aiutiamoli lì”. Discorsi che si potrebbero comprendere se li si sentisse in un bar o in piazza da persone che ignorano quale sia la situazione del Medioriente, ma da un politico come lui, che le cose le conosce, risultano un tantino stonate. Prima il nemico da abbattere era il Sud, eravamo noi i terroni, quelli che secondo i leghisti rubavano nella Roma ladrona tanto odiata, ma che ora sembra essere tutto a un tratto diventata accogliente. Oggi pomeriggio Salvini parlerà ai lancianesi, poi si intratterà in un momento conviviale (alla modica cifra di 50 euro a persona), a cui sono già iscritti più di 350 partecipanti. Arriva da Bruxelles, probabilmente via Amsterdam, per passare prima da Avezzano, dove è alta la tensione per l'occupazione abusiva da parte di una roma di un'abitazione da cui i proprietari sono rimasti fuori. E per risolvere la situazione chi meglio di lui. In un periodo storico come questo, dove l’odio sta uccidendo migliaia di persone in ogni parte del mondo, dove la guerra è dentro casa e dove ogni giorno si fa la conta dei bambini morti in mare, l’unica cosa di cui non si avrebbe francamente bisogno è di odio. “Faremo in modo che l'emporio dei Frentani, secondo il costume degli antenati, accolga benignamente e generosamente le genti di ogni paese". Questo è il giuramento del Mastrogiurato, che ogni riecheggia proprio nella piazza dove stasera Salvini parlerà. Sarebbe interessante chiedergli cosa ne pensa a 600 anni di distanza. (C.Lab.)

Dopo le polemiche, gli scontri, gli abbandoni ufficializzati e quelli sotterranei (i più insidiosi), adesso nella campagna elettorale per le Comunali di Lanciano si inserisce anche un piccolo "giallo", tanto per non farci mancare nulla. Di cosa si tratta? Della visita del segretario nazionale della Lega Nord Matteo Salvini, che sarà a Lanciano il prossimo 23 marzo. Fino a ieri, in realtà, si parlava solo di una visita in Abruzzo del leader del Carroccio, che prevedeva una tappa all'hotel Villa Medici di Rocca San Giovanni. Una delle tante, quindi, che "l'altro Matteo", fa continuamente su e giù per l'Italia. A far scattare l'interrogativo sulla sua presenza, però, è stata un'ordinanza pubblicata sull'albo pretorio del Comune di Lanciano, in cui si dispone la chiusura al traffico di piazza Plebiscito, in occasione del "comizio elettorale di Matteo Salvini". Comizio elettorale? E a sostegno di quale candidato sindaco? Di Errico D'Amico, di Tonia Paolucci? Oppure della lista di CasaPound (anche se appare improbabile, visto che Nico Barone si è dimesso da coordinatore cittadino di "Noi con Salvini" dopo appena 3 mesi dall'incarico)? O ancora, Salvini ha intenzione di schierare un proprio candidato sindaco, andando a scompaginare ulteriormente il già non poco diviso centrodestra frentano? Tutte domande finora senza risposta, anche perché, secondo alcune indiscrezioni, non c'è nessuna trattativa già in atto con i candidati sindaco già ufficializzati. Non resta quindi che aspettare una settimana e saperne di più direttamente da Salvini.