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“Dopo la scossa di questa mattina, pur non essendo state riscontrate crepe, lesioni o danni in generale, abbiamo deciso di trasferire temporaneamente le donne ricoverate nell'Ospedale di Chieti in Ginecologia e Ostetricia dal corpo C al corpo B. Si tratta di una scelta determinata dalla volontà di dare maggiore tranquillità alle pazienti»: il Direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, spiega così la scelta di trovare una collocazione diversa alle donne che occupavano i letti del 13° e 14° livello del corpo C che, com'è noto, viene progressivamente svuotato a seguito di un accertamento, eseguito da tecnici incaricati dalla Regione Abruzzo qualche anno fa, che ne ha messo in dubbio le garanzie di stabilità da un punto di vista sismico.

Nell'unità operativa questa mattina ci sono stati momenti di forte paura a causa delle scosse avvertite in modo netto dalle degenti e dal personale, spaventati da quanto stava accadendo e dal timore di trovarsi in un luogo vissuto come poco sicuro. Al fine, dunque, di riportare tranquillità e restituire alle donne la giusta serenità, la Direzione aziendale ha optato per il trasferimento delle circa 15 ricoverate al 12° livello del corpo B, in attesa di effettuare ulteriori verifiche con il supporto di organismi tecnici competenti in materia. “Ritengo utile ribadire ancora una volta – aggiunge il manager – che la nostra è stata una scelta determinata dalla volontà di placare gli animi e rassicurare le degenti, emotivamente provate dalle scosse di questa mattina, e non da una situazione di pericolo. Faremo controlli accurati, con il supporto di esperti, al fine di garantire condizioni di sicurezza per tutti”.

LANCIANO - C'è anche il nuovo ospedale di Lanciano nel programma di investimenti in edilizia sanitaria, approvato nel pomeriggio dalla giunta regionale. L'investimento complessivo ammonta a 284 milioni euro, di cui circa 102 milioni a carico dello Stato, 5 milioni e 400mila euro finanziati dalla Regione e 174 milioni dai partner privati che saranno coinvolti nei progetti di finanza. Gli interventi inseriti nell'accordo riguardano la costruzione dei nuovi ospedali di Avezzano (per 84 milioni di euro), Sulmona (17 milioni e mezzo di euro), Lanciano (80 milioni), Vasto (84 milioni). E' prevista anche la ristrutturazione del presidio ospedaliero di Penne (per il quale sono stati stanziati 12 milioni e mezzo di euro) e la realizzazione della nuova centrale operativa del 118 (6 milioni e 300mila euro). "Questo provvedimento - sottolinea l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci - segna punto fermo nella nostra azione di riqualificazione della sanità abruzzese, perché ci permetterà di imprimere una svolta decisiva alla qualità della nostra offerta, che passa anche dagli standard alberghieri che possiamo garantire ai nostri cittadini. Abbiamo già sottolineato l'esigenza di investire sul nostro sistema sanitario per avere infrastrutture moderne in grado di accogliere le nuove tecnologie. La giunta regionale ha inoltre stabilito la necessità di intervenire sul polo di alta riabilitazione di Popoli e di confermare e di accelerare l'accordo di programma per l'investimento su Giulianova". La Regione ha già garantito la copertura finanziaria delle proprie quote di finanziamento, imputando in bilancio una somma di 8 milioni e 400mila euro. La delibera di giunta approvata oggi sarà ora inviata ai ministeri competenti (Salute, Economia e Finanze) per la validazione definitiva, dopo la quale potranno essere adottati tutti gli atti di competenza regionale per la costruzione dei nuovi ospedali.

LANCIANO - Chi pensava che il voto di lunedì in consiglio comunale sulla localizzazione del nuovo ospedale Renzetti (che l'assemblea, a maggioranza, ha deciso venga realizzato sul sito attuale), avesse scritto la parola 'fine' su un dibattito che va avanti da anni, potrebbe rimanere deluso. Perché nella discussione sul nuovo nosocomio, in questi giorni si è aggiunta una variabile di cui prima non si era mai parlato ufficialmente: il project financing. Vale a dire che del costo totale stimato della struttura, pari a circa 80 milioni di euro, solo 30 sarebbero finanziati con fondi pubblici, mentre gli altri 50 sarebbero a carico di un investitore privato, che in cambio otterebbe la gestione di una serie di servizi legati allo stesso ospedale. A riaprire gli interrogativi sulla bontà della scelta dell'assise civica è Antonello Di Campli Finore, presidente dell'Associazione Ali, che in una nota esprime perplessità sulla possibile sostenibilità economica di un simile investimento, da parte di un privato, su una struttura ubicata in una zona senza alcuna possibilità di espansione. "Il punto è proprio questo - sottolinea Di Campli Finore - dove sono investitori pronti ad investire una somma così elevata per realizzare bar, negozi, servizi di gestione, servizi alla persona, per un ospedale che ha così poca massa critica? Per gestire mense, parcheggi, servizi vigilanza, forniture, gestione integrata, gestione trasporti, ecc. si ha bisogno di numeri importanti per rientrare nelle spese, perché oltre ai costi sostenuti per la realizzazione dell’opera, occorrono i soldi per la normale gestione aziendale. L’ospedale dov’è adesso vive una grande crisi perché non ha possibilità di espansione, non ha visibilità, non ha una logistica congeniale, non ha una rete di trasporto adeguata, non ha spazi, non genera un flusso di persone significativo". Il sodalizio propone di volgere lo sguardo verso altre aree della città, a partire dalla zona industriale di Follani. "E' lasciata al degrado e all’abbandono - continua - ma oggi un posto congeniale, visto che ha già tutte le opere di urbanizzazione realizzate ed adeguate, ha molti spazi che si possono recuperare, ha una viabilità migliore (variante, ferrovia). Questo farebbe si anche di cominciare a trovare un nuovo assetto urbanistico alla città, liberando anche il centro". E per l'area del Renzetti? Lì Ali vedrebbe un polo scolastico all'avanguardia, così da risolvere anche il problema delle tante scuole ormai fatiscenti della città.

LANCIANO - E' una pagina importante quella scritta nel corso del Consiglio Comunale di lunedì scorso per il presidente dell'assise civica Leo Marongiu che ha affidato a un comunicato alcune considerazioni sul risultato ottenuto in aula in merito a un argomento fortemente dibattuto, la localizzazione dell'Ospedale di Lanciano. “Non aver avuto voti contrari al progetto per il Nuovo Ospedale, sposato in aula dall’Assessore alla Sanità Silvio Paolucci che così potrà presentare la delibera alla prossima Giunta Regione per poi chiudere con il Ministero l’accordo di programma ultimo, rappresenta un passo in avanti notevole e una forte volontà della città di Lanciano” . Per Marongiu “il positivo confronto consiliare tra maggioranza e minoranza ha fatto emergere precisazioni  sul percorso, sui tempi e sulla necessità di utilizzare il prima possibile i soldi in cassa che il Governo, circa 102 milioni di euro, ha stanziato per la costruzione dei nuovi Ospedali Abruzzesi, senza ulteriormente rimandare la costruzione di strutture antisismiche e funzionali di fronte alla vetustà del Renzetti”.  Il Consiglio Comunale, all’unanimità ha inoltre votato il documento per aprire un tavolo di lavoro con Regione e Asl sui problemi e le criticità che affliggono il Renzetti: “L’unanimità sul documento rappresenta la coerenza e la serietà di un Consiglio che mentre progetta il nuovo, pensa all’esistente.E l’apporto costruttivo delle minoranze può aprire una stagione post-elettorale diversa e proficua. L’aver avuto la presenza in Consiglio Comunale dell’Assessore alla Sanità, del Direttore Generale Flacco, del Direttore Sanitario Orsatti, del Presidente ANCI Abruzzo Lapenna e del Sindaco di Vasto Menna, ha ben mostrato la centralità del Consiglio Comunale su un argomento così’ strategico per la città ”.
Esprime soddisfazione anche la Segretaria del  Partito Democratico di Lanciano Rosetta Madonna. “Gli investimenti sulla struttura esistente  con la ristrutturazione, attesa da anni  dal personale e dagli utenti, dell’area del punto nascita, della Cardiologia, del Pronto Soccorso; il concorso per i nuovi primari, insieme alla prima pietra per la costruzione di un nuovo ospedale a Lanciano, testimoniano  l’attenzione forte e concreta dell’ Assessore  Silvio Paolucci, dell’Amministrazione Pupillo e del Partito Democratico – sottolinea in una nota - sulla Sanità del nostro comprensorio. Un impegno comune per un obiettivo condiviso cioè quello di fare della sanità un servizio efficiente e di qualità nelle cure, nei servizi  e nella sicurezza dei cittadini e degli operatori.  La classificazione del Renzetti come DEA di primo livello  e  l’avvio delle procedure per il  nuovo Ospedale, che  resta  al centro di Lanciano e in posizione  baricentrica tra Ortona e la Val di Sangro, con il voto compatto del PD , di tutta la maggioranza e di una parte dell’opposizione, è l’ inizio  di un  nuovo significativo percorso per la nostra  città e per migliorare l’offerta sanitaria di tutto il territorio”.         

LANCIANO - Il Consiglio Comunale di Lanciano, nella seduta di ieri sera, ha approvato con i voti della maggioranza e l'astensione dell'opposizione, la scelta di localizzare il nuovo ospedale cittadini nell'area che ospita attualmente il Renzetti. “Non aver avuto voti contrari al progetto per il nuovo ospedale, sposato in aula dall’assessore alla Sanità Silvio Paolucci, che così potrà presentare la delibera alla prossima giunta regionale per poi chiudere con il ministero l’ultimo accordo di programma - commenta il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu - rappresenta un passo in avanti notevole e una forte volontà espressa dalla nostra città. In Aula è stato fatto il punto anche sul percorso che porterà all'utilizzo, il prima possibile, dei 102 milioni di euro che il Governo nazionale ha stanziato per la costruzione di 5 nuovi ospedali in Abruzzo (tra qui quello di Lanciano). Ma il confronto si è concentrato anche sulla situazione dell'attuale ospedale, vecchio e senza alcuna struttura antisismica. Nell'attesa della conclusione dell'iter per il progetto del nuovo Renzetti, il consiglio comunale, ha votato all’unanimità un altro documento, per aprire un tavolo di lavoro con Regione e Asl sulle criticità del Renzetti: “L’unanimità sul documento- aggiunge Marongiu - rappresenta la coerenza e la serietà di un consiglio che mentre progetta il nuovo, pensa all’esistente e su questo l’apporto costruttivo delle minoranze può aprire una stagione post-elettorale diversa e proficua".

 

LANCIANO - Il progetto per la realizzazione del nuovo ospedale Renzetti, nell'area dove si trova l'attuale nosocomio, è il tema all'ordine del giorno della seduta straordinaria del consiglio comunale di Lanciano, convocato dal presidente Leo Marongiu per lunedì 7 novembre alle ore 16.30. L'assise civica è chiamata a prendere atto della delibera di giunta - approvata nei mesi scorsi - sulla localizzazione del nuovo presidio.

La settima edizione di “Nonno Ascoltami!”, la campagna nazionale per la prevenzione contro i disturbi dell’udito, patrocinata dal Ministero della Salute, arriva a Lanciano, sabato 22 ottobre, portando i controlli gratuiti dell’udito, a Palazzo degli studi, corso Trento e Trieste, dalle 10 alle 19. Referente scientifico per la città di Lanciano sarà il dottor Lanfranco D’Archivio, direttore della Unità operativa di Otorinolaringoiatria dell'ospedale Renzetti. “Nonno Ascoltami!” porterà a Lanciano medici e tecnici specialisti dell’udito, che per un’intera giornata saranno a disposizione dei cittadini che vogliano effettuare un controllo dell’udito, grazie all’impegno di diversi partner nazionali e locali, tra cui l’Istituto Acustico Maico. "Nonno Ascoltami è soprattutto un evento sociale che, prendendo spunto dalla Festa dei Nonni, richiama in piazza tutta la famiglia per sensibilizzare i cittadini sulle tematiche dell’udito - commenta Mauro Menzietti, ideatore dell’iniziativa. Riteniamo che il concetto della prevenzione non sia ancora radicato nei cittadini. Di qui l’utilità della piazza: è la sanità che va incontro alle persone, riunendo in un unico evento tutte le figure professionali coinvolte nella tutela della salute (medici chirurghi, otorini, audioprotesisti, audiometristi), tutto a vantaggio dei cittadini».L’evento nazionale gode del patrocinio del Ministero della Salute e del riconoscimento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che ogni anno indice la Giornata Mondiale dell’Udito, di cui l’associazione “Nonno Ascoltami!” è ambasciatrice italiana. L’ipoacusia colpisce circa 360 milioni di persone nel mondo, oltre 7 milioni solo in Italia.
 

Chiudere in modo definitivo l'accordo di programma con il ministero della salute per la costruzione del nuovo ospedale di Lanciano e nel frattempo accelerare gli interventi di manutenzione e riqualificazione dell'attuale Renzetti. Sono le due richieste principali, avanzate dal presidente del consiglio comunale di Lanciano Leo Marongiu, durante la riunione di questa mattina all'assessorato regionale alla sanità, convocata dall'assessore Silvio Paolucci per fare il punto sulle criticità del nosocomio frentano, anche alla luce delle recenti segnalazioni del tribunale per i diritti del malato. All'incontro sono intervenuti il sindaco Mario Pupillo, il manager della Asl Pasquale Flacco, il direttore sanitario della Asl Vincenzo Orsatti, dirigenti della Regione e della stessa azienda sanitaria. “Nel breve periodo è indispensabile che si dia impulso per attivare procedure per i primariati scoperti e per attivare quelle per la sostituzione dei medici che andranno in quiescenza - spiega Marongiu - oltre a sistemare definitivamente i cantieri sulla viabilità interna e i lavori avviati in Geriatria e su altri reparti che necessitano di ulteriori interventi come l'Utic, in attesa che si concluda la procedura già avviata per il grande intervento sulla zona dell’area Materno-Infantile”. Nel corso della riunione è stata concordata anche una bozza di cronoprogramma degli interventi, che ora dovranno essere valutati dalle strutture tecniche competenti. Nel frattempo, il prossimo 7 novembre, la costruzione del nuovo ospedale sarà al centro di una seduta del consiglio comunale.

Doveva essere un ricovero senza complicazioni, una permanenza in ospedale di due giorni, almeno così era stata prospettata la situazione della signora Ida Sacco, 65 anni di Lanciano, ai figli Vito e Roberto Gargarella. Invece, così non è stato. La donna è deceduta oggi alle 12 all'Ospedale Clinicizzato di Chieti. Ora i figli vogliono vederci chiaro su un decesso che a loro dire avrebbe molte, troppe zone d'ombra, e tante sarebbero anche le voci di presunti ritardi e irregolarità nella prestazione di cure e di soccorso. Hanno denunciato l'accaduto ai Carabinieri della Compagnia di Lanciano e assistiti dall'avvocato Massimo Biscardi del Foro di Pescara, con studio a Lanciano, chiedono accertamenti medico-legali e investigativi e l'esame autoptico per sapere le cause della morte e accertare eventuali responsabilità. Non è facile rassegnarsi alla perdita di una persona cara, soprattutto se non ci sono condizioni e patologie che dovrebbero far pensare al peggio. Nella denuncia Vito e Roberto hanno raccontato la storia a partire dal giorno del ricovero della loro madre, lo scorso 19 settembre, in seguito a una prenotazione fatta a primavera, per effettuare una  “ablazione cardiaca” presso il reparto di cardiologia, un intervento ritenuto necessario visto che la donna soffriva di aritmie. L'ablazione è stata eseguita il giorno dopo, il 20 settembre, in ambulatorio cardiochirurgico, in anestesia locale. Un intervento di due ore circa, così avevano detto i medici precisando pure che la paziente sarebbe stata dimessa il 21 settembre. Il giorno dell'ablazione il figlio Vito si è recato in ospedale intorno alle 9.15, ma la madre non era già in stanza. Ha aspettato fino alle 13.30 e poi ha chiesto notizie a un'infermiera, che lo avrebbe rassicurato dicendogli che era andato tutto bene e che la sua mamma sarebbe tornata presto nella stanza. L'uomo si è tranquillizzato e dovendo rientrare a lavoro, si è affidato e raccomandato alle vicine di letto della mamma. Arrivato a casa e non avendo ricevuto alcuna telefonata, ha cominciato a preoccuparsi, ha chiamato invano la mamma al cellulare, poi il reparto e finalmente la voce di una dottoressa che gli dice che ci sono state complicazioni e che era richiesta la presenza dei figli. Arrivati in ospedale trovano la madre in coma al reparto di Rianimazione. Apprendono che la donna, dopo l'intervento, stava bene e aveva pure parlato con le altre pazienti della stanza, poi si sarebbe come “assentata”, come se si stesse addormentando. Il coma sarebbe dipeso, secondo i medici della Rianimazione, da una prolungata ipossia, carenza di ossigeno, senza però specificare quali le cause di questa mancanza. “Ci veniva detto che la situazione era molto grave”, dicono Vito e Roberto e oggi si è spenta anche quella flebile speranza, che resta viva anche nelle situazioni più disperate. (p.d.f.)

Il consigliere regionale Mario Olivieri ha presentato una interrogazione in Consiglio regionale, nella quale prendendo atto che "il Direttore Generale della Asl di Pescara con delibera del 22 settembre ultimo scorso, ha rimodulato l'assetto organizzativo degli ospedali di Penne e Popoli, chiede al Presidente della Giunta Regionale quando la stessa rimodulazione avverrà nei riguardi dell'ospedale di Atessa". La domanda che il consigliere regionale rivolge al Presidente della Giunta della Regione Abruzzo, scaturisce da un impegno preso dallo stesso Presidente nei confronti del presidio ospedaliero atessano, quando la Regione era ancora commissariata, in un incontro ad hoc, nel quale era presente lo stesso consigliere regionale e il coordinatore regionale del Movimento Civico Abruzzese Giulio Borrelli. "Visto che la Asl di Pescara si è mossa per riorganizzare i due ospedali, prevedendo, tra l'altro l'attivazione di un servizio di chirurgia programmata, il consigliere Olivieri chiede se, e quando si procederà allo stesso modo per l'ospedale di Atessa, per il quale si conveniva una rimodulazione che prevedeva anche l'utilizzo delle tre sale operatorie nuove in esso presenti, finalizzate alla chirurgia programmata". "L'augurio - per Olivieri - è che l'impegno a suo tempo assunto per l'ospedale di Atessa trovi la sua giusta e naturale realizzazione, nell'interesse della collettività, non solo di quel territorio, ma dell'intero territorio della Asl di Lanciano – Chieti – Vasto, che in tale modo si gioverebbe di una serie di servizi sanitari necessari, tra i quali la chirurgia ambulatoriale, in un momento in cui le liste di attesa per interventi anche di entità importante si sono allungate, proprio perché mancano strutture che erogano interventi di chirurgia programmata". "Credo che non si possa più derogare su decisioni e programmazioni riguardanti la sanità - conclude Olivieri - dal momento che la Regione ha riacquisito la piena potestà di essa".