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I Sindaci di Gamberale Maurizio Bucci, Casalanguida Luca Conti, San Savo Tiziana Magnacca, Orsogna Fabrizio Montepara, Paglieta Nicola Scaricaciottoli, Villalfonsina Mimmo Budano, Borrello Giovanni Di Nunzio, Roio Del Sangro Sabatino Ramondelli Perano Gianni Bellisario e Montazzoli Felice Novello non ci stanno e scrivono al Prefetto di Chieti Corona. Questo il testo della loro lettera che vi proponiamo integralmente.

“In riferimento alla nota in oggetto i sotto elencati Sindaci comunicano che non parteciperanno alla serie di incontri fissati come da Vs. nota di riscontro.

I motivi che ci hanno condotto ad intraprendere tale iniziativa sono essenzialmente legati a questioni da risolvere che riteniamo essere più importanti rispetto alla questioni migranti a cui comunque siamo sensibili. Oggi, per noi Sindaci non si può dire ancora conclusa la fase dell’emergenza maltempo ed infatti continuiamo ad avere questioni aperte sul territorio legati alle scuole, ai crolli di capannoni agricoli, alle frane e agli smottamenti che francamente forse meritano nell’immediato la profusione di tutte le nostre forze per tentare di risolvere tali problematiche. Evidentemente Lei ha ritenuto che la fase emergenziale legata al maltempo fosse passata ma Le assicuriamo che non è così.

Pertanto, abbiamo deciso di non partecipare agli incontri legati alle problematiche in oggetto per i motivi sopra citati che riteniamo essere prioritari per la salvaguardia del territorio e per il benessere dei cittadini che ci onoriamo di rappresentare”

Dopo la missiva di questa mattina i primi cittadini hanno fatto un passo in più ed hanno indetto una conferenza stampa a Lanciano dove hanno espresso tutto il loro disappunto per una politica Nazionale che ha letteralmente abbandonato un territorio colpito da ogni genere di calamità naturale con le scuole ancora chiuse e sul quale si vuole anche addossare tutta la responsabiltà di una accoglienza migranti che definiscono “uno squallido ricatto ai sindaci”. Il sindaco di San Salvo Tiziana  Magnacca, che negli anni scorsi era saltata agli onori della cronaca per le sue precise prese di posizione a favore della sua gente e contro chi intendeva portare nella sua cittadina un centro dia accoglienza, ci tiene a far sapere che il governo per ogni migrante da al comune 500 euro più un turn over lavorativo; in parole povere se accetto migranti mi danno un vigile, ironizza la sindaca, altrimenti no. Una sorta di baratto umano insomma al quale i sindaci non intendono sottostare e del quale accusano anche l’ANCI (l’uinione nazionale dei comuni) che prende decisioni sempre a favore del Governo e che non alza mai la voce per far valere i diritti dei piccoli comuni sempre più schiacciati dai continui tagli e con l’impossibilità di lavorare serenamente per il benessere delle comunità. Manca la sensibilità istituzionale, continua, di una accoglienza efficace ma che non venga prima dei diritti dei cittadini italiani ed abruzzesi. “Dobbiamo accogliere i turisti non i migranti” conclude. E sul tema del turismo penalizzato anche l’intervento del consigliere di minoranza del comune di Torino Di Sangro Alfonso di Fonso che ormai da tre anni accoglie diversi ragazzi africani sul lungomare, i residenti della zona sono 40, i profughi o presunti tali 140, i negozi chiudono alle 18, ha dichiarato, la situazione è inacettabile.

Se l’ANCI non cambia rotta, concludono tutti, si sta valutando l’ipotesi di fare un passo indietro e di uscire da una associazione che dovrebbe tutelarci ma che fa solo gli interessi della politica centrale senza tener conto delle esigenze dei singoli. (Clara Labrozzi)

 

PIETRAFERRAZZANA - Un atto vandalico oppure un vero e proprio atto di sabotaggio? E' la domanda che ruota intorno allo strano furto messo a segno nei giorni scorsi, ma scoperto solo oggi, ai danni dell'ex Park Hotel di Pietraferrazzana. La struttura, chiusa dal 2008, dovrebbe essere destinata a ospitare 50 migranti africani. Una vicenda che ha scatenato numerose polemiche, perché il numero dei rifugiati è praticamente pari a quello degli abitanti del piccolo borgo sul lago di Bomba.
Ignoti, dopo aver forzato un ingresso, sono penetrati all'interno dell'albergo e hanno portato via alcune parti di una cucina in metallo, rendendola inservibile.
Sull'episodio sono in corso accertamenti da parte dei carabinieri.

 

ATESSA - Welcome Refugees, un comitato spontaneo formato da cittadini che hanno deciso di impegnarsi sul fronte dell'accoglienza ai migranti ospitati ad Atessa, organizza per sabato 26 novembre un incontro dibattito per fare un po' chiarezza sulla situazione nel capoluogo sangrino, dove da settimane il clima è di forte tensione. "Un momento - spiegano gli organizzatori - che permetta ai cittadini anche di porre domande sul fenomeno dell'immigrazione, oltre che di comprendere, grazie ai relatori esperti sull'argomento, le dinamiche e realtà legislative connesse...ai più sconosciute o trasmesse male". L'appuntamento è alle 17.30 nella sala polivalente del Multipiano di piazza Oberdan.

ATESSA - C'è la stessa mano dietro gli episodi che da qualche giorno stanno ingenerando un clima di tensione ad Atessa? Se lo chiedono in tanti in città. La settimana scorsa era stata rinvenuta una scatola con una testa di capretto davanti alla struttura che ospita alcuni migranti, mentre questa mattina sulla porta del municipio è stato trovato un mazzo di fiori di plastica, accompagnato da un biglietto indirizzato al sindaco Nicola Cicchitti, con scritto "condoglianze di m...". Un altro biglietto simile, attaccato a un cestino della spazzatura poco distante, invitava il primo cittadino a dimettersi, "se non all'altezza". In una nota, il sindaco stigmatizza l'accaduto, parlando di vigliaccherie, che "però rafforzano la determinazione dell'amministrazione comunale nel portare avanti le proprie azioni". Qualche elemento utile all'identificazione degli autori del gesto potrebbe arrivare dalle telecamere di sorveglianza della zona.

 

ATESSA - Una bravata oppure un atto intimidatorio vero e proprio? E' l'interrogativo a cui dovranno rispondere le indagini dei carabinieri sul ritrovamento di una testa di capretto lasciata in un pacco davanti all'ex ristorante "Il Mulino" di Atessa, dove sono ospitate alcune decine di migranti. Sulla scatola, indirizzata alla cooperativa che gestisce la struttura, c'era una scritta: "Primo avvertimento, andate via". Per il momento i militari stanno procedendo contro ignoti, dopo la querela presentata dai responsabili della cooperativa. In un primo momento si era pensato a un ordigno esplosivo, tanto che è stato richiesto l'intervento degli artificieri di Pescara, che hanno fatto brillare l'involucro. Ferma condanna al gesto e decine di commenti di sdegno hanno immediatamente invaso i social network. Il sindaco di Atessa, Nicola Cicchitti, ha parlato di "fatto vergognoso".

Si sa che l’integrazione culturale passa anche dalla tavola e dalle pietanze simbolo del proprio paese. Ed è per questo che una tavola speciale di cibo saporito e speciale è servita ad avvicinare i ragazzi del centro accoglienza di Villa Elce e i giovani dell’associazione "Gli amici di Marcello", in un momento interculturale davvero bello. Dal mese di agosto, nel centro vivono 24 giovani uomini di età compresa dai 18 ai 25 anni, provenienti da Bangladesh, Senegal, Mali e Gambia. Nonostante le polemiche sorte al loro arrivo, i ragazzi si stanno facendo conoscere dalla comunità e a breve inizieranno una collaborazione con il Comune di Lanciano, che li coinvolgerà in lavori socialmente utili a favore della città. La cena di ieri sera, un momento di convivialità e amicizia, ha visto protagonisti i piatti tipici della tradizione abruzzese e di quella africana. A tavola c’erano il riso senegalese preparato dagli ospiti del centro e le pallotte cac’ e ov’ cucinate dagli Amici di Marcello. Tra una chiacchierata e l’altra, per lo più in inglese e francese, non potevano mancare come dessert i bocconotti di Castel Frentano, molto apprezzati da tutti gli ospiti. Dopo cena è bastato un pallone portato in dono dall'associazione per superare definitivamente la timidezza e le barriere linguistiche e iniziare una divertente sfida a calcio. “Siamo soddisfatti di questa serata - spiega Giusy dell’associazione Gli Amici di Marcello - e della collaborazione intrapresa con il consorzio Matrix. Per il futuro stiamo ideando diverse iniziative per favorire l’integrazione e far conoscere i ragazzi alla comunità”.  L’associazione Gli Amici di Marcello, infatti, è ispirata ai principi di solidarismo, trasparenza e democrazia e opera nei settori dell’assistenza sociale, beneficenza, istruzione, formazione, attività sportive e tutela dei diritti civili. Attualmente, grazie alle attività portate avanti nei mesi scorsi, sta definendo l’acquisto di defibrillatori da donare alle strutture sportive pubbliche cittadine.

                                                                                                                                        

"Non condivisione del metodo con cui il Governo nazionale sta gestendo il fenomeno dell'immigrazione, con i sindaci che non hanno alcun potere per impedire le allocazioni". Lo ribadisce il sindaco di Atessa Nicola Cicchitti, in una nuova lettera inviata al prefetto di Chieti Antonio Corona, dopo l'arrivo nel capoluogo sangrino di 25 immigrati di nazionalità eritrea nell'ex hotel-ristorante "Il Mulino". "Riteniamo inadatta la collocazione del centro di accoglienza - scrive Cicchitti - essendo lo stesso  situato in pieno centro abitato, a ridosso del centro storico. Fatte queste dovute precisazioni, vanno ribaditi tre aspetti fondamentali: il rispetto dell’accordo Anci-Ministero dell’Interno, che prevede 2,5 migranti ogni mille abitanti; garantire  ordine e sicurezza pubblica; prodigarsi per addivenire ad una convenzione al fine di poter  impiegare gli immigrati  in lavori socialmente utili, rendendoli  partecipi  della  vita cittadina ed evitando un  improduttivo girovagare lungo le strade cittadine". Nei prossimi giorni una delegazione composta dallo stesso Cicchitti e da altri amministratori comunali, si recherà in visita al centro per avviare un possibile rapporto di collaborazione e nel contempo verificare le condizioni ambientali. "Invito  la cittadinanza a fare di questo  avvenimento - precisa però il sindaco - un’ occasione di crescita e non di scontro e di vivere cristianamente il senso dell’accoglienza attraverso iniziative di solidarietà, facendo così onore alla storia di Atessa e degli atessani".

(la foto è di Abruzzowebtv.it)
 

Ha scatenato un vero e proprio polverone, con reazioni a catena e commenti a raffica, l'episodio accaduto alla stazione di Fossacesia che ha visto coinvolto un immigrato ghanese, i carabinieri e un agente di polizia municipale con tanto di sparatoria, luccichio di coltelli e feriti. Per fortuna non gravi. La sindaca di Torino di Sangro Rosaria Priori sta cercando di ricondurre la questione su un terreno più tranquillo e di civile confronto “quello che è successo non è la regola, fatti di questo tipo non si sono mai verificati eppure sono quasi due anni che nel mio Comune vengono ospitati decine di immigrati, molti dei quali svolgono lavori socialmente utili e quasi tutti hanno iniziato un percorso di integrazione”. Ma se la prima cittadina di Torino di Sangro getta benzina sul fuoco, le polemiche non accennano a placarsi e a rinfocolarle ci pensa il coordinamento regionale di “Noi con Salvini”. In un comunicato infatti firmato dall'esponente regionale Nicola Campitelli e dal commissario cittadino Antonio Peschi, viene fortemente stigmatizzato quanto si è verificato a Fossacesia Marina. “Dopo le scene da "far west" di Fossacesia Marina, noi del movimento NCS Abruzzo chiediamo cosa deve ancora accadere per capire che questa invasione è ormai insostenibile per tutti – si legge nella nota - da quando nella zona marina sono stati ospitati questi sedicenti profughi, abbiamo assistito ad ogni sorta di reato. Questa volta si è davvero superato il limite, è tempo che questa parte della costa abruzzese ritorni la tranquilla zona che era fino a qualche anno fa”. Parole pesanti che però non sorprendono, considerata la posizione del movimento che fa capo a Matteo Salvini, il quale si è sempre detto contrario a quella che più volte ha definito “un'invasione incontrollata”, con pochi profughi e molti clandestini. “Piena solidarietà a chi fugge dalle guerre, ma tolleranza zero per chi viene nel nostro Paese come clandestino, soprattutto se non ha intenzione di rispettare le nostre regole. Non può passare il messaggio che in Italia tutto è permesso. - continua il comunicato - dobbiamo dire agli italiani che non siamo di fronte a una normale immigrazione, ma siamo davanti ad una invasione (forse voluta) dalla quale non nascerà mai integrazione ma instabilità, insicurezza e impoverimento dell’Italia”. Campitelli e Peschi ribadiscono, quindi, il “Salvinipensiero”: “Per il coordinamento la cosa è ancor più grave, se si pensa che in questo territorio si sta assistendo al continuo taglio di servizi essenziali, dalla sanità alla scuola, però dobbiamo mantenere gli immigrati. Ci auguriamo che le strutture adibite all’accoglienza vengano presto chiuse e che i soldi destinati a mantenere gli immigrati clandestini siano spesi per i disoccupati italiani”.

“Il coinvolgimento dei Comuni e quindi dei Sindaci è fondamentale. Il Sindaco deve essere messo nelle condizioni di poter informare i cittadini con la dovuta e necessaria chiarezza, specie quando si tratta di questioni delicate come sono appunto quelle legate all'accoglienza dei migranti”. A parlare è il primo cittadino di Lanciano e Presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo, al quale il Prefetto Antonio Corona, nel corso dell'incontro dell'11 agosto scorso, ha affidato il compito di coordinare tutti i sindaci che nei propri Comuni hanno accolto i richiedenti asilo. L'argomento è di quelli che fanno discutere e che prestano il fianco a polemiche e a strumentalizzazioni, spesso sterili, invece queste situazioni richiedono serietà e collaborazione. E proprio con l'obiettivo di definire alcuni importanti aspetti, Pupillo ha messo nero su bianco in una lettera che ha inviato al Prefetto Corona. “Ho scritto a nome dei circa 20 sindaci della provincia di Chieti che ospitano o dovranno ospitare i profughi – precisa Pupillo – siamo tutti convinti che queste situazioni devono essere sottoposte a controlli accurati, ho proposto perciò un tavolo permanente con incontri periodici tra tutti quelli coinvolti nell'accoglienza. Riunioni per valutare e monitorare i flussi di arrivo, le concrete possibilità di integrazione, le problematiche sociali che possono verificarsi nei territori, perché solo avendo il quadro reale della situazione si potrà intervenire in maniera adeguata. I Sindaci devono essere informati in tempo – ribadisce ancora il Presidente della Provincia – altrimenti non riescono a parlare e a spiegare ai cittadini e rischiano di apparire distratti e con poco interesse al dialogo e al confronto. Invece non è così. A me era stato comunicato di possibili arrivi addirittura lo scorso febbraio, ma non c'era alcuna certezza di tempi e di luoghi. E' importante, invece, sapere nei tempi giusti per poter affrontare e cercare di gestire al meglio la situazione. Dovremmo anche partecipare alle procedure di assegnazione delle strutture – continua Pupillo – i Comuni dovrebbero poter controllare se vengono rispettate le norme igienico-sanitarie, se i trattamenti sono rispettosi della dignità delle persone e questi controlli non dovrebbero essere subordinati a una serie di domande e procedure”. Insomma i Sindaci sono in prima linea pure sul fronte migranti e non è questione da poco. “Sarebbe giusto dare ai Comuni un contributo economico, noi non ci vogliamo sottrarre all'accoglienza e per quanto riguarda i primi 13 dei 24 richiedenti asilo arrivati ieri nella struttura di Villa Elce, voglio ringraziare  residenti per l'assenza di manifestazioni di protesta e per la disponibilità al dialogo. Noi faremo la nostra parte e saremo presenti per qualunque eventuale problema”, conclude il sindaco, consapevole della complessità del fenomeno che certo non può essere fermato o bloccato con qualche slogan. Così come è pure convinto che non si possono nemmeno allontanare alcuni ospiti e lasciarli poi in balia del nulla (il riferimento va ai giovani mandati via dalla struttura di Torino Di Sangro e che tuttora vivono a Lanciano e che solo grazie ad alcune associazioni e al Comune hanno un tetto sulla testa..ma fino a quando?). A Vasto sono 130 i migranti accolti nelle strutture, a Torino Di Sangro 170, Chieti 60, Lentella 56, Fara Filiorum Petri 30 e a Pietraferrazzana sono addirittura 100, praticamente più della popolazione residente. Tanto per fare qualche numero. (Pina De Felice)

Sono arrivati nel primo pomeriggio di oggi, scortati da alcuni agenti in borghese, i primi 13 migranti per i quali la Prefettura di Chieti ha disposto la sistemazione in uno stabile di Villa Elce. Sono tutti uomini, il più giovane dei quali ha 18 anni, originari di Costa D'Avorio e Bangladesh, prima transitati in un centro di accoglienza ad Agrigento e poi a Vasto. Perplessità da parte degli abitanti della frazione di Lanciano, che da settimane si oppongono all'arrivo dei migranti, ritenendo la struttura non adatta a ospitarli. I residenti avevano raccolto anche 750 firme per chiedere alla Prefettura di bloccare i trasferimenti. "Ci avevano detto - commenta un rappresentante del Comitato Villa Elce Unita - che in ogni caso sarebbero arrivate famiglie con donne e bambini. Invece qui oggi vediamo solo uomini". La zona è comunque presidiata dalle forze dell'ordine, anche se non si sono registrati momenti di tensione. A Villa Elce c'è anche un presidio di manifestanti di CasaPound, anch'essi contrari all'arrivo dei rifiugiati.