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Progetto Lanciano e la sezione cittadina del Partito Democratico, organizzano per domani alle 17.45 l'incontro pubblico “Ospedale di Lanciano: quale futuro?”, in programma all'ex Casa di Conversazione. All'incontro parteciperanno il sindaco di Lanciano Mario Pupillo, vicesindaco Pino Valente, il segretario cittadino del Pd Leo Marongiu, l'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci e il manager della Asl Lanciano – Vasto – Chieti Pasquale Flacco. "Un'occasione - spiegano gli organizzatori - per disegnare il futuro della sanità frentana e dell'sspedale Renzetti Lanciano, divenuto a tutti gli effetti punto di riferimento sanitario per un comprensorio di oltre 150mila abitanti. Un momento di confronto per parlare dei prossimi investimenti previsti per il nosocomio frentano con l'arrivo di ben 10 milioni di euro per l'ammodernamento del Renzetti".

Nell'attesa della costruzione del nuovo ospedale di Lanciano, la cui realizzazione prevede tempi comunque non brevi, la Regione ha previsto interventi per l'adeguamento e la messa in sicurezza dell'Ospedale di Lanciano per 10 milioni di euro (5,8 milioni per l'area materno-infantile, 1,5 milioni di euro per la cardiologia, 1,4 per la chirurgia e 1 milione per la bonifica dell'amianto). Lavori necessari e attesi da tempo. L'ufficialità di questa notizia arriva direttamente dall'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, che questa mattina ha incontrato il personale del Renzetti. Un incontro per fare il punto della situazione, per spiegare e chiarire l'iter intrapreso dalla giunta abruzzese in materia sanitaria ma anche per ascoltare le esigenze, le richieste, i dubbi di chi vive quotidianamente la realtà ospedaliera con tutti gli inevitabili problemi e complessità. Una sorta, dunque, di costruttivo confronto, che in verità non prevedeva nemmeno la presenza della stampa anche se, come spesso accade in queste circostanze, le indiscrezioni volano e quindi è stato possibile esserci ed ascoltare le puntualizzazioni dell'assessore che ancora una volta ha rimarcato la sua presenza e la sua disponibilità. Ha ribadito che il progetto dei nuovi ospedali (tra cui appunto quello di Lanciano) va avanti. “I fondi nazionali dell'edilizia sanitaria sono disponibili e la Regione è riuscita ad accantonare delle somme proprie per far fronte alle enormi differenze che erano state rilevate nei piani di sdemanializzazione delle strutture da dismettere (valutate eccessivamente oltre il loro reale valore di mercato), ma i tempi di realizzazione non saranno ovviamente brevi. Per questo la Regione ha scelto di investire sull'esistente – ha detto Paolucci - , perché solo così si garantisce la qualità delle prestazioni e la sicurezza del cittadino, che altrimenti andrà altrove”. L'assessore ha pure evidenziato che nel disegnare la nuova rete ospedaliera abruzzese si è voluto mettere al centro del progetto sia la funzione degli operatori, sia le aspettative dei cittadini.  Il piano di riordino della rete dei presidi ospedalieri rappresenta un aspetto fondamentale del nuovo piano sanitario ed è un punto sul quale l'assessore ha spesso incentrato i suoi interventi. “Sono certo che il 19 aprile, dal tavolo di monitoraggio ministeriale, arriverà una valutazione positiva e molte altre novità, che non riguardano solo la riorganizzazione dei nostri ospedali. Non è semplice, in una regione come l'Abruzzo, che conta un milione e 300mila abitanti distribuiti su un territorio ampio e diversificato, costruire gli equilibri. Anche in considerazione del fatto che molte delle nostre strutture non rispettano più i nuovi standard previsti dalle recenti normative nazionali. Noi, però, in questi 20 mesi di governo regionale, ci siamo impegnati in un progetto serio, che siamo certi darà i suoi risultati, sia in termini di qualità dell'offerta, sia per quanto riguarda la riduzione del rischio clinico. Sono state favorite le concentrazioni, perché la casistica rappresenta la principale garanzia per il cittadino, tenendo però ben presenti quelle che sono le necessità legate ai tempi di percorrenza tra i territori e i presidi”. L'assessore è tornato anche sulla Asl unica regionale, che sarà attuata entro la fine della legislatura. "E' una scelta obbligata - ha concluso - perché è indispensabile armonizzare i centri di spesa e le procedure amministrative, così da ottimizzare gli effetti del definanziamento della sanità, che quest'anno vedrà per l'Abruzzo una riduzione delle risorse disponibili pari a 12 milioni di euro. In questo progetto, però, saranno individuati dei bacini di utenza sanitaria, su cui programmare l'offerta sulla base delle esigenze dei diversi territori. Tutti i cambiamenti generano ansie, ne sono consapevole, ma oggi siamo di fronte a una svolta epocale, che ci farà trovare pronti a quelle che saranno le sfide della sanità nei prossimi anni”. All'incontro ha preso parte il direttore amministrativo Pasquale Flacco, il neo direttore sanitario Enzo Orsatti, la direttrice sanitaria del Renzetti Marzia Mucci. Presente anche il sindaco di Lanciano Mario Pupillo.

Prosegue la riorganizzazione del Presidio sanitario di Guardiagrele dove, dalla mezzanotte di venerdì prossimo, primo aprile, il Pronto Soccorso diventerà Punto di primo intervento, attivo 24 ore su 24 e orientato al trattamento delle urgenze minori nonché a una prima stabilizzazione del paziente ad alta complessità, in modo da consentire al 118 di trasportarlo, con sicurezza e tempestività, verso l’ospedale più idoneo. Resteranno regolarmente assicurate tutte le attività ambulatoriali al momento erogate, così come sono state adottate nuove disposizioni per garantire il funzionamento del Laboratorio analisi e della Radiologia. Il Punto di primo intervento di Guardiagrele continuerà a fare riferimento all’unità operativa di Medicina e chirurgia d’accettazione e d’urgenza di Ortona. Dopo la sospensione dei ricoveri di medicina generale e geriatria decisa il 19 febbraio scorso, si pone dunque un altro punto fermo nel percorso che darà alla struttura di Guardiagrele una funzione più definita e appropriata ai bisogni reali della popolazione. Ciò in vista della futura realizzazione dell’ospedale di comunità, con un’adeguata dotazione di posti letto territoriali: un nuovo modello di assistenza - come ha recentemente spiegato l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci - più rispondente alle esigenze dell’utenza di riferimento, composta in gran parte da over 65. La Direzione generale della Asl Lanciano Vasto Chieti ha intanto stabilito di mantenere attivo il Laboratorio analisi ogni giorno dalle ore 8 alle 14 con la presenza di personale medico e tecnico; nelle ore pomeridiane, notturne e nei giorni festivi eventuali esami potranno essere eseguiti presso il Punto di primo intervento dove è presente un apposito “Point of care testing” (POCT). Nel presidio guardiese, dove vi sono attualmente pazienti ricoverati in Lungodegenza, resterà attivo anche il Servizio di Radiologia con la presenza di personale medico e tecnico nei giorni feriali, mentre nelle ore notturne e nei festivi sarà garantita la pronta reperibilità dei tecnici, fermo restando che, in caso di esami urgenti, le tecnologie in dotazione consentono la trasmissione immediata delle immagini radiologiche all’Ospedale di Chieti, dove il medico radiologo in servizio potrà stilare il referto. Le disposizioni firmate oggi dal Direttore generale, Pasquale Flacco, e dal Direttore medico di presidio, Giuseppe Mariotti, attuano quanto previsto dal Piano operativo 2010 della Regione Abruzzo, da una recente sentenza del 2015 del Consiglio di Stato e da un decreto del Commissario ad acta dell’8 marzo scorso che regolamenta proprio il funzionamento dei Punti di primo intervento.

La Giunta regionale, nella seduta di questa mattina, ha esaminato e validato il project-financing per realizzazione del nuovo ospedale di Chieti. La relativa delibera sarà approvata nella prossima seduta in cui ci sarà il plenum della Giunta dal momento che due assesori erano assenti per motivi di salute. Entro il 31 marzo prossimo la Asl Lanciano-Vasto-Chieti dovrà formalizzare alla Regione la proposta definitiva (comprensiva della progettazione definitiva ed esecutiva, piano finanziario, piano di gestione dei servizi non sanitari e commerciali, bozza di convenzione) del project financing per la realizzazione del nuovo ospedale clinicizzato "Santissima Annunziata" di Chieti (per un investimento intorno ai 200 milioni di euro), presentato dal raggruppamento temporaneo di imprese Maltauro-Azienda Bresciana Petroli Nocivelli-Finanza e Progetti. Lo ha deciso oggi la Giunta regionale, che ha validato la delibera propedeutica al riconoscimento di "pubblico interesse" dell'opera, ritenuta strategica e urgente a causa delle particolari e preoccupanti condizioni di precarietà strutturale dell'attuale policlinico teatino, che potrebbero avere ripercussioni anche sull'attività didattica della facoltà di medicina dell'Università. Carenze evidenziate, in alcuni dei plessi ospedalieri, dai tecnici della Direzione regionale della Protezione Civile e dalla perizia del Ctu nominato dal tribunale nell'estate 2012. Situazione che "lascia presupporre una generale condizione di affanno statico di tutti i corpi di fabbrica - si legge nella delibera - costituenti il compendio ospedaliero teatino, fatta eccezione di quelli più recentemente realizzati del nuovo polo cardiochirurgico". "Il passaggio di oggi - spiega l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci - segna un passo in avanti fondamentale per la prosecuzione del progetto, perché detta tempi certi per la procedura, ma allo stesso tempo, prima della puntuale deliberazione di pubblico interesse, chiede un'istruttoria attenta sul piano economico-finanziario, allo stato troppo oneroso, e sui contenuti dell'offerta che debbono essere coerenti con il Decreto Lorenzin. Entro giugno la Regione farà pervenire alla Asl eventuali osservazioni alla proposta generale, che dovranno essere recepite. E a quel punto, dopo la dichiarazione formale di 'pubblico interesse' del progetto e altri adempimenti tecnici (come l'inclusione dell'opera nello strumento di programmazione dell azienda sanitaria), potrà essere indetta la gara d'appalto per la costruzione del nuovo ospedale". Per il presidente della Giunta regionale e commissario ad acta per la sanità Luciano D'Alfonso, "il project financing del nuovo policlinico di Chieti - sottolinea - va nella direzione di quanto disposto sia del Decreto Lorenzin, che dal Patto per la salute 2014-2016, che prevede l'avvio del riassetto strutturale e di riqualificazione della rete assistenziale ospedaliera, garantendo ai cittadini-utenti di poter fruire di prestazioni sanitarie di qualità e in totale sicurezza, oltre a comportare una significativa riduzione dei costi di gestione di strutture non più adeguate agli attuali standard dell'assistenza". Trattandosi di un project financing, le risorse necessarie alla realizzazione del nuovo presidio non saranno a carico delle casse regionali, ma verranno sostenute dal privato che si aggiudicherà l'appalto e che otterrà in cambio la gestione di alcuni spazi e servizi. "Questo - conclude Paolucci - ci consentirà di proseguire l'iter per la costruzione dei 5 nuovi ospedali di Lanciano, Vasto, Sulmona, Avezzano e Giulianova, continuando il progetto di innovazione strutturale e tecnologica della sanità abruzzese, da sempre al centro del nostro progetto di governo".

"Non bastano le rassicurazioni del centrosinistra, i fatti purtroppo dicono altro. Mancava solo l'ufficialità che ieri è arrivata attraverso una nota del commissario ad acta D'Alfonso inviata alla Asl di Chieti e all'assessore alla sanità: seguendo passivamente i dettami del decreto Lorenzin, dal primo marzo Guardiagrele e Atessa perderanno i loro presidi ospedalieri che saranno riconvertiti in strutture dedicate a svolgere attività sanitarie di natura distrettuale, riabilitativa ed erogative di cure intermedie". E' quanto evidenzia il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo, che aggiunge: "Questo vuol dire, elisione delle attività assistenziali di ricovero e cura con conseguenze caducazione dei posti letto". Febbo prosegue nella nota: "Mi chiedo innanzitutto, queste comunicazioni riguardano anche le altre Asl o coinvolgono esclusivamente la provincia di Chieti? Intanto, nel silenzio assordante di chi ieri si scagliava contro la riforma ospedaliera voluta dal governo Chiodi oggi assistiamo a questa spoliazione vestita da "riconversione". Il commissario invita pertanto il direttore della Asl Flacco a "valutare gli effetti conseguenti sulle attività della spesa, di acquisizione di beni e servizi nonché alle dinamiche del personale". "Le conseguenze peggiori però – conclude Febbo – peseranno sui cittadini e si tradurranno in disagi e oggettive difficoltà che chiaramente non sono valutate da chi esegue con freddezza i dettami romani. Intanto siamo ancora in attesa di capire quando usciremo dal commissariamento". A stretto giro arriva la replica dell'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci. "E' dal settembre 2014 che sono state dichiarate le intenzioni della Regione sui presidi ospedalieri di Guardiagrele e Atessa. Eppure, per il solito spirito polemico e strumentale, Febbo continua a sollevare questioni senza fondamento. Martedì primo marzo, come noto da giorni - spiega Paolucci - si avvierà la riconversione del presidio di Guardiagrele, mentre ad Atessa il processo partirà più avanti, tenuto conto che avrà nel frattempo 20 posti letto di lungodegenza. Per il futuro, invece, il progetto prevede di trasformare quelle strutture in ospedali di comunità, con un'adeguata dotazione di posti letto territoriali: un nuovo modello di assistenza, più rispondente alle esigenze dell'utenza di riferimento (composta in gran parte da over 65). In tal senso occorre ricordare che la nostra offerta attualmente copre il 50 per cento del fabbisogno, rispetto alle domandale di assistenza di cronici fragili non autosufficienti. Non ci sarà, quindi, alcuna perdita di posti letto. Sia a Guardiagrele, che ad Atessa, ci saranno fino a 20 posti letto per l'ospedale di comunità, a cui si aggiungeranno alcune decine di altri posti destinati a residenze sanitarie assistite per anziani non autosufficienti, semiresidenze per anziani e altri servizi, fino a 80 posti letto. A questo si affiancheranno i laboratori analisi, il centro raccolta sangue, la diagnostica per immagini e ambulatori specialistici. Parlare di chiusura, ancora una volta, mi sembra grave, perché si ingenerano timori ingiustificati nella popolazione". Paolucci torna poi su quanto aveva disposto il precedente commissario Chiodi, nel decreto 45 del 2010. "In quell'atto - conclude l&rsquoassessore - era stata cancellata integralmente la dotazione di posti letto in quei presidi, in cui erano previsti solo ambulatori specialistici e un'assistenza medico-infermieristica limitata a 12 ore giornaliere. La maggioranza di cui Febbo faceva parte aveva dunque previsto zero posti letto, come avvenuto poi effettivamente a Casoli. Questo governo regionale, invece, è intervenuto per correggere le scelte della maggioranza di chi oggi accusa, che avrebbe smantellato tutto. Noi abbiamo scelto un'altra strada, dando una risposta ai tanti abruzzesi che il governo di Febbo aveva totalmente abbandonato".

Non si possono mantenere aperti punti nascita che non registrano in un anno almeno 500 parti, soglia minima per garantire la sicurezza della mamma e del nascituro. E' la sostanza della sentenza, depositata in questi giorni, con cui il Tar dell'Aquila ha respinto il ricorso del Comune di Ortona (e in una sentenza fotocopia, anche quello del Comune di Sulmona) contro il decreto del Commissario regionale alla Sanità che disponeva la chiusura del reparto del Bernabeo. I giudici hanno ricordato che la soglia dei 500 parti rappresenta già una deroga al limite minimo fissato nel 2010 nell'Accordo Stato-Regioni, che fissava a 1000 il parametro per le nascite in sicurezza. Nel caso di Ortona, nel ricorso era stata sollevata la circostanza che nel triennio preso in esame (2011-2013) solo in un caso la soglia dei 500 non era stata superata. Ma questo, per i giudici, avrebbe impedito al Commissario di "salvare" il punto nascita, perché il limite doveva essere superato in tutti gli anni. E mentre a polemica continua (martedì a Pescara i rappresentanti del comitato a difesa del reparto hanno incontrato il Commissario-Presidente della Regione Luciano D'Alfonso, chiedendo un passo indietro che alla luce di questa pronuncia chissà se arriverà) e si attende la decisione dell'amministrazione comunale sul ricorso al Consiglio di Stato, a parlare è l'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, ormai da oltre un anno al centro degli attacchi - non solo del centrodestra, ma anche di alcuni esponenti del PD, come Luciano Monticelli e Stefania Pezzopane - su questa vicenda. ""Le sentenze del Tar dell'Aquila sui ricorsi presentati dai Comuni di Ortona e Sulmona relativamente alla chiusura dei punti nascita dei rispettivi ospedali - scrive Paolucci sul suo sito - stabiliscono la correttezza dell'operato della Regione Abruzzo nella riorganizzazione della rete ospedaliera. I giudici amministrativi, con una chiarezza espositiva senza precedenti, mettono un punto fermo rispetto a polemiche e strumentalizzazioni, ormai da un anno al centro del dibattito politico. Nelle sentenze i magistrati puntualizzano che la soglia dei 500 parti annui per mantenere i punti nascita, rappresenta già una deroga a quanto stabilito nel 2010 nell'Accordo Stato-Regioni, che ne prevede invece 1000. E questo non per 'mere ragioni di economicità dell'azione amministrativa, ma standard operativo di sicurezza alla stregua di concordi e consolidate indicazioni scientifiche, secondo cui un parametro numerico inferiore non consente di conseguire il dimensionamento minimo per la salvaguardia della salute delle partorienti e dei nascituri, essendo provato che più alto è il numero di parti/anno, maggiori sono la manualità e l'esperienza degli operatori, minore il tasso di complicanze e di mortalità'. C'è però un altro aspetto legato a queste pronunce e che voglio sottolineare: le tante bugie e falsità dette su questa vicenda, da parte di chi ha cercato solo visibilità". C'è da scommettere, però, che lo scontro non si è ancora concluso.