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Alla fine il bilancio della EcoLan - la società pubblica per la gestione dei rifiuti il cui capitale è detenuto interamente da 53 Comuni del Frentano e del Sangro - è stato votato quasi all'unanimità: 140mila euro di utile. Le polemiche degli ultimi giorni, scatenate dalle dichiarazioni del deputato forzista Fabrizio Stefano, non hanno influito sull'andamento dell'assemblea dei sindaci soci della società, che ha riconfermato in blocco il consiglio di amministrazione uscente: dal presidente Massimo Ranieri, ai consiglieri Nicolangelo Madonna (in rappresentanza del Comune di Lama dei Peligni) e Donatella Memmo (del Comune di Ortona). Dalla seduta, però, è emerso un dato politico chiaro: la liquefazione del centrodestra anche in seno alla EcoLan. In apertura dei lavori Roberto Crognale, delegato del Comune di Castel Frentano (guidato da un'amministrazione di centrodestra, unico ad aver votato contro il documento contabile), aveva chiesto di rinviare l'assemblea. Motivo: troppo ristretti i tempi di convocazione, che avevano impedito il passaggio in consiglio comunale della discussione sul bilancio della partecipata. Crognale parlava a nome anche di altri Comuni, come San Vito e Paglieta, che insieme possono contare su un peso non indifferente nel capitale della società. A quel punto si è consumato lo strappo, culminato con la dichiarazione di Fabrizio Montepara (anche lui di centrodestra), sindaco di Orsogna e presidente del comitato ristretto dei sindaci: "La EcoLan ha operato e sta operando bene. Su temi così importanti per la collettività, come acqua e rifiuti, non possono esistere colori politici". Richiesta di rinvio respinta e prosecuzione della seduta, che si è però inceppata poco dopo sul rinnovo del consiglio di amministrazione. Madonna, infatti, aveva manifestato l'intenzione di fare un passo indietro: la carica, tra l'altro non prevede indennità, perché sia lui che la Memmo sono dipendenti comunali. E Tommaso Coletti aveva chiesto di sostituire la stessa Memmo con un altro rappresentante del Comune (indicato dal consiglio comunale), in quanto la funzionaria non è più responsabile del settore ambiente di Palazzo di Città. Altra richiesta caduta nel vuoto, che ha rischiato però di bloccare le operazioni di voto. Alla fine il compromesso è stato raggiunto: Madonna ha dato la disponibilità a differire le sue dimissioni di un mese e la Memmo è rimasta al suo posto, nonostante l'imbarazzo generale e un Coletti più che contrariato.