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Prosegue il tour estivo della “Equipe 84 - La Storia”. Le prossime due date del gruppo saranno in provincia di Chieti: il 13 luglio a Paglieta, per un live in piazza, e il 23 luglio a Rocca San Giovanni – Frazione San Giacomo. Entrambi i concerti sono a ingresso libero.

L’Equipe 84, vero e proprio “simbolo” del periodo beat italiano, nasce a cavallo del 1963. La line up originaria è composta da Alfio Cantarella alla batteria, Franco Ceccarelli alla chitarra ritmica e voce, Victor Sogliani al basso e voce, e Maurizio Vandelli alla chitarra solista e voce. Dopo circa due anni di lavoro in balere e night club come orchestra di base, il gruppo incide il suo primo 45 giri: “Quel che ti ho dato”/“Papà e Mammà”. Nel giro di pochi mesi il singolo entra in classifica, e da quel momento inizia la straordinaria storia dell'Equipe. Nel 1965 i quattro inaugurano, in coppia con i Rokes, il mitico Piper di Roma, dove continueranno a esibirsi anche in seguito alternandosi ai vari “complessi” di quel periodo. Nel 1966 registrano la celeberrima “Io ho in mente te”, che li porta alla vittoria del Cantagiro e alla grande notorietà. C’è poi la fortunata collaborazione con Mogol-Battisti, che porta all’incisione di autorevoli evergreen quali “29 settembre”, “Nel cuore nell'anima” e “Ladro”. 

Inoltre il cantautore emiliano Francesco Guccini, vecchio amico dell’Equipe 84, scrive per loro “Auschwitz”, “L’antisociale” ed “E’ dall’amore che nasce l'uomo”. Seguono ancora importanti successi come “Bang Bang”, “4 marzo '43” (in coppia al Festival di Sanremo con Lucio Dalla, che li farà piazzare in terza posizione nella graduatoria finale), “Casa mia”, “Una giornata al mare”, “Tutta mia la città”, “Nel ristorante di Alice”, “Un angelo blu” e “Pomeriggio ore sei”. Tutti brani che oggi la band ripropone abitualmente in concerto. 

Nel 1984, dopo lo scioglimento di tre anni prima, Franco Ceccarelli e Victor Sogliani ricostituiscono l'Equipe 84 dando la priorità alle esibizioni dal vivo perché amano il rapporto con il pubblico e la vita “on the road”. Da questo momento, come è capitato a tutti i gruppi storici della nostra nazione, è un continuo succedersi di musicisti capitanati alla fine dal solo Ceccarelli (Sogliani morirà nel 1995), fino a trovare la definitiva stabilità con l'ingresso di Tony Mione (chitarra e voce), Marco Di Marco (piano, tastiere e voce), Giuliano De Leonardis (basso) e Roberto De Vincentis (batteria).

Nell’arco di sette anni, l’Equipe 84 tiene più di cinquecento concerti, fino a quando Franco Ceccarelli scompare il 21 dicembre 2012, all’età di 70 anni, lasciando il gruppo con un solo desiderio: continuare a girare in lungo e in largo la penisola portando sempre in alto il nome e la storia dell'Equipe 84. Ed è proprio ciò che oggi fa l’Equipe 84 – La storia, sbalordendo il pubblico con il suo elevatissimo tasso professionale e l'attenzione al programma storico dell'Equipe 84 grazie a elaborazioni da autentiche star. Tra l’altro, è recentemente uscito un album con le maggiori hit della formazione più due inediti, uno dei quali si intitola “Il Maestro” ed è dedicato proprio al compianto Franco. La leggenda, dunque, continua anche ai giorni nostri.

L'attuale line up è da intendersi come la vera Equipe 84 e non è assolutamente né una tribute band né un gruppo non ufficiale. La formazione che oggi suona in tutta Italia è stata riconosciuta e autorizzata dal fondatore storico Franco Ceccarelli, insieme al quale gli attuali componenti hanno suonato sin dal 1998. Ceccarelli, il più longevo dell’Equipe con 34 anni di militanza nel gruppo, era proprietario del marchio storico; dopo la sua morte, avvenuta nel 2012, gli attuali componenti hanno proseguito l’attività live dell’Equipe 84 su espressa volontà dello stesso Ceccarelli, tenendo più di mille concerti con recensioni positive e consensi sbalorditivi. Dunque si può affermare, senza alcuna ombra di dubbio, che oggi si esibisce la band che con il nome ‘Equipe 84’ ha accompagnato per anni Franco Ceccarelli, e ne ha poi raccolto l'eredità.

Sabato 10 Giugno 2017, alle ore 20,30, evento speciale al CiakCity Polycenter (Uscita A14 Lanciano), con la proiezione del film "I FIGLI DELLA NOTTE". Per l’occasione saranno ospiti per presentare il film il regista Andrea De Sica e lo sceneggiatore peranese Mariano Di Nardo. Porte aperte dalle 20.00 con l’aperitivo in compagnia degli ospiti, alle 20.30 ci sarà la presentazione del film e, dopo la proiezione, afretparty con il DjSet di Dj Baracca.

Andrea De Sica è un regista debuttante dall’ottimo albero genealogico. Il padre è il compianto compositore Manuel, lo zio è la star Christian, la mamma è la produttrice di quasi tutti i film di Ferzan Ozpetek, ovvero Tilde Corsi, il nonno è nientemeno che il grande maestro Vittorio De Sica. Con queste credenziali, arriva sul grande schermo il giovane Andrea con il suo “I figli della notte”, salutato più che positivamente dalla critica, presentato all’ultima edizione del Torino Film Festival. Ambientato in un collegio per rampolli benestanti, il film frutto di una co-produzione italo-belga, racconta di Giulio, 17enne di buona famiglia, catapultato nella rigida disciplina che non lascia scampo. Insieme ad Edoardo, amico diventato inseparabile, progetterà fughe notturne che certamente non saranno facili. Dunque, un nuovo De Sica sul set, a rappresentare la terza generazione. E chissà: se le premesse sono queste, il nipote Andrea pare destinato ad una gran bella carriera da regista.      

Mariano Di Nardo (classe 1979) è diplomato in sceneggiatura al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Nel 2006 ha vinto il Premio Solinas - Storie per il cinema col soggetto Wujj - La rivale.  Nel 2010 ha vinto il Premio Solinas – Storie per il cinema con L’uomo sulla strada. Nel 2013 ha collaborato come storyliner per la soap opera Centovetrine. Oltre a scrivere per il cinema collabora anche come autore per radio (Tre soldi Rai Radio 3) e televisione (Alta Infedeltà Real Time). Ha scritto il soggetto e la sceneggiatura del film di Andrea De Sica I figli della notte, unico film italiano in concorso al Torino Film Festival 2016. E' tra gli sceneggiatori della serie televisiva Questo nostro amore 80 in onda su Rai Uno nell’autunno prossimo. Nel 2018 è prevista l’uscita del film Il fattore T, scritto insieme al regista Francesco Costabi

I Sindaci di Fossacesia e Rocca San Giovanni, Enrico Di Giuseppantonio e Gianni Di Rito, scrivono alla Provincia di Chieti lanciando un nuovo accorato appello sulla situazione di pericolo e rischio in cui versa la Strada Provinciale n. 93 per Rocca San Giovanni ed il suo relativo ponte che si presenta a rischio di crollo. Già da tempo i due Comuni avevano lanciato l’allarme sulla preoccupante condizione in cui versa quella strada provinciale, colpita da ingenti movimenti franosi che oltre ad aver creato crepe rilevanti sul manto stradale, avevano pesantemente danneggiato il Ponte di San Giovanni che si trova lungo il tracciato stradale, provocando il cedimento del suo muro laterale e lo svuotamento del terreno sottostrada. “Ancora una volta abbiamo deciso di scrivere alla Provincia di Chieti – dichiarano all’unisono il Sindaco di Fossacesia, Enrico Di Giuseppantonio, e di Rocca San Giovanni, Gianni Di Rito – affinchè intervenga al più presto per ripristinare le condizioni di sicurezza stradale della Strada Provinciale n. 93 per Rocca San Giovanni ed il suo relativo ponte. Non è possibile che debbano esserci persone che quotidianamente, attraversando quel tratto stradale, rischino la propria incolumità”. Attualmente il Ponte di San Giovanni, proprio per questioni di sicurezza, può essere attraversato con un unico senso di marcia alternato.

Un "mail bombing" sul Consiglio regionale per chiedere l'immediata approvazione della legge istitutiva del parco marino. L'iniziativa viene rilanciata dal Coordinamento No Ombrina nel blog di Nuovo Senso Civico, che indica anche un testo da inviare nella casella di posta elettronica dei Consiglieri regionali, per sollecitare il via libera alla norma per l'area protetta in mare tra San Vito e Fossacesia. L'idea è quella di intasare le caselle di posta degli esponenti dei partiti che siedono all'Emiciclo, come già avvenuto qualche anno fa in occasione del dibattito sulla riforma della legge sulla caccia. Noi il testo ve lo proponiamo...a voi la scelta.

NELL'OGGETTO: No Ombrina, istituzione del parco marino subito! (o similare)

PROPOSTA DI TESTO DELL'EMAIL (chi vuole può modificarlo)

Egregio Consigliere,
con la presente voglio chiederLe di approvare quanto prima possibile la proposta di legge per l'istituzione di un Parco regionale marino nel tratto di mare antistante i comuni di Rocca S. Giovanni e S. Vito Chietino in provincia di Chieti.
Ogni azione utile alla salvaguardia di quel tratto di mare deve essere messo in campo per scongiurare la realizzazione del progetto petrolifero Ombrina mare che per decenni, con al sua piattaforma e la mega-nave FPSO, metterebbe in pericolo l'ambiente e l'economia turistica e dell'agro-alimentare non solo abruzzese. Un eventuale incidente, come quello avvenuto nel 2011 presso una FPSO della Shell con la perdita di 40.000 barili di petrolio in mare, provocherebbe danni per miliardi di euro mettendo in ginocchio l'economia turistica di molte regioni deturpando una risorsa insostituibile come il nostro mare.
Il tratto in questione è uno dei più belli dell'intero Adriatico. L'istituzione del parco marino costituirebbe un valido strumento di contrasto alla deriva petrolifera.
Chiedo che la proposta sia approvata non solo in maniera rapida ma assicurando il coinvolgimento degli enti locali e degli uffici regionali secondo quanto suggerito dall'Ufficio legislativo del Consiglio regionale al fine di rendere inattaccabile il provvedimento. La pubblicazione sul BURA regionale deve avvenire assolutamente prima della prossima conferenza dei servizi sull'opera presso il Ministero dello Sviluppo Economico prevista per le prossime settimane.
La ringrazio in anticipo per quello che farà in difesa degli interessi degli abruzzesi e di tutti i cittadini italiani.
(nome e cognome del mittente)

Un "mini parco", compreso tra il confine nord del Comune di San Vito e il confine sud del Comune di Rocca San Giovanni, che si estende per 6 miglia marine nel tratto di mare prospicente i due centri del litorale frentano, quello dove dovrebbe sorgere "Ombrina Mare". La Regione si gioca il tutto per tutto per bloccare le trivelle di fronte alla Costa dei Trabocchi e scommette proprie sulle caratteristiche macchine da pesca per fermare le piattaforme. Si chiama infatti "Parco regionale naturale Trabocchi del Chietino" (è vero, il nome non è proprio corretto, ma non essendoci all'Emiciclo alcune rappresentante del Frentano) il progetto di legge che giovedì pomeriggio sarà esaminato dal Consiglio regionale in una seduta convocata d'urgenza e dedicata quasi interamente alla vicenda degli idrocarburi. E in un passaggio dell'articolato si dice esplicitamente che "l'ambiente marino è caratterizzato dalla presenza di flora, vegetazione e fauna mediterranea di notevole interesse, da emergenze geologiche e geomorfologiche di interesse e dalla presenza dei 'trabocchi', già tutelati dalla legge regionale 93 del 1994". La gestione dell'area protetta è affidata ai Comuni di San Vito e Rocca San Giovanni, che avranno 120 giorni di tempo per nominare gli organismi del parco. Per il 2015 è previsto un contributo regionale di 50mila euro, mentre per gli anni successivi lo stesso sarà stabilito dal bilancio regionale.  La proposta è stata firmata dal consigliere regionale piddino Pierpaolo Pietrucci e dall'ex assessore all'ambiente (ora sottosegretario alla Giunta) Mario Mazzocca, ma sembra ci sia l'intesa anche da parte delle opposizioni. In molti, infatti, ricorderanno che qualche settimana fa il deputato forzista Fabrizio Di Stefano, da sempre contrario al Parco nazionale della Costa Teatina (che è un parco terrestre),  aveva espresso il suo favore invece per un parco marino.

A 6 giorni dalla Conferenza di Servizi convocata per il prossimo 14 ottobre a Roma, al Ministero dello Sviluppo Economico, per esaminare il progetto "Ombrina Mare", la Regione tenta un'ultima carta e convoca un Consiglio regionale d'urgenza, fissato per giovedì alle 15. All'ordine del giorno della seduta (in cui c'è anche il progetto di legge alle Camere per ripristinare il limite a 12 miglia per le attività di ricerca di idrocarburi in mare), spicca l'istituzione della Parco Regionale Naturale "Trabocchi del Chietino". Sulla proposta, firmata dall'ex assessore regionale Mario Mazzocca (Sel) e dal consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci (PD) si sa molto poco. Nella sezione del sito del Consiglio, dove sono pubblicati i testi dei progetti di legge, non c'è traccia del testo e dell'articolato. Sembrerebbe però si tratti di una riserva marina, sul modello delle "Torri del Cerrano" che si trova nel Teramano, che nelle intenzioni dei promotori dovrebbe impedire l'installazione dei pozzi petroliferi che la Rockhopper vuole posizionare davanti al litorale frentano. Un tentativo estremo per bloccare gli impianti, a cui seguirà un altro progetto di legge regionale, che stabilisce il limite a 12 miglia marine per le attività petrolifere. In realtà, quest'ultima proposta rischia di avere vita breve, in quanto non avendo la Regione competenza sul mare, quasi certamente sarà impugnata dal Governo nazionale e giudicata incostituzionale dalla Consulta.

Sarebbe di origine dolosa l'incendio, divampato ieri pomeriggio, all'interno dell'area protetta del Fosso delle Farfalle a Rocca San Giovanni. Per domare le fiamme, alimentate dal forte vento, sono intervenute diverse squadre dei vigili del fuoco e un Canadair della protezione civile, che hanno lavorato fino a tarda notte. "L'incendio ha bruciato ettari di bosco, macchia mediterranea, vigneti, e uliveti, lambendo anche le case, con roghi che si sono riattivati sino a ieri - denuncia il Wwf Zona Frentana e Costa Teatina - se è doloso o altro non lo sappiamo, saranno i Vigili del Fuoco insieme al Corpo Forestale a darci questa informazione, ma i sospetti da parte nostra, circa la matrice da Codice Penale in riferimento agli incendi, sono forti, e se la causa scatenante potrebbe essere rappresentata dai vincoli insiti nelle riserve, ci sembra oltremodo più demenziale, visto che le tutele che scattano nelle aree incendiate per i prossimi 10/15 anni saranno ancora più stringenti, di quelli di una riserva o di un Parco Nazionale".