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"Il referendum sulle trivelle, appena ammesso dalla Consulta, non riguarda il progetto Ombrina Mare e non avrà alcun effetto su di esso. Ombrina per legge non si farà più, a prescindere da qualsiasi esito del referendum (quorum raggiunto o no, vittoria del sì o del no)". Poche parole, in un comunicato altrettanto sintetico, con cui Nuovo Senso Civico interviene nel dibattito che si è riacceso negli ultimi giorni sulle trivellazioni in Adriatico. Un dibattito legato al dietrofront della Regione sul referendum, che ha riacceso l'allarme sul territorio rispetto a Ombrina."Considerato che molte persone  continuano a interpellarci preoccupate perché non riescono a raccapezzarsi nei recenti ingarbugliati intrecci su referendume e trivelle, tra sentenze, ricorsi e vuote parole al vento - scrive Nuovo Senso Civico - ci sentiamo in dovere di mettere una parola definitiva sulla vicenda che negli ultimi anni ha appassionato decine di migliaia di donne ed uomini nella nostra Regione e non solo. Poi naturalmente su tutte le altre questioni ancora aperte, a terra o in mare, la nostra battaglia continua finché non si arriverà all'obiettivo 'trivelle zero' che significa scegliere un presente ed un futuro più sani e di benessere per tutti. Ma tranquilli, arriveremo anche a questo...".

Non ci saranno sgradite sorprese rispetto alle decisioni prese con l'emendamento governativo “anti Ombrina”, fa sapere in una nota Nuovo Senso Civico riferendosi alle voci piuttosto allarmanti che ipotizzavano un'azione di sabotaggio. Si erano diffuse, infatti,” preoccupazioni che riguardavano soprattutto la possibilità di uno scollamento tra il versante politico-istituzionale – si legge nel comunicato - e quello burocratico-dirigenziale che, non correndo all'unisono nella medesima direzione, avrebbero potuto causare un cortocircuito esplosivo sotto tutti gli aspetti”. Invece niente di tutto questo dovrebbe verificarsi stando alle parole del presidente della Regione Luciano D'Alfonso che, di ritorno da Roma dopo un incontro con il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti ha garantito e dato conferma al Coordinamento No Ombrina che le trivelle non feriranno il mare davanti la nostra costa. “Non c'è alcun rischio di amare sorprese dell'ultimo minuto, come ad esempio una qualche autorizzazione in extremis firmata all'interno del Ministero dello Sviluppo economico, perché questa è la volontà del Governo Renzi.” La partita dunque è definitivamente chiusa, la lunga estenuante battaglia è stata vinta e questo è il segno concreto che quando si condivide un obiettivo e si persegue con convinzione una strada ritenendola giusta, i risultati arrivano. “Possiamo aspettare in tutta tranquillità la definitiva approvazione dell'emendamento governativo all'interno della Legge di stabilità e dare presto il via ai festeggiamenti di fine anno in piazza con i migliori auspici per un 2016 ricco di queste bellissime notizie” conclude Nuovo Senso Civico.
 

"Possiamo informare gli abruzzesi, che aspettavano da anni questa notizia per la quale si sono mobilitati in massa, che Ombrina Mare e tutti gli altri progetti petroliferi sono stati colpiti e affondati: è stato presentato un emendamento del Governo in cui viene ripristinato il divieto delle attività estrattive entro le 12 miglia e quindi vengono di fatto cancellate in un colpo solo sia Ombrina Mare che Elsa e qualsiasi altro progetto ricadente entro questi limiti e non ancora definitivamente autorizzato". L'annuncio arriva in una nota, diffusa poco fa da Nuovo Senso Civico, che spiega la svolta che dovrebbe diventare parte integrante della Legge di Stabilità in discussione in Parlamento. L'associazione, che da anni anima le battaglie contro l'insediamento delle trivelle davanti alle coste abruzzesi, non usa nel suo comunicato il condizionale, ma noi preferiamo mantenerlo, alla luce delle delusioni che ultimamente hanno accompagnato l'iter. "Da alcuni mesi siamo in contatto diretto con Giovanni Legnini nel tentativo di trovare una soluzione concreta e praticabile per scongiurare l'incubo Ombrina Mare - contina la nota - Legnini, pur in un ruolo istituzionale diverso da quello precedente di parlamentare e in forme logicamente differenti dalle nostre, ha dato continuità al suo impegno nella battaglia contro la petrolizzazione dell'Abruzzo, ottenendo nell'ultimo periodo una svolta decisiva in questa direzione. Come abbiamo sempre detto fin dall’inizio la forza consapevole e irresistibile di un’opinione pubblica motivata e determinata è capace di travolgere qualsiasi ostacolo e di questo d’ora in poi dovranno tenerne conto tutte le Istituzioni e le personalità pubbliche tenute a prendere decisioni in suo nome.Per il momento non troviamo un modo migliore per trascorrere davvero un sereno Natale".

Partirà anche da Lanciano un pullman alla volta di Ancona dove sabato prossimo 28 novembre si terrà la prima manifestazione regionale contro le trivelle nell'Adriatico. A darne notizia è il coordinamento “No Ombrina” che chiama a raccolta tutti quelli che hanno a cuore l'argomento e che da tempo stanno portando avanti la battaglia contro la deriva petrolifera in Abruzzo. La nostra regione - si legge in una nota di Nuovo Senso Civico – è diventato un punto di riferimento nazionale per l’impegno, la tenacia e l’intelligenza nel condurre la mobilitazione popolare. Altre Regioni hanno così preso il coraggio di affrontare le stesse questioni che stanno colpendo duramente anche loro, una di queste è le Marche”. Il movimento del no sarà presente con l'obiettivo di contribuire a sensibilizzare la popolazione nei confronti dei rischi e dei pericoli delle trivelle in mare. “E' però di fondamentale importanza – continua il comunicato - essere in tanti perché questa battaglia si vince qui come nelle Marche e come in qualsiasi altra parte solo se si forma una coscienza diffusa e maggioritaria”.Chissà se ad Ancona sfileranno in 60 mila come nella manifestazione dello scorso 23 maggio a Lanciano, ma dare il via alla lotta rappresenta già il primo passo per combattere insieme in nome della salute e della difesa del territorio e dell'ambiente. Il Pullman partirà alle 12.00 dal piazzale del Palazzetto dello Sport, il prezzo del biglietto è di 12 euro. Si può prenotare telefonando al num. 3470543201 oppure mandando una mail a mailto:info@nuovosensocivico.it  

"Non tollereremo più furbizie da parte dei politici. La legge sul parco marino è l'unica soluzione immediata per fermare Ombrina Mare. Se D'Alfonso e la sua maggioranza non l'approveranno, si assumeranno una gravissima responsabilità che l'opinione pubblica non perdonerebbe". Parole dure, ma chiarissime, quelle di Alessandro Lanci di Nuovo Senso Civico, lanciate alla vigilia della riunione della Seconda Commissione del Consiglio regionale, che domani esaminerà il progetto di legge per l'istituzione del parco marino regionale tra San Vito e Rocca San Giovanni. "Le altre opzioni proposte dalla Regione Abruzzo con voto unanime in sede di Consiglio lo scorso ottobre - spiega Lanci - sono state giudicate dal Ministero dello sviluppo economico o 'inapplicabili perché palesemente incostituzionali' (la L.R. sul divieto di estrazione entro le 12 miglia) o inefficaci per bloccare il procedimento autorizzativo (referendum e proposta di legge parlamentare). Come abbiamo dichiarato fin dall' inizio l'unica strada percorribile nell'immediato è la legge istitutiva del parco marino regionale, già pronta e perfettamente costituzionale. Sarà per questo che è l'unica a incontrare ostacoli e resistenze all'interno della maggioranza che governa la Regione? Sarà un caso che nel precedente Consiglio abbiano espresso delle perplessità (che abbiamo dimostrato del tutto infondate) proprio due dei maggiori esponenti del PD, Camillo D'Alessandro e Silvio Paolucci? Ricordiamo al Presidente D'Alfonso che fu proprio lui nel giugno scorso a proporre questa soluzione come l'unica efficace. Forse non si aspettava che saremmo stati capaci di prepararla e renderla inattaccabile in cosi poco tempo? E' l' ora della verità - continua Lanci - tutto va fatto entro la prossima conferenza dei servizi di Roma del 9 novembre. Ci sono tutti gli strumenti e il tempo utile. Se non andrà tutto come l'intero popolo reclama, allora sapremo chi sono i veri nemici dell'Abruzzo  e non saremo certo noi a nasconderlo". Intanto anche il vice sindaco di Lanciano Pino Valente si schiera a favore del progetto, "uno step decisivo - sottolinea - in questa mobilitazione unica del popolo abruzzese e di quello frentano per tutelare il proprio patrimonio ambientale. Come movimento civico Progetto Lanciano, da sempre attento alle tematiche verdi ed in prima linea nelle battaglia per la salvaguardia della nostra splendida costa, ci appelliamo ai consiglieri di maggioranza e di minoranza affinchè il consiglio regionale nella sua interezza faccia la propria parte per sventare il progetto di petrolizzazione che andrà a deturpare irrimediabilmente la bellezza della nostra costa. Entro il 9 novembre quindi il provvedimento dovrà essere adottato e pubblicato sul Bura. I tempi sono stretti e per questo motivo non sono accettabili perdite di tempo".

Un rinvio di 3 settimane della Conferenza di Servizi, convocata a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico, per decidere il via libera all'impianto di Ombrina Mare davanti al litorale frentano. Un rinvio accompagnato dalla protesta di centinaia di manifestanti che questa mattina sono andati nella Capitale, per ribadire con forza la loro contrarietà alla petrolizzazione dell'Adriatico. All'interno, al tavolo dei lavori, Regione, Provincia e Comuni interessati dal progetto hanno confermato il loro 'no', sollevando tutta una serie di questioni procedurali che hanno portato al rinvio della riunione. "E' un tempo più che sufficiente perchè Luciano D'Alfonso e la Regione Abruzzo - commenta Nuovo Senso Civico sul suo blog - adottino tutti i provvedimenti utili alla causa, come a esempio l'istituzione del Parco marino che è stata bloccata inopinatamente proprio per questioni di tempi necessari". A Roma c'erano anche i Consiglieri regionali del M5S Sara Marcozzi e Domenico Pettinari (nella foto insieme all'Assessore comunale di Lanciano Davide Caporale e al Sindaco di Treglio Massimiliano Beghella). "Sono tre settimane importantissime - commenta la Marcozzi - questo tempo offre al Governo centrale la possibilità di calendarizzare la legge di iniziativa regionale del M5S che impedisce di fatto l'avvio di Ombrina nel nostro territorio. Ogni deputato abruzzese, di qualunque schieramento politico, ha il dovere di fare tutto ciò che è nelle sua possibilità per agevolare la discussione e la votazione di questa legge in Parlamento. Il M5S ha partecipato a questa manifestazione - continua - con grande orgoglio e con la consapevolezza di poter camminare tra le persone a testa alta, anche quelle meno informate, poiché siamo stati l'unica forza politica ad attuare dentro e fuori dal Palazzo le iniziative concrete, e non di propaganda, proposte dai comitati senza mai fare un passo indietro".

Una lettera aperta al Presidente della Regione Luciano D'Alfonso, per denunciare le carenze della politica ambientale del suo esecutivo e chiedere un cambio di passo. A scriverla è Nuovo Senso Civico, che per bocca del suo presidente Alessandro Lanci, lancia un appello a D'Alfonso. Di seguito il testo integrale:
Gentile Presidente,
siamo innanzitutto a dirLe che la sottrazione della delega all’ambiente a Mario Mazzocca, con cui avevamo intessuto una proficua interlocuzione improntata a reciproca franchezza, ci ha procurato sconcerto, anche se, fin dalla defezione dei tre consiglieri di maggioranza, avevamo intuito che si trattava di una manovra il cui scopo finale era sbarazzarsi dell’assessore all’ambiente, probabilmente troppo deciso nel contrastare la politica energetica di Renzi. E il fatto che a lui è concesso di poter continuare a occuparsi di ambiente, senza però avere il diritto di firma (che resta al Presidente), ci sembra una pezza peggiore del buco. Detto questo, abbiamo deciso di scriverLe per segnalarLe ancora una volta la necessità di impegnare tutta la Sua capacità politica per far capire al nostro Presidente del Consiglio che, in un’epoca di grave e galoppante riscaldamento globale, insistere sullo sfruttamento degli ultimi residui di fonti fossili di energia, è un errore imperdonabile:  nel centro sud dell’Italia c’è tanto sole e c’è tanto vento che, se sfruttati adeguatamente, possono determinare una rinascita di quelle regioni. Per questo ridurre i finanziamenti alle fonti alternative di energia per incrementare le trivellazioni, costituisce una scelta sciagurata frutto del credito che si è voluto accordare ai petrolieri, che di certo stanno dietro determinate decisioni, altrimenti incomprensibili. Poiché non è quella la via dello sviluppo e del superamento della crisi. Presidente D’Alfonso, parli con i numerosi industriali titolari di aziende in Val Di Sangro, a partire dalla SEVEL,  e faccia loro una semplice domanda: avrebbero fatto quegli investimenti in Val Di Sangro se in quell’area si fosse a suo tempo insediata una raffineria di petrolio come la Sangro Chimica o una fabbrica di veleni con la Rohm And Haas? Scoprirà che aver impedito quegli insediamenti è all’origine dello sviluppo del Sangro. Per questa ragione noi di Nuovo Senso Civico e tutti coloro che ieri ed oggi hanno difeso e difendono l’ambiente, sono quelli che più di ogni altro ne hanno assicurato lo sviluppo presente e futuro. E non parlo solo di agricoltura e di turismo, essendo in questi casi evidente il legame tra preservazione dell’ambiente e sviluppo. Il Presidente del Consiglio insiste caparbiamente nel ritenere che certe scelte sono contrastate solo da sparuti “comitatini”. Gli apra gli occhi e gli dica che in Abruzzo, ma presto nell’intero centro sud, tutte le categorie produttive e l’intera popolazione sono pronte a scendere in campo per impedire  scelte regressive e favorirne altre. Sarà un fiume in piena che travolgerà la politica energetica di Renzi e con essa tutti i difensori troppo tiepidi dell’ambiente e i doppiogiochisti.
Con governi di centro e di centro destra i difensori dell’ambiente hanno sempre vinto, cancellando quarant’anni fa la Sangro Chimica e la Centrale Termoelettrica di Vasto, e poi la Rohm And Haas e, ancora il Centro Oli ad Ortona e le Trivelle della Forster sotto la diga di Bomba. Volete che perdano con un governo di centro sinistra?
Vede, Signor Presidente, l’Abruzzo è a un bivio e la gente ne è consapevole: qui si tratta o di abbandonare questa terra e il suo mare alla devastazione prodotta da petrolieri e inquinatori vari, dalla cementificazione selvaggia, dai depuratori che non esistono o non funzionano,  e permettere tutti gli scempi che porterebbero questa regione tra quelle più infelici, o tentare di risalire la china per contrastare quella deriva, che poi è l’unica strada per assicurare lo sviluppo di questa regione.
L’Abruzzo è una terra magnifica e spesso la gente di altre regioni ci capita per caso, ma tutti dicono: “Io non sapevo che l’Abruzzo fosse così bello”.
Conservare questa bellezza è la strada più sicura, anzi l’unica, per assicurarne lo sviluppo.  Per questa ragione questa lettera sarà inviata anche a tutti i gruppi consiliari della Regione e a tutti i parlamentari abruzzesi, oltre che al Presidente del Consiglio e ai ministri dell’Ambiente e dello sviluppo economico.
Alessandro Lanci
Presidente Associazione "NUOVO SENSO CIVICO"