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LANCIANO - Brandendo un bastone, si è introdotto in casa dei vicini, picchiando selvaggiamente una donna di 82 anni e il figlio di 52. Protagonista Rocco Buccini, 32 anni, finito in manette con l'accusa di lesioni aggravate. Tutto è accaduto intorno a mezzanotte, in un palazzo dell'Ater di via Sigismondi, nel quartiere Santa Rita di Lanciano. Buccini, che si trovava ai domiciliari per precedenti vicende giudiziarie, improvvisamente ha dato in escandescenze: ha sfondato la porta dei vicini e li ha aggrediti. Poi è sceso in strada, danneggiando anche una vettura posteggiata in strada. Il 32enne ha rischiato il linciaggio da parte degli altri residenti del condominio, stanchi dei continui episodi spiacevoli di cui l'uomo si è reso protagonista negli ultimi mesi. Per riportare la calma sono dovute intervenire 3 pattuglie dei carabinieri e una volante della polizia. Anche un militare è rimasto lievemente contuso. L'anziana e il figlio sono stati trasportati all'ospedale di Lanciano, dove sono stati ricoverati. La donna se la caverà in 30 giorni, mentre il figlio - che è stato colpito alla testa - è ancora in prognosi riservata. Buccini è stato rinchiuso nel carcere di Villa Stanazzo: dovrà rispondere anche di evasione, violazione di domicilio, danneggiamenti, porto abusivo d'arma atta ad offendere, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.

LANCIANO - Più che un furto è stato un tentativo mal riuscito quello che si è consumato la notte scorsa ai danni del Distretto sanitario di Lanciano. Ignoti sono penetrati all'interno della struttura di via Don Minzoni senza riuscire, però, ad aprire la cassaforte dello sportello del Centro unico di prenotazione (Cup), dov'era custodito il denaro dell'incasso della giornata, rimasto intatto. A scoprire il fatto è stata l'infermiera che si occupa di aprire la struttura al mattino, la quale ha trovato la porta d'ingresso chiusa mentre erano state forzate quelle di accesso alla stanza del Cup e dello sportello "scelta e revoca",  dove sono stati messi a soqquadro armadi e cassetti, rovesciati alla ricerca di denaro che non è stato trovato. Il contante, infatti, era tutto custodito nella cassaforte, che i malviventi non sono riusciti ad aprire, dov'erano state riposte le riscossioni dei ticket e della prestazioni effettuate nella giornata precedente. Non si è salvato, invece, il distributore automatico di alimenti e bevande, che è stato forzato dai ladri pur di racimolare qualche spicciolo. Sul posto sono in corso i rilievi della Polizia scientifica, che sta anche visionando le immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza, dalle quali potrà emergere la conferma alle prime ipotesi investigative, secondo cui i malviventi, o anche uno solo, potrebbero essere rimasti all'interno della struttura al momento della chiusura, visto che non sono stati rilevati segni di effrazione su porta d'ingresso e sulle finestre. Proprio per permettere lo svolgimento delle indagini, il Direttore del Distretto, Manola Rosato, ha dovuto sospendere per la giornata odierna le attività del Cup e dello sportello "scelta e revoca";  una volta acquisiti tutti gli elementi utili agli investigatori e riparate le porte divelte, tutto dovrebbe tornare alla normalità, quasi certamente domani.

Lo scorso giugno aveva dato in escandescenze all'interno degli uffici comunali delle politiche sociali, aggredendo un'assistente sociale e devastando i locali. Oggi, per S.C., 28 anni di Lanciano, sono scattate le manette e per lei si sono aperte le porte del carcere di Chieti. E' accusata di lesioni personali e minacce nei confronti de dipendenti di Palazzo di Città e di minaccia, lesioni personali ed estorsione a danno di una vicina di casa, con cui aveva avuto un alterco poco prima dell'"irruzione" negli uffici municipali. Da questa lite, dalla ricostruzione dei fatti, sarebbe partita tutta la vicenda. La 28enne, infatti, avrebbe chiesto alla donna dei soldi, che quest'ultima non le avrebbe dato, provocando la sua reazione violenta. Dopo averla strattonata, si sarebbe recata in Comune, accusando l'assistente sociale di non aver tolto - come invece era stato fatto con lei - i figli alla vicina, che a suo dire si prostituiva in casa. Anche in questo caso scoppiò una violenta lite, in cui rimase coinvolta anche una seconda impiegata, accorsa in soccorso della collega.

E' di 16 arresti, 11 in carcere e 5 ai domiciliari, il bilancio dell'operazione "Arusha" contro un traffico di cocaina tra Rimini, Piazzola sul Brenta (Padova) e Rocca San Giovanni. Le misure cautelari, richieste dal pm di Lanciano Rosaria Vecchi, sono state eseguite questa mattina all'alba dagli agenti del commissariato di Lanciano e Vasto, in collaborazione con gli uomini della squadra mobile di Chieti. Centinaia i poliziotti impegnati, con l'ausilio anche delle unità cinofile di Pescara e Ancona e nucleo elicotteri di Pescara. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, dal nord partivano continuamente quantitativi di cocaina, fino a 250 grammi, destinati al mercato del Frentano. Prima dello smercio la droga veniva nascosta alla pinetina di Rocca San Giovanni. A capo dell'organizzazione c'era un gruppo di albanesi, che a loro volta si rivolgevano a una rete di spacciatori italiani, che si servivano anche di minorenni per vendere la droga. Almeno in un caso è stato accertato che erano riusciti a obbligare un commerciante a effettuare la vendita nel suo negozio. Le indagini erano partite lo scorso ottobre con il sequestro di 140 grammi di cocaina, seguito il mese dopo da un altro sequestro, questa volta di un chilo e 600 grammi, eseguito a Rimini. I destinatari delle misure cautelari sono: Ednand Budlla, 28 anni di Rocca San Giovanni, Florentina Adele Drezaliu, 40 anni di Rocca San Giovanni, Luan Haliti, 31 anni di Rocca San Giovanni, Pellumb Zylfo, 30 anni di Rocca San Giovanni, Irene Ferrante, 35 anni di Perano, Gianni Marrocco, 37 anni di Rocca San Giovanni, Gianluca Pagliarone, 43 anni di Rocca San Giovanni, Sebastiano Vitullo, 43 anni di Bomba, Guglielmo Lanza Silveri, 35 anni di Castel Frentano, Marcello Mastrangelo, 50 anni di Santa Maria Imbaro, Antonio Ciccone, 40 anni di Lanciano, Giovanni Andreoli, 47 anni di Paglieta, Francesco Flamminio, 29 anni di Fossacesia, Domenico Guiscardo, 44 anni di Rocca San Giovanni, Nadia Di Donato, 38 anni di Lanciano. Nell'inchiesta ci sono anche 34 indagati a piede libero.

Sarebbero 16 gli arresti, eseguiti all'alba di questa mattina, dagli agenti del commissariato di Lanciano contro un traffico di stupefacenti. La città è stata svegliata, poco dopo le 6, da rumore di un elicottero e dalle sirene delle volanti che passavano per le vie del centro. Al momento gli arrestati sono tutti in commissariato. In mattinata altri aggiornamenti.

(nella foto l'elicottero della polizia all'interno dell'ex ippodromo di Villa delle Rose)

Sono state recuperate la scorsa notte, dagli agenti del commissariato di Lanciano, 4 vetture rubate il 14 febbraio scorso in una concessionaria di via per Treglio. Le macchine (una Fiat 500L, una Jeep Renegade, una Lancia Ypsilon e una Giulietta Alfa Romeo), del valore complessivo di circa 100mila euro, circolavano in zona con targhe italiane contraffatte o con targhe tedesche scadute da mesi. Nei guai sono finiti due lancianesi, denunciati per ricettazione: F.T., 62 anni, camionista e L.G., 32 anni, dipendente di una società di trasporto pubblico. Quest'ultimo dovrà rispondere anche di furto di gasolio ai danni dell'azienda per la quale lavoro. Ognuno dei due aveva la disponibilità di due delle auto rubate, che venivano custodite in un garage. Sono in corso ulteriori indagini per stabilire la provenienza delle targhe.

L'auto, una Lancia Thesis, di proprietà del Comune di Lanciano era stata rubata per essere utilizzata da alcuni malviventi che avevano deciso un colpo ai danni della Bper di Casalbordino. Ma i progetti dei ladri sono andati in fumo grazie alla telefonata al 113 di un testimone che, svegliato nel cuore della notte da rumori sospetti si è affacciato e ha assistito a tutta la scena. Ha visto scardinare il bancomat dell'agenzia Bper e trascinarlo via agganciato a un carro attrezzi. Gli agenti del commissariato di Vasto e i Carabinieri, avvertiti tempestivamente sono intervenuti subito, non hanno perso tempo e seguendo le tracce piuttosto visibili sull'asfalto sono riusciti a recuperare la cassaforte lasciata dai ladri che alla vista delle Forze dell'Ordine hanno abbandonato pure il furgone e anche la Lancia Thesis che faceva da scorta e sono fuggiti nelle campagne circostanti. Solo dopo si è scoperto che l'auto era stata rubata al Comune di Lanciano.
 

Sono stati sorpresi in flagrante, mentre aspiravano gasolio dal serbatoio di un mezzo pesante di proprietà di una ditta di cui uno dei due era anche dipendente. Gli agenti del commissariato di Lanciano e della squadra mobile di Chieti, hanno arrestato all'alba di oggi due uomini di 42 e 33 anni. Le manette per i due, accusati di furto aggravato, sono scattate nella zona industriale della Val di Sangro. Con un tubo di gomma, erano riusciti a travasare nelle taniche circa 65 litri di carburante.

Continuano le indagini, degli agenti del commissariato di Lanciano, sul deposito di ciclomotori rubati scoperto nel fine settimana nel quartiere Santa Rita. La polizia ha rinvenuto nel garage anche diversi pezzi di altri motorini, tutti di cilindrata di 50 cc. Gli accertamenti mirano ad accertare se dietro la scoperta ci sia un'organizzazione dedita al commercio illegale di questi componenti. I ciclomotori recuperati sono stai restituiti ai legittimi proprietari.

Sarebbe di natura dolosa l'incendio che la scorsa notte ha distrutto 3 auto parcheggiate nei pressi di un ristorante sulla Variante Frentana, in un edificio dove ci sono anche due appartamenti. L'allarme è scattato intorno alle 2, quando alcuni residenti della zona, hanno notato le fiamme sprigionarsi dai veicoli. Sono stati immediatamente avvisati i vigili del fuoco, il cui comando si trova a poca distanza, che sono giunti dopo pochi minuti sul posto spegnendo il rogo. Accanto alle vetture sono state rinvenute delle taniche di benzina, che potrebbero essere state utilizzate per appiccare il fuoco. Gli agenti del commissariato di Lanciano hanno già acquisito le registrazioni degli impianti di videosorveglianza dell'area, nella speranza di recuperare elementi utili all'identificazione dei piromani. Sono stati anche sentiti i proprietari delle macchine, che hanno riferito di non aver subito alcun tipo di minaccia.