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E' stata una lunga e convinta battaglia quella combattuta a difesa dei Tribunali cosiddetti minori, Lanciano, Avezzano, Vasto e Sulmona, ma alla fine un primo significativo risultato è stato raggiunto. La proroga di ulteriori tre anni del mantenimento e del funzionamento di questi quattro Tribunali la cui sorte era, invece, segnata. Nel 2018 sarebbero stati chiusi. Così per fortuna non sarà, ma la guerra non è ancora vinta. Bisognerà lavorare e concentrasi con strategie e azioni concrete per individuare una sistemazione definitiva, alla luce delle modifiche stabilite in merito alle circoscrizioni giudiziarie di Chieti e L'Aquila. E se si lavorerà insieme e in sinergia, come è stato fatto in queste settimane da tutte le forze politiche maggiori, non è escluso che si possa centrare anche questo sospirato bersaglio e scongiurare per sempre il rischio di chiusura. “Avremmo preferito una continuità con Mille Proroghe dove il mio emendamento- dice l'onorevole Castaldi M5S- era già stato esaminato in Commissione Bilancio, comunque questo è già un grande risultato ed è giusto sottolineare che vi è stato uno sforzo unitario di tutte le forze politiche”. L'unità di intenti era stata già evidenziata dalla senatrice Stefania Pezzopane del Pd - che aveva presentato un emendamento che prevedeva la proroga fino al 2021 – e che nel corso della conferenza stampa che si è tenuta a Palazzo Madama aveva posto l'accento sulla situazione di grave difficoltà che sta vivendo la nostra regione, sui tanti disagi che stanno affrontando gli abruzzesi ai quali non si potevano chiedere altri sacrifici. Una convinzione ribadita anche dagli altri parlamentari abruzzesi che hanno preso parte all'incontro con i giornalisti, nonché dagli amministratori dei Comuni interessati. A rappresentare Lanciano c'erano il vice sindaco Pino Valente e il presidente del Consiglio Comunale Leo Marongiu che ora plaudono alla proroga ottenuta. “La notizia della proroga che ho ricevuto dalla senatrice Pezzopane, con la quale ho spesso parlato in questi giorni, così come ho sentito il Presidente Legnini, deve essere considerata come un punto di partenza per avere più tempo e ripensare la riforma – dichiara Leo Marongiu – e quindi per salvaguardare il più possibile, il nostro presidio giudiziario. Oggi plaudo a questo primo importante risultato ottenuto anche grazie all'impegno del Presidente della Regione Luciano D'Alfonso e dei parlamentari abruzzesi che hanno accolto e tradotto le istanze che venivano dagli amministratori locali”.
 

Torna in primo piano la questione legata alla chiusura dei Tribunali cosiddetti minori. Questa mattina in Senato si è tenuta una conferenza stampa proprio su questo delicato e complesso argomento. “Siamo tutti uniti, maggioranza e opposizione, nel richiedere una proroga della chiusura dei 4 tribunali minori abruzzesi, necessaria per affrontare l'emergenza che sta vivendo la regione. Proprio alla luce di questa inedita situazione, è ancora più evidente che sarà comunque necessario ripensare la geografia giudiziaria nella nostra Regione, visto che il riordino ipotizzato comporta un sacrificio che i cittadini, così provati, non possono sopportare". A parlare è la senatrice del Pd Stefania Pezzopane, che oggi ha partecipato alla conferenza stampa insieme ai senatori Paolo Arrigoni (Lega), Maurizio Bucarella (M5s), Paola Pelino (Fi) e all'onorevole Filippo Piccone (Ap-Ncd). All'incontro con i giornalisti hanno preso parte anche il vicepresidente del Consiglio regionale Enrico Paolini, il Presidente di Anci Abruzzo e delegato del Comune di Vasto Luciano Lapenna, il sindaco di Avezzano Di Pangrazio, il vicesindaco di Lanciano e il Presidente del Consiglio Comunale, Pino Valente e Leo Marongiu ed altri amministratori dei quattro Comuni interessati., l'assessore e Consigliere di Sulmona ed altri amministratori dei 4 Comuni sedi dei tribunali.
"In Regione - ha spiegato la Pezzopane - si è già insediata una commissione, col compito di elaborare una proposta per il riordino della geografia giudiziaria in Abruzzo. Nel frattempo, la proroga è necessaria per evitare la chiusura dei tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto. Il mio emendamento, il 14.82, propone una proroga fino al 2021 ed è stato dichiarato ammissibile dalla Commissione Affari Costituzionali. Ricordo che nel 2018 scade quella inserita nel milleproroghe del 2015. Io continuo a ritenere che il decreto milleproroghe 2017, ora all'esame del Senato, sia il provvedimento adatto. So che esiste la possibilità che il differimento venga inserito anche nel nuovo decreto terremoto, in via di emanazione da parte del governo. Quel che è certo - ha concluso - è che dobbiamo avere la garanzia assoluta che in un modo o nell'altro si ottenga la proroga".

 

 

E' un tragico elenco quello fatto in aula dalla senatrice abruzzese del Partito Democratico Stefania Pezzopane che torna con forza a sollecitare l'attenzione nei riguardi dell'applicazione della legge contro la violenza di genere e lo fa ricordando le donne uccise per mano dei loro compagni o ex. Un numero che impressiona e non lascia indifferenti. "Ricordo in quest'aula Elisabeth Huayta Quispe, 29 anni, strangolata dal marito davanti ai figli piccoli il 24 novembre a Seveso; Jennifer Sterlecchini, 26 anni, uccisa a coltellate il 2 dicembre dal suo ex convivente a Pescara; Catia Perrotta, 40 anni, uccisa dal marito insieme al figlio di 3 anni il 5 dicembre a Fratta Minore; Gabriella Fabbiano, 43 anni, ammazzata dal compagno con un colpo di pistola il 30 novembre a Cernusco sul Naviglio. Dall'inizio della nostra staffetta in Parlamento sul femminicidio, a fine giugno, sono morte per mano di un uomo altre 31 donne", ha detto la Pezzopane."Il femminicidio continua – ha sottolineato la senatrice - le donne vengono uccise per lo più da ex partner, quasi sempre come estremo risultato di una serie di comportamenti violenti di lunga data. Per questo riproponiamo il nostro appello al governo. La cabina di regia monitori l'applicazione della legge di contrasto alla violenza di genere e la piena attuazione del piano contro la violenza”. E ha lanciato anche un appello ai media. “Si smetta di giustificare gli assassini parlando di 'delitto passionale', perché non c'è niente di amoroso nella violenza. Sono 160 le donne uccise ogni anno non possiamo più accettare questa mattanza”.