Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

Ogni giorno, ormai a tre settimane di distanza, la vicenda della rapina in villa che ha sconvolto l'Italia, si arricchisce di nuovi particolari. Dopo gli arresti dei primi tre giovani romeni,  Aurel Costantin Turlica, 22 anni, Cosmin Ion Turlica, 20 anni, Aurel Ruset, 25 anni, fermati mentre cercavano di fuggire a bordo della loro auto con targa straniera, macchina gia da tempo controllata dalle forze dell'ordine, seguiti dal fermo di Bodgan Ghiviziu, considerato l'autista, Alexandru Bodgan Colteanu e infine di Martin Marius Adrian, fuggito in Romania, la città di Lanciano fatica a riprendersi dallo shock di trovarsi alla ribalta nazionale per un reato tanto efferato. 

Sono tanti a chiedersi come sia stato possibile  arrivare a tanto e nello sfogliare i giornali, osservando i volti dei presunti colpevoli, la giustizia deve ancora esprimersi, alcune signore, residenti nel quartiere Santa Rita hanno riconosciuto, dicono senza ombra di dubbio, nel volto dei primi tre fermati quello dei giovani che lunedì 24 settembre sono saliti, dal centro di Lanciano sul pullman che le riportava a casa.

Erano loro, non ha dubbio la signora Maria, sono saliti sul mezzo e sono scesi all'altezza di un Bar del quartiere. La zona era stata indicata come frequentata dal gruppo proprio per la presenza di un centro scommesse, non ci meraviglia, ma il fatto che il  mattino dopo la "mattanza" che ha quasi ucciso i coniugi Martelli, i due fratelli Turlica e il cugino Ruset siano andati proprio li, a due passi dalla villa della famiglia, ha dell'incredibile.

Quel lunedì sulla stampa nazionale si parlava solo della rapina di Lanciano, avranno sicuramente visto la Tv o letto i siti internet e i giornali. Loro erano in città, erano a casa, in corso Roma e con il pulman, come tre studenti normali sono andati sul luogo dell'orrore.

Altri cittadini ricordano perfettamente quella Golf parcheggiata in Piazza, sempre fuori dalle strisce blù, messa di traverso davanti al monumento. Del resto sono loro stessi, i romeni, a pubblicarsi a bordo della macchina sotto il comune. Le auto erano la loro passione, sui loro profili social le macchine sono le protagoniste. Auto sportive, non particolarmente costose ma che si notano e, i lancianesi, le avevano notate.

(Clara Labrozzi)

 

Ore 17,30. Inseguimento in corso in questo momento alle porte della città nelle campagne che da Rizzacorno portano verso Sant'Onofrio, dagli abitanti chiamata "forcatura". 
Si inseguono due uomini. Non si sa se siano armati ma il dispiegamento di forze è massiccio. Almeno 8 volanti fra carabinieri e polizia e un elicottero. Agli abitanti è stato detto di rimanere in casa.
Aggiornamento ore 16:45.
Uno degli uomini sarebbe il basista della banda della rapina in villa ai danni dei coniugi Martelli. E' vestito di nero ed è braccato dalle forze dell'ordine. Del secondo uomo non si sa ancora nulla ma potrebbe essere anche lui un rapinatore. Salirebbero così a 6 il numero delle persone coinvolte.

+++aggiornamento

Ore 20,30

Catturato nei pressi della chiesa di Sant'Onofrio il 5 uomo della banda dei rapinatori. Caccia ancora aperta ad un sesto individuo.
Dopo l'interrogatorio di questa mattina in carcere a Lanciano partita l'operazione.
+++seguono aggiornamenti

Ore 23

Il sesto uomo fermato, sembrerebbe prima del 26 enne catturato intorno alle 20, è un romeno di 48 anni. Non avrebbe partecipato fattivamente all'assalto in villa ma avrebbe agevolato la fuga dei rapinatori.

I fermati sono stati entrambi portati alla caserma dei carabinieri di Lanciano. 

Aggiornamento ore 11,30

E' stata necessaria la presenza di almeno 60 uomini fra carabinieri e polizia per acciuffare il quinto elemento della banda di rapinatori. G.B.G., 26 anni, è accusato anche lui di rapina.

J.G., 48 anni, anche lui romeno è invece ritenuto fiancheggiatore del 26enne in fuga. L’uomo è il compagno della madre del quinto rapinatore. 

Era ricercato ma la polizia, che evidentemente era già sulle sue tracce questa mattina non aveva fatto trapelare nulla circa il suo imminente arresto. Si tratta di Alexandru Bogdan Colteanu 26 anni anche lui di origini rumene. Non era nell'auto fermata e che ha permesso l'arresto dei tre suio connazionali. Sarebbe lui il capo della banda che il 23 settembre ha massacrato e derubato i coniugi Martelli.

Si attende l'ufficializzazione della notizia

+++seguono aggiornamenti

I bancomat prelevati ai coniugi Martelli hanno avuto un magro bottino, le botte invece sono state tante, troppe. Per il dottor Martelli ancora accertamenti e per la moglie Niva si è invece reso necessario il trasferimento dall'UTIC di Lanciano all'ospedale di Chieti. Per il padiglione auricolare tranciato purtroppo non è stato possibile fare nulla.

 Domenico Iezzi

Sul fronte dell'indagine la pista seguita è quella di una banda, almeno sei episodi simili che hanno colpito tutta la provincia. Augusto Caporale  titolare di un'agenzia di pratiche auto ad Atessa, rapinato di 600 euro e ferocemente picchiato; Domenico Iezzi 73 anni, titolare di una tabaccheria al quale è stato amputato un dito; Carlo Jubatti. l'imprenditore di Guardiagrele picchiato nella sua casa di notte e in ultimo Massimiliano delle Vigne insieme alla moglie atteso fuori dalla sua casa. 

 Massimiliano Delle Vigne

Ora però il passo falso. Dalle prime indiscrezioni che escono dalla Procura il volto di due rapinatori è stato individuato dalle immagini delle telecamere di sicurezza della filiale della UBI Banca in via Per Fossacesia a Lanciano dove, in tre, si sono recati mentre altri aguzzini continuavano a torturare Carlo Martelli e la moglie Niva Bazzan.Il video dell'intervista alla signora Niva Bazzan

Un prelievo di 2000 euro, niente di più e una violenza che non trova giustificazione alcuna. (Clara Labrozzi)

Con la gentilezza e la pacatezza del medico che tutti in città conoscono ieri sera, il dott. Carlo Martelli ha raccontato alle maggiori testate televisive la sua notte da incubo. “Non mi spiego tutta questa cattiveria, se ci avessero solo legato avrebbero ottenuto quello che alla fine hanno preso” ha detto il medico che all’alba di domenica 23 settembre ha subito un pestaggio atroce insieme alla moglie Niva alla quale hanno tagliato il lobo dell’orecchio che, purtroppo, i medici del Renzetti di Lanciano, dove sono ricoverati, non sono riusciti a riattaccare.

Ai microfoni di Abruzzo Live Tv il medico ha detto di aver visto una lucina in camere: “alle tre mi sono accorto che era andata via luce, chissà se esiste un nesso, mia moglie dormiva in una stanza diversa, doveva partire per Roma, poi le botte , tante. Mi hanno sbattuto a terra e legato, sono svenuto. Per fortuna sia io che mia moglie abbiamo ricordato i codici pin delle carte”. Dalle indagini è emerso che i malviventi, almeno 4, si pensa ad un quinto fuori a fare da palo, una volta prese le carte sono andati a fare un prelievo: “ mi ha detto quando torno mi devi dire dove avete la cassaforte altrimenti faccio a pezzi tua moglie. Non abbiamo una cassaforte- continua- non l’avevamo quando ci hanno rubato anni fa e non l’abbiamo adesso. Non abbiamo neanche l’allarme, tanto saprebbero come disinnescarlo.

Uno si sarebbe dimostrato più ”buono”, avrebbe preso un bicchiere d’acqua alla signora Niva dopo il taglio del lobo. “Ho visto solo il sangue schizzare, dice il marito che racconta anche come prima di andare via il ladro, che aveva dato da bere alla moglie, abbia anche allentato il lacci che lo tenevano “incaprettato”.

La porta prima chiusa a chiave sarebbe stata poi aperta. I fili del computer così allentati hanno permesso alla vittima di liberarsi e di chiamare il fratello Alfredo che vive nella villa adiacente.

Solo uno parlava ed era chiaramente italiano, forse con una leggera inflessione del sud. Con modo spavaldo prima di andarsene ha detto: “ appena mettete una cassaforte fatecelo sapere…torniamo!”

La città di Lanciano è sconvolta. L’idea della violenza subita dalla coppia ha turbato gli animi di tutti.  In casa anche il figlio disabile che per fortuna non è stato toccato, la sua camera è stata messa a soqquadro ma non gli hanno fatto del male. Lo scorso inverno a San Vito, in una zona isolata, un anziano commerciante subì una rapina violenta, gli tagliarono un dito. In quel caso vi fu indignazione ma la notizia non suscitò lo stesso clamore. Ora si chiede a gran voce sicurezza, i cittadini non si sentono al sicuro nelle proprie case e, in una zona come la nostra definita “tranquilla” tutto questo arriva come un fulmine a ciel sereno. E’ vero che i furti sono sempre più numerosi, che ogni mattina si racconta di bar derubati e vetrine fracassate ma alla barbarie di questo tipo non si era mai arrivati.video

Clara Labrozzi

LANCIANO. “I responsabili saranno catturati dalle forze dell’ordine e sconteranno una pena che ricorderanno a lungo. Marciranno in galera”. Così il ministro degli Interni e vice Premier, Matteo Salvini si è espresso ai microfoni di RadioRai, sull’aggressione subita dai coniugi Martelli a Lanciano. Aggressione che ha sconvolto tutta la città, visto che un fatto così brutale non era mai avvenuto a Lanciano: Carlo Martelli, medico in pensione e fondatore dell'associazione Anffas Onlus e sua moglie, Niva Bazzan sono stati aggrediti in casa da quattro rapinatori armati di coltello. Entrambi sono stati massacrati di botte. Alla moglie è stato addirittura reciso il lobo dell’orecchio destro mentre non è stato ferito in alcun modo il figlio disabile della copia. I coniugi sono stati tenuti in ostaggio per circa due ore dai malviventi.

Da diversi giorni a Lanciano si registrano furti ad attività commerciali e aggressioni ai cittadini.

Piergiorgio Di Rocco

Rapina all'ufficio postale di Villa Scorciosa, questa mattina. Nella filiale, che ricordiamo appartenere al territorio del Comune di Fossacesia, intorno alle 10  sono entrati due uomini armati di un coltello e una pistola con il  viso coperto da un passamontagna. Quando sono piombati nei locali si trovava una sola impiegata la quale è stata prima minacciata, poi rinchiusa in uno stanzino.

Magro i bottino, presi infatti solo 400 euro.

La signora nonostante sotto shock è riuscita a dare l'allarme ed è stata liberata dagli agenti di una Volante subito arrivati dal Commissariato di Lanciano.

Sul posto è intervenuta anche la polizia scientifica.

FILETTO - Rapina in casa la scorsa notte in un'abitazione di Filetto. Vittima un'anziana, che vive sola, che intorno alle 3 è stata affrontata da due uomini a volto coperto che si sono introdotti in casa dopo aver forzato una finestra al piano terra. La donna è stata svegliata e, sotto minaccia, ha consegnato le chiavi di una cassaforte a muro in cui erano custoditi i gioielli di famiglia. I malviventi le hanno rubato anche la collana che portava al collo, fuggendo subito dopo e facendo perdere le proprie tracce. E' stata l'anziana ad avvisare i carabinieri, ma in evidente stato di shock, è riuscita a fornire una descrizione molto sommaria dei rapinatori, uno dei quali forse era armato di pistola. I carabinieri hanno subito avviato una serie di indagini per tentare di risalire agli autori del gesto. Qualche elemento potrebbe arrivare dai risultati degli accertamenti tecnico scientifici condotti nella casa della donna.

In evidente stato di ebbrezza, lo scorso 18 agosto, aveva tentato di rubare uno smartphone a un ragazzino, nei pressi di un locale dei Viali a Lanciano. Con l'accusa di tentata rapina, i carabinieri hanno arrestato oggi un 53enne residente in città. Quella sera il ragazzo sarebbe stato spinto, riportando nella colluttazione, in cui gli è stata anche strappata la maglietta, alcune ferite, medicate al pronto soccorso del Renzetti. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata firmata dal gip Massimo Canosa, su richiesta del pm Rosaria Vecchi. L'uomo è stato identificato sulla base di una serie di riscontri, che hanno permesso di risalire alla sua identità. Nei giorni successivi alla tentata rapina, avrebbe infastidito anche altri ragazzi lungo i viali, oltraggiando anche i carabinieri che lo avevano avvicinato. Per questi altri episodi è stato invece denunciato a piede libero.

Un assalto in piena regola, messo a segno da professionisti. E' l'ipotesi più probabile per la tentata rapina, ai danni di un portavalori della società Aquila di Ortona, avvenuta questa mattina - poco prima delle 7 - sulla carreggiata nord dell'autostrada A14, tra i caselli di Pescara sud e Pescara ovest. Ad agire sarebbero stati 4 banditi, armati di mitra, che a bordo di una Giulietta bianca, hanno costretto il conducente di un tir a mettere il suo mezzo di traverso sulla carreggiata. All'arrivo del blindato sono stati esplosi colpi in aria e contro il portavalori, per costringerlo a fermarsi, ma pochi istanti dopo è sopraggiunta un'auto della polizia, che ha fatto fallire il colpo e costretto di banditi alla fuga, prima a bordo di un furgone fermato lungo l'autostrada, poi a piedi. Per impedire di essere seguiti hanno anche posizionato dei chiodi sull'asfalto. A causa dell'episodio il traffico sull'autostrada ha subito forti rallentamenti, con la chiusura del tratto nord dell'A14 e la deviazione della circolazione sulla viabilità ordinaria.  (la foto è di Rete8.it)