Continuando, acconsenti all'uso dei cookie, ok?OkLeggi tutto

Finisce sul tavolo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la chiusura della guardia medica di San Vito, disposta dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti lo scorso 30 giugno, con un provvedimento firmato dal manager Pasquale Flacco. La giunta comunale, infatti, ha autorizzato il sindaco Rocco Catenaro ad avvalersi della consulenza di un legale (l'avvocato Cristiano Bertoncini del Foro di Vasto) per proporre un ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il provvedimento adottato dall'azienda sanitaria. La chiusura della guardia medica a San Vito è una vicenda che dura ormai dal 2010, quando l'allora presidente della Regione Gianni Chiodi - all'epoca commissario alla sanità - stabilì la soppressione del servizio, a causa del numero di accessi troppo basso (a causa della vicinanza con gli ospedali di Lanciano e Ortona). La decisione, però, fu "congelata" più volte, su richiesta di diversi consiglieri regionali di quella legislatura. Lo stesso è avvenuto con l'avvento di Luciano D'Alfonso, che dopo una serie di sospensioni, ha firmato il decreto, poi recepito da Flacco nel suo atto. Per il Comune di San Vito la scelta è ingiusta e irrazionale, soprattutto perché alla chiusura della guardia medica non ha fatto seguito il potenziamento dei servizi di emergenza-urgenza, che diventano di fondamentale importanza soprattutto nel periodo estivo, quando il numero degli abitanti si quadruplica e dove ogni giorno (e sera) altre migliaia di persone si riversano nel centro costiero e nei suoi ristoranti. 

La Corte d'Appello dell'Aquila ha confermato la sentenza di assoluzione con formula piena ("perché il fatto non sussiste"), per il sindaco di San Vito Rocco Catenaro, l'attuale giunta comunale, alcuni ex consiglieri e il legale rappresentante della Pagliaroli Group. Tutti erano accusati di abuso d'ufficio per l'iter progettuale relativo alla realizzazione del resort di lusso in contrada Foreste. La vicenda giudiziaria aveva preso il via nel 2012, con una denuncia presentata dall'ex sindaco Gianfranco Basterebbe, che sosteneva l'illegittimità del provvedimento con cui venne cambiata la destinazione d'uso del terreno su cui è previsto il complesso, originariamente agricolo. Gli amministratori erano difesi dagli avvocati Giuliano Milia e Nicola Rullo, ed erano già stati assolti in primo grado dal tribunale di Lanciano. "A nome di tutti gli amministratori e gli ex consiglieri, loro malgrado coinvolti in questa vicenda - commenta Catenaro - esprimo la mia più grande soddisfazione per questa decisione che rappresenta una ulteriore conferma della legittimità e trasparenza del nostro operato, sempre volto esclusivamente alla tutela dell’interesse pubblico e alla prosperità di San Vito e dei sanvitesi. Ora chi li risarcirà dei danni provocati dai ritardi causati da questa pretestuosa azione giudiziaria?".

Botta e risposta al vetriolo tra Nuovo Senso Civico, associazione ambientalista in prima linea nella battaglia contro Ombrina Mare, e il Comune di San Vito, a sua volta uno dei principali protagonisti della lotta alle trivelle in Adriatico. Questa volta, però, il petrolio non c'entra. A scatenare la polemica è una nota del sodalizio, a firma di Franco Mastrangelo, in cui si denunciano le cattive condizioni del mare ieri pomeriggio sulla spiaggia Rocco Mancini, sul litorale a sud del molo. "Nonostante il grande caldo - scrive Mastrangelo - non c’era nessuno a fare il bagno e i genitori dovevano trattenere i propri figli a causa delle condizioni visibilmente indecenti dell’acqua: un’evidente strato semi-oleoso, schiuma diffusa, detriti di ogni genere, residui galleggianti di probabile origine organica e via di questo triste passo. Un colore marrone-verdognolo omogeneo faceva da inquietante cornice al paesaggio marino che certo non rendeva onore all’appellativo 'Turchino' della spiaggia vicina". L'associazione racconta anche di aver raccolto le lamentele di una famiglia di Pescara, che avrebbe fatto 40 chilometri in auto per fare un bagno che poi non ha potuto fare, e attacca: "Abbiamo lottato come leoni in questi anni per impedire 'Ombrina', le trivellazioni e tutto il disastro che ne sarebbe conseguito e ci ritroviamo in queste condizioni? Promuoviamo le bellezze dei posti e poi facciamo scappare visitatori, turisti e chiunque abbia il pieno diritto di goderne nel migliore dei modi presentando questi scenari deprecabili? Questo miscuglio indecente in mare da dove proviene? Sono gli scarichi nei fiumi e quali? Sono scarichi da abitazioni lungo la costa? Sono di altra natura? E soprattutto: sono dannossi per la salute delle persone?". La nota di Nuovo Senso Civico, ovviamente, è rimbalzata stamattina su molti quotidiani on line e sui social, dove però non tutti hanno condiviso la sortita di Mastrangelo: ok a tenere sotto controllo la situazione, è un po' il sentire comune, ma nel lanciare allarmismi senza dati scientifici forse sarebbe necessaria maggiore cautela. C'è chi spiega, infatti, che più giorni consecutivi di alte temperature, insieme al gioco delle correnti, provocano spesso il fenomeno di ieri, che avviene quasi sempre nelle ore centrali del pomeriggio.  A replicare, però, con forza a Mastrangelo è il sindaco di San Vito Rocco Catenaro. "Innanzitutto, a nome dei sanvitesi, ci tengo a dire basta con questa perseverante e periodica denigrazione del territorio di San Vito, con particolare riferimento alle condizioni dell'acqua del mare - incalza il primo cittadino - l'anno scorso il fantomatico caso di infezione di salmonella, mai provato né confermato, poche settimane fa l'avventato messaggio 'precauzionale' di un pediatra che sosteneva che 'le acque del mare non sono sicure', salvo ammettere che aveva parlato senza alcun conforto di dati scientifici. E ora la denuncia da parte di Nuovo senso civico della 'condizione pessima' delle acque della spiaggia Rocco Mancini, sicuramente la più bella e suggestiva del litorale sanvitese. Non vogliamo sminuire quest’ultimo episodio segnalato, ma è corretto anche dire che finora non abbiamo ricevuto alcuna segnalazione in merito. In ogni caso, è notorio, per chi conosce davvero quei luoghi fin dalla nascita, che, specialmente nelle giornate di caldo afoso la produzione di mucillagine e/o di residui di alghe aumenta in modo esponenziale e non solo nel nostro litorale. Così come è notorio che in tali occasioni, soprattutto quando la corrente proviene da sud, è frequente, purtroppo, l'accumulo a riva di residui solidi di vario genere provenienti dal mare aperto". Catenaro precisa che in ogni caso saranno eseguiti approfondimenti: domani, a esempio, era già fissato un sopralluogo con i tecnici della Sasi per le problematiche del Feltrino, "ma, come abbiamo già avuto modo di ribadire in altre occasioni - continua - un conto è essere consapevoli di alcune criticità del territorio, altro è diffondere denunce e allerte roboanti e fuorvianti prive di fondamento scientifico. Questo, per me, è terrorismo mediatico e, come tale, va affrontato". Duro, ma ironico, il commento dell'assessore all'ambiente Luigi Comini, che si chiede come mai nessuno si sia preoccupato di diffondere le foto della spiaggia di Rocco Mancini scattate ieri mattina (in alto), "dove si vede - scrive - un'acqua da far invidia a quelle delle Baleari?".

Una lettera aperta, indirizza al presidente della Regione Luciano D’Alfonso, per chiedere interventi urgenti di messa in sicurezza dell’area dove sorge il trabocco del Turchino, quello celebrato da Gabriele D’Annunzio nel “Trionfo della morte”. A scriverla è stato il sindaco di San Vito Rocco Catenaro. “Con notevoli difficoltà finanziarie, ma anche grazie alla forte spinta culturale ed affettiva che ancora anima l’interesse verso i luoghi che più testimoniano le opere dannunziane – scrive il primo cittadino - è stato possibile ricostruire il Trabocco di Punta Turchino e restituire così alla fruizione collettiva un bene culturale di ampio significato storico-culturale. Dopo la prima fase della ricostruzione del trabocco, sarà però necessario mettere in sicurezza l’intera area di Punta Turchino, con particolare attenzione al versante a mare, dovendosi evitare che nel tempo l’impatto non protetto con il moto ondoso, specialmente in coincidenza con i fortunali invernali che si abbattono con violenza sulla costa, possa compromettere tutto il lavoro fatto e con esso l’utilità delle risorse finanziarie già spese”. Già nel marzo dello scorso anno Catenaro aveva segnalato alla Regione la situazione di pericolo di quell’area. “I fenomeni erosivi attivati dal mare in questa fascia costiera – continua la lettera - costituiscono una minaccia costante per il patrimonio ambientale e paesaggistico esistente ed un eventuale intervento pubblico di difesa della costa, ritardato rispetto alle necessità del momento, rischierebbe non solo di dilatare i costi, oggi limitati, ma anche di vulnerare irreversibilmente un ambito costiero di grande pregio, attrattore indiscusso di presenze turistiche e culturali utili all’economia regionale e del luogo in particolare. Direttamente interessato dalla minaccia erosiva sarebbe lo stesso tratto di sedime ferroviario dismesso oggetto del progetto Bike to Coast della Regione Abruzzo, e nello specifico il tratto della Provincia di Chieti, denominato Via Verde della Costa dei Trabocchi, rendendo di fatto irrealizzabile, in ipotesi di cedimento della costa, l’obiettivo di un progetto costoso di rilevanza internazionale. Sarà dunque necessario produrre nell’immediato un ulteriore sforzo finanziario per creare un sicuro sistema protettivo, atto a scongiurare il pericolo di fenomeni erosivi, consentendo dunque di mantenere in sicurezza l’ambito costiero e gli itinerari turistici e culturali già presenti, tra i quali spicca quello dannunziano con al centro dell’attenzione dei visitatori il Trabocco appena recuperato”.

E' iniziato questa mattina, davanti al tribunale di Lanciano, il processo a carico del sindaco di San Vito Rocco Catenaro, accusato di violazione delle leggi speciali in materia ambientale per il crollo del trabocco di Punta Turchino, avvenuto alla fine di luglio del 2014 a causa delle forti mareggiate che ne avevano minato la stabilità. Oggi la struttura è stata completamente ricostruita, con un investimento di 180mila euro finanziato in parte dalla Regione, in parte con fondi del Comune di San Vito, proprietario del trabocco, descritto da Gabriele D'Annunzio nella tragedia "Il trionfo della morte" (anche se va precisato che la struttura crollata non era quella Ottocentesca, ma era stata costruita nel 2005) e simbolo del turismo abruzzese. Il difensore di Catenaro, l'avvocato Nico Rullo, aveva chiesto il proscioglimento del primo cittadino, ma il giudice Andrea Belli - accogliendo la richiesta della Procura che si era opposta all'istanza - ha stabilito che il processo andrà avanti. La prossima udienza è stata fissata al 26 maggio prossimo, con l'audizione dei periti dell'accusa e della difesa. Per il procuratore Francesco Menditto il sindaco non avrebbe posto in essere tutte le necessarie iniziative per impedire il crollo, il che equivarrebbe ad averlo provocato. Il reato è di natura contravvenzionale.
 

L’Amministrazione Comunale di San Vito ha affidato in questi giorni a Stefano Angelucci Marino la gestione artistica ed organizzativa dell’Estate Sanvitese 2016. Angelucci Marino, un professionista nel campo dello spettacolo molto conosciuto ed apprezzato, avrà il compito di coordinare e dirigere, in stretta collaborazione con gli assessorati competenti ed al Consigliere delegato, il cartellone degli appuntamenti che caratterizzeranno l’estate a San Vito Chietino. “In accordo con il sindaco Rocco Catenaro – spiega l’assessore al Turismo Luigi Comini – e tutta l’Amministrazione Comunale, abbiamo affidato la cura dell’estate sanvitese ad un professionista del settore. Così facendo siamo certi che aumenteremo qualità e quantità delle manifestazioni che andremo a proporre, avendo bene in mente che bisogna cercare di offrire ai turisti e ai residenti appuntamenti culturali e di intrattenimento originali e diversificati, pur nell’ormai cronica carenza di fondi adeguati. Ringraziamo l’amico Stefano che presterà la sua collaborazione a titolo gratuito per amore di San Vito". “Sono davvero contento – dichiara Stefano Angelucci Marino- dell’incarico che il Comune di San Vito Chietino mi ha voluto affidare. Amo San Vito e la frequento da sempre. Siamo già a lavoro con gli amministratori per pianificare una ricca estate, piena di eventi, di musica, di teatro, di cinema, di cabaret. Nella programmazione coinvolgeremo ovviamente l’associazionismo del territorio, chiedendo a tutti di rilanciare con noi sulla bellezza e la progettualità delle cose che si intendono fare. Dobbiamo riuscire, attraverso il cartellone dell’estate sanvitese, ad attirare turisti e visitatori dall’intero comprensorio frentano. San Vito è bella, il paese e la marina meritano di essere conosciuti e l’Estate Sanvitese può essere una buona occasione di incontro, di scoperta.”