Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

Scende definitivamente il sipario su una delle vicende degli ultimi anni che ha registrato quasi certamente la più imponente mobilitazione popolare del territorio, culminata con la "marcia dei 60mila" dello scorso anno a Lanciano. Dal 12 luglio prossimo prenderanno il via le operazioni di "chiusura mineraria" del pozzo "Ombrina Mare 2". Lo comunica, in una nota, la Capitaneria di Porto di Ortona, in un'ordinanza che vieta la navigazione e la balneazione nel raggio di 500 metri dall'area interessata dagli interventi, che dovrebbero concludersi prima di Ferragosto. Verrà rimossa la testa di pozzo che emerge per 13 metri dall'acqua, installata nell'estate 2008 al largo di San Vito. Lo scorso 5 febbraio il Ministero dello Sviluppo Economico aveva comunicato alla Regione la fine del procedimento autorizzativo del pozzo della Rockhopper, dopo la modifica della normativa nazionale, che ha reintrodotto il divieto di ricerca ed estrazione di idrocarburi nella fascia di mare a 12 miglia dalla costa.

Urne aperte fino alle 23, in tutta Italia, per il referendum sulla durata delle concessioni degli insediamenti petroliferi entro le 12 miglia marine e riguarda l’abrogazione dell’articolo 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale). In caso di vittoria del ‘sì’, gli effetti delle concessioni già rilasciate esaurirebbero i loro effetti alla data della loro scadenza o delle eventuali proroghe già approvate, bloccando di fatto lo sfruttamento del gas e del petrolio dei fondali. In caso di vittoria del 'no', viceversa, la norma continuerà a rimanere in vigore e quindi lo sfruttamento dei giacimenti potrà continuare fino al loro esaurimento. E lo stesso avverebbe se non dovesse essere raggiunto il quorum. In ogni caso, comunque, non potranno più essere rilasciate nuove concessioni entro le 12 miglia: il divieto è stato inserito nella Legge di Stabilità 2016, che ha bloccato i nuovi insediamenti a ridosso delle coste, come appunto "Ombrina Mare".
Per essere valido il referendum, dovrà recarsi alle urne il 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto, che sono circa 51 milioni. Lo scrutinio inzierà subito dopo la chiusura dei seggi. Si tratta del primo referendum abrogativo, nella storia repubblicana, richiesto da almeno cinque Consigli regionali (sono 9 quelli che hanno sottoscritto la richiesta: tra i promotori c'era anche l'Abruzzo, che poi ha fatto marcia indietro, scatenando un vespaio di polemiche). tutti i precedenti 66 quesiti referendari, votati a partire dal 1974, furono richiesti sulla base della raccolta di firme dei cittadini.
A Lanciano gli aventi diritto al voto sono 28816: 13791 maschi e 15025 femmine, divisi in 44 sezioni elettorali.

“Chiedere al Governo di rivedere il provvedimento in favore di un /election day/ che accorpi il voto alla prossima tornata elettorale delle amministrative e non firmare la deliberazione governativa che istituisce la data del 17 aprile per il voto referendario”. E’ la richiesta rivolta a Sergio Mattarella da associazioni ambientaliste, sociali e studentesche, organizzazioni sindacali, comitati e testate giornalistiche che hanno scritto oggi al presidente della Repubblica in merito alla data fissata ieri dal Governo per il referendum popolare sulle trivellazioni in mare. Nella lettera inviata al presidente Mattarella, i firmatari ribadiscono le ragioni a sostegno della necessità di un /election day/che accorpi il referendum alle prossime elezioni amministrative: una “richiesta avanzata da Regioni, parlamentari, associazioni ambientaliste, comitati e rappresentanti della società civile” e ignorata dal Governo, nonostante fosse “un’opzione perseguibile in tempi brevi, adottando lo strumento del decreto legge”. “Il motivo primo per cui avanziamo tale richiesta - si legge nella lettera al presidente della Repubblica - è per favorire e salvaguardare la democrazia e la partecipazione, che dovrebbero caratterizzare un voto popolare, quale quello di un referendum abrogativo, per di più su un tema così importante che riguarda la tutela dell’ambiente e lo sviluppo energetico ed economico del nostro Paese. Stabilire di andare al voto in tempi così ravvicinati di certo non permetterebbe di condurreun’adeguata campagna referendaria e di conseguenza non consentirebbe che gli elettori siano adeguatamente informati sul referendum”. “La decisione del Governo, inoltre, non tiene conto di ulteriori due elementi oggettivamente importanti” prosegue l’appello a Sergio Mattarella. Il primo è di carattere economico: “l'/election day/ è fondamentale al fine di risparmiare una cifra stimabile tra i 350 e i 400 milioni di euro, un quantitativo di denaro pubblico enorme, che potrebbe altrimenti essere impiegato per meglio garantire diritti essenziali alla popolazione italiana”. Il secondo riguarda l’iter dei quesiti referendari. “Dinanzi alla Corte Costituzionale pendono conflitti di attribuzione per altri due quesiti sullo stesso argomento su cui, qualora il giudizio della Corte dovesse essere positivo, si potrebbe votare in un’unica data. Diversamente vorrebbe dire che nel 2016 gli italiani potrebbero essere chiamati alle urne fino a cinque volte: per i due referendum abrogativi sulla questione trivellazioni (ad aprile sul primo quesito ed eventualmente, in seguito alla decisione della Corte Costituzionale, per gli altri due), per le elezioni amministrative (primo turno e ballottaggio) e in autunno per il referendum costituzionale. Una simile concentrazione di tornate elettorali determinerebbe un notevole dispendio di risorse, ingenerando, peraltro confusione negli elettori”. (Firmano la lettera al presidente Mattarella: Adusbef, Arci, Coordinamento FREE, Coordinamento nazionale NO TRIV, Cospe, Enpa, Fairwatch, Federazione Italiana Media Ambientali, Filt-Cgil Roma e Lazio, Fiom-Cgil, Fondazione UniVerde, Giornalisti nell'Erba, Green Cross Italia, Greenpeace,Italia Nostra, Kyoto Club, La Nuova Ecologia,
LAV, Legambiente,Liberacittadinanza, Link Coordinamento Universitario, Lipu, Marevivo, Progressi, Pro-natura, QualEnergia, Rete della Conoscenza, Rete Studenti Medi, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, Uisp, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, WWF, Altra Trento - Altra Rovereto, CIES, Coalizione Mantovana per il Clima, Gruppo
Impegno Missionario diGermignaga, Murales, Oltre La Crescita, Resilienza Verde, RSU Almaviva, Soc. Coop. E’ nostra, TerrediLago).

Esplode sui social network la gioia per la presentazione dell’emendamento del Governo, che bloccherebbe l’installazione sia di Ombrina Mare, che degli altri progetti di estrazione petrolifera in Adriatico, contro cui si sono mobilitate 10 Regioni, che hanno sottoscritto una richiesta di referendum abrogativo di parte del Decreto Sviluppo, che ha già avuto il primo via libera dalla Cassazione. Oltre a Nuovo Senso Civico, che già ieri sera aveva rilanciato l’annuncio, ringraziando pubblicamente Giovanni Legnini, sono tantissimi quelli che hanno voluto commentare la notizia. “Si tratterebbe di una vittoria storica di chi ha sempre creduto nella necessità di salvaguardare il mare e le attività economiche legate al turismo, alla pesca, alla balneazione contro progetti irrazionali economicamente e pericolosi per l'ambiente marino e costiero", commenta il deputato di Sel Gianni Melilla. "Apprendiamo con piacere che il Governo ha presentato un emendamento che in sostanza, sbarra la strada alla realizzazione di Ombrina e tutte le attività estrattive in mare entro le dodici miglia. Un emendamento identico a quello che ho presentato giorni fa ma che è stato bocciato. Questa è la dimostrazione di come alle volte la mobilitazione dei cittadini può essere più forte degli interessi delle multinazionali", dice il parlamentare di Forza Italia Fabrizio Di Stefano, mentre la sua collega Paola Pelino, posta “la forte mobilitazione del territorio, supportata dall'iniziativa dei parlamentari di opposizione, ha imposto al Governo la presentazione dell'emendamento che, ripristinando il limite delle 12 miglia, blocca il progetto denominato Ombrina Mare. Esprimo dunque la piena soddisfazione per questo risultato”. Il Presidente della Regione Luciano D’Alfonso, annuncia per oggi una sorta di operazione “verità” su questo risultato e ripubblica anche il famoso video sugli Ufo in Adriatico. “Il 9 dicembre scorso – scrive - partecipando a un incontro con Assomineraria a Pescara dissi che dicembre non sarà un mese neutro per l’Abruzzo sul fronte delle trivellazioni petrolifere. Oggi si capisce più chiaramente a cosa mi riferivo. Tutto è partito dall’iniziativa referendaria decisa il 24 luglio a Termoli con i Presidenti delle Regioni Marche, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria, anch’esse minacciate da progetti di escavazione petrolifera  e dalla comunione d’intenti cristallizzata nella cosiddetta Carta di Termoli, poi approvata all’unanimità dalla Conferenza delle Regioni nella seduta del 20 ottobre. Oggi raccogliamo i frutti di quell’intesa, anche grazie all’attenzione riservataci dal Governo”. Sulla stessa linea Camillo D’Alessandro, consigliere regionale del PD. “Abbiamo lavorato , battagliato , spiegato le nostre ragioni, quelle dell'Abruzzo. In questi mesi contro abbiamo avuto i professionisti dell'esistenza in vita, politica, la loro, che dipende dall'aggressione folkloristica nei confronti degli altri. Uno di loro, un parlamentare 5stellato, che in occasione della manifestazione contro Ombrina , con telecamera a seguito mi intimò di andare via, di strappare la tessera del PD. Le tessere ai partiti in Italia ci fu chi le strappò, chi cacciò via gli altri, il fascismo. La verità è che noi non siamo dei figuranti, ciò che diciamo facciamo. Ora trovino un altro insulto da consumare per la propria esistenza in vita fino ad essere smentiti la prossima volta”. Sarcastico il post dell’assessore all’ambiente del Comune di San Vito Luigi Comini (Fratelli d’Italia). “Vorrei ricordare a tutti quelli del PD che stanno gonfiando il petto attribuendosi i meriti esclusivi della possibile approvazione di un emendamento che bloccherebbe l'insediamento di Ombrina Mare, che sia il loro gruppo politico-partitico che gli uomini e le donne che lo compongono sono gli stessi che negli ultimi 3 governi (Monti, Letta e Renzi....per non parlare del governo Prodi del 2007, che con le firme di Pecoraro Scanio e Bersani all'epoca ministro dello sviluppo economico, firmarono i decreti autorizzativi alle perforazioni di ricerca per Ombrina) hanno finora favorito i petrolieri e il procedere senza ostacoli dell'iter approvativo di Ombrina. Se ora hanno cambiato idea....sono felicissimo.....io più di loro.....ma, per favore, non fateci passare per …”. Da Lanciano il sindaco Mario Pupillo ricorda la mobilitazione della scorsa primavera. “La forza incoercibile e gentile dei 60mila del 23 maggio di ?#‎Lanciano?, dei tantissimi Cittadini, Attivisti, Politici che hanno lavorato in questi anni in scienza e coscienza, spesso in silenzio, talvolta battendo i pugni e gridando nelle piazze ?#‎noombrina?, dentro e fuori il palazzo, bene, quella forza, ha vinto”.

"Possiamo informare gli abruzzesi, che aspettavano da anni questa notizia per la quale si sono mobilitati in massa, che Ombrina Mare e tutti gli altri progetti petroliferi sono stati colpiti e affondati: è stato presentato un emendamento del Governo in cui viene ripristinato il divieto delle attività estrattive entro le 12 miglia e quindi vengono di fatto cancellate in un colpo solo sia Ombrina Mare che Elsa e qualsiasi altro progetto ricadente entro questi limiti e non ancora definitivamente autorizzato". L'annuncio arriva in una nota, diffusa poco fa da Nuovo Senso Civico, che spiega la svolta che dovrebbe diventare parte integrante della Legge di Stabilità in discussione in Parlamento. L'associazione, che da anni anima le battaglie contro l'insediamento delle trivelle davanti alle coste abruzzesi, non usa nel suo comunicato il condizionale, ma noi preferiamo mantenerlo, alla luce delle delusioni che ultimamente hanno accompagnato l'iter. "Da alcuni mesi siamo in contatto diretto con Giovanni Legnini nel tentativo di trovare una soluzione concreta e praticabile per scongiurare l'incubo Ombrina Mare - contina la nota - Legnini, pur in un ruolo istituzionale diverso da quello precedente di parlamentare e in forme logicamente differenti dalle nostre, ha dato continuità al suo impegno nella battaglia contro la petrolizzazione dell'Abruzzo, ottenendo nell'ultimo periodo una svolta decisiva in questa direzione. Come abbiamo sempre detto fin dall’inizio la forza consapevole e irresistibile di un’opinione pubblica motivata e determinata è capace di travolgere qualsiasi ostacolo e di questo d’ora in poi dovranno tenerne conto tutte le Istituzioni e le personalità pubbliche tenute a prendere decisioni in suo nome.Per il momento non troviamo un modo migliore per trascorrere davvero un sereno Natale".

“Oggi è stato un incontro proficuo e importante per scongiurare la petrolizzazione del mare adriatico. Auspichiamo, ora, un ravvedimento operoso da parte del Governo”. Lo ha detto il Vice Presidente del Consiglio regionale, Lucrezio Paolini, a margine dell’incontro dei delegati delle Regioni che hanno promosso i referendum contro le trivelle in Adriatico, su cui è arrivato il primo via libera da parte della Corte di Cassazione. L’incontro si è svolto a Roma, nella sede della Conferenza dei Presidenti dei Consigli regionali e delle Province Autonome. “Nutriamo speranza – ha aggiunto Paolini – affinché il Governo possa riveda la sua posizione sul tema”.

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato oggi in tarda mattinata l'impugnativa della legge regionale, approvata, il 14 ottobre scorso, che dispone il divieto delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare. Una decisione scontata, già messa in conto dal Consiglio regionale, al momento del voto in Aula sul provvedimento, varato per impedire l'installazione di Ombrina Mare davanti al litorale frentano. Per il Governo nazionale, l'impugnativa è stata disposta perchè la norma abruzzese "invade materie di esclusiva competenza statale, in violazione degli articoli 3, 5, 97, 117, terzo comma, e 118 della Costituzione". Ora la parola passa alla Corte Costituzionale, che dovrà pronunciarsi definitivamente, decretando o meno l'abrogazione immediata della legge. Nel frattempo, però, la disposizione legislativa regionale resta vigente ed efficace. 

"La maggioranza, dietro il collegato ambiente, cela l'ennesimo regalo ai trivellatori di idrocarburi in mare". A denunciarlo sono i Senatori del Movimento 5 Stelle Gianluca Castaldi e Gianni Girotto. "L'agguato - spiegano - è pronto in un emendamento presentato a nome del Relatore del provvedimento Vaccari, nel quale è inserita la soppressione della norma che prevede una sanzione nei confronti di chiunque avvii la produzione di un impianto per operazioni in mare nel settore degli idrocarburi in carenza delle prescrizioni sancite ai sensi della direttiva 2013/30/UE. Nel caso la proposta di Vaccari venisse sostenuta dall'aula del Senato, le compagnie petrolifere non verrebbero più punite con la reclusione come attualmente prevede il testo approdato all'esame dell'aula e quindi sarebbero libere di aggirare le prescrizioni fondamentali per la tutela e la salvaguardia del mare. Ricordiamo che la direttiva, proposta della Commissione europea a seguito dell'incidente nel Golfo del Messico, ha l'obiettivo di fissare elevati standard minimi di sicurezza per la prospezione, la ricerca e la produzione di idrocarburi in mare aperto, riducendo le probabilità di accadimento di incidenti gravi, limitandone le conseguenze e aumentando, così, nel contempo, la protezione dell'ambiente marino".
 

Slitta a martedì la discussione, in Consiglio regionale, dell'istituzione del Parco marino regionale "Trabocchi del Chietino", che dovrebbe nascere tra San Vito e Rocca San Giovanni ed estendersi per 6 miglia nel mare antistante il litorale frentano. Ieri sera l'Assemblea ha deciso di rinviare il dibattito, per consentire una più approfondita analisi della compatibilità finanziaria del provvedimento. Nel progetto di legge, infatti, era inserita una dotazione di 50mila euro per l'anno in corso, ma secondo gli uffici tecnici della Regione, era indispensabile anche stabilire l'impatto nei prossimi anni. In più era necessario acquisire formalmente anche i pareri dei Comuni coinvolti. Passaggi che dovrebbero essere completati già lunedì nelle competenti Commissioni, già convocate all'Aquila. Il M5S e lo stesso Presidente della Regione Luciano D'Alfonso avevano chiesto all'Aula di votare comunque ieri il provvedimento, rinviando a venerdì solo la norma finanziaria. Una scelta non condivisa sia dal centrodestra, sia dalla stessa maggioranza, tutti comunque favorevoli all'area protetta. Un rinvio, quindi, solo tecnico e non politico, che non dovrebbe pregiudicare il provvedimento in sé. Il Parco marino, infatti, rappresenta una buona carta da giocare per bloccare l'insediamento di Ombrina Mare, alla vigilia della conferenza di servizi al ministero già prevista per il 14. Conferenza a cui la Regione arriverà con l'istituzione dell'area protetta, così da creare un nuovo ostacolo ai pozzi petroliferi. Un tentativo a cui si aggiunge l'approvazione all'unanimità del disegno di legge alle Camere (proposto dal M5S) sul divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, che prevede l'abrogazione di alcune norme dello Sblocca Italia e del Decreto Sviluppo. C'è poi l'approvazione della legge regionale che introduce in Abruzzo il limite di 12 miglia marine per le attività di ricerca ed estrazione di idrocarburi. Una norma palesemente incostituzionale (si tratta infatti di materia di competenza esclusivamente statale), ma che potrebbe portare a un ulteriore rinvio della conferenza di servizi. Una mossa per "prendere tempo", in attesa - forse - di ulteriori sviluppi. Alla seduta di ieri all'Aquila (per vedere la registrazione integrale clicca qui) hanno partecipato anche rappresentanti dei movimenti No Triv e di Zona22, che hanno chiesto - e ottenuto - che sui banchi della Giunta regionale venisse affissa l'ormai celebre bandiera "No Ombrina".

(nelle foto in alto il Sottosegretario Mario Mazzocca, "fasciato" con la bandiera No Ombrina. A sinistra i banchi dell'opposizione)