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Chiudere in modo definitivo l'accordo di programma con il ministero della salute per la costruzione del nuovo ospedale di Lanciano e nel frattempo accelerare gli interventi di manutenzione e riqualificazione dell'attuale Renzetti. Sono le due richieste principali, avanzate dal presidente del consiglio comunale di Lanciano Leo Marongiu, durante la riunione di questa mattina all'assessorato regionale alla sanità, convocata dall'assessore Silvio Paolucci per fare il punto sulle criticità del nosocomio frentano, anche alla luce delle recenti segnalazioni del tribunale per i diritti del malato. All'incontro sono intervenuti il sindaco Mario Pupillo, il manager della Asl Pasquale Flacco, il direttore sanitario della Asl Vincenzo Orsatti, dirigenti della Regione e della stessa azienda sanitaria. “Nel breve periodo è indispensabile che si dia impulso per attivare procedure per i primariati scoperti e per attivare quelle per la sostituzione dei medici che andranno in quiescenza - spiega Marongiu - oltre a sistemare definitivamente i cantieri sulla viabilità interna e i lavori avviati in Geriatria e su altri reparti che necessitano di ulteriori interventi come l'Utic, in attesa che si concluda la procedura già avviata per il grande intervento sulla zona dell’area Materno-Infantile”. Nel corso della riunione è stata concordata anche una bozza di cronoprogramma degli interventi, che ora dovranno essere valutati dalle strutture tecniche competenti. Nel frattempo, il prossimo 7 novembre, la costruzione del nuovo ospedale sarà al centro di una seduta del consiglio comunale.

«Accusarci di trattare i pazienti trasferiti da Palena come pacchi postali è ingiusto e ingeneroso, perché abbiamo agito nel loro interesse esclusivo. I famigliari, e chi li rappresenta, potrebbero solo ringraziarci, e invece ci fanno fare la parte di quelli che non hanno cuore»: non nasconde il proprio rammarico il direttore generale della Asl Lanciano Vasto Chieti, Pasquale Flacco, in merito alle esternazioni dell’associazione Radix Unica, che censura il nuovo trasferimento di adulti disabili gravi dell’ex Maristella a Guardiagrele. «La nostra Azienda si è fatta carico di un problema gravissimo - aggiunge - riportando nella struttura pubblica undici pazienti che rischiavano, a partire da oggi, di restare senza cibo e senza assistenza, perché il soggetto privato che gestisce la residenza non è più nelle condizioni di sostenerne i costi e la gestione per questioni interne. Abbiamo perciò individuato per questi pazienti la soluzione migliore, ospitandoli nella struttura di Guardiagrele dove possono essere assistiti al meglio da personale qualificato, che già ha dimostrato di avere preso in carico nel modo migliore gli ex pazienti di Villa Pini, i quali hanno recuperato una dimensione di vita personale e sociale sicuramente più accettabile e in linea con gli orientamenti della psico riabilitazione. Vogliamo dare agli ospiti di Palena la stessa possibilità, offrendo loro la sistemazione più adeguata ed efficace. Sono perciò tranquillo e in pace con la mia coscienza, perché non ho calpestato i diritti di nessuno».

L’Osservazione breve del Pronto Soccorso di Lanciano cresce, anzi raddoppia. Agli otto posti letto già in dotazione si aggiungono i nove dell’area Multidisciplinare inaugurati questa mattina e ubicati nell’ex repartino della Chirurgia, completamente ristrutturato con un intervento radicale che ne ha modificato l’aspetto. Accogliente e dotato di tutti i confort, è suddiviso in ambulatori, servizi e stanze di degenza, dove i pazienti potranno essere trattenuti per un arco temporale anche superiore alle 24 ore di osservazione di base. All’evento hanno preso parte Pasquale Flacco, Sabrina Di Pietro e Vincenzo Orsatti,  rispettivamente direttore generale, amministrativo e sanitario della Asl Lanciano Vasto Chieti, l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, insieme a operatori dell’ospedale e cittadini. «È proprio questo uno dei punti di forza di questa struttura - ha sottolineato Antonio Caporrella, direttore del Pronto Soccorso e del Dipartimento Emergenza-Urgenza della Asl Lanciano Vasto Chieti - che ci permetterà una valutazione del paziente ancora più attenta, anche con il contributo degli specialisti che in ciascun caso saranno coinvolti. Sarà quindi potenziata l’azione di filtro dei pazienti che accedono al Pronto Soccorso, così da arrivare a una selezione ancora più accurata dei casi da ricoverare. Puntiamo a una sempre maggiore efficienza, realizzata attraverso una valutazione multidisciplinare degli utenti che si rivolgono alla Medicina d’urgenza, inviando alle unità operative solo pazienti che ne hanno effettiva necessità e con una diagnosi già formulata». L’Osservazione breve multidisciplinare diventa dunque strumento di governance dell’ampia domanda che il comprensorio del Sangro-Aventino riversa sull’ospedale di Lanciano per fatti acuti, secondo lo schema organizzativo che lascia invece ai servizi territoriali la gestione delle patologie croniche e del post acuto. Comune denominatore per tutti i regimi assistenziali è l’appropriatezza, criterio inderogabile che diventa il nuovo codice genetico dei regimi assistenziali, sia in ospedale sia sul territorio. «Abbiamo tenuto fede all’impegno assunto più di un anno fa in occasione dell’inaugurazione del nuovo Pronto Soccorso - ha aggiunto Flacco -, così come sarà per il Materno infantile, su cui è in corso un investimento di cinque milioni di euro». La nuova unità è stata realizzata su una superficie di 220 metri quadrati, suddivisa in sette locali tra ambulatori e stanze di degenza. I lavori di ristrutturazione e adeguamento sono stati eseguiti in un tempo brevissimo, visto che l’affidamento è avvenuto a fine febbraio 2016 alle ditte A.B.P. Nocivelli per la parte impiantistica e a Eurorestauri per quella edile. Costo complessivo 260 mila euro, a cui la Asl Lanciano Vasto Chieti ha fatto fronte con fondi di bilancio propri. Con il Pronto Soccorso ad assetto potenziato il “Renzetti ” si prepara a svolgere il ruolo di ospedale di primo livello, snodo fondamentale di servizi assistenziali organizzati in rete per l’area del Frentano e del Sangro-Aventino, secondo lo schema progettato e perseguito dall’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci.
 

Anche il medico a bordo, e i mezzi del 118 in montagna avranno l’équipe al completo. È partito, infatti, oggi a Chieti il corso di formazione destinato a medici della continuità assistenziale e agli specializzati in medicina d’urgenza che presteranno servizio nelle nuove postazioni attivate nelle aree interne. Sessanta gli iscritti, i quali seguiranno per cinque mesi lezioni di teoria e pratica sul soccorso in emergenza, pronti poi, già da fine ottobre, a salire sulle ambulanze per completare il programma di potenziamento della rete dell’urgenza di assistenza voluto e portato a termine dalla Regione Abruzzo. «È l’ultimo tassello di un percorso che in provincia di Chieti abbiamo avviato per primi - ricorda Antonio Caporrella, direttore del Dipartimento Emergenza - Urgenza della Asl Lanciano Vasto Chieti - offendo ai paesi dell’area montana un servizio atteso da tempo e che ci permette di intervenire con maggiore efficacia soprattutto nella patologie in cui il fattore tempo è fondamentale, come ictus, infarto e politrauma». Il medico, dunque, va ad aggiungersi all’équipe composta da infermiere e autista già in servizio nelle nuove postazioni di Lama dei Peligni, Torricella Peligna, Castiglione Messer Marino, San Salvo, Villa Santa Maria, Celenza, Carunchio e Torrebruna, offrendo  più garanzie di salute ai cittadini delle aree interne, come ha messo in evidenza questa mattina l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, il quale ha preso parte all’apertura del corso: «La nostra assistenza in emergenza compie ancora un salto di qualità - tiene a precisare -: dopo gli interventi su infrastrutture e strumentazioni, completiamo la rete dotando di medici le nuove postazioni attivate. Più mezzi, più tecnologia e una presenza capillare sul territorio per restituire ai cittadini delle aree interne pari diritti nella tutela della salute e stesse chance di salvezza in situazioni di emergenza di quanti vivono in luoghi a valle più vicini agli ospedali. Un altro passo concreto verso la medicina del territorio, che si conferma una grande priorità della nostra azione di governo».

Parte da Chieti il ciclo di incontri che l’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, terrà con gli organismi di vertice delle Aziende sanitarie locali. Questa mattina ha preso parte al Collegio di Direzione della Asl Lanciano Vasto Chieti, alla presenza del management, dei Direttori di Dipartimento e dirigenti di unità operative e servizi amministrativi, i quali hanno rappresentato la difficoltà di coniugare il tema dell’efficienza, sul piano dei conti, con la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Dare assistenza tenendo d’occhio la spesa: questa l’indicazione dell’assessore, riferita anche ai provvedimenti che saranno adottati per adempiere agli obblighi dell’ormai famoso Decreto Ministeriale 70, che regola gli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’assistenza ospedaliera. Nel corso dell’incontro sono stati messi a fuoco i principali processi da governare per aumentare il valore della produzione e ridurre i costi, visto che resta ancora troppo larga la forbice tra le due voci di bilancio, sulle quali incidono in modo significativo la spesa per gli acquisti e per il personale. «Ci sono azioni precise da porre in atto - ha messo in chiaro Paolucci - revisione della spesa farmaceutica, con particolare attenzione alla prescrizione dei più costosi a parità di efficacia e indicazioni terapeutiche, bando delle gare in regime di proroga e, sul fronte del personale, stretta sulle prescrizioni». In sostanza all’Azienda si chiede di sottoporre a rivalutazione tutti i casi di operatori giudicati idonei alle mansioni con limitazioni, i quali non possono svolgere, dunque, il proprio compito appieno, determinando nelle diverse unità operative carenze produttive. Al lavoro, dunque, e a luglio le prime verifiche.

«Siamo alla barbarie. Perché è la prima volta, nella storia di questo territorio, che il Direttore generale di un’Azienda sanitaria viene denunciato penalmente perché fa il suo mestiere, utilizzando al meglio, e dove ce n’è necessità, le risorse che sono a disposizione, siano queste strumentali o umane»: è dura la reazione di Pasquale Flacco, alla guida della Asl Lanciano Vasto Chieti, alla notizia dell’accusa di furto mossa da un movimento civico di Atessa, sfociato in una denuncia, per il trasferimento di alcune attrezzature dall’ospedale ad altre strutture. «E’ un mio preciso dovere - rincara il manager -, più che un diritto, dislocare letti, arredi e tecnologie laddove ce ne sia richiesta per consentire lo svolgimento di determinate attività. Sarei un pessimo gestore del denaro pubblico se mi limitassi a disporre l’acquisto di beni senza avere prima fatto qualche verifica al nostro interno sulle dotazioni a disposizione e sull’utilizzo che ne viene fatto. Quello che si è verificato ad Atessa, dunque, non si configura né come un abuso né, tantomeno, come un furto. Com’è noto, il San Camillo si avvia alla riconversione in struttura territoriale, che conserverà una sala operatoria per le attività di chirurgia ambulatoriale. Va da sé che il rispetto del principio di efficacia ed economicità, che deve ispirare la nostra azione, impone l’utilizzo ottimale delle attrezzature collocate nelle altre due sale, che restano inattive, destinandole ad altre strutture che, al contrario, ne hanno necessità. Vale per la sala operatoria di Chieti, dov’è stato trasferito il tavolo chirurgico, come per i letti monitorizzati, destinati al Pronto Soccorso di Lanciano per consentire l’attivazione, imminente, della nuova area dell’Osservazione breve, ubicata nell’ex repartino della Chirurgia. Questa la realtà dei fatti, raccontata senza mistificazioni e ricondotta a una gestione corretta e rispettosa delle norme e della pianificazione regionale. L’essere stato denunciato per questo per me può essere solo motivo di vanto, volentieri andrò a spiegare alla magistratura. Il mio impegno è finalizzato a dare un’assistenza di buona qualità ai cittadini di questo territorio, affinché ognuno di noi possa averne totale fiducia in caso di necessità, senza andare a Roma o a New York. Io stesso, come tutta la mia famiglia, ci curiamo qui, e lavoro affinché la sanità funzioni davvero. Perciò - affonda Flacco in conclusione - trovo indecente, e oltraggioso nei confronti dell’opinione pubblica, l’uso demagogico e strumentale che viene fatto ad Atessa di vicende che attengono all’organizzazione di un’Azienda, e sono invece volgarmente usate da chi agita lo spauracchio di un’inesistente mala gestio per accendere il fuoco della polemica. La ricerca del consenso non può passare per azioni così deplorevoli».