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L’Abruzzo sarà teatro di un esperimento unico al mondo all’interno dei Laboratori del Gran Sasso. L’unicità dell’esperimento  è tale anche per via dei rischi che si correranno. L’esperimento detto SOX (Short distance neutrino Oscillations with boreXino), in cerca di conferme o smentite sulle "anomalie dei neutrini", prevede infatti l’arrivo di una potente sorgente radioattiva di Cerio 144, proveniente da combustibile radioattivo di un reattore nucleare russo, incapsulata in un sarcofago di tungsteno spesso 19 cm, trasportata dal sito nucleare di Mayak fin dentro il nostro Gran Sasso. 

Nonostante le rassicurazioni del Presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) l’esperimento suscita forti perplessità per il fatto che le contaminazioni radioattive hanno durata millenaria, con conseguenze disastrose per la salute. La perplessità poi si trasforma in inquietudine se si considera che l’opinione pubblica è a conoscenza  di questo esperimento non per effetto di comunicazioni istituzionali, per quanto tardive, ma grazie al lavoro di indagine delle associazioni.

 cittadini che bevono l’acqua del Gran Sasso e tutti gli abruzzesi in generale dovrebbero fidarsi a occhi chiusi degli scienziati e delle istituzioni, che li hanno tenuti fuori dalle decisioni sull’esperimento, ormai prossimo alla realizzazione, senza neanche il diritto di obiettare parola. Dunque di questioni da discutere e obiezioni da sollevare ce ne sono molte.

Se ne parlerà nell'assemblea che si terrà a Lanciano sabato 4 novembre alle ore 18,00 presso il Palazzo degli Studi in Corso Trento e Trieste.

Introduce e modera ALBA BRIGHELLA NSC.
Interviene DAVIDE  CAPORALE, Assessore all'Ambiente Comune di Lanciamo
Relatori: AUGUSTO DE SANCTIS, FORUM H2O  
CARLO SPERA, autore ed editore di volumi e documentari che si occupano di tematiche sociali, con particolare attenzione alle conseguenze degli incidenti nucleari.