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Il segretario cittadino di CasaPound, Nico Barone, 26 anni, è stato aggredito e malmenato la scorsa notte sotto la sua abitazione, mentre rientrava a casa dopo una manifestazione politica in contrada Nasuti, in vista del ballottaggio per le Comunali di domenica. Dal suo racconto, intorno alle 3, sarebbe stato assalito da una persona alle spalle e colpito al volto con numerosi colpi. Medicato al pronto soccorso dell'ospedale Renzetti, dove è stato sottoposto anche a una tac, è stato dimesso con una prognosi di 5 giorni, salvo complicazioni. La polizia ha già acquisito la cartella clinica e avviato una serie di accertamenti per tentare di risalire all'identità del responsabile.

Sulla vicenda è intervenuto anche il segretario nazionale di CasaPound Andrea Iannone, secondo cui l'aggressione è frutto del "clima avvelenato creato a Lanciano da chi non è riuscito ad accettare il successo elettorale e i riscontri ottenuti da CasaPound sul territorio. Fa comunque piacere vedere come tutta Lanciano si sia schierata a fianco di Barone e CasaPound, a dimostrazione che il lavoro sociale e culturale fatto sul territorio in questi anni ci premia, e non solo nelle urne”.

Solo la notizia di 15 arresti, seguita al rumore dell'elicottero che all'alba ha sorvolato la città, destando interrogativi e curiosità, ha spostato per un po' l'attenzione dall'argomento che tiene banco da qualche giorno, al centro di conversazioni e commenti, di considerazioni e confronti. Da sabato scorso in città non si parla d'altro: l'apparentamento D'Amico-Paolucci, con l'ingombrante presenza di Casa Pound. Un dibattito e un fermento che, in verità, non si vedevano da tempo. Anzi il clima di questa campagna l'elettorale non si può dire sia stato proprio effervescente, a parte la comprensibile vivacità dell'ultimissimo periodo prima del voto del 5 giugno scorso. Da alcuni giorni invece è come se anche quella parte di città, finora non troppo presente, si fosse svegliata da una sorta di torpore e di sonnolenta rassegnazione per far sentire la propria voce. E dire con toni forti e chiari che una città medaglia d'oro non può accettare la presenza di un movimento di estrema destra. Interventi, lettere, dichiarazioni e interrogazioni parlamentari, tutti con un unico obiettivo: scuotere i cuori e le coscienze richiamandoli ai valori e alla storia dei Martiri Lancianesi. L'ultima decisiva battaglia in vista del ballottaggio di domenica prossima si combatte, dunque, non solo sui progetti e sui programmi, ripetuti ormai fino allo sfinimento, ma anche e soprattutto su quale identità debba conservare una città che tutti, centrosinistra e centrodestra, vogliono vedere al centro. E nel prevedibile e scontato rimpallo di responsabilità c'è spazio per tutto e per il contrario di tutto. “Voi avete promesso l'indicibile pur di apparentarvi con la Paolucci” continuano a tuonare dalle sedi di D'Amico all'indirizzo della coalizione avversaria.  “Sì, abbiamo tentato un accordo, ma mai avremmo potuto stringerlo insieme a Casa Pound”, rispondono dall'altra parte. La polemica non accenna a placarsi, ma non è soltanto sulla presenza di Nico Barone, leader del movimento, capolista con 334 preferenze, e che forse mai avrebbe osato sperare di avere tanta notorietà, nel bene e nel male, sui media, sui social dove ormai imperversa parlando di programmi amministrativi e di come  disegnare il futuro della città. Il dibattito politico si sta consumando fuori dalle sedi elettorali e dagli incontri televisivi, i commenti e le critiche che arrivano a sorpresa anche da chi non te lo aspetti, sono pure sull'opportunità o meno dell'accordo. “L'elettorato di Tonia Paolucci si riconosce più nel centrodestra a parte poche eccezioni e quindi avrebbe sicuramente tra Pupillo e D'Amico scelto quest'ultimo e allora perché non provare a vincere da soli, visto l'esempio non proprio eclatante che ha offerto in questi anni il centro sinistra e anche il risultato ottenuto da loro” sottolinea un cittadino, lasciando intendere a chi ha dato il suo voto al primo turno, ma si guarda bene dal dirci cosa farà domenica 19. Ci pare certo però che non ha gradito questo apparentamento. Comunque contano i numeri e a considerarli freddamente sono dalla parte del candidato del centrodestra, ma il ballottaggio, come è stato più volte ribadito, è una partita nuova tutta da giocare. (p.d.f.)

La presenza di Casa Pound tra le liste che sostengono il candidato del centro destra ed area popolare Errico D'Amico continua a provocare reazioni e appelli rivolti ai cittadini in nome della storia della Resistenza lancianese. “Oggi in quella Lanciano, quella della medaglia d'oro dei Martiri ottobrini, della resistenza coraggiosa di una intera città, la destra moderata di Errico D' Amico stringe una alleanza con l'altra destra, quella più nera, con i 'bravi ragazzi' del saluto romano, della xenofobia, un'alleanza che può portare Casapound in Consiglio Comunale. Non ce li porta il popolo – scrivono i parlamentari abruzzesi Maria Amato, Vittoria D'Incecco, Gianni Melilla, Antonio Castricone, Tommaso Ginoble e Gianluca Fusilli - ce li porta l'opportunismo e il calcolo di chi volendo vincere a tutti i costi, rinnega la storia. Facciamo appello alle massime cariche dello Stato, alla Presidente Boldrini e al Presidente Grasso perché uniscano la loro autorevole voce alla nostra, per stigmatizzare questa alleanza, la uniscano alla voce dell'Anpi, a quella di quanti vivono questa scelta del candidato Sindaco di Lanciano, Errico D'Amico, come uno schiaffo alla memoria. Facciamo appello all'orgoglio dei lancianesi per la loro storia, per sentire ancora oggi, viva, la gloria di quella medaglia d'oro, non eroismo di pochi, ma Resistenza di popolo. Voler vincere è profondamente diverso che voler vincere a qualsiasi costo e con qualsiasi alleanza, calpestando medaglie, memoria e martiri”. Parole pesanti come macigni che si aggiungono a quelle diventate virali dell'avvocato Domenico Russo, che si è rivolto proprio all'amico Errico con una lettera aperta. "Quando ho saputo della tua candidatura ti ho telefonato per dirti che non ti avrei votato, ma che confidavo nel fatto che, se fossi stato eletto, saresti stato un buon sindaco per la Città, e dunque anche che per me. Con la stessa schietta sincerità ti dico, adesso, che già lo spregiudicato insieme di liste che hai raccolto intorno al tuo nome pur di racimolare consensi, qualunque essi fossero (vetero fascisti nostalgici, neo fascisti, leghisti), aveva messo in forse quella mia convinzione.La notizia che hai accettato di consegnarti all'accordo con la coalizione di Tonia Paolucci senza essere capace di obiettare nulla, neppure al supporto di CasaPound e ai saluti romani dei suoi esponenti, mi ha convinto che, purtroppo, mi sbagliavo. Alle prime obiezioni che ti sono state mosse circa il fatto che, con tale sorta di alleanza, ti candidi a governare una Città che si è distinta nella lotta partigiana, hai replicato: 'noi non strumentalizziamo né i morti, né gli eroi'. Giusto, non dovevi farlo….bastava solo che li rispettassi!E invece, con quei saluti romani alle tue spalle, profani il loro sacrificio! Se non era questa la tua intenzione, caro Errico, il fatto che non te ne sia accorto è ancora più grave. Lanciano al centro era la tua promessa di indirizzo politico, ma quei saluti romani che ora si stagliano dietro la tua ombra significano che, pur di vincere, l'hai già rinnegata; che, pur di vincere, sei disposto a riportare Lanciano a destra. E, allora, con quale coerenza e onestà il cittadino-elettore deve aspettarsi che tu possa dare attuazione alle promesse elettorali? Eri un candidato di razza, nelle intenzioni; con queste opportunistiche alleanze elettorali credo che tu abbia dimostrato di non avere il coraggio della tua libertà”. Tante le voci che si sono levate contro un apparentamento che porterà in caso di vittoria di D'Amico Casa Pound in Consiglio Comunale. Una nota congiunta è stata firmata da operatori commerciali e associazioni. “Casa Pound non ha storia a Lanciano e chiediamo non ne abbia nel futuro della città”. Tante le voci e gli scritti apparsi sui social in questi giorni. E tra i tanti comunicati che stigmatizzano l'apparentamento D'Amico -Paolucci, c'è quello delle Acli Frentane che invece concorda con l'alleanza delle forze politiche civiche e di centro destra per un programma condiviso e ribadisce il sostegno e l'appoggio al candidato sindaco che scrive il presidente delle Acli di Lanciano Alfonso Frattura. "Onorerà la Costituzione, i Martiri Lancianesi e la Medaglia d'Oro che celebrano il ricordo di chi ha combattuto per la libertà”.
 

"A Lanciano vieteremo il circo con gli animali". Con questa dichiarazione Barone, responsabile cittadino di CasaPound, si oppone all'arrivo in città del circo di "Moira Orfei". "I circhi con animali - afferma Barone -  oltre a detenere spesso animali in condizioni di maltrattamento, usano, in fase di addestramento, metodi coercitivi per insegnare agli animali le performance a cui gli spettatori, poi, assisteranno; gli animali sono costretti a vivere in gabbie anguste, lontani dal loro habitat naturale, e spesso sono trattenuti con mezzi di costrizione, quali catene e collari, che sono autentici strumenti di tortura. Oramai la sensibilità dei cittadini è altissima nei confronti degli animali, per questo molti cittadini di Lanciano si sono rivolti a noi chiedendo interventi concreti". “Portare i bambini a vedere spettacoli con animali -prosegue Barone- è fortemente diseducativo, poiché, oggi, si ha coscienza dei maltrattamenti che quegli animali subiscono, e pagare un biglietto per questo significa alimentare questi soprusi”. “Esistono circhi che basano la propria attività sulle capacità umane - conclude Barone - sono quelli che bisognerebbe incentivare. L’attività circense è un’arte nobile e antica che va tutelata, ma oggi va esercitata senza la presenza di animali. Per questo, una volta vinte le amministrative del 5 Giugno, CasaPound vieterà il passaggio dei circhi con gli animali nella nostra città”.

Si è svolta nel pomeriggio di ieri presso la Sala di Conversazione, per l’occasione gremita di pubblico, la presentazione della lista ‘CasaPound Italia’, che correrà alle prossime elezioni comunali di Lanciano in appoggio del candidato sindaco Tonia Paolucci. “Siamo contenti dell’interesse suscitato dalla discesa in campo del nostro movimento in campagna elettorale. Scendiamo in campo sicuri che il 5 giugno CasaPound porterà i suoi uomini e le sue donne all'interno della giunta comunale e che Tonia Poalucci sarà il prossimo sindaco della città.” afferma in un nota il responsabile lancianese CasaPound Nico Barone. E’ stato lo stesso Barone nel corso della conferenza le ragioni dellla partecipazione alla competizione elettorale: “La nostra lista, la prima a presentare i propri candidati, trova nella sua composizione la sua ragion d’essere. Tra i 24 candidati, 12 uomini e 12 donne, figurano infatti impreditori, commercianti, studenti e lavoratori dipendenti, a dimostrazione di come CasaPound Italia sia un movimento di popolo radicato sul territorio”. “Ed è proprio dalla presenza costante sul territorio in questi ultimi anni – prosegue Barone – con iniziative di volontariato e battaglie sociali che vogliamo partire per arrivare in consiglio comunale, dove porteremo lo spirito e le proposte che caratterizzano CasaPound Italia, e che la rendono una realtà unica e totalmente differente rispetto ad altre forze politiche che mostrano la loro presenza esclusivamente in campagna elettorale, ed il naturale punto di riferimento del malcontento e di quelle fasce di cittadini prima di oggi ignorate dalla politica. Questo in appoggio a Tonia Paolucci, che ha creato un percorso reale e concreto per le istanze di tutti i lancianesi, differenziandosi rispetto all’evanescente ‘centrodestra’ cittadino”.

"Se entro venerdi 22 aprile non avranno provveduto ad aprire i lucchetti del cancello del parco, tagliare la vegetazione e sistemare i giochi presenti nel parco, lo farò io con la cittadinanza del quartiere." E' un vero ultimatum quello che lancia Nico Barone, responsabile di CasaPound Lanciano, che punta l'indice contro la mancata possibilità, per le famiglie del quartiere Santa Rita, di usufruire del parco pubblico di via Polzinetti. "L'area in questione è stata chiusa lo scorso autunno a causa della stagione invernale. A distanza di più di sei mesi l'area è ancora chiusa - conclude - col nostro ultimatum intendiamo porre l'attenzione della competente amministrazione municipale sulla necessità di rendere praticabile tale parco, che rappresenta un'isola verde nel quartiere Santa Rita, zona ad alta densità abitativa di famiglie con bambini che necessitano di strutture del genere

Una colletta alimentare, alimentata dalle donazioni dei cittadini, allo scopo di assistere le famiglie lancianesi bisognose. Questa l’iniziativa di solidarietà messa in campo dal movimento CasaPound Italia nella città di Lanciano. “Anche quest’anno –afferma in una nota Nico Barone, responsabile CasaPound per la città frentana – il nostro movimento avvierà il suo servizio gratuito di distribuzione di alimenti per quanti tra i nostri concittadini subiscono maggiormente i colpi della crisi economica che da tempo affligge la nostra città. Allo scopo di rendere anche questa distribuzione alimentare, che ricordiamo essere totalmente gratuita e finanziata esclusivamente dall’autotassazione dei nostri iscritti, il più ricca e duratura possibile – prosegue Barone – invitiamo la popolazione di Lanciano, sempre pronta a partecipare ad iniziative di solidarietà, a contribuire con proprie donazioni, portandole presso la nostra sede negli orari di apertura, dal lunedì al venerdì dalle 16:30 alle 19, o nei punti di raccolta che saranno allestiti presso i supermercati cittadini che hanno aderito all'iniziativa. Alla fine di ogni mese provvederemo a donare tutte le derrate alimentari alimentari raccolte. Oltre alle famiglie già assistite -conclude Barone- assisteremo tutti quei nuclei familiari che si recheranno in sede con modulo Isee attestante la condizione di bisogno. Siamo sicuri che forti del contributo dei lancianesi potremo fornire ancora una volta un aiuto concreto ai nostri concittadini maggiormente in difficoltà, superando le mancanze di una politica che troppo spesso sembra dimenticarsi di loro e della loro sofferenza”.

"All'interno del locale non c'era alcun simbolo di partito, né tantomeno qualcuno in sala indossava maglie riconducibili a qualsiasi movimento". A precisarlo sono i gestori del Cocoloco (l'ex discoteca Fitzroy) Antonio Cotellessa e Nicola Lanci, che intervengono sulla vicenda che ormai da giorni circola in città e in rete: il diverbio scoppiato nei pressi del parcheggio esterno del locale, in cui sarebbero rimasti coinvolti alcuni iscritti di CasaPound (tra cui il coordinatore cittadino Nico Barone) e ragazzini vicini a un centro sociale. "Quello che ci preme sottolineare - spiegano Cotellessa e Lanci - è che la direzione del locale è totalmente estranea a quanto accaduto: la discoteca è stata affittata direttamente dalla proprietà dello stabile (una società del Gruppo Paione) ai ragazzi del De Titta che organizzavano la festa d'istituto. Noi abbiamo partecipato per verificare che tutto si svolgesse per il meglio, e così è stato: anche il servizio d'ordine è funzionato alla perfezione, ma purtroppo non è possibile controllare quello che succede lontano dall'ingresso". Su come siano andate effettivamente le cose, i gestori preferiscono non commentare le diverse versioni che girano, soprattutto in rete. Si limitano solamente a raccontare che, da quanto riferito loro dagli addetti al servizio d'ordine (intervenuti nonostante non fossero tenuti), non si sarebbe trattato di una rissa, ma di un alterco un po' pesante, alimentato probabilmente dalle appartenenze politiche dei protagonisti. Qualche elemento in più sulle effettive responsabilità potrebbe arrivare dalle telecamere di sorveglianza del complesso Poker, all'interno del quale si trova il Cocoloco. "Abbiamo appena ripreso la gestione di quel locale, che per anni (con vari nomi) è stato protagonista della vita notturna cittadina - continuano - e purtroppo dispiace che questi episodi possano essere accostati al nostro lavoro di professionisti che operano da anni in questo settore. Noi non abbiamo mai fatto entrare la politica nelle nostre feste e così è stato anche in questa occasione". (la foto è tratta da un album sulla serata pubblicato su Fb)

Non dovrebbe succedere, ma succede che in discoteca, complice qualche bicchiere di troppo, la musica a palla e quel desiderio irrefrenabile di divertirsi e di trasgredire che si scateni pure qualche rissa. Che da una parola male interpretata si degeneri fino a conseguenze gravi. E le cronache sono purtroppo piene di questi fatti. Ma all'ex Fitzroy di Lanciano, alla festa del Liceo Pedagogico non sarebbe stata una litigata scoppiata tra i partecipanti a movimentare ulteriormente la serata. La vicenda è nota ed ha fatto presto il giro della città e non solo considerata la velocità dei social. Due le verità raccontate dalle parti in causa: quella del ragazzo che, un po' brillo era uscito dal locale a prendere aria e che avrebbe subito le provocazioni e gli insulti di alcuni rappresentanti di CasaPound (riconoscibili dalle felpe nere con la scritta) che stavano fuori dal locale (ma come mai si trovavano lì, considerato che l'età della maturità almeno per alcuni è stata superata da un po'?) e poi quando in suo aiuto è arrivato un altro studente più grande, la situazione si sarebbe fatta incandescente con le relative conseguenze. Sembra ci sia anche un video o qualche immagine dell'accaduto, ma il ragazzo, che tiene a mantenere l'anonimato, non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione e finora non sembra ci siano denunce. Forse perché si ha paura di qualche ritorsione? Se fosse così sarebbe davvero grave. Intanto Nico Barone, segretario cittadino di Casa Pound, che era presente, in un lungo post su Fb smentisce ogni coinvolgimento, anzi le vittime sarebbero loro “da tempo subiamo minacce di morte” scrive tra l'altro, mentre sottolinea che “a Lanciano avere successo per fare politica in maniera attiva e concreta in favore dei lancianesi ti fa diventare un obiettivo. Come la mafia con Peppino Impastato...”. Parla di mafia e fa paragoni con molta leggerezza Barone. Parla di un uomo come Impastato, compagno, che ha dedicato la sua vita a combattere la mafia, quella vera, e una politica mafiosa e collusa ed è stato barbaramente ucciso perché cominciava a essere ascoltato e seguito da troppi e rappresentava un pericolo. La speranza è che mai si debba tornare a periodi bui come quelli vissuti e condannati da Peppino Impastato e, tornando a quella che alcuni (pronti anche a testimoniare) definiscono con convinzione una vera e propria aggressione, sarebbe auspicabile che fatti del genere non si ripetessero. E soprattutto chi subisce deve avere il coraggio di denunciare, di urlare il torto subito, perché solo così si può tentare di cambiare le cose. Altrimenti saranno solo parole e ognuno si lascerà convincere dalla parte che sente più vicina e alla quale vuole credere.