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"L'appello a tutti gli abruzzesi è a votare "sì" al referendum di domenica contro le trivelle. Difendiamo i nostri mari. Vogliamo tutelare l'ambiente e il mare che è più prezioso del petrolio. Questa è la linea dell'Udc come mi ha confermato ancora una volta ieri il segretario nazionale Lorenzo Cesa nel corso di un incontro a Roma alla presenza del vicesegretario vicario Antonio De Poli". Lo afferma Enrico Di Giuseppantonio, commissario regionale UDC in Abruzzo che ieri si è recato a Roma per un incontro al partito in vista del referendum sulle trivelle di domenica prossima: "Non possiamo rendere vana la lotta dei cittadini e delle Amministrazioni locali abruzzesi che hanno scongiurato l'insediamento di Ombrina nel mare antistante la nostra costa. E' una battaglia in difesa delle bellezze marine della nostra regione, di 133 km di costa abruzzese che sono un' autentica ricchezza per l'economia turistica". "La tutela dell'ambiente e' fondamentale: ce lo ha ricordato Papa Francesco con la sua Enciclica " Laudato sii" dove questo concetto è espresso chiaramente: 'La tecnologia basata sui combustibili fossili, molto inquinanti – specie il carbone, ma anche il petrolio e, in misura minore, il gas –, deve essere sostituita progressivamente e senza indugio', recita l'Enciclica del Pontefice. Non ha senso spingere per l'astensionismo: andiamo a votare e votiamo "sì" per difendere il mare dell'Abruzzo".

Sarà un fine settimana caratterizzato da una serie di iniziative di sensibilizzazione sul tema del referendum "no triv" previsto per domenica prossima 17 aprile. A Lanciano si è costituito proprio oggi il coordinamento per i  “Referendum Sociali”, a cui hanno aderito finora la Confederazione Cobas, il collettivo/ comitato “Rete Kurdistan”, comitati spontanei, movimenti, partiti e tanti cittadini. "Invitiamo tutti ad andare a votare e votare 'sì' - sottolinea la coordinatrice Coralba Giannico - questo referendum infatti, indipendentemente dal risultato che uscirà dalle urne, rappresenta il primo tempo di  una partita che culminerà con il referendum costituzionale e proseguirà con la celebrazione dei referendum sociali su ambiente, inceneritori e scuola". Domenica 10 aprile a Lanciano in occasione della manifestazione “No Inceneritore in Val di Sangro", il comitato sui referendum sociali partirà con  la raccolta firme, con una postazione in piazza Plebiscito dalle 9 alle 13. "Ricordiamo ai cittadini - continua la Giannico - quanto la loro presenza alle urne sia importantissima per il referendum abrogativo del 17 aprile: votare sì per dire no alle trivelle". Anche il M5S scenderà in piazza a sostegno della consultazione. "Sarà un weekend di iniziative in tutto l'Abruzzo per il M5S - puntualizza il deputato Gianluca Vacca - che sabato e domenica ha organizzato in tante piazze abruzzesi una serie di eventi a sostegno del 'Sì'. Inoltre il M5S sosterrà nei prossimi 3 mesi la raccolta firme per i referendum su scuola, trivelle-zero, inceneritori e Italicum, con l'obiettivo di portare gli italiani nel 2017 ad esprimersi su alcuni dei provvedimenti peggiori del Governo Renzi". La lista completa degli eventi è sul sito www.movimento5stelleabruzzo.it. E pure CasaPound si schiera con il fronte del sì. “Le trivelle che il referendum del 17 aprile vuole fermare - spiega il responsabile cittadino Nico Barone - hanno poco a che fare con l'interesse nazionale, la ricerca e lo sviluppo, molto, invece, con gli interessi delle multinazionali che fanno il bello e il cattivo tempo nel Mediterraneo, nelle nostre acque territoriali, a poche miglia dalla costa. Per questo CasaPound Italia si schiera per il Sì al referendum”.  
 

Denuncia l'incoerenza e l'ambiguità del centrosinistra, in merito al referendum anti-trivelle del prossimo 17 aprile, l'onorevole Fabrizio Di Stefano, che spara a zero soprattutto sul Partito Democratico e sul Governo Renzi, che avrebbe almeno potuto unire il voto referendario a quello delle amministrative di giugno, con un risparmio di 300 milioni di euro per le casse pubbliche. Invece nemmeno questo è stato fatto. In verità non è la prima volta che il parlamentare di Forza Italia stigmatizza il comportamento “schizofrenico” del centrosinistra. “In Abruzzo si manifestava contro le trivellazioni in mare, e a Roma si votava lo Sblocca Italia – ha ricordato Di Stefano questa mattina in conferenza stampa, insieme alla consigliera comunale Graziella Di Campli e a Sebastiano Di Nunzio, responsabile dei giovani di Forza Italia – il 23 maggio scorso Mario Pupillo ha sfilato con la doppia fascia di sindaco e presidente della Provincia di Chieti contro Ombrina, insieme ad altri esponenti del Pd e del centrosinistra. Ora tutti in silenzio, così come si è defilato il presidente della Regione Luciano D'Alfonso, che prima promuove insieme ad altri nove sindaci la campagna referendaria e poi se ne tira fuori, senza dare alcuna spiegazione. Il centrosinistra tace e il Pd lancianese non ha ancora fatto sentire la sua voce in proposito. La coerenza non è un valore per tutti, ma per noi sì – ha ribadito l'onorevole – ci siamo sempre espressi contro le trivellazioni e il prossimo 17 aprile andremo a votare 'Sì'. Non si possono accampare scuse, né prendere in giro i cittadini come sta facendo il centrosinistra. Le nostre piattaforme possono essere spostate oltre le 12 miglia, così come avevo scritto nel mio emendamento, prima bocciato e poi ripreso quasi integralmente nel maxi emendamento, che di fatto ha impedito che il progetto Ombrina andasse avanti”. E non manca un riferimento alla spinosa e imbarazzante questione che ha portato alle dimissioni di Federica Guidi, dalla carica di ministro dello Sviluppo Economico. Di Stefano è fortemente critico anche nei confronti di quei difensori dell'ambiente che fanno cortei e manifestazioni, che si spendono a favore del territorio, ma che in questo caso sono stranamente silenziosi. “Dove sono le associazioni e i movimenti? Di questo appuntamento non parla nessuno - continua l'esponente forzista - c'è pure una scarsa informazione e se a questo sia aggiunge che il 40 per cento di solito non va a votare ai referendum e che il Governo invita all'astensione, si comprende come sia davvero difficile raggiungere il quorum”. Intanto il parlamentare ha annunciato una serie di iniziative che saranno organizzate nei prossimi giorni, con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini alle ragioni del voto del 17 aprile e soprattutto quanto sia importante esercitare questo diritto. “E' incomprensibile che proprio il centrosinistra, e specialmente il Partito Democratico, che hanno sempre privilegiato le primarie e quindi la partecipazione dei cittadini, stavolta, in un referendum che rappresenta la massima espressione democratica, suggeriscono di stare a casa”. Va giù pesante Di Stefano e non è necessaria la sfera di cristallo per prevedere che anche questo argomento è destinato a suscitare molto più di una polemica e non solo per il clima pre-elettorale, ma perché in causa vengono chiamati in tanti. (p.d.f.)

 Il referendum anti trivelle, dopo mesi di polemiche, è in dirittura d'arrivo. Il prossimo 17 aprile, infatti, i cittadini dovranno recarsi alle urne per esprimere il proprio voto. Per dire, sostanzialmente, se vogliono l'abrogazione della norma che, al momento, concede alle multinazionali del petrolio la possibilità di estrarre greggio, entro le 12 miglia dalla costa, fino ad esaurimento dei pozzi. Se si raggiungerà il quorum e se i cittadini, a maggioranza, scriveranno “Sì” sulla scheda, in sostanza le società del petrolio, riguardo ai pozzi entro le 12 miglia marine, non potranno andare più avanti ad oltranza ad estrarre idrocarburi, ma dovranno bloccarsi a scadenza delle concessioni (sono una 30ina quelle in vigore in Italia e le ultime hanno scadenza 2026). Una questione importante, soprattutto in un territorio, quello abruzzese, che da anni è mobilitato a difesa del proprio territorio, del proprio mare e delle proprie coste: prima le battaglie contro il Centro oli di Ortona e poi contro le piattaforme Ombrina Mare ed Elsa nel Chietino e le altre nel Teramano. Per questo il movimento politico Italia Unica, in collaborazione con la Onlus Ilaria Rambaldi di Lanciano, ha organizzato per domani, 5 aprile, l'incontro “Confrontiamoci per capire”, a cui parteciperà anche il coordinatore nazionale del movimento, Lelio Alfonso. L'appuntamento è alle 18, nella ex Casa di Conversazione, in piazza Plebiscito. A coordinare il dibattito sarà Renato Ranieri, referente di Italia Unica per l'Abruzzo. Seguiranno gli interventi di Samuele Segoni, deputato del Gruppo Misto-Alternativa Libera e componente della Commissione Ambiente e Territorio della Camera; Fabrizia Arduini, presidente Wwf Zona Frentana e Costa Teatina, esperta in questioni riguardanti gli idrocarburi; Maria Grazia Piccinini, presidente dell'associazione “Ilaria Rambaldi Onlus”. Le conclusioni saranno tratte da Lelio Alfonso.

Un'assemblea degli iscritti PD di Lanciano, che prenda una posizione chiara sul referendum contro le trivellazioni in mare del prossimo 17 aprile. E' l'appello che lancia Tommaso Sarchese, esponente Ecodem e storico ambientalista frentano, secondo cui “è gravissimo il silenzio che accompagna l'appuntamento elettorale”. Di qui la decisione di chiedere la convocazione di un'assemblea del partito, “che possa prendere una posizione su questo tema e che, almeno in ambito locale, attivi iniziative per invitare i cittadini ad andare a votare, e votare 'Sì' all’abrogazione di questa norma, che consente lo sfruttamento senza limiti di tempo dei giacimenti petroliferi presenti entro le 12 miglia dalla costa”. Sarchese auspica anche che l'amministrazione comunale si esprima a favore del 'Sì' al referendum, perché alla consultazione “è legato anche un aspetto politico: il centrodestra, infatti, si è già schierato per il sì al referendum, strumentalizzando il fatto che il PD e il suo leader si siano schierati per l’astensione”. Una scelta che, secondo Sarchese, a livello locale non è condivisa da gran parte della base. “Sicuramente – prosegue il rappresentante Ecodem - è da riconoscere il merito a questo governo di aver bloccato Ombrina Mare, ma occorre essere coerenti fino in fondo. Ed è positiva anche la presa di posizione della Direzione Regionale Abruzzo del PD, che quanto meno invita al voto, anche se non da indicazioni per il 'Sì'”. Ma perché bisogna votare con forza per il 'Sì'? “Perché il governo – risponde ancora Sarchese - con un emendamento alla legge di Stabilità 2016 (che modifica il decreto legislativo 152/2006) ha vietato tutte le nuove attività entro le 12 miglia marine, ma ha mantenuto i titoli già rilasciati prevedendo che essi possano rimanere vigenti 'fino a vita utile del giacimento'. La legge in materia prevedeva che le concessioni di coltivazione avessero una durata trentennale (prorogabile attraverso apposita richiesta per periodi di ulteriori 5 o 10 anni) e i permessi di ricerca una durata di 6 anni (con massimo due proroghe consentite di 3 anni ciascuna); con questa modifica alla legge di Stabilità i titoli già rilasciati entro le 12 miglia dalla costa (e soltanto questi) non hanno più scadenza. Nel nostro mare, entro le 12 miglia – continua - ci sono a oggi 35 concessioni di estrazione di idrocarburi (coltivazione). Tre di queste sono inattive, una è in sospeso fino alla fine del 2016, cinque erano non produttive nel 2015. Le altre 26 concessioni, che sono produttive, sono distribuite tra il mare Adriatico, il mar Ionio e il canale di Sicilia, per un totale di 79 piattaforme e 463 pozzi. E’ importante ricordare  che mettere una scadenza alle concessioni date a società private, che svolgono la loro attività sfruttando beni appartenenti allo Stato, non è una fissazione delle associazioni ambientaliste o dei comitati, ma è una regola comunitaria”.
 

"In questi giorni il Coordinamento di Forza Italia di Lanciano ha programmato una serie d’incontri per focalizzare le tante carenze dei 5 anni di amministrazione comunale e, conseguentemente  per tracciare  i punti programmatici di cui il centrodestra dovrà farsi portavoce per le prossime elezioni di giugno". Lo annuncia, in una nota, il coordinamento cittadino del partito, nel primo documento pubblico dopo le Primarie del 13 marzo scorso, che hanno scatenato una serie di accuse e polemiche in casa azzurra, culminate con l'addio della candidata di bandiera Maria Grazia Piccinini. "Contestualmente il gruppo sta già lavorando alla costituzione di una lista che sarà profondamente rinnovata nella sua composizione - continua la nota - pur mantenendo alcuni elementi che hanno già avuto esperienza, al fine di coniugare l' entusiasmo e la voglia di rinnovamento, con la conoscenza della macchina amministrativa maturata nel corso degli anni". Volti nuovi, dunque, nella prossima competizione elettorale, ma anche alcune conferme tra i nomi che gli elettori troveranno sui manifesti affissi nei seggi elettorali. "Inoltre Forza Italia Lanciano focalizzerà il proprio impegno nelle prossime settimane sulla battaglia referendaria del 17 aprile per  dare il proprio convinto SI contro le trivelle - prosegue il coordinamento - questa è una battaglia infatti che ha sempre condotto in Abruzzo in maniera forte e coerente, e che ci vedrà impegnati in questi prossimi giorni. Riteniamo di doverlo fare soprattutto a Lanciano, dove il 24 maggio 2015 eravamo scesi in piazza con tutta la nostra classe dirigente, a cominciare dall'on. Di Stefano, che è stato sempre convintamente in prima fila per questa battaglia, rilanciando questa sfida, a differenza del PD, che invece ama la passerella in piazza (vedasi la manifestazione di maggio)  ma che poi nei fatti si dilegua quando deve prendere una posizione chiara. Forza Italia s’impegnerà in tutte le sedi per far sì che il referendum abbia la meglio contro un futuro che non appartiene ai nostri territori".

"Alle prossime Comunali di Lanciano? Credo che l'esito delle primarie conti, ma daremo il nostro appoggio a chi darà priorirà ai temi della sicurezza, dando la possibilità anche gli agenti della polizia municipale di poter operare su questo fronte, perché non possono essere impiegati solo a far multe. E sul referendum anti-trivelle? Il 9 e il 10 aprile prossimi, in tutta Italia e anche a Lanciano, ci saranno i nostri gazebo informativi che inviteranno i cittadini a votare per il 'sì'". Sono i due argomenti principali toccati ieri sera dal segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, a Lanciano per un comizio in piazza Plebiscito e per una cena con iscritti e simpatizzanti a Villa Medici, a cui hanno partecipato (secondo gli organizzatori), oltre 400 persone tra cui l'ex sindaco Nicola Fosco, tanto che le prenotazioni sono state chiuse in anticipo. Ad ascoltare il leader leghista in piazza non c'era il pubblico delle grandi occasioni (erano in un paio di centinaia), forse a causa del tempo non proprio clemente. C'era però un cordone di forze dell'ordine mai visto prima, probabilmente per il timore di contestazioni, anche alla luce dei commenti comparsi sui social network nelle ore precedenti la visita. In realtà ci sono stati solo alcuni battibecchi con un piccolo gruppo di giovani dei centri sociali, ma di fatto non si sono stati nè scontri, né incidenti. Salvini ha toccato i temi soliti che da sempre fanno parte del suo repertorio, concentrandosi soprattutto sugli attentanti jihadisti. "Per sconfiggere il terrorismo - ha sottolineato nella successiva conferenza stampa alla ex Casa di Conversazione - bisogna prima avere la consapevolezza di avere di fronte un nemico. L'unico a non essersene ancora reso conto è Matteo Renzi". E' arrivato a Lanciano dopo essere stato ad Avezzano, per testimoniare la sua vicinanza alla famiglia marsicana il cui alloggio popolare è stato abusivamente occupato da una rom. Vicenda che si è conclusa con lo sgombero dell'abitazione e la restituzione ai legittimi assegnatari. "Mi auguro - ha aggiunto - che i sindaci facciano di più il proprio dovere e che la legalità non sia stata ripristinata solo perché era previsto il mio arrivo". Tornando alle Comunali, Salvini ha confermato che la lista con il suo nome ci sarà. "L'auspicio - ha sottolineato - è che sia formata soprattutto da gente nuova, con voglia di fare. No assolutamente a chi ha cambiato negli anni 7 partiti e oggi si avvicina a noi perché vuole continuare a fare l'assessore".

"Non sappiamo qual è la posizione del Presidente D'Alfonso, non abbiamo compreso se andrà a votare in occasione del referendum contro le trivelle e soprattutto, se si recherà alle urne, cosa voterà". Lo sottolinea il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo, che, insieme al capogruppo di Forza Italia Lorenzo Sospiri, ha presentato un'interpellanza a D'Alfonso, discussa nell'ultima seduta del Consiglio regionale. "Nel rispondere alla nostra interrogazione – spiega Febbo – il Presidente della giunta, come al suo solito, si è inerpicato in un lungo intervento con tanto di excursus storico, senza però chiarire la sua posizione. Con la nostra interrogazione volevamo capire se è intenzione di D'Alfonso e della sua Giunta mobilitarsi per far votare 'SI' per abrogare la norma che permette alle attuali concessioni di estrazione e di ricerca di petrolio e gas entro le 12 miglia dalla costa di non avere più scadenze. E' bene ricordare che l'Abruzzo ha deciso non solo di non affiancare le altre Regioni nel conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale, ma persino di ritirarsi definitivamente dalla compagine referendaria del prossimo 17 aprile. Anche sul tema del referendum, come su tanti altri, D'Alfonso ha preferito alzare una cortina fumogena, rendendo incomprensibile la sua posizione. Ci chiediamo a questo punto – aggiungono Febbo e Sospiri - cosa hanno intenzione di fare Sel e il sottosegretario Mazzocca, visto che quello del referendum era uno dei temi posti a condizione per restare in seno all'esecutivo regionale: hanno intenzione di uscire dalla maggioranza? Stesso discorso dicasi per i consiglieri regionali di Abruzzo Civico, spesso intervenuti sul'argomento, dai quali ci aspettiamo una presa di posizione forte". Sul fronte della maggioranza, la replica ai forzisti arriva da Camillo D'Alessandro, secondo cui, invece, la posizione di D'Alfonso è chiara e ha portato alla cancellazione del progetto Ombrina. "Questo fatto è il risultato della mobilitazione civile degli abruzzesi e dell’impegno della Regione Abruzzo e del suo presidente, che è riscontrabile in modalità multimediale con foto, messaggi, sms, video, corrispondenza, riunioni che testimoniano tale impegno, che è riuscito a ribaltare una situazione che fino ad allora sembrava chiusa a svantaggio del mare blu, nonostante le ripetute mozioni, interpellanze e risoluzioni senza efficacia, a cui ci aveva abituato soprattutto il centrodestra - attacca D'Alessandro - non solo Ombrina mare è defunta ma tutte le autorizzazioni di nuove attività estrattive entro le 12 miglia dalla costa sono state bloccate all’emendamento del Governo del 13 dicembre 2015, a seguito del quale la Regione Abruzzo ha dichiarato cessata la materia del contendere. Dunque, per questo motivo la Regione Abruzzo non figura, diversamente da altre regioni, tra i promotori del referendum, che riguarda solo ed esclusivamente la durata delle concessioni già in essere e non è quindi tenuta a dare alcuna indicazione di voto: si tratta di un referendum sul quale gli abruzzesi hanno la maturità e l’intelligenza di esprimersi, senza bisogno di essere indottrinati da chicchessia, e tanto meno dai consiglieri Febbo e Sospiri. Il Presidente D’Alfonso ha così mantenuto gli impegni assunti con la coalizione di governo, che era contraria a nuove autorizzazioni poiché nuove autorizzazioni non ci saranno, e con la comunità abruzzese che aveva manifestato per impedire Ombrina di ferro, perché Ombrina di ferro è morta e sepolta. Il resto appartiene al rito delle chiacchiere e al teatrino politico che lasciamo volentieri alle cure dei due consiglieri, con il loro profluvio di comunicati privi di fatti e di proposte".

“La tutela del mare e di attività produttive come turismo e pesca”. Sono almeno tre buone ragioni per scrivere “Sì”, il prossimo 17 aprile, sulla scheda del referendum anti trivelle, a cui bisogna andare tutti a votare”. L'invito arriva da Ascom Abruzzo, che scende in campo contro le piattaforme off shore. “Il mare – dice Angelo Allegrino, presidente regionale Ascom Abruzzo - svolge un ruolo fondamentale per la vita. Ad esempio produce, se in buona salute, il 50 per cento dell’ossigeno che respiriamo e assorbe fino a un terzo delle emissioni di anidride carbonica. D'altro canto le piattaforme, nella loro normale attività, possono rilasciare pericolosi inquinanti. E la ricerca del gas e del petrolio, quando utilizza la tecnica dell’airgun (esplosioni di aria compressa), può causare danni a un’ampia gamma di organismi marini: cetacei, tartarughe, pesci, molluschi e crostacei. E poi – viene aggiunto - un eventuale incidente provocherebbe danni incalcolabili all’ambiente, all’economia turistica e alla pesca”. “Perché – viene sottolineato – le nostre ricchezze sono altre, ad esempio il turismo. Si stima che le presenze complessive nelle destinazioni marine italiane siano state circa 253 milioni nel corso del 2013, con un impatto economico stimato in oltre 19 miliardi e 149 milioni. Fondamentale evidenziare come, secondo il rapporto “Impresa Turismo 2013” (Unioncamere, 2013), il patrimonio naturalistico delle nostre destinazioni balneari è la prima motivazione di visita per i turisti stranieri.  Il turismo natura – va aggiunto – produce quasi 12 miliardi di fatturato e oltre 102 milioni di presenze (dati XXII Rapporto nazionale  Ecotur): è un settore in continua crescita e tra le mete più in voga ci sono i parchi costieri. La pesca, che si esercita lungo i 7.456 km di costa entro le 12 miglia marine, produce circa il 15% del Pil marittimo e dà lavoro a circa 60.000 persone (dati ISFOL). Il comparto agroalimentare, che vale l’8,7% del Pil, dà lavoro a 3 milioni e 300.000 persone con un fatturato annuo di 119 miliardi di euro e che nel solo 2014 ha conosciuto l’esportazione di prodotti per un fatturato di circa 34,4 miliardi di euro (dati Nomisma).  Per ciò – conclude Ascom - dobbiamo andare alle urne: per tutelare le nostre coste, il mare e le attività ad esso legate”.

C'è tempo fino al prossimo 21 marzo per la presentazione delle domande per la selezione degli scrutatori - da inserire nelle 44 sezioni elettorali cittadine - in occasione del referendum del prossimo 17 aprile. L'avviso pubblico è stato pubblicato sul sito del Comune di Lanciano e prevede la precedenza, nell'assegnazione dell'incarico, a disoccupati o inoccupati iscritti regolarmente al Centro per l'Impiego, oltre che a studenti delle scuole superiori o universitari, anch'essi disoccupati o inoccupati, e iscritti al Centro per l'Impiego. Le istanze possono essere consegnate a mano all'Ufficio elettorale del Comune (al primo piano del municipio) oppure inviate via pec.

per visualizzare il testo completo dell'avviso pubblico clicca qui

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