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LANCIANO - L'onorevole Lorenzo Guerini sarà a Lanciano, domani, a sostegno delle ragioni del 'sì' al referendum costituzinale. Il vice segretario nazionale del Partito Democratico interverrà alla ex Casa di Conversazione alle ore 17.30. "Il PD di Lanciano dice Sì con forza - commenta il segretario cittadino Rosetta Madonna - perché è un Sì al rinnovamento della democrazia in quanto non tocca i Principi della prima parte della Costituzione, ma li valorizza; è un Sì ad una nuova idea di equilibrio dei poteri perché amplia le garanzie democratiche; è un Sì all'efficienza ed efficacia delle decisioni in quanto la semplificazione non è solo un tema tecnico ma politico; è un Sì ad una partecipazione vera potenziando gli strumenti di partecipazione popolare". Con Guerini ci saranno il segretario regionale del PD Marco Rapino, il segretario provinciale Chiara Zappalorto, il presidente dell'assemblea regionale del partito Camillo D'Alessandro, l'assessore regionale Silvio Paolucci e il sindaco di Lanciano Mario Pupillo.
Dopo il dibattito sarà inaugurata la nuova sede del Circolo Pd di Lanciano in via Piave 67.
 

Con il sì di tutti gli iscritti Rosetta Madonna è il nuovo segretario del Partito Democratico di Lanciano. Un inizio sotto i migliori auspici anche se, non sono mancati nei giorni scorsi qualche malcelato dissenso e qualche accennata contrarietà. Contrasti di poco conto, visto che ha prevalso l'accordo, tutti uniti nel condividere la scelta di Rosetta Madonna, il cui impegno politico è noto, così come è altrettanto noto l'impegno nel sociale, a favore dell'integrazione e della conoscenza contro ogni forma di discriminazione. Docente all'Istituto “Umberto I” ha portato e continua a portare avanti con i suoi giovani studenti e non solo, tanti progetti, uno per tutti il giornale realizzato insieme ai detenuti della Casa Circondariale. Un'esperienza forte e particolarmente significativa, che la dice lunga sull'attenzione concreta che la nuova responsabile della segreteria cittadina del Pd riserva ai più deboli, ai più vulnerabili, a chi vive, per varie ragioni, una condizione di disagio e di difficoltà. E questo significa che nessuno dovrebbe essere emarginato e trascurato. Una visione aperta e solidale della società che non può che far bene a un partito che, nonostante i successi (elezioni amministrative), qualche colpo lo ha perso e ha bisogno di recuperare un rapporto più diretto con i cittadini, specie con i tanti “sfiduciati”, con quelli che dicono di non credere più a niente. Il Pd è un grande partito di centro sinistra nel quale però abitano diverse anime e le divergenze sono all'ordine del giorno. Basti pensare al prossimo appuntamento importante, quello con il Referendum per la Riforma Costituzionale che vede il partito di Renzi spaccato, a livello nazionale, proprio sulle posizioni del Premier. Anche sul voto del 4 dicembre dovrà, quindi, concentrarsi il lavoro di Rosetta Madonna. A breve conosceremo i suoi progetti e gli obiettivi che intende perseguire. Una donna dunque, a capo della segreteria dopo i sette anni e mezzo di Leo Marongiu, che prese, poco più che ventenne, le redini del partito, sempre in prima linea con entusiasmo e determinazione. “Per me è il modo migliore di lasciare la segreteria nelle mani di chi ha ottenuto l'unanimità dei consensi. Per Rosetta Madonna si tratta di un grande risultato politico e personale – sottolinea Marongiu – l'unità è fondamentale per lavorare bene e in maniera costruttiva”. (p.d.f.)

“Con i ballottaggi di domenica 19 giugno, la vittoria del centrosinistra e del Pd in Abruzzo è netta e inequivocabile. Dopo due anni di amministrazione, la maggioranza di governo della Regione Abruzzo risulta fortemente confermata dagli esiti del doppio turno elettorale”. Lo dice il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, commentando i risultati dei ballottaggi di ieri. “L’affermazione a Vasto, Lanciano e Roseto dei candidati sindaci del Pd, Francesco Menna, Mario Pupillo e Sabatino Di Girolamo, che si aggiungono allo straordinario successo di Antonio Luciani a Francavilla – continua D’Alfonso - così come la vittoria di Anna Maria Casini a Sulmona, sostenuta con un ruolo importante dell’assessore Andrea Gerosolimo da uno schieramento di forze riconducibili nella quasi totalità alla maggioranza di governo nazionale e regionale, costituiscono un chiaro segnale di fiducia verso le ambizioni della Regione. Si tratta di risultati per nulla scontati. Cinque anni fa il centrosinistra si affermò a Francavilla, Lanciano e Vasto, città tradizionalmente sfavorevoli al nostro schieramento, in un contesto nazionale e regionale di difficoltà per il centrodestra. Oggi confermiamo il governo di queste città, nonostante il contesto nazionale particolarmente complesso. E’ un risultato che va in primo luogo ascritto alle capacità amministrative di chi si ripresentava per il giudizio degli elettori dopo cinque anni di amministrazione, come nel caso di Mario Pupillo a Lanciano e Antonio Luciani a Francavilla, e alla capacità di convinzione sulla proposta di governo per chi si candidava per la prima volta, come nel caso di Francesco Menna a Vasto, Sabatino Di Girolamo a Roseto e Anna Maria Casini a Sulmona. Non potevano esserci allo stesso tempo prove più evidenti del fatto che le politiche strategiche e le riforme messe in campo dalla Giunta Regionale – il Masterplan, le esigenze del Piano sanitario, la Società unica dei trasporti, la riforma della Pubblica amministrazione regionale, le scelte nel campo delle politiche dello sviluppo e del lavoro, il nuovo Piano di sviluppo rurale, il Piano sociale – hanno intercettato il consenso prevalente dei cittadini, che hanno riconosciuto l’impegno concreto per quella Regione facile e veloce che avevamo promesso di realizzare e la volontà di agire in modo conclusivo e fattivo per il bene degli abruzzesi, anche quando tali scelte erano e sono dibattute (pensiamo all’impegnativa riforma della sanità regionale o alla difficile riorganizzazione dei trasporti regionali). Un plauso va ai partiti di centrosinistra, a partire dal principale partito di maggioranza, che con la regia dei segretari regionale e provinciali, ha saputo unire coalizioni ampie e vincenti, mettendo in campo candidature credibili”. E poi una stoccata al centrodestra e al M5S. “Viene invece punita un’opposizione regionale inconcludente e non propositiva – conclude - il centrodestra, inesistente a Sulmona, pesantemente sconfitto a Roseto e Lanciano, battuto di misura a Vasto pur con una candidatura autorevole, esce ulteriormente ridimensionato da queste elezioni. Non pervenuto il Movimento Cinque Stelle, ridotto a forza marginale irrilevante. C’è molto da riflettere per queste forze sull’utilità di una strategia di pura contrapposizione, non costruttiva per gli interessi dell’Abruzzo. Questo risultato ci carica ovviamente di importanti responsabilità, e costituisce per la Giunta regionale e la maggioranza di centrosinistra una spinta per l’ulteriore lavoro che ci attende e per i traguardi ambiziosi che vogliamo raggiungere per il bene ed il rilancio del nostro Abruzzo”.
 

Denuncia l'incoerenza e l'ambiguità del centrosinistra, in merito al referendum anti-trivelle del prossimo 17 aprile, l'onorevole Fabrizio Di Stefano, che spara a zero soprattutto sul Partito Democratico e sul Governo Renzi, che avrebbe almeno potuto unire il voto referendario a quello delle amministrative di giugno, con un risparmio di 300 milioni di euro per le casse pubbliche. Invece nemmeno questo è stato fatto. In verità non è la prima volta che il parlamentare di Forza Italia stigmatizza il comportamento “schizofrenico” del centrosinistra. “In Abruzzo si manifestava contro le trivellazioni in mare, e a Roma si votava lo Sblocca Italia – ha ricordato Di Stefano questa mattina in conferenza stampa, insieme alla consigliera comunale Graziella Di Campli e a Sebastiano Di Nunzio, responsabile dei giovani di Forza Italia – il 23 maggio scorso Mario Pupillo ha sfilato con la doppia fascia di sindaco e presidente della Provincia di Chieti contro Ombrina, insieme ad altri esponenti del Pd e del centrosinistra. Ora tutti in silenzio, così come si è defilato il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, che prima promuove insieme ad altri nove sindaci la campagna referendaria e poi se ne tira fuori, senza dare alcuna spiegazione. Il centrosinistra tace e il Pd lancianese non ha ancora fatto sentire la sua voce in proposito. La coerenza non è un valore per tutti, ma per noi sì – ha ribadito l'onorevole – ci siamo sempre espressi contro le trivellazioni e il prossimo 17 aprile andremo a votare 'Sì'. Non si possono accampare scuse, né prendere in giro i cittadini come sta facendo il centrosinistra. Le nostre piattaforme possono essere spostate oltre le 12 miglia, così come avevo scritto nel mio emendamento, prima bocciato e poi ripreso quasi integralmente nel maxi emendamento, che di fatto ha impedito che il progetto Ombrina andasse avanti”. E non manca un riferimento alla spinosa e imbarazzante questione che ha portato alle dimissioni di Federica Guidi, dalla carica di ministro dello Sviluppo Economico. Di Stefano è fortemente critico anche nei confronti di quei difensori dell'ambiente che fanno cortei e manifestazioni, che si spendono a favore del territorio, ma che in questo caso sono stranamente silenziosi. “Dove sono le associazioni e i movimenti? Di questo appuntamento non parla nessuno - continua l'esponente forzista - c'è pure una scarsa informazione e se a questo sia aggiunge che il 40 per cento di solito non va a votare ai referendum e che il Governo invita all'astensione, si comprende come sia davvero difficile raggiungere il quorum”. Intanto il parlamentare ha annunciato una serie di iniziative che saranno organizzate nei prossimi giorni, con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini alle ragioni del voto del 17 aprile e soprattutto quanto sia importante esercitare questo diritto. “E' incomprensibile che proprio il centrosinistra, e specialmente il Partito Democratico, che hanno sempre privilegiato le primarie e quindi la partecipazione dei cittadini, stavolta, in un referendum che rappresenta la massima espressione democratica, suggeriscono di stare a casa”. Va giù pesante Di Stefano e non è necessaria la sfera di cristallo per prevedere che anche questo argomento è destinato a suscitare molto più di una polemica e non solo per il clima pre-elettorale, ma perché in causa vengono chiamati in tanti. (p.d.f.)

Un'assemblea degli iscritti PD di Lanciano, che prenda una posizione chiara sul referendum contro le trivellazioni in mare del prossimo 17 aprile. E' l'appello che lancia Tommaso Sarchese, esponente Ecodem e storico ambientalista frentano, secondo cui “è gravissimo il silenzio che accompagna l'appuntamento elettorale”. Di qui la decisione di chiedere la convocazione di un'assemblea del partito, “che possa prendere una posizione su questo tema e che, almeno in ambito locale, attivi iniziative per invitare i cittadini ad andare a votare, e votare 'Sì' all’abrogazione di questa norma, che consente lo sfruttamento senza limiti di tempo dei giacimenti petroliferi presenti entro le 12 miglia dalla costa”. Sarchese auspica anche che l'amministrazione comunale si esprima a favore del 'Sì' al referendum, perché alla consultazione “è legato anche un aspetto politico: il centrodestra, infatti, si è già schierato per il sì al referendum, strumentalizzando il fatto che il PD e il suo leader si siano schierati per l’astensione”. Una scelta che, secondo Sarchese, a livello locale non è condivisa da gran parte della base. “Sicuramente – prosegue il rappresentante Ecodem - è da riconoscere il merito a questo governo di aver bloccato Ombrina Mare, ma occorre essere coerenti fino in fondo. Ed è positiva anche la presa di posizione della Direzione Regionale Abruzzo del PD, che quanto meno invita al voto, anche se non da indicazioni per il 'Sì'”. Ma perché bisogna votare con forza per il 'Sì'? “Perché il governo – risponde ancora Sarchese - con un emendamento alla legge di Stabilità 2016 (che modifica il decreto legislativo 152/2006) ha vietato tutte le nuove attività entro le 12 miglia marine, ma ha mantenuto i titoli già rilasciati prevedendo che essi possano rimanere vigenti 'fino a vita utile del giacimento'. La legge in materia prevedeva che le concessioni di coltivazione avessero una durata trentennale (prorogabile attraverso apposita richiesta per periodi di ulteriori 5 o 10 anni) e i permessi di ricerca una durata di 6 anni (con massimo due proroghe consentite di 3 anni ciascuna); con questa modifica alla legge di Stabilità i titoli già rilasciati entro le 12 miglia dalla costa (e soltanto questi) non hanno più scadenza. Nel nostro mare, entro le 12 miglia – continua - ci sono a oggi 35 concessioni di estrazione di idrocarburi (coltivazione). Tre di queste sono inattive, una è in sospeso fino alla fine del 2016, cinque erano non produttive nel 2015. Le altre 26 concessioni, che sono produttive, sono distribuite tra il mare Adriatico, il mar Ionio e il canale di Sicilia, per un totale di 79 piattaforme e 463 pozzi. E’ importante ricordare  che mettere una scadenza alle concessioni date a società private, che svolgono la loro attività sfruttando beni appartenenti allo Stato, non è una fissazione delle associazioni ambientaliste o dei comitati, ma è una regola comunitaria”.
 

Non si è lasciata attendere la risposta del segretario cittadino del Partito Democratico Leo Marongiu alle pesanti critiche del gruppo lancianese di Forza Italia in merito all'esito delle Primarie di centro sinistra. “Una coalizione unita, un candidato Sindaco, partiti e movimenti che stanno costruendo liste con una proposta plurale che parte dalla sinistra per arrivare al centro democratico fino ad un forte civismo, con una guida rassicurante di nuovo legittimata dalla quarta tornata elettorale in cui il dott. Mario Pupillo ha vinto (due primarie, elezioni 2011 ed elezioni per la Provincia), ecco il dato politico di oggi 9 Marzo per il Partito Democratico”, precisa Marongiu   pur riconoscendo che forse il Pd e lo stesso sindaco hanno sottovalutato l'impegno da investire in questo importante appuntamento stigmatizza le affermazioni contenute nella nota di Forza Italia. “Noi siamo trasparenti e fuori dalla propaganda spiccia che costringe molti a cercare la visibilità sui giornali e sui social in modo forzato e di cattivo gusto come la beneficenza elettorale, da dire che probabilmente è stato un impegno un po’ sottovalutato dal Pd di Lanciano e dallo stesso Sindaco Mario Pupillo, infatti, in tutta la campagna per le Primarie durata quasi un mese, abbiamo tenuto un solo incontro pubblico, in centro, che ha riscosso successo e una grande partecipazione tant'è che proprio in centro l'affermazione di Pupillo è stata netta. Ora siamo pronti a fare il giro della città, insieme ai partners di coalizione che sono molto radicati nelle contrade cittadine, come il gruppo di Pino Valente e quello di Davide Caporale”, scrive il segretario cittadino del Pd che ancora una volta ha voluto sottolineare il ruolo significativo di queste Primarie “che sono state una sveglia rigenerante per tutti e ci ha fatto capire il grande impegno che bisognerà mettere per spiegare in tutta la città le cose fatte in questi 5 anni di governo, riallacciando soprattutto il rapporto diretto un po’ venuto meno per l’ansia di dare risposte concrete a discapito del presenzialismo”. E non risparmia una battuta pesante a una “certa politica” che dovrebbe essere superata da un pezzo e invece sarebbe ancora fin troppo vegeta. ““Mi sconcerta, invece, una concezione di vecchia vecchissima politica che viene fuori dai commentatori che parlano di apparati, enti, etc… Quel tipo di mobilitazione è lontana anni luce dal nostro modo di fare politica e se qualcuno ha nostalgia di clientele, truppe cammellate e cammellieri e quindi di politica anni ’70 si può rivolgere altrove…”, conclude Marongiu.