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ARIELLI:  Luigi Cellini sindaco con il 68,44%, Maria Teresa Monaco con il 31,55%
ATESSA: Giulio Borrelli sindaco con il 45,56%; Vincenzo Pellegrini 34,84%, Emilio Falcone 12,52%, Carmine Fioriti 9,15.
CASTELGUIDONE: Donato Sabatino sindaco con 97,46%; Ulisse Russo 2,03% e Giuseppe Greco 0,5%.
CASTIGLIONE MESSER MARINO: Felice Magnacca sindaco con il 52,18%; Emilio Di Lizia 47,82%.
FRAINE: Filippo Stampone sindaco con il 91,9%; Sabino De Candia 7,14%; Antonio Iannucci 0,47%; Antonio D’Autilia 0,47%; Ugo De Simone 0.
FURCI: Angelo Marchione eletto con il 55,63%;  Claudio Cianciosi 44,46%.
GAMBERALE: Maurizio Bucci nuovo sindaco con l’80,58%, Giovanni Connicella al 14,56%, Gianni Lupo, 4,36% e Nicola Laudadio 0,48%.
GIULIANO TEATINO: Nicola Andreacola sindaco con 61,58%; Pasquale Olivieri 58,41%,
LETTOPALENA:  Carolina De Vitis sindaco con l’78,60%, Alessio Di Giacamoantonio 21,40%.
MONTELAPIANO: Arturo Scopino eletto sindaco con 87, 50%. Sconfitto Giovanni Nero con il 12,5%
RIPA TEATINA: Ignazio Rucci sindaco con il 72,28%;  Fernando Zuccarini 27,71%
ROCCAMONTEPIANO: Adamo Carulli sindaco con il 57,28%, Orlando Donatucci 42,72%
ROCCASCALEGNA: Domenico Giangiordano sindaco con il 95,46%; Laura Giangiordano con 4,54%.
ROIO DEL SANGRO: Sabatino Ramondelli eletto sindaco con l’81, 96% contro Domenico Cese fermo al 18,03%
ROSELLO: Alessio Monaco eletto con il 73,46%; Gianluca Palmieri al 26,53%
SAN SALVO:  Tiziana Magnacca riconfermato sindaco.
SAN VITO CHIETINO:  Emiliano Bozzelli sindaco con il 34,35%, Rosario Bucciarelli 33,18%, Enzo Bozzelli 32,46%
TOLLO: Antonio Radica riconfermato sindaco con il 73,61%; Antonio Serraiocco 26,38%
TORRICELLA PELIGNA: Alessio Ficca sindaco con il 90,10%; Alessia Rossi 9,89%.

ORTONA: ballottaggio tra Marchegiano e Castiglione
 

 

I Sindaci di Fossacesia e Rocca San Giovanni, Enrico Di Giuseppantonio e Gianni Di Rito, scrivono alla Provincia di Chieti lanciando un nuovo accorato appello sulla situazione di pericolo e rischio in cui versa la Strada Provinciale n. 93 per Rocca San Giovanni ed il suo relativo ponte che si presenta a rischio di crollo. Già da tempo i due Comuni avevano lanciato l’allarme sulla preoccupante condizione in cui versa quella strada provinciale, colpita da ingenti movimenti franosi che oltre ad aver creato crepe rilevanti sul manto stradale, avevano pesantemente danneggiato il Ponte di San Giovanni che si trova lungo il tracciato stradale, provocando il cedimento del suo muro laterale e lo svuotamento del terreno sottostrada. “Ancora una volta abbiamo deciso di scrivere alla Provincia di Chieti – dichiarano all’unisono il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, e di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito – affinchè intervenga al più presto per ripristinare le condizioni di sicurezza stradale della Strada Provinciale n. 93 per Rocca San Giovanni ed il suo relativo ponte. Non è possibile che debbano esserci persone che quotidianamente, attraversando quel tratto stradale, rischino la propria incolumità”. Attualmente il Ponte di San Giovanni, proprio per questioni di sicurezza, può essere attraversato con un unico senso di marcia alternato.

Si è conclusa con successo questa mattina a Roma l’operazione di alienazione di patrimonio immobiliare con la sottoscrizione dei due atti di rogito tra la Provincia di Chieti e la società Invimit a sancire la vendita delle attuali sedi della Prefettura e Questura, nonché della sede del Tribunale che da oggi non sono più di proprietà dell’Amministrazione provinciale, ma ufficialmente trasferite a titolo oneroso ad un fondo immobiliare sottoscritto da investitori professionali privati ed appositamente istituito. "Ad incassare questo risultato eccellente per un valore di ben 16 milioni e 200 mila euro che sono già nelle casse dell’ente, la condivisione di un progetto unitario da parte di diversi attori a cui va tutto il mio ringraziamento - sottolinea il Presidente Mario Pupillo - dai tecnici dell’INVIMIT gli ingegneri Carlo Petagna e Gianluigi Moretta, alla Soprintendente alle Belle Arti e al Paesaggio per l’Abruzzo l’architetto Maria Giulia Picchione che ha curato il rilascio dei decreti di autorizzazione e naturalmente alla struttura della provincia di Chieti, in particolare  il dirigente del settore l’ingegner Giancarlo Moca, che ha gestito ogni singola fase del progetto e il segretario generale dott Angelo Radoccia i quali hanno il merito di aver intuito la bontà dell’iniziativa e di averla perseguita con tenacia fino a portare il risultato a casa. Oggi, l’Amministrazione provinciale può confermare di essersi spesa, anche nella gestione dell’alienazione del patrimonio immobiliare, per salvare l’ente da una situazione finanziaria precaria ed evitare il dissesto e di aver lavorato senza tregua insieme agli uffici, come d’altronde accade nell’esecuzione delle opere pubbliche, nonostante la grande incertezza del momento storico. Dopo le province di Torino, Bergamo e Brescia, la provincia di Chieti entra a far parte delle prime realtà italiane che sono riuscite a concretizzare la vendita dei beni immobili e la prima in assoluto tra le cinque in piano di riequilibrio che ha trainato come Ente Capofila in questo faticoso anno 2015".
 

La Provincia di Chieti è pronta per stipulare gli atti di  vendita degli immobili destinati alla dismissione, per un valore di oltre 16 milioni di euro. Lo annuncia il Presidente Mario Pupillo, che sottolinea come l'atto di rogito sarà perfezionato entro la metà del mese. Il Consiglio provinciale, nella giornata di ieri, ha deliberato il perfezionamento della vendita del patrimonio immobiliare al Fondo “i3-Patrimonio Italia” gestito dall’Invimit, società le cui azioni sono interamente detenute dal Ministero dell’Economia e Finanza e che il 16 settembre scorso ha fatto pervenire alla Provincia di Chieti le proposte irrevocabili di acquisto relative a due immobili di proprietà provinciale, le attuali sedi della Prefettura e Questura e la sede del Tribunale per un importo di oltre 16 milioni di euro. “Abbiamo provveduto alla pubblicazione di apposito avviso di procedura aperta degli stessi immobili - spiega il Presidente della Provincia - al fine di verificare l’esistenza di eventuali soggetti disponibili ad acquistare questi  beni ad un prezzo più vantaggioso di quello offerto dall’Invimit. Alla scadenza dell’avviso non è pervenuta nessuna offerta e dunque sul piano amministrativo ci mancava di acquisire i Decreti di autorizzazione all’alienazione  da parte della Soprintendenza B.E.A.P. per l’Abruzzo, cui avevamo fatto richiesta i primi del mese di novembre. Per entrambi gli immobili abbiamo ricevuto un riscontro tempestivo e positivo. Il Mibact ci ha autorizzato definitivamente alla vendita, subordinandola al rispetto di alcune prescrizioni vincolanti per tutelare e valorizzare al meglio beni che hanno un riconosciuto valore storico e architettonico. Il rilascio in tempi stretti della due autorizzazioni – aggiunge il Presidente Pupillo - ci ha permesso di rispettare il cronoprogramma e di aggiungere l’ultimo tassello a questo percorso che si concluderà definitivamente a metà dicembre quando andremo a sottoscrivere l’atto di rogito". “L’alienazione del patrimonio immobiliare – sottolinea il Presidente Pupillo- è un’operazione complessa che ci ha impegnato a partire dallo scorso febbraio quando abbiamo maturato la volontà di cogliere l’occasione preziosa che ci veniva offerta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la circolare n 1/2015, ovvero reperire risorse per ripianare i debiti attraverso il trasferimento ad un fondo immobiliare e a titolo oneroso degli immobili condotti attualmente in locazione passiva dalle Amministrazioni centrali dello Stato. Le attuali sedi della Prefettura e Questura e la sede del Tribunale presentavano i requisiti giusti richiesti dal progetto e ci siamo messi all’opera senza tregua. Tuttavia, tutta questa procedura non è stata compresa e piuttosto direi mal recepita, tanto che sono state diffuse notizie infondate sull’esito della vendita, che i fatti smentiscono chiaramente. Evidentemente sono storture determinate da chi non ha capito la procedura che abbiamo cercato, in tutti i modi, di rendere leggibile o   fomentate da alcuni detrattori che agiscono strumentalmente nell’interesse personale, a discapito del bene di questa Provincia”. “La verità è che l’obiettivo è stato centrato con successo – conclude il Presidente Pupillo - e la Provincia di Chieti ha conseguito un primato a livello nazionale e ha scongiurato la dichiarazione di dissesto. Questo risultato lo devo all’impegno qualificato e tenace del Segretario generale dott. Angelo Radoccia e del Dirigente competente per materia, l’ing Giancarlo Moca,  che in particolare ha gestito, con i collaboratori dei due settori, ogni singola fase coordinando non solo questa Provincia, ma ben altre quattro in predissesto con le quali abbiamo condiviso quest’avventura”.

“Termosifoni spenti, Provincia assente”, è questo il testo dello striscione con il quale il Blocco Studentesco protesta a Lanciano contro la mancata accensione o il funzionamento a intermittenza del riscaldamento al Liceo Classico “Vittorio Emanuele II”, al Liceo Scientifico “Galileo Galiei” e all’Istituto “Enrico Fermi”. Nella notte coperte, sciarpe e cappotti sono stati appesi presso gli istituti superiori cittadini per “riscaldare” gli stabili, in cui i termosifoni sono spenti, o funzionanti fino a un certo orario a dispetto del clima rigido di questi giorni. “Con quest’azione ironica di riscaldare simbolicamente gli edifici attraverso coperte, sciarpe e cappotti – afferma Domenico De Lucia, responsabile Blocco Studentesco Lanciano, in una nota - vogliamo evidenziare il grave problema della mancanza di adeguato riscaldamento scuole lancianesi. Non è assolutamente tollerabile che al termine del mese di novembre i servizi di riscaldamento non siano ancora attivi al 100 per cento. Non possiamo più accettare – prosegue la nota – che nonostante le numerose sollecitazioni riguardanti l’edilizia scolastica da parte del Blocco Studentesco in tutta la provincia di Chieti, in diverse scuole di Lanciano continui la situazione di disagio dovuta al problema del riscaldamento. Soprattutto dovuto alla singolare scelta della Provincia di Chieti che ha stabilito un orario massimo entro cui spegnere i termosifoni. Le nostre proteste – conclude la nota – non si fermeranno fin quando gli studenti non potranno usufruire di tutti i servizi di cui hanno pieno diritto, senza vivere queste situazioni al limite della sopportabilità”.

Invece di essere in servizio avrebbe, in più occasioni, aiutato la moglie nell'edicola tabacchi di famiglia. Con l'accusa di truffa aggravata, peculato e falsità ideologica, il gip di Lanciano Massimo Canosa ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 53enne di Casoli, capo cantoniere della Provincia di Chieti. L'uomo è stato tenuto sotto controllo per diverso tempo dai carabinieri della polizia giudiziaria della Procura di Lanciano, che lo hanno pedinato negli spostamenti, fotografando e riprendendo i suoi movimenti. I fatti si riferiscono al periodo tra il 13 dicembre 2014 e il 28 settembre scorso. Secondo la ricostruzione della Procura, il 53enne, oltre ad aiutare la moglie, negli orari di lavoro (falsamente attestati) sarebbe rimasto invece a casa, oppure si sarebbe recato in posti diversi dal suo luogo di servizio, utilizzando anche mezzi della Provincia. E' accusato anche di essersi appropriato di legna custodita nei magazzini dell'ente, che avrebbe poi portato a casa con i mezzi della stessa amministrazione. Per la Procura il cantoniere si sarebbe anche accorto di essere controllato, ponendo in essere condotte tali da sviare le indagini e inquinare così l'inchiesta. Il gip gli ha concesso gli arresti domiciliari. Nel settembre 2014, per fatti analoghi, era stato arrestato un altro cantoniere della Provincia, residente ad Atessa. Con lui finirono nei guai altri due colleghi, che furono denunciati. Il processo nei loro confronti inizierà a marzo del prossimo anno.

La Provincia di Chieti, ha presentato ricorso al TAR Lazio reiterando l’impegno a contrastare con tutti gli strumenti a disposizione il progetto di sviluppo di giacimento Ombrina Mare 2, iter giunto ormai alla sua fase conclusiva. Hanno aderito alla proposta di ricorrere per l’annullamento dei provvedimenti i Comuni di Archi, Ari, Arielli, Atessa, Francavilla al Mare, Giuliano Teatino, Mozzagrogna, Ortona, Paglieta, Pollutri, San Giovanni Teatino, San Salvo, Santa Maria Imbaro, Tollo. Iniziativa che va a potenziare analogo ricorso al TAR Lazio presentato separatamente da altre amministrazioni comunali del nostro territorio provinciale contro il decreto ministeriale n.172 del 7 agosto 2015. Soddisfazione del Presidente della Provincia, Mario Pupillo, per la compattezza dimostrata dalle Amministrazioni locali del territorio sul tema delle estrazioni petrolifere: “Ombrina mare è diventata il simbolo della comunità abruzzese per uno sviluppo economico compatibile con l’ambiente e la Provincia di Chieti ha da sempre condotto una battaglia legale contro le varie fasi del procedimento amministrativo - sottolinea il Presidente - Convinti che 'l’unione fa la forza', abbiamo accolto le realtà comunali sensibili al problema per rafforzare l’azione giudiziaria messa in campo contro il recente decreto Ministeriale e quei pareri che hanno statuito la compatibilità ambientale del progetto Ombrina mare nel nostro mare Adriatico. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i miei colleghi sindaci che nelle manifestazioni pubbliche, l’ultima il 23 maggio a Lanciano, non hanno fatto mai mancare la loro presenza per dire NO ad Ombrina Mare. L'amministrazione provinciale, al fianco dei 14 Comuni – aggiunge Pupillo - ha dato mandato  allo Studio di professionisti con sede a Torino, composto dagli avvocati Saracco-Colletti-Formentin-Di Giovanni-Colasurdo, che segue le pratiche per conto dell’ente con l’auspicio di ottenere finalmente l’annullamento dei provvedimenti”.

“La Provincia di Chieti porta a casa un risultato eccezionale ed è la prima a chiudere positivamente il processo di istruttoria della vendita del patrimonio immobiliare allo Stato per ben 16 milioni e 200 mila euro” commenta soddisfatto il presidente Mario Pupillo nel corso della conferenza stampa che si è svolta in mattinata nel Palazzo della Provincia. L’alienazione del patrimonio immobiliare è un’operazione messa a punto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la circolare n 1/2015, al fine di  sostenere le province con maggiori difficoltà, rendendo disponibili risorse finanziarie importanti ed eliminando anche i costi di gestione degli immobili attraverso il trasferimento, a titolo oneroso, degli immobili condotti attualmente in locazione passiva dalle Amministrazioni centrali dello Stato ad un fondo immobiliare sottoscritto da investitori professionali privati ed appositamente istituito dalla società Invimit Sgr, soggetto detenuto al 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. “La provincia di Chieti ha colto l’occasione al balzo vista la situazione di  predissesto– spiega il Presidente Pupillo- e i vincoli del piano di riequilibrio pluriennale adottato nel 2013 per ripianare i debiti. Lo scorso febbraio ci siamo attivati immediatamente presso l’INVIMIT, coinvolgendo anche la altre province in piano di riequilibrio, ovvero Imperia, Verbano Cusio Ossola, Potenza e Ascoli Piceno. Il 16 settembre, dopo una complessa istruttoria, la società INVIMIT ci ha fatto pervenire proposte irrevocabili di acquisto relative a due immobili di proprietà provinciale, le attuali sedi della Prefettura e Questura e la sede del Tribunale”. Tanto si legge nella proposta pervenuta all’Ente, che sarà oggetto del Consiglio provinciale fissato per ,artedì prossimo e che approverà la vendita per quanto segue: 1). Porzioni immobiliari site nel Comune di Chieti, al Corso Marrucino n. 97, utilizzate come sede della Prefettura e della Questura; prezzo offerto per l’acquisto: € 6.301.944,00; 2) Immobile sito nel Comune di Chieti, alla Piazza Vittorio Emanuele II, n. 16, sede del Tribunale; prezzo offerto per l’acquisto: € 9.889.986,00”. “Gli effetti di questo risultato sono essenziali per la salvezza dell’ente quanto meno per l’anno di esercizio 2015 – aggiunge il Presidente Mario Pupillo – infatti il ricavato della vendita consentirà alla provincia di Chieti di chiudere anticipatamente la procedura di riequilibrio mediante l’assorbimento dell’intero importo del disavanzo di amministrazione di complessivi € 13.007.565,18 e dunque di rientrare nella “normalita’” con il benestare della sezione regionale della Corte dei Conti da cui saremo convocati a breve e che proprio lo scorso marzo ci aveva dato fiducia. Ottimo il lavoro svolto dall’Amministrazione provinciale in questi mesi, in particolare ringrazio il consigliere delegato al Bilancio Tommaso Coletti. Determinante l’abnegazione dei dirigenti, il dott. Angelo Radoccia e l’Ing. Giancarlo Moca, che hanno condotto in modo encomiabile tutte le fasi dell’operazione INVIMIT e che oggi mi consentono di poter affermare che la provincia di Chieti entra al 1 gennaio 2016 con i conti a posto e in grado di programmare la vita futura dell’area vasta con maggior serenità. Il resto tocca farlo al Governo con la prossima legge di stabilità, eliminando il taglio insostenibile previsto in capo alle province”.

Si è svolta ieri pomeriggio l’Assemblea straordinaria dei Sindaci della provincia di Chieti convocati dal Presidente Mario Pupillo, a sostegno della mobilitazione promossa dalle Istituzioni del territorio contro la chiusura e l’accorpamento delle sedi prefettizie, compresi il Comando dei Vigili del fuoco e della Questura. Posizione unanime quella emersa nel corso del dibattito e chiare le argomentazioni della delibera condivisa dai sindaci, che vede prima di tutto nell’ipotesi dell’accorpamento della struttura di Chieti a Pescara la perdita della rappresentanza diretta dello Stato, di servizi per il cittadino, la riduzione o declassamento di presidi di gestione della sicurezza con riflessi collaterali negativi su economie e posti di lavoro, tra l’altro in assoluto contrasto con la finalità della riforma Madia che prevede testualmente che la riorganizzazione della P.A. debba avvenire assicurando l’invarianza dei servizi al cittadino. "Le Prefetture, le Questure e i Comandi Provinciali dei Vigili del fuoco non sono semplici agenzie di servizi - puntualizza Pupillo - non si compensano con strumenti on line e per funzionare devono essere inserite nel territorio. Non siamo d’accordo che questa operazione comporti riduzione della spesa. Chieti è il capoluogo in cui è in corso l’attuazione del progetto-pilota governativo su cui il Governo ha già stanziato 18 milioni di euro e che prevede il recupero e la rifunzionalizzazione delle caserme dimesse per l’abbattimento dei costi di locazioni passive degli uffici periferici dello Stato e per la razionalizzazione dei servizi erogati ai cittadini. Al contrario, se si spostano gli Uffici a Pescara dovrebbero essere reperiti spazi sufficienti e adeguati, operazione che non sarà a costo zero se consideriamo che nel capoluogo adriatico non risultano beni demaniali disponibili allo scopo. Eccepiti uno ad uno i parametri la cui presenza in capo all’ambito provinciale di Chieti, stando al testo della legge attuativa, non dovrebbero comportare il previsto accorpamento: tanto per citarne qualcuno l’“estensione territoriale” se consideriamo i suoi 104 comuni e le “caratteristiche del territorio” notoriamente complesse (80 km di costa, comuni montani a oltre 1.200 m.s.l.m., ecc.); la “popolazione residente” per cui Chieti risulta al 53° posto dei capoluoghi di Provincia (393.734 abitanti); le “dinamiche socio-economiche” e gli “insediamenti produttivi” alla luce del PIL della Provincia di Chieti pari al 60% di quello dell’intera regione. Insieme abbiamo deciso di attivare tutte le iniziative utili - conclude Pupillo - affinché venga scongiurata l’ipotesi di accorpamento della Prefettura di Chieti con quelle di Pescara e Uffici periferici dello Stato, Questura e Comando dei Vigili del Fuoco, anzi chiederemo al Governo, qualora il decreto venga comunque sottoscritto dal Presidente della Repubblica, di individuare la sede della Prefettura di Chieti quale 'Sede principale' accorpando ad essa quella di Pescara”.