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Il Consiglio dei Ministri ha deliberato oggi in tarda mattinata l'impugnativa della legge regionale, approvata, il 14 ottobre scorso, che dispone il divieto delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare. Una decisione scontata, già messa in conto dal Consiglio regionale, al momento del voto in Aula sul provvedimento, varato per impedire l'installazione di Ombrina Mare davanti al litorale frentano. Per il Governo nazionale, l'impugnativa è stata disposta perchè la norma abruzzese "invade materie di esclusiva competenza statale, in violazione degli articoli 3, 5, 97, 117, terzo comma, e 118 della Costituzione". Ora la parola passa alla Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi definitivamente, decretando o meno l'abrogazione immediata della legge. Nel frattempo, però, la disposizione legislativa regionale resta vigente ed efficace. 

Partirà anche da Lanciano un pullman alla volta di Ancona dove sabato prossimo 28 novembre si terrà la prima manifestazione regionale contro le trivelle nell'Adriatico. A darne notizia è il coordinamento “No Ombrina” che chiama a raccolta tutti quelli che hanno a cuore l'argomento e che da tempo stanno portando avanti la battaglia contro la deriva petrolifera in Abruzzo. La nostra regione - si legge in una nota di Nuovo Senso Civico – è diventato un punto di riferimento nazionale per l’impegno, la tenacia e l’intelligenza nel condurre la mobilitazione popolare. Altre Regioni hanno così preso il coraggio di affrontare le stesse questioni che stanno colpendo duramente anche loro, una di queste è le Marche”. Il movimento del no sarà presente con l'obiettivo di contribuire a sensibilizzare la popolazione nei confronti dei rischi e dei pericoli delle trivelle in mare. “E' però di fondamentale importanza – continua il comunicato - essere in tanti perché questa battaglia si vince qui come nelle Marche e come in qualsiasi altra parte solo se si forma una coscienza diffusa e maggioritaria”.Chissà se ad Ancona sfileranno in 60 mila come nella manifestazione dello scorso 23 maggio a Lanciano, ma dare il via alla lotta rappresenta già il primo passo per combattere insieme in nome della salute e della difesa del territorio e dell'ambiente. Il Pullman partirà alle 12.00 dal piazzale del Palazzetto dello Sport, il prezzo del biglietto è di 12 euro. Si può prenotare telefonando al num. 3470543201 oppure mandando una mail a mailto:info@nuovosensocivico.it  

Un emendamento "anti Ombrina", firmato da parlamentari di maggioranza e di opposizione, da inserire nella legge di Stabilità attualmente in discussione alle Camere. E' il risultato più importante emerso al termine dell'incontro, promosso dal "Coordinamento No Ombrina", che si è svolto sabato a Pescara nella sede della Regione.  All’appello ai Parlamentari abruzzesi hanno risposto la Senatrice Paola Pelino (FI) e i Deputati Gianluca Vacca (M5S), Gianni Melilla (SEL), Vittoria D'Incecco (PD), Gianluca Fusilli (PD) e Fabrizio Di Stefano (FI). "Una prima positiva evidenza è la partecipazione trasversale sull'asse opposizione/maggioranza di governo che ci induce ad affermare di aver raggiunto il massimo risultato politico ottenibile in questa fase ossia l'impegno da parte di tutti i presenti di praticare iniziative parlamentari comuni e condivise per contrastare prima di tutto l'emergenza Ombrina Mare riconosciuta come un'operazione pilota che trascinerebbe dietro di sè negativamente tutto il resto - spiega in una nota il coordinamento - crediamo che per la prima volta, su nostra pressante sollecitazione, si sia superato il recinto delle iniziative individuali di parte (spesso sterili nonostante le buone intenzioni) e ci si sia messi a disposizione della causa comune senza distinzioni di bandiera. Abbiamo ribadito agli esponenti politici che oggi come oggi l'unica bandiera che il popolo abruzzese vuole veder sventolare è quella 'No Ombrina Salviamo l'Adriatico'". Ai parlamentari è stato anche chiesto, nell'ambito dei poteri di controllo a loro riconosciuti e del dovere di trasparenza della pubblica amministrazione, la verifica dell'iter procedurale seguito dal progetto Ombrina, attraverso la richiesta della documentazione relativa alle quattro società che si sono avvicendate, della docunentazione relativa alle capacità tecniche e finanziarie delle stesse, della documentazione attinente alle concessioni di sospensioni e proroghe rilasciate dai funzionari del Ministero dello Sviluppo Economico. "È del tutto evidente - continua la nota - che i  lati anche oscuri della vicenda devono essere indagati e messi pienamente in luce. Ai Parlamentari, come anche a D'Alfonso ed alla Regione Abruzzo, così come a tutti i Sindaci ed Amministratori abruzzesi diciamo chiaramente che la nostra sincera collaborazione deve sempre intendersi come una sorta di "tregua armata" (metaforicamente parlando) perché siamo sempre vigili a monitorare e controllare ogni azione di rilevanza pubblica e non tollereremo furbate, disimpegni o manovre poco chiare".

La Giunta regionale nella seduta di ieri ha preso un’importante decisione sul caso della piattaforma petrolifera Ombrina 2. E’ stato stabilito di proporre un ulteriore ricorso nell’ambito del giudizio pendente dinanzi al Tar Lazio. Questo secondo ricorso – spiega una nota della presidenza della Giunta regionale – contesta il verbale e le risultanze della conferenza di servizi tenutasi il 9 novembre scorso a Roma nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico, avente ad oggetto “Istanza di concessione di Coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi denominata “d30 B.C – MD”, societa’ “Rockhopper Italia S.p.a”, per effetto della quale si e’ decisa la prosecuzione del procedimento volto al rilascio della concessione di coltivazione in favore della societa’ richiedente. Tale decisione, secondo l’esecutivo regionale, e’ “illegittima ed arbitraria in quanto adottata sulla scorta di numerose irregolarita’ in relazione ad aspetti qualificanti, tali da invalidare l’intero percorso amministrativo seguito dall’Autorita’ statale competente”. La Giunta D’Alfonso ha quindi deciso all’unanimita’ di conferire all’Avvocatura regionale “l’incarico legale a tutela degli interessi dell’Amministrazione Regionale per la proposizione del ricorso per motivi aggiunti, da far valere anche come ricorso autonomo, nell’ambito del giudizio pendente dinanzi al Tar Lazio con il n. RG n. 12926/15 incardinato dalla Regione Abruzzo ed avente ad oggetto l’impugnativa, previa sospensiva, del D.M. n. 172/2015 recante la compatibilita’ ambientale della proposta progettuale avanzata dalla Societa’ Medoilgas Italia S.p.a., ora Rockhopper Italia S.p.a”.

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"Auspichiamo che i deputati abruzzesi accolgano l'invito dei comitati e passino sopra all'appartenenza di partito. Noi lo abbiamo fatto votando in Regione anche leggi che, come avevamo più volte sottolineato, erano incostituzionali e, ancora una volta, votando per un referendum che ha mille problematiche per raggiungere lo scopo. Le nostre proposte, invece, riconosciute oggettivamente come le più concrete ed efficaci giacciono ancora in qualche cassetto o addirittura sono state fermate proprio dal PD e da Sel, che continuano a definirsi contro Ombrina ma poi votano in altra direzione". Lo afferma la Consigliera regionale Sara Marcozzi, annunciano la partecipazione del M5S alla riunione convocata dal coordinamento "No Ombrina" e in programma sabato pomeriggio nella sede della Regione di Pescara, in viale Bovio. "Da un senatore come la Pezzopane o come la Chiavaroli - continua la Marcozzi - che più volte hanno annunciato alla stampa la propria firma in favore del referendum, i cittadini si aspettano altro: si aspettano una legge che blocchi Ombrina e non per fare azioni di propaganda. Il 21 sarà un giorno importante, avremo la possibilità di prendere decisioni concrete e di dimostrare la maturità che noi abbiamo più volte dimostrato, anche, passando sopra l'appartenenza partitica. E' il momento di dimostrare la competenza e la maturità sbandierata più volte dai partiti ma mai attuata". "Come sempre abbiamo fatto, siamo disponibili per confronti e per accogliere le istanze dei cittadini - aggiunge il deputato Gianluca Vacca - è nel nostro modus operandi. Penso che qualche difficoltà in più l'avranno i deputati abruzzesi eletti in altri schieramenti: dovranno spiegare, probabilmente, come mai hanno votato favorevolmente allo sblocca italia, come mai hanno votato contro l'emendamento del M5S che abrogava in parte l'articolo 35 del decreto sviluppo e come mai ancora non si impegnano per far calendarizzare la proposta di legge di iniziativa alle camere del M5S approvata in Regione Abruzzo".

 «E’ stato davvero un giorno buio per il nostro Abruzzo». Questo è il commento a caldo del Sottosegretario regionale con delega all’Ambiente Mario Mazzocca. «Ieri si è registrato un fatto grave ed inaudito, un evento a metà fra il raro e l’unico da quando esiste in Italia l’istituto della Conferenza dei Servizi. Un dirigente di un Ministero, dunque agente per conto del Governo, che si arroga il diritto di valutare e determinare su temi di competenza di un diverso organo costituzionale dello stato. Una decisione, quella di dichiarare 'conclusa' la conferenza 'a meno che emergano nuovi elementi' che portino a riaprirne i lavori, che lascia increduli. Nuovi elementi ? E gli elementi evidenziati sia il 14 ottobre scorso che oggi non sono forse 'nuovi elementi' ? Fino a prova contraria, e tale prova non può essere fornita da un Ministro, ad oggi sono vigenti sia la legge regionale di divieto di ricerca, estrazione e altre attività petrolifere entro le 12 miglia, che quella istitutiva del parco marino dei Trabocchi. Due leggi che, con il verbale odierno, il Ministero dimostra di infrangere. Un comportamento grave ed inqualificabile in una Conferenza dei Servizi che, al contrario, andava immediatamente chiusa per manifesta sopravvenuta improcedibilità». «La realtà» continua Mazzocca, «è che, alla luce delle dette vigenti disposizioni di legge regionali, il Governo centrale si trova ad un bivio: o si affretta ad impugnarle attendendo il giudizio sulla relativa costituzionalità (probabilmente consentendo, però, il pronunciamento sulla legittimità dei referendum promossi da 10 regioni), ovvero provvede ad emanare un proprio decreto (non sarebbe la prima volta), come suol dirsi 'mettendoci la faccia' e assumendosi l’intera responsabilità morale e politica della vicenda. Non sono ammesse puerili scorciatoie come quella odierna; noi non ce ne staremo con le mani in mano. Fin da venerdì, per tramite della Avvocatura Regionale, riuniremo tutte le professionalità legali dei Comuni interessati per attivare tutti gli strumenti di legge per far valere le ragioni del nostro territorio». «Oggi più che mai» chiosa Mazzocca, «occorre lavorare tutti uniti per continuare la battaglia contro le trivellazioni e per uno sviluppo del nostro territorio realmente sostenibile, oltre che procedere tosto nell’avvio di tutte le procedure per opporsi a tale decisione; dalla previsione dell’ormai più che probabile ennesimo ricorso alla magistratura amministrativa, alla valutazione del profilo strettamente procedimentale in ordine al mancato rispetto di vigenti disposizioni di legge».
 

E com'era prevedibile il si a Ombrina ha scatenato dure reazioni e anche qualche interrogativo. Come mai il presidente della Regione Luciano D'Alfonso non era a Roma questa mattina a sostenere le ragioni del popolo abruzzese, a ricordare che solo qualche giorno fa il Consiglio regionale ha dato parere favorevole all'istituzione del parco marino della “Costa dei trabocchi” che vieta le trivellazioni entro le 6 miglia dal litorale? Fatto questo completamente ignorato dal funzionario che, come abbiamo già scritto, si è assunto ogni responsabilità nel dare l'ok a Ombrina, interpretando la norma alla lettera che consente appunto, lo ribadiamo, a chi presiede l'assemblea, di decidere indipendentemente dai pareri espressi. L'assenza del Governatore è stata notata e stigmatizzata da molti. Certo la presenza del vice presidente Giovanni Lolli per il quale ci sarebbero gli estremi per un ricorso penale contro il dirigente che non avrebbe tenuto conto delle due leggi regionali, è stata una presenza importante, la concretezza e la competenza di Lolli sono note. Ma, al di la del parere tecnico del funzionario del Ministero per lo Sviluppo Economico, dei ricorsi annunciati da parte di Nuovo Senso Civico, dal sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti Mario Pupillo che ritiene la riunione di questa mattina non valida, la questione è politica. Per questo la partecipazione di D'Alfonso sarebbe stata auspicabile. Non bastano le parole, le dichiarazioni di impegno, quando si conducono battaglie come questa che vede l'adesione della quasi totalità degli abruzzesi. Il popolo “No triv” ha manifestato a gran voce, ancora una volta, contrarietà e dissenso mentre il Ministero rigettava tutte le eccezioni poste dagli enti locali. La lotta proseguirà sicuramente nelle aule dei tribunali tra denunce e ricorsi e Ombrina forse tornerà a essere l'argomento delle prossime campagne elettorali. Stavolta però i cittadini elettori non si lasceranno convincere facilmente.
 

Persa la battaglia, ma non la guerra. Sembra un po' essere questo il leit motiv che aleggia tra i rappresentanti dei movimenti "No Ombrina", dopo la decisione del Ministero dello Sviluppo Economico di pronunciarsi a favore del progetto di trivellazione della Rockhopper. E questo nonostante la legge istitutiva del parco marino tra San Vito e Fossacesia, approvata al fotofinish giovedì scorso. Una norma che, secondo le associazioni e secondo anche qualche esponente politico (questi ultimi in buona fede?), sarebbe bastata a bloccare la petrolizzazione, e invece così non è stato. Certo, non è che con la pronuncia di oggi del Mise, da domani la Rockhopper potrà piazzare i suoi pozzi (il prezzo basso così del petrolio al barile è un deterrente più efficace del corteo dei 60mila di Lanciano!), ma sta di fatto che la conferenza di servizi di questa mattina ha statuito il principio che ormai le autonomie locali, Regioni in testa, poco contano a Roma, dove tutto viene deciso nonostante i pareri contrari dei territori. Intanto la politica, notoriamente molto attiva sui social network, oggi pomeriggio (mentre scriviamo) sembra stranamente silenziosa, almeno per quanto riguarda il centrosinistra regionale: sulla bacheca del presidente della Regione Luciano D'Alfonso (che stamattina non ha partecipato alla conferenza al Mise, delegando il vice presidente Giovanni Lolli), sono state postate le foto della presentazione del progetto per la riqualificazione dello stadio di Pescara e la lettera al Mise sul diniego all'intesa per la centrale Snam di Sulmona; la pagina di Camillo D'Alessandro è ferma a qualche giorno fa con un post sulle Comunali di Francavilla al Mare; Silvio Paolucci parla del trasferimento di alcuni ambulatori dal policlinico di Chieti all'ex ospedale; Mario Mazzocca, 4 ore fa, ha riproposto le foto della giunta regionale tematica, che si è tenuta ad Avezzano venerdì scorso; parla invece Mauro Febbo, secondo cui la scelta di D'Alfonso di non partecipare alla conferenza di servizi certifica la sua latitanza e sudditanza a Renzi, condannando l'Abruzzo. Lo stesso Febbo, come era prevedibile, annuncia che domani Ombrina diventerà protagonista anche della seduta del Consiglio regionale, nonostante ovviamente non sia all'ordine del giorno.

«Il Governo nazionale, e in particolare il Ministero dello Sviluppo Economico, ha colpevolmente ignorato la volontà di una intera regione". E' duro Dante Caserta, vicepresidente del WWF Italia, sul pronunciamento favorevole del Mise. "Ha considerato carta straccia gli atti ufficiali della Regione Abruzzo che ha approvato due leggi tese a vietare la realizzazione dell’opera - continua - non ha tenuto conto della volontà di Enti locali e Associazioni imprenditoriali del turismo, pesca e produzioni agroalimentari che da sempre si sono opposti a quest’opera. Si vuole mettere a tacere la voce di migliaia e migliaia di cittadini che, attraverso le Associazioni ambientaliste e in prima persona, da anni manifestano il proprio dissenso contro un’opera deleteria per l’ambiente e la salute. Oggi  il Ministero dello Sviluppo Economico non ha certo assicurato lo 'sviluppo economico' di chi vive in Abruzzo e sulle coste del Mare Adriatico, ma esclusivamente quello della lobby dei petrolieri: davvero un pessimo segnale a meno di tre settimane dall’avvio della COP 21 di Parigi sul clima. Nonostante questo atteggiamento di chiusura, la battaglia contro Ombrina Mare 2 non è certamente finita per il WWF: la procedura e le modalità seguite dalla Conferenza di servizi convocata dal Ministero offrono ulteriori motivi di ricorso davanti alla giustizia italiana ed europea. Il WWF ha già impugnato il decreto di autorizzazione sulla Valutazione di Impatto Ambientale e non lascerà nulla di intentato per fermare questo vero scempio ai danni del Mare Adriatico e del rispetto della volontà dei cittadini». Per il coordinamento No Ombrina, «è un giorno nero per l'Abruzzo e l'Adriatico, ma ovviamente non ci arrendiamo perchè pensiamo sia un vero e proprio sopruso, con l'impegno di tutti i cittadini vedremo di ribaltare il risultato presentando esposti e ricorsi in tutte le sedi, dalla Giustizia penale a quella amministrativa passando per la Commissione Europea».

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