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CHIETI - “Si tiene questa mattina a Roma la conferenza dei servizi per l’esame del progetto riguardante il completamento della Fondovalle Sangro: un passaggio che non risolverà nulla, purtroppo, in termini temporali  poiché si continua a perseverare nel rinviare le problematiche come si è fatto per il dragaggio del porto di Ortona”. E’ quanto ribadisce il presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo che spiega come “se è vero che quello di oggi è uno step molto importante è altrettanto vero che non si riusciranno a superare tutte le prescrizioni e richieste delle 147 pagine del Via che sicuramente dovranno essere prese in considerazione nella redazione del progetto finale, poi in quello esecutivo e chissà quando si riuscirà a pubblicare il bando, oltre a lasciare aperta la possibilità di ricorsi amministrativi.

Nello specifico nella nota del 5 luglio scorso da parte del CCR VIA si legge come il progetto di variante SS 652 Fondovalle Sangro del tratto compreso tra la stazione di Gamberale e la stazione di Civitaluparella è sommario, riduttivo e lacunoso(testuale !!!) con prescrizioni che rinviano ad altri pareri fondamentali da acquisire dalla stessa Regione. Questo praticamente significa che si rischia di perdere i fondi stanziati come da Decreto 133/2014 che dovevano essere cantierabili per il 31 agosto 2015, poi prorogati al 31 ottobre 2015. Come si legge anche nella relazione di Verifica di Assoggettabilità dove l’ing Dinella (Anas) sottolinea come ‘risulta quindi urgente procedere all’approvazione per non perdere il finanziamento già concesso con lo Sblocca Italia’.

Di fatto, il Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale – aggiunge ancora Febbo - si è espresso con parere favorevole all’esclusione della procedura VIA (consuetudine di questo Comitato che “se ne lava le mani”) ma con pesanti prescrizioni poiché prima dell’approvazione definitiva del progetto esecutivo devono essere redatti e approvati: il Piano di utilizzo delle terre e rocce da scavo, il Piano di monitoraggio ambientale, l’autorizzazione paesaggistica, inoltre il Parere ai sensi del RD 523/1904 va riacquisito con sostanziali integrazioni di studi idraulici e lo studio di microzonazione sismica (art. 19 L.R. n. 28/2011) e relativo parere regionale. Pertanto il Giudizio di esclusione dalla VIA è vuoto e contraddittorio.

Il CCR VIA  - conclude Febbo - senza nessuna motivazione si discosta dalle conclusioni della commissione istruttoria ed esprime il giudizio in evidente contraddizione, prestando il fianco a chiunque contro interessato di poter fare ricorso, indebolendo tutto il percorso amministrativo fin qui svolto oltre a quello futuro. Ancora più grave è nonostante l’esposizione del CCR VIA ad eventuali ricorsi non si autorizza nulla visto che dovranno essere approvati da parte della Regione tutti i pareri richiesti”.

 

 

 

 

Conferenza stampa questa mattina a Pescara del gruppo consiliare di Forza Italia, alla presenza dell'onorevole Fabrizio Di Stefano, sul referendum contro le trivelle. Secondo i consiglieri Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri la Regione Abruzzo, rinunciando alla consultazione referendaria, ha scelto la linea del Governo Renzi. "Quando la Regione si costituisce in giudizio – spiega il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo - lo fa sulla base di atti giuridicamente validi, ma sull'atto che chiede la cessazione dell'oggetto del contendere e per il quale contesteremo i costi sostenuti, non c'è scritto nulla, per cui è da ritenersi illegittimo. Poi hanno tentato di coprirlo con una riunione di maggioranza, alla quale però non c'erano tutti". "Quella perpetrata da D'Alfonso è una vera e propria scortesia istituzionale nei confronti delle altre Regioni – rimarca il Capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri – che hanno deciso di ricorrere in Cassazione contro la decisione della Corte Costituzionale che ha dichiarato ammissibile un solo referendum su sei. L'Abruzzo ha compiuto una giravolta a 360 gradi e invece di essere solidale con le altre Regioni si schiera di fatto con il Governo nazionale". Concludendo la conferenza stampa, il capogruppo Lorenzo Sospiri annuncia che:"domani se ne parlerà in Conferenza Capigruppo, perché quel documento postumo con le firme dei Consiglieri di maggioranza rappresenta un atto gravissimo. Devono venire in Aula per prendere una posizione ufficiale e presentare una proposta e poi voglio vedere chi la voterà. Vogliamo che gli abruzzesi sappiano cosa sta accadendo e si rendano conto dell'atteggiamento schizofrenico del centrosinistra".

"La Regione Abruzzo non solo è inadempiente e in forte ritardo rispetto alla realizzazione della nuova Rems, (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) che per legge 81/14 va a sostituire il vecchio ospedale psichiatrico giudiziario (Opg), ma adesso rischia seriamente di essere commissariata”. Questa la denuncia del Presidente della commissione Vigilanza e consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo. “Nel mese di ottobre – spiega Febbo - avevo già evidenziato attraverso una mia interrogazione come la Regione era ancora totalmente inadempiente ed in confusione nell’individuazione della struttura più idonea, sia quella definitiva sia quella temporanea, per collocare i detenuti con problemi psichiatrici. Ancora più imbarazzante è la delibera n. 2106 del Direttore Generale Giancarlo Silveri del 11 dicembre dove si evince come la Regione Abruzzo al 31.12 ancora non ha una struttura idonea da destinare a Rems. Infatti nel decreto del Direttore sanitario di Avezzano, Sulmona, l’Aquila si individua un immobile presso il Comune di Barete (Aq) che però deve ancora essere messo a norma e adeguato attraverso un preciso progetto con lavori da eseguire. Questo significa che i tempi di attivazione della struttura sono ancora lunghi e da definire. Pertanto – sottolinea Febbo – chiedo che venga immediatamente calendarizzata la mia interrogazione già dal prossimo Consiglio regionale dove l’assessore alle Politiche sanitarie Silvio Paolucci illustri sia come intenda evitare l’arrivo del Commissario ad Acta e soprattutto spieghi come mai la Regione Abruzzo ha atteso molto tempo nell’individuare la sede temporanea della Rems visto che vi erano già strutture idonee e pronte nella Asl di Chieti come evidenziato nella mia interpellanza. Forse – incalza Febbo - la Regione auspica l’arrivo del Commissario al fine di chiudere anche la vicenda del Garante dei detenuti. La Regione Abruzzo, che ha diversi suo pazienti in altre strutture fuori Regione adesso dovrà affrontare un costo di circa 150.000 euro di locazione presso la struttura di Barete,  in attesa di chiarire dove e come stabilire una Rems definitiva. Un costo che poteva essere evitato visto la precedente programmazione sull’individuazione temporanea presso le strutture ospedalieri di Guardiagrele o Ortona invece dove ospitare detenuti ritenuti socialmente pericolosi. Infine – conclude Mauro Febbo – la Regione deve chiarire su un tema delicato e urgente e soprattutto chiarire il ritardo inspiegabile nel programmare l’avvio della Rems”.

“Il Documento di Programmazione Economico Finanziaria stilato da D’Alfonso si presenta come un  documento frettoloso, scarno di programmi ambiziosi, avulso da una solida politica di sviluppo e senza la minima idea di come far crescere l’Abruzzo per affrontare i temi che bloccano la crescita. Dopo due anni di governo, presentare un Dpef vuoto senza uno straccio di idea strategica su come risollevare l’Abruzzo dalla grave crisi economica, è un chiaro segno dello sbando politico amministrativo di questa, ormai sempre più debole, maggioranza di centro sinistra. Infatti più che un progetto di lavoro il documento sembra ancora una volta un manifesto da campagna elettorale: tutte cose da mettere ancora in cantiere”. Questo il commento del capogruppo regionale di Forza Italia Lorenzo Sospiri e del Presidente della Commissione Vigilanza Mauro Febbo durante una conferenza stampa svoltasi questa mattina a Pescara. “Dopo un anno – commenta Sospiri – possiamo benissimo dire che non è cambiato nulla anzi solo e ancora tasse e chiacchiere. Un’amministrazione che all’interno del un Documento vitale dove per i prossimi tre anni non inserisce politiche di crescita e abbattimento delle tasse possiamo solo certificare come questo governo regionale sia fallimentare. I dati Svimez certificano come l’Abruzzo, rispetto alle altre regioni italiane, sia cresciuta meno in termini di Pil. Una Regione per far crescere e sviluppare la propria economia deve necessariamente incidere sul carico fiscale altrimenti può ritenersi fallimentare e inconcludente”. “Un documento – commenta Febbo – dove si registra l’assenza di strategia e di prospettiva negli società partecipate dalla Regione. Saga, Tua, Abruzzo Engineering, Centri di Ricerca, Arap, Ciapi, Ipab, Ater: tutti Enti che, come promesso in campagna elettorale, attendono ancora il processo di razionalizzazione  per essere funzionali, competitivi e al servizio dell’Abruzzo. Lo stesso assessore Paolucci, ieri durante i lavori in Commissione, ha dovuto ammettere come la situazione finanziaria del Cotir sia stata aggravata per non aver portato avanti il mio progetto di legge del Centro Unico di Ricerca. Per non parlare del Fondo immobiliare promesso dall’assessore Di Matteo da destinare alle Ater che attendono da tempo di essere anch’esse unificate. In questi ultimi mesi abbiamo visto l’impegno personale del Presidente nella redazione del Masterplan dove appena viene menzionato questo importante strumento che, al contrario,  dovrebbe essere attenzionato, studiato e condiviso da tutto il Consiglio regionale. Inoltre il Dpef manca completamente di una visione programmatoria sulla politica industriale, turistica, ambientale e energetica. Vengono solo inserite le azioni e gli interventi da noi proposti mentre non sappiamo cosa e come questo centrosinistra voglia far crescere l’economia abruzzese in settori vitali e fondamentali. Mentre la parola ‘cultura’ addirittura non viene per niente menzionata figuriamoci di sua propria politica da mettere in campo. Invece – continuano Febbo e Sospiri – sulla politica sanitaria non vi è traccia di un crono programma sulla costruzione dei cinque nuovi presidi ospedalieri di Lanciano (deve ancora essere individuato la sua localizzazione),Vasto, Sulmona, Avezzano e Giulianova. Sempre nel Documento non viene menzionato se ci sarà la ASL unica regionale mentre sempre l’assessore Paolucci ha confermato in Commissione la ferma volontà di portare avanti sia unificazione delle Asl sia il mega progetto del gruppo Maltauro.  Come non vengono menzionati i tagli insensati fatti ai danni di diversi reparti fondamentali come quello più eclatante dei Punti Nascita presso gli ospedali di Ortona, Atri, Sulmona e Penne in barba all’ultimo Decreto Lorenzi del 11 novembre dove vi sono deroghe per tenere aperti i Punti nascita. Vi è quindi un nuovo disegno della geografia sanitaria regionale che questo Governo regionale intende portare avanti e temiamo che si torni a vecchie logiche del passato dove c’era uno sbilanciamento verso la sanità privata. Come – rimarcano i consiglieri forzisti – non si menziona come questa maggioranza di centrosinistra intenda portare avanti le politiche di rilanci e crescita delle opere strategiche ed essenziali come i Porti, Aeroporto e infrastrutture capaci di rispondere alle esigenze del tessuto economico e sociali dopo che abbiamo visto e assistito alla loro molta confusione su Saga, Tua, filovia e altri trasporto su gomme. Infine – rimarca Febbo – questo Documento di programmazione, tra l’altro doveva essere presentato il 30/09, si presenta come un elenco pieno di cose da realizzare in futuro per il nostro Abruzzo e addirittura rinvia tutto alla Legge di Stabilità del governo centrale dove spiega e permette di iscrivere nel proprio bilancio regionale l’anticipazione di liquidità del 2013 pari a 174 milioni di euro. Questo è la prova che questa programmazione è un contenitore vuoto. Non solo, martedì prossimo in Consiglio regionale questa maggioranza intende approvare un mutuo di 100 milioni di euro per portare avanti solo politiche spicciole di basso profilo piene di promesse elettorali dal sapore di sagre, festarelle e porchette. Quindi oggi abbiamo un Documento che non guarda e pensa alle nuove generazioni, non si intravedono politiche capaci di far ripartire l’Abruzzo"

"I malati oncologici sono e devono rimanere una priorità nelle politiche in campo sanitario". E' quanto dichiara il Presidente della Commissione di Vigilanza e Consigliere regionale, Mauro Febbo, che chiede a D'Alfonso e Paolucci, attraverso una risoluzione approvata oggi all'unanimità in Commissione Sanità all'Emiciclo, "di intervenire con una programmazione sanitaria seria affinché venga garantito il trasporto dei malati oncologici in tutto il territorio regionale". "Il 26 novembre scorso – evidenzia Febbo - il servizio per il trasporto dei malati oncologici, per la sola Asl di Lanciano–Vasto-Chieti, è stato sospeso senza giusta e dovuta motivazione, ma grazie alla mia denuncia è arrivata una clamorosa e tempestiva retromarcia con il Direttore Generale facente funzioni Flacco, che ha dovuto riconoscere la grave situazione creatasi. Un atteggiamento della Asl assolutamente scandaloso, in quanto prima si nega un servizio fondamentale, poi lo si ripristina in fretta e furia, precisando però che sarà garantito fino alla fine delle terapie per i pazienti che attualmente beneficiano del trasporto. Invece – continua il Consigliere regionale di Forza Italia – è quanto mai necessario fornire continuità al servizio di trasporto, che non può essere limitato temporalmente, nelle more della predisposizione di un apposito regolamento. E' stata mia premura convocare un'apposita Commissione di Vigilanza nel corso della quale, anche su richiesta del Movimento 5 Stelle, ho chiesto di audire il Direttore generale della Asl Flacco". "Altro aspetto paradossale riguarda gli affidatari del servizio, Croce Gialla, Croce rossa di Lanciano e Valtrigno di San Salvo – spiega Febbo – che anticipano consistenti spese per garantire il servizio trasporto dei malati oncologici, ma a oggi vantano dalla Asl Lanciano– Vasto-Chieti un credito pari a circa 400mila euro per il mancato pagamento delle fatture emesse dal mese di agosto 2015. E' necessario inoltre un intervento tempestivo per assicurare il pagamento dei crediti vantati da Croce Gialla, Croce rossa di Lanciano e Valtrigno di San Salvo dalla Asl e al tempo stesso a garantire che alla presentazione delle fatture per i rimborsi chilometrici l'Azienda sanitaria corrisponda un acconto pari al 70-80 per cento dell'importo. Auspico – conclude Febbo - che D'Alfonso e Paolucci si impegnino seriamente affinché le promesse di 'coccole' ai cittadini abruzzesi trovino finalmente concretezza e non rimangano solo ipocriti spot elettorali".

"Purtroppo l'allarme lanciato da tutte le sigle sindacali sulla situazione di Tua, la società unica di trasporto regionale, non fa altro che confermare i timori da me lanciati quasi un anno fa, all'annuncio della costituzione della nuova azienda". Lo afferma il Presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo (Forza Italia). "All'epoca – continua Febbo – fui tacciato di catastrofismo da parte di alcuni esponenti della maggioranza di centrosinistra, ma la verità è che oggi si stanno verificando esattamente quelle situazioni che il centrodestra aveva previsto e che ci avevano spinto a rinviare l'entrata in vigore della legge sulla fusione di Arpa, Sangritana e Gtm, voluta e approvata da noi nel 2012". Per l'esponente della minoranza c'è stata troppa fretta, da parte del Governo regionale, nell'arrivare alla costituzione di Tua. "Il problema della capacità finanziaria della nuova azienda era noto – aggiunge il Presidente della Commissione di Vigilanza – ed era chiaro che si sarebbe riflettuto sulla liquidità, con le ovvie conseguenze sul pagamento di stipendi e fornitori. Per questo il precedente Governo Chiodi aveva scelto di prendere tempo per valutare con attenzione altre ipotesi (come quella del Consorzio) e di tener conto della progressiva riduzione dei trasferimenti statali per il trasporto pubblico regionale. L'attuale maggioranza, invece, dal suo insediamento ha impresso alla fusione un'accelerazione inutile e ingiustificata, le cui conseguenze ora rischiano di essere pagate dai lavoratori. Un anno fa dissi che la situazione sarebbe esplosa alla vigilia della discussione sul bilancio regionale 2016 e così è stato. Ora il centrosinistra si prenda la responsabilità delle proprie azioni e non si presenti in Aula con la solita proposta di contributo straordinario all'azienda a spese degli abruzzesi, anche perché si tratterebbe solo dell'ennesima operazione 'spot', senza copertura finanziaria: nelle casse della Regione i soldi non ci sono più e qualunque iniziativa di questo tipo sarebbe solo una presa in giro".

"Plaudiamo alla maturità e allo spessore del centrodestra vastese, che testimonia la capacità di una classe politica di cogliere il sentimento dei propri elettori, individuando uno strumento che faccia sintesi all'interno del centrodestra e che sia podromico per una quanto mai auspicabile vittoria finale". E' quanto comunicano in una nota il deputato Fabrizio Di Stefano e il Presidente della Commissione regionale Vigilanza in Regione Abruzzo, Mauro Febbo in relazione alla decisione del centrodestra vastese di ricorrere allo strumento delle primarie per scegliere il candidato per le prossime amministrative 2016. "Auspichiamo che lo stesso metodo, qualora non si riuscisse a trovare compattezza, venisse adottato anche a Lanciano- prosegue la nota - dove anche qui, il centrodestra possiede una pluralità di candidature, tutte valide e tutte assolutamente competitive. L'unità del centrodestra è indispensabile per la vittoria, ed in mancanza di una scelta unitaria, lo strumento delle primarie, lo diciamo da tempo, rappresenta sicuramente un mezzo efficace per raggiungere l'obiettivo. Auspichiamo inoltre che lo stesso metodo  venga utilizzato anche per Francavilla, a meno che il Commissario Provinciale di Forza Italia, Daniele D'Amario, in virtù del suo ruolo, non decida, così come ci auguriamo, di assumersi direttamente lui l'onere della sfida al sindaco uscente.  La sua figura, infatti, per i ruoli ricoperti, ed i risultati già conseguiti- concludono Di Stefano e Febbo- sicuramente farebbe convergere su di lui tutte le altre eventuali disponibilità. Qualora invece ciò non dovesse accadere, appare inevitabile anche per Francavilla, individuare il metodo delle primarie, utile non solo per scegliere il miglior candidato possibile, ma anche per lanciare una lunga campagna elettorale verso l'appuntamento di primavera" .

"Solo una sceneggiata, da parte di un'amministrazione regionale confusa. Speriamo venga fatta al più presto chiarezza, altrimenti saremo costretti a chiedere l'intervento dei famosi Ufo, di cui D'Alfonso parlava in campagna elettorale". Usa l'ironia Mauro Febbo, presidente della commissione regionale di vigilanza e consigliere di Forza Italia, commentando la riunione di ieri al ministero dell'ambiente sull'istituzione del Parco della Costa teatina. Un vertice, alla presenza del ministro Gian Luca Galletti, a cui ha partecipato anche il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, ma non il sottosegretario di Giunta (ed ex assessore all'ambiente) Mario Mazzocca, che aveva bollato come "inutile" l'incontro romano. Per Febbo, alla luce del parere favorevole di un altro ministero (quello dello sviluppo economico), all'insediamento di Ombrina Mare, "oggi non c'è più alcun motivo logico per portare avanti il progetto del Parco, né in termini ambientali, né in termini di sviluppo turistico per la Costa dei Trabocchi". Poi l'affondo al PD, che "peccando di presunzione - continua - affossò la perimetrazione dell'area da me chiusa già nel 2012, trovando un accordo con l’allora direttore generale Grimaldi del ministero dell’ambiente, che avrebbe davvero potuto allontanare definitivamente Ombrina. E oggi assistiamo a una sceneggiata con lo stesso PD che da una parte avalla la perimetrazione del Parco fatta dal commissario Pino De Dominicis, nominato dalla Regione, e poi si presenta a Roma, chiedendo di rivedere i limiti e l’estensione di quella perimetrazione. Attendiamo ora di sapere il costo dell’incarico, squisitamente politico, ma soprattutto speriamo di vedere D'Alfonso assumere un atteggiamento chiaro e responsabile, poiché sul futuro della Costa dei trabocchi a oggi regnano solo confusione e promesse non mantenute". Intanto, dopo la riunione di ieri a Roma, ci si interroga su quale sarà la proposta unitaria di Comuni e Regione sulla nuova perimetrazione del contestatissimo Parco. L'ipotesi che viene data per favorita è quella, proposta nel 2011, proprio da Mauro Febbo e recepita con una risoluzione del Consiglio regionale nel settembre di quell'anno: quella del "parco a isole", vale a dire l'unione della rete delle riserve già esistenti attraverso la Via Verde che sarà realizzata sull'ex tracciato ferroviario tra Ortona e Vasto. “Il dibattito sul Parco della Costa Teatina – si legge nella risoluzione dell'epoca, che fu approvata al termine di un Consiglio regionale straordinario sul tema – si deve concentrare sulle riserve, perché queste possano costituire il nucleo originario di un nuovo concetto di Parco, un Parco diffuso, un Parco a isole, connesse fra loro in un sistema territoriale a rete. E’ qui la soluzione, è qui il futuro per questa importantissima fascia del territorio abruzzese. L’elemento connettivo di questo sistema aperto, potrà essere individuato nel tracciato della ferrovia costiera, così da integrare, in un unicum riqualificante e innovativo, il Progetto Speciale Territoriale della fascia costiera (elaborato dalla Provincia di Chieti) e quello del Parco della Costa. Valido supporto a tale scelta – continua il documento – potrà essere un Piano del Parco che concentri gli elementi distintivi di tutela, facendoli coincidere con i perimetri delle Riserve esistenti; che istituisca una fascia intermedia coincidente con il tracciato ferroviario (considerabile quale ‘corridoio ecologico’) e individui un’area di protezione esterna, la cui perimetrazione è già nota, che consenta un equilibrato sviluppo del distretto turistico costiero teatino-frentano-vastese e la valorizzazione delle peculiarità produttive d’eccellenza dei comprensori interessati. Un siffatto Parco e il Piano ad esso conseguente, potrebbe recepire quanto già normato negli strumenti di pianificazione territoriale di area vasta già esistenti e non compromettere le attività socio-economiche attuali e future”. C'è da scommettere che la partita sia appena (ri)cominciata.

"Un ulteriore tassello della lunga lotta contro il progetto Ombrina mare, che bisognerà sostenere presso tutte le sedi e in tutte le aule avvalendosi di tutti i provvedimenti possibili". Poche parole, pubblicate sulla pagina Fb di Zona Ventidue, per esprimere la soddisfazione degli attivisti "No Ombrina" sull'approvazione del progetto di legge regionale per l'istituzione del Parco marino "Costa dei Trabocchi". "Il Ministero dello sviluppo economico - continua la nota - dovrà tenere conto di questo ulteriore segnale della volontà della comunità abruzzese di difendere il proprio territorio e le proprie bellezze. Il 9 novembre (giorno della Conferenza di servizi su Ombrina) proverà a forzare la mano lo stesso? Vedremo se gli atti che produrrà saranno in grado di resistere in tutte le sedi in cui li porteremo. Rimarrebbe l’atteggiamento fortemente anti-democratico del Governo Renzi che cerca solo di sostenere i profitti dei petrolieri". Per il consigliere regionale del PD Pierpaolo Pietrucci, uno dei firmatari del progetto di legge "si è trattato di un voto forte, coraggioso e compatto, che delinea in maniera sempre più netta la divergenza di posizioni e di politiche della Regione Abruzzo rispetto alla petrolizzazione della costa adriatica, come strumento di potenziamento economico voluta dal Governo Renzi". Un modo per marcare la differenza tra il PD abruzzese e quello nazionale rispetto alla petrolizzazione, spesso al centro dello scontro politico, con il centrodestra regionale che ha sempre accusato il PD di essere appiattito sulle posizioni del premier. Per Sara Marcozzi del M5S, invece, "questa legge è solo uno dei passi per bloccare Ombrina, non il più efficace e non il più immediato". Per la consigliera regionale di minoranza, "nulla deve rimanere intentato. Dunque anche questa legge, scritta dai comitati e presentata da Pietrucci e Mazzocca, doveva essere approvata. Ma Ombrina potrebbe essere fermata molto più velocemente e concretamente, calendarizzando e votando in Parlamento la legge di iniziativa regionale alle Camere presentata dal M5S, che modifica e abroga in parte l'articolo 35 del Decreto Sviluppo, dando un vero stop alle trivelle. Questo lo sappiamo noi - continua la Marcozzi - lo sa il PD, e lo sa benissimo anche Sel, a cui continuiamo a chiedere di fare pressioni sui rispettivi parlamentari per calendarizzare la legge di iniziativa regionale. Di una cosa sono certa - conclude - se avessimo governato noi questa regione e se ci fosse il M5S al Governo del Paese, Ombrina per gli abruzzesi rappresenterebbe già solo un brutto ricordo". Più o meno sulla stessa linea il commento di Forza Italia, con Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che già ieri avevano parlato di norma fatta male. "Una pezza a colori che dimostra inesorabilmente come non ci sia, da parte del centrosinistra che governa la Regione, la volontà politica di opporsi a Ombrina - tagliano corto i consiglieri di opposizione - l'unica nota positiva riguarda l'accoglimento delle nostre istanze con la richiesta di sospensione dei lavori dell'Aula per permettere l'approvazione e l'adozione di una delibera di Giunta che solo in parte mitiga i rischi dell'impugnativa. Lo stesso Ufficio legislativo regionale aveva bocciato il progetto di legge n.150 firmato dai Consiglieri regionali Mazzocca, Pietrucci e Monticelli che sarà quasi certamente impugnato dal Governo. La stessa struttura – spiegano Febbo e Sospiri – aveva specificato l'iter da seguire, puntualmente ignorato dalla maggioranza, che ne era a conoscenza dal 12 ottobre e avrebbe avuto tutto il tempo per adempiere".

“E’ passato in Commissione e andrà domani all’esame dell’Aula il progetto di legge per l'istituzione del parco marino regionale 'Trabocchi del Chietino': una norma sballata, costruita male e che non serve a niente”.  Lo rimarcano in una nota i Consiglieri regionali di Forza Italia, Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo. “Abbiamo votato il testo solo ed esclusivamente come ultimo tentativo  per fermare Ombrina – sottolineano i Consiglieri – anche se temiamo sia vano. L’unica cosa buona era stata fatta dal Governo Berlusconi che con il Decreto Prestgiacomo aveva bloccato davvero l’installazione petrolifera al largo della costa teatina, mentre le leggi dei governi Monti, Letta e Renzi le hanno spianato la strada. Inoltre bisogna aggiungere la evidente demagogia dell'attuale governo regionale che inventa parchi su parchi, sbagliati e inutili, allo scopo di fermare Ombrina, ma utili solo a lavarsi un po’ la coscienza. Ma il Pd ha le sue pesanti responsabilità su uno scempio che macchierà pesantemente la nostra meravigliosa regione. Tra l’altro - concludono Febbo e Sospiri - a presentare il progetto in Aula sarà il sottosegretario Mazzocca, che di fatto solo formalmente è un componente di un esecutivo che non ci vuole mettere la faccia”.