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Riceviamo e pubblichiamo:

In riferimento all’articolo pubblicato in data 17.01.2017 dal titolo “Maltempo: la Sangritana "abbandona" un gruppo di pendolari alla stazione di San Vito”, TUA Spa Tua dichiara quanto segue.

L’articolo riporta una serie di considerazioni che non rispondono al vero.

Sangritana/TUA Spa ha comunicato la soppressione delle corse ferroviarie a causa di problemi operativi legati alle nevicate in modo tempestivo e capillare sia sul sito internet sia sui social il 17.01.2017.

L’utenza, pertanto, è stata informata in modo completo e tempestivo.

Infatti, anche per il “gruppo abbandonato” (come definito da Videocittà) “non è rimasto altro da fare che prendere quello delle 15.05 che arrivava a San Vito, in quanto anche gli altri treni Sangritana per Lanciano erano stati soppressi”.

Nell’articolo stesso è evidente che i passeggeri erano consapevoli degli annunci delle soppressioni (“in quanto anche altri treni Sangritana per Lanciano erano stati soppressi”).

Basterebbe solo questo elemento per chiarire che non c’è stato alcun disservizio da parte di Tua Spa.

Ma la pretestuosità del pezzo impone altre precise puntualizzazioni.

I pendolari, dunque, sono consapevoli che non sarebbe stato garantito il servizio di Sangritana/Tua, ma partono da Pescara verso San Vito-Lanciano. E riescono ad arrivare nella stazione di San Vito-Lanciano.

Sempre nel pezzo si legge: “La speranza era che alla stazione ci fosse una qualche navetta per Lanciano, che avrebbe consentito loro di rientrare nel capoluogo frentano. E invece così non è stato”.

Qualche interrogativo, da parte di Tua Spa, è d’obbligo: la speranza di chi? se non si poteva assicurare un servizio (tra l’altro tempestivamente comunicato all’utenza) come si poteva pretendere l’arrivo di un autobus per prendere i pendolari alla stazione di San Vito e portarli a Lanciano? Con quale sicurezza si sarebbe svolto il servizio e chi l’avrebbe autorizzato se non c’era coincidenza con un treno Sangritana/Tua e se c’erano disposizioni di viabilità contrarie?

Si parla, inoltre, di contatti telefonici con la Sangritana. Molta confusione, anche in questo caso, perché esiste un numero verde, quello di Tua Spa (tra l’altro subissato di chiamate), ma evidentemente non contattato da chi racconta l’episodio, che si limita a riportare frasi generiche del tipo "stanno partendo delle navette per venirvi a prendere" e "trovatevi una soluzione da soli, perché qui siamo in emergenza".

L’affermazione “Stanno partendo delle navette per venirvi a prendere” non può certamente corrispondere al vero se erano stati sospesi i servizi.

Per completezza, è necessario precisare un dettaglio, omesso nell’articolo: nella stazione di San Vito-Lanciano, nel momento dell’episodio raccontato da Videocittà, era presente anche il responsabile ferroviario dei passeggeri di Tua Spa che ha fornito ogni utile informazione ai pendolari e ha anche ribadito loro che i servizi di Tua Spa erano stati sospesi e comunicati con i canali di informazione quali il sito internet e i social escludendo, tra l’altro, in modo chiaro che non sarebbe potuta ovviamente arrivare una navetta ad hoc.

Altre precisazioni sono assolutamente necessarie. Si afferma nel pezzo che i pendolari sarebbero “abbandonati" dall'azienda di trasporto alla stazione ferroviaria di San Vito-Lanciano”.

Tale affermazioni evidenzia la mancata conoscenza delle diverse competenze e responsabilità degli enti che operano nel mondo ferroviario: la stazione di San Vito-Lanciano è gestita da Rete Ferroviaria Italiana e non da Tua Spa. Come potrebbe Tua Spa aprire una stazione se quella stazione non è sua?

L’articolo conclude dicendo: “Un bruttissimo episodio, una pagina che non giova certo all'immagine dell'azienda di trasporto regionale, il cui più grande patrimonio è rappresentato dagli utenti che ancora continuano a sceglierla. Ci voleva tanto a mandare un piccolo bus dotato di catene per "recuperare" passeggeri che pagano regolarmente il proprio abbonamento? Chissà se dalla Sangritana, o da Tua, almeno qualcuno si premurerà di scusarsi per l'accaduto”.

Tua Spa è azienda regionale la cui grande risorsa sono gli utilizzatori. Di questo Tua Spa ne è fiera e cerca di svolgere quotidianamente, senza soluzione di continuità, la propria mission nel migliore dei modi. In tutta la regione, sia con gli autobus sia con i treni.

 

Tra i disagi provocati dall'eccezionale nevicata di ieri sul Frentano, c'è da registrare anche l'episodio riferito da un gruppo di pendolari che viaggiano, per lavoro, verso Pescara con i treni di Sangritana/Tua e che hanno vissuto un pomeriggio "da incubo", letteralmente "abbandonati" dall'azienda di trasporto alla stazione ferroviaria di San Vito-Lanciano. Lasciati per ore all'addiaccio, al buio (a causa del blackout), al freddo (il bar è chiuso e non ci sono sale d'aspetto, a parte i "gabbiotti" sui binari) e senza servizi igienici. Cosa è accaduto? La neve di ieri mattina ha provocato un guasto lungo la linea ferroviaria tra Lanciano e San Vito Marina. Di conseguenza il treno delle 14.20 da Pescara per Lanciano, quello utilizzato da molti pendolari, è stato soppresso. Ai poveri malcapitati non è rimasto altro da fare che prendere quello delle 15.05 che arrivava a San Vito, in quanto anche gli altri treni Sangritana per Lanciano erano stati soppressi. La speranza era che alla stazione ci fosse una qualche navetta per Lanciano, che avrebbe consentito loro di rientrare nel capoluogo frentano. E invece così non è stato. Chi è riuscito a contattare gli uffici Sangritana - utilizzando numeri di telefono di conoscenti, perché le linee fisse erano fuori uso - si è sentito fornire varie risposte: dal "stanno partendo delle navette per venirvi a prendere" al "trovatevi una soluzione da soli, perché qui siamo in emergenza". Nel frattempo da Lanciano, pur tra mille difficoltà, diversi mezzi arrivavano a San Vito, tranne quelli annunciati da Sangritana. E ai pendolari, una delle quali ha anche accusato un malore, altro non è rimasto da fare che implorare parenti e conoscenti di venirli a prendere a San Vito. Un bruttissimo episodio, una pagina che non giova certo all'immagine dell'azienda di trasporto regionale, il cui più grande patrimonio è rappresentato dagli utenti che ancora continuano a sceglierla. Ci voleva tanto a mandare un piccolo bus dotato di catene per "recuperare" passeggeri che pagano regolarmente il proprio abbonamento? Chissà se dalla Sangritana, o da Tua, almeno qualcuno si premurerà di scusarsi per l'accaduto.

 

VAL DI SANGRO - Sarà terminato nel 2017 l’ampliamento della piastra logistica intermodale di Saletti nella zona industriale della Val di Sangro. Il progetto preliminare, inserito nello schema finale del Masterplan per l’Abruzzo con uno stanziamento di 5 milioni e mezzo di euro, diventerà definitivo entro la fine dell’anno e verrà realizzato nel secondo semestre del 2017, implementando l’asset del trasporto merci in regione.

All’indomani della firma del Masterplan, soddisfazione è stata espressa anche dal ministro Graziano Delrio che ha sottolineato come l’intermodalità sia la strada giusta per aumentare la cooperazione tra l’Italia ed i Paesi europei.

“Siamo molto felici - ha dichiarato il ministro - che la Regione Abruzzo, con la società di trasporto Tua, abbia seguito l’indirizzo del ministero per la cura del ferro e quindi lo spostamento delle merci sempre più su rotaia e via mare. Il lavoro che si sta facendo in Abruzzo è di straordinaria importanza. La collocazione geografica della regione a livello ferroviario – ha concluso il ministro delle Infrastrutture – favorirà un complessivo sviluppo economico diminuendo le emissioni inquinanti”.
A beneficiarne saranno non solo Sevel ed il suo indotto, ma l’intero comparto automotive abruzzese, grazie ad un incremento esponenziale del volume di traffico, ad una conseguente riduzione dei costi per il trasporto e ad una diminuzione dei tempi di percorrenza.

“La piastra logistica di Saletti - ha dichiarato Giovanni Di Vito, consigliere TUA con delega alla ferrovia - rappresenta un’infrastruttura strategica al servizio della Val di Sangro e della Sevel che consentirà di implementare la capacità di smistamento delle merci sulla rete nazionale e dunque verso l’Europa. L’infrastruttura - ha spiegato Di Vito - prevede la realizzazione di un piazzale ferroviario dotato di 4 binari di 750 metri di lunghezza e 3 binari di 350 metri, infrastrutture dedicate alla logistica per la movimentazione di merci, quali ad esempio capannoni di stoccaggio, piani di caricamento, uffici e zone dedicate alla manutenzione. Infrastrutture - ha concluso il consigliere - che favoriranno la piena intermodalità della Val di Sangro, ovvero l’integrazione strada-rotaia, in linea con gli attuali standard europei”.

Uno dei  maggiori vantaggi dell’opera sarà quello di poter effettuare il cosiddetto trasporto combinato accompagnato, ovvero trasbordare i mezzi stradali direttamente sul treno.

“L’opera - ha affermato il responsabile dell’infrastruttura ferroviaria di Tua, Florindo Fedele - permetterà di incrementare la lunghezza dei convogli ferroviari, attualmente movimentati per ciascun viaggio e di caricare direttamente i TIR sul treno con una pedana che si sposterà longitudinalmente rispetto al senso del binario.  Allo stato attuale - ha spiegato Fedele - ogni treno merci movimenta 15 carri, ognuno dei quali trasporta 4 furgoni. A configurazione ultimata - ha concluso - il volume di traffico aumenterà del 33 per cento con un incremento di 200 unità di merce trasportata ogni giorno”.

Riduzione dei tempi di percorrenza, cadenzamento delle fermate come per una metropolitana di superficie su tutta la rete regionale, superamento del doppio modello di gestione del servizio Trenitalia-Sangritana/Tua, maggiore integrazione gomma-ferro. Il prossimo 11 dicembre, con l'entrata in vigore del nuovo orario ferroviario, scatta in Abruzzo la rivoluzione del trasporto pubblico locale. Gli aspetti principali del nuovo sistema sono stati illustrati questa mattina a Pescara dal consigliere regionale delegato ai trasporti Camillo D'Alessandro, dal direttore regionale Abruzzo di Trenitalia Marco Trotta, dal rappresentante di Tua Catia Manfrè e dal direttore del dipartimento trasporti della Regione Maria Antonietta Picardi. "La nostra Regione - ha puntualizzato D'Alessandro - aveva diritto all'ambizione nel trasporto pubblico locale e con l'adozione di questo modello si compie una vera e propria rivoluzione a favore del cittadino, con l'Abruzzo che diventa più moderno e competitivo". Sulla linea Adriatica, a esempio, grazie al cadenzamento, ogni 30 minuti (con un orario, quindi, 'fisso' e facilmente memorizzabile dai passeggeri), ci sarà un treno per raggiungere Pescara Centrale - che diventerà stazione hub da cui raggiungere le altre destinazioni in tutta Italia -, mentre sulle altre tratte il tempo d'attesa massimo tra un convoglio e l'altro non supererà un'ora. Tra le altre novità c'è la riduzione dei tempi di percorrenza tra Pescara e Roma: i treni arriveranno a Roma Termini (e non più a Tiburtina, come oggi) in 3 ore e 22 minuti, a fronte delle attuali 4 ore e 9 minuti. "Saranno tutelate e garantite - ha rimarcato D'Alessandro - le esigenze di tutti gli utenti, in particolare dei tanti pendolari che viaggiano su questa tratta, sia verso la Capitale, sia in direzione di Pescara e delle altre città della costa". Ieri, la giunta regionale ha approvato lo schema del nuovo contratto di servizio con Trenitalia, che sarà sottoscritto il prossimo 7 novembre a Pescara dal presidente Luciano D'Alfonso e dal direttore della divisione passeggeri regionali Orazio Iacono. Nell'accordo è previsto, tra gli altri punti, un rilevante investimento da parte di Trenitalia per l'acquisto di nuovi convogli, che andranno a sostituire il materiale rotabile più vecchio. Sarà possibile anche portare a bordo gratuitamente le biciclette, nell'ottica del potenzialmente dell'intermodalità ferro-ciclo, su cui la Regione punta molto, anche alla luce del progetto "bike to coast", che vedrà nascere in Abruzzo la più grande pista ciclopedonale d'Italia. "Prossimo passo - ha aggiunto ancora il consigliere delegato - sarà il biglietto unico. Nel nuovo contratto sono state inserite le basi per centrare anche questo obiettivo, che ci consentirà di migliorare ancora di più il servizio per gli abruzzesi e per coloro che scelgono di venire a visitare la nostra regione". Nel modello di gestione presentato stamattina, è stato sottolineato anche il ruolo strategico del trasporto pubblico su gomma, che avrà la funzione di collegare al nuovo sistema ferroviario anche i centri più piccoli della nostra regione, assicurando a tutti i cittadini le stesse opportunità. Ogni giorno, sulla rete ferroviaria abruzzese circolano 228 treni, di cui 176 gestiti da Trenitalia e 52 da Sangritana. I chilometri percorsi ogni anno sono oltre 5 milioni, di cui 930mila garantiti dai treni dell'azienda di trasporto regionale. "Che rappresenta un'eccellenza - ha concluso D'Alessandro - tra le aziende ferroviarie, di cui l'Abruzzo deve andare fiero. Questa amministrazione regionale, negli ultimi anni, ha aumentato i chilometri affidati alla Sangritana per il trasporto passeggeri e per il futuro abbiamo in cantiere importanti progetti anche per il settore merci. Un risultato che è stato possibile ottenere grazie alla collaborazione di tutti, a partire dai dipendenti, fino ad arrivare ai sindacati e al management, che ci hanno accompagnato in questa impegnativa sfida".

E' stato un lunedì da dimenticare per i pendolari che stamattina da Lanciano hanno dovuto utilizzare il treno per raggiungere Pescara. Proprio oggi, infatti, sono entrate in vigore le nuove prescrizioni di Rfi, che hanno imposto una forte riduzione della velocità sulla linea della Sangritana, tra le stazioni di Lanciano e San Vito-Lanciano. Limitazioni che hanno obbligato l'azienda di trasporto anche a modificare gli orari di partenza dei convogli dallo scalo di via Bergamo, anticipando alle 6.44 la partenza del treno che normalmente partiva alle 6.53, e alle 7.44 quello in partenza alle 7.49. In tanti, nonostante gli avvisi affissi ovunque da alcuni giorni, e gli articoli di stampa (comparsi e ricondivisi sui social), non erano a conoscenza del cambio di orario e il risultato è stato che in tanti (soprattutto studenti) hanno perso il treno. Ma la vera sorpresa è stata (per i pendolari partiti alle 6.44), la velocità con cui il convoglio procedeva verso San Vito: i display luminosi a bordo indicavano 48 km/h, più o meno la metà a cui erano abituati a viaggiare. Alle 7 il Lupetto è arrivato a San Vito (16 minuti per percorrere 9 chilometri, un record...negativo, ovviamente), da cui è ripartito 5 minuti per Pescara, riprendendo la normale velocità di crociera. E' andata molto peggio a chi ha preso il treno dopo, quello delle 7.44. Per una serie di disguidi tecnici, infatti, è partito con quasi 30 minuti di ritardo; ha impiegato il quarto d'ora (prescritto da Rfi) per andare verso San Vito ed è arrivato a destinazione, a Pescara, intorno alle 9.10, con quasi 40 minuti di ritardo. "Non riusciamo a capire perché le nuove norme di sicurezza, che ci è stato detto, sono state introdotte dopo il disastro ferroviario in Puglia della scorsa estate - commenta una pendolare - siano state estese anche a questa linea, su cui tutti sanno viaggia un solo treno alla volta, anche perché Lanciano è una stazione capolinea, dove i binari terminano". La domanda più ricorrente è però legata alla speranza che si tratti di prescrizioni temporanee, non definitive. "Perché altrimenti - aggiunge un dipendente di Tua/Sangritana - i milioni di euro, investiti pochi anni fa su questa linea per tagliare i tempi di percorrenza e avvicinare Lanciano alla costa, saranno stati completamente inutili. A questo punto sarebbe potuta rimanere in esercizio anche la linea storica: i tempi di viaggio, più o meno, erano gli stessi, ma almeno la stazione di Lanciano era in pieno centro e dal punto di vista paesaggistico e del panorama, il viaggio sarebbe stato senza dubbio più piacevole".  

Da lunedì 16 ottobre scatta la rivoluzione nei collegamenti ferroviari tra Lanciano e San Vito, e di conseguenza con Pescara, che vedranno i tempi di percorrenza allungarsi. Questa volta la colpa non è da imputare a Tua/Sangritana, ma ad alcune disposizioni imposte dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, che estendono  agli operatori ferroviari delle reti regionali, le norme già in vigore sulla rete nazionale. Provvedimenti che non riguardano solo l'Abruzzo, ma oltre 3700 chilometri di reti ferroviarie "secondarie" in tutta Italia.
I più penalizzati dall'entrata in vigore delle nuove norme sono i pendolari, studenti e lavoratori, che da Lanciano utilizzano il treno per recarsi a Pescara. Le due corse a maggior affluenza, quelle che finora partivano dalla stazione di via Bergamo alle 6.53 e alle 7.49, saranno infatti anticipate alle 6.44 e alle 7.44. Una differenza di pochi minuti, certo, ma che però ha il sapore della beffa. Perché con i nuovi orari non si arriverà a Pescara in anticipo, ma allo stesso orario di prima. Il motivo è legato alle limitazioni di velocità imposte dall'Agenzia per la Sicurezza sulla tratta Lanciano-San Vito Marina. Finora, per percorrere i circa 10 chilometri, il treno impiegava tra i 7 e gli 8 minuti. Ora ne impiegherà ben 13, quasi il doppio. Serviranno poi altri 8 minuti di sosta alla stazione di San Vito-Lanciano (quella delle Fs) per chiedere l'autorizzazione, ancora telefonicamente, al passaggio dalla rete Sangritana a quella di Rfi. E solo allora il convoglio potrà partire per Pescara, rispettando il solito orario. Gli unici penalizzati, dunque, sono i pendolari lancianesi, perché per chi sale a San Vito o a Ortona, non cambia assolutamente nulla. Qualcuno forse dirà che in fondo si tratta solo di qualche minuto in più, ma il punto è che tutto l'allungamento dei tempi si concentra sui 10 chilometri della rete Sangritana, che viene fortemente penalizzata. A quel punto in tanti sceglieranno di recarsi direttamente in macchina alla stazione di San Vito, con buona pace non solo del maggiore traffico e inquinamento, ma anche e soprattutto per le finanze della Tua, che potrebbe vedersi non rinnovati un bel po' di abbonamenti (che vengono acquistati a parte per la Lanciano-San Vito, in aggiunta a quelli San Vito-Pescara) sulla tratta di sua competenza.
E non finisce qui, perché alcuni treni (sempre tra Lanciano e San Vito) saranno sostituiti da autobus.

Tua, la società di trasporto della Regione Abruzzo,  ha siglato un accordo con l’operatore di telecomunicazioni Fastweb che consente di portare la rete di nuova generazione a imprese e famiglie del Comune di Lanciano e della zona della Val di Sangro. L’accordo è stato presentato presso la sede della Divisione Ferroviaria Tua. a Lanciano, alla presenza del presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, del consigliere regionale delegato ai trasporti Camillo D’Alessandro, del presidente della società Luciano D’Amico, del consigliere delegato alla Divisione Ferroviaria Giovanni Di Vito e di Sergio Scalpelli Direttore delle Relazioni Esterne di Fastweb. Grazie all’accordo con Tua, Fastweb poserà un cavo a 96 fibre ottiche nel cunicolo ferroviario esistente tra le stazioni di San Vito e Lanciano, lungo circa 11 chilometri, collegando la propria dorsale adriatica alla centrale di Lanciano. Nell’ambito dell’accordo firmato è già prevista la posa di un cavo, sempre sfruttando l’infrastruttura ferroviaria della Divisione Ferroviaria di Tua, che dalla stazione di Fossacesia-Torino di Sangro raggiungerà l’area industriale della Val di Sangro. I riflessi positivi dell’arrivo della fibra ottica sono molteplici, non solo per la società di trasporti ma in generale anche per le sedi della pubblica amministrazione e le aziende del territorio con collegamenti simmetrici ad elevata capacità, miglioramento della velocità, stabilità e potenza dei collegamenti Internet. In particolare, Tua potrà avvantaggiarsi della tecnologia con la fibra ottica per diversi aspetti quali rendere il collegamento veloce delle tre pertinenze aziendali con la contestuale condivisione degli strumenti informatici nella rete intranet, ma soprattutto per sfruttare al meglio la tecnologia ferroviaria attraverso l’utilizzo di un sistema di videosorveglianza per il controllo della vasta proprietà ferroviaria, il telecontrollo e telecomando delle sottostazioni elettriche di conversione del posto centrale di Lanciano, il telecontrollo e telecomando degli enti di stazione dal posto centrale di Lanciano (controllo remoto del traffico), il sistema di distanziamento e sicurezza dei treni in ogni tratta della linea. Tutti i collegamenti e le potenzialità che scaturiscono dall’utilizzo della fibra ottica sono garantiti a costo zero, dunque senza gravare sui conti della società. Il presidente di Tua Luciano D’Amico ha sottolineato le potenzialità per l’intero territorio che garantirà la fibra ottica: “un salto notevole per la nostra azienda e per tutte le imprese del territorio che potrà avvalersi dai una rete tecnologica importante per la società di trasporto con innegabili vantaggi sulle performance dei sistemi informativi aziendali e riflessi positivi per tutte le articolazioni aziendali”. “L’investimento di Fastweb a Lanciano è essenziale per aumentare la produttività e competitività del territorio - ha aggiunto Scalpelli - abbiamo trovato in Tua un partner prezioso per lo sviluppo della digitalizzazione in Abruzzo”.

La rabbia, unita allo sconcerto, è rimbalzata soprattutto in rete e in particolare sui social network: per la prima volta, nella storia ultracentenaria della Sangritana, i suoi dipendenti sono rimasti a casa l'11 maggio per la festività patronale. Festività patronale? Vi starete chiedendo in tanti. Ma come, a Lanciano, la festa patronale non cade a metà settembre, in occasione della festa della Madonna del Ponte. A Lanciano, sì, ma in Sangritana no. Perché la Sangritana non ha più la sua sede legale a Lanciano, ma da quando è entrata a far parte di Tua, la sede sociale è a Chieti, dove oggi - appunto - si festeggia San Giustino. Ironia a parte, molti dipendenti questa mattina si sono sfogati su Fb, e qualcuno ha anche avanzato l'ipotesi di violazione del contratto di lavoro. Una polemica, in ogni caso, destinata a non esaurirsi, che va ad aggiungersi alle proteste da parte di lavoratori e di molti utenti, sull'organizzazione e sul servizio reso dall'azienda di trasporto, per anni presa a esempio per efficienza e pulizia dei mezzi.

L'appuntamento è per domani pomeriggio all'Aquila, in occasione della seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata all'esame della situazione del settore dei trasporti abruzzesi. Fuori dall'Emiciclo la Filt-Cgil ha organizzato un presidio dei lavoratori di Tua, la società unica di trasporto regionale (il cui capitale è interamente detenuto dalla Regione), per sensibilizzare la classe politica su quelle che vengono definite "forti criticità". Il sindacato - in vista anche dello sciopero regionale del trasporto locale fissato per il prossimo 13 maggio - ha anche inviato una lettera aperta ai consiglieri regionali, accompagnata anche da una richiesta di audzione in conferenza dei capigruppo, che è stata inviata al presidente dell'assemblea Giuseppe Di Pangrazio. La situazione all'interno di Tua, dunque, resta molto tesa, mentre a Lanciano diversi dipendenti dell'ormai ex Sangritana - a sua volta confluita nella nuova società - denunciano quello che viene definito un vero e proprio smantellamento della vecchia azienda, con lo spostamento di tutti i centri decisionali a Chieti. "Ormai - racconta un dipendente, che per ovvie ragioni preferisce rimanere anonimo - anche per sostituire un autobus in avaria bisogna rivolgersi alla direzione di Tua, con un notevole allungamento dei tempi e con i relativi disservizi per l'utenza". Gli stessi dipendenti segnalano anche la decisione dei vertici aziendali di trasferire tutto il personale ancora a Lanciano, nelle palazzine della stazione storica. Il timore è che la società unica voglia mettere in vendita la palazzina di via Dalmazia, dagli anni Novanta sede della direzione generale della Sangritana, probabilmente per fare cassa, ammesso che ci sia qualcuno disposto ad acquistarla. "E la politica che fine ha fatto - si chiedono ancora alcuni dipendenti - dove sono finiti tutti quelli che si stracciavano le vesti quando la Sangritana veniva accorpata a Tua? Oggi tacciono, mentre qui sta andando tutto a rotoli, come denunciano anche molti nostri passeggeri".  
 

No a qualunque ipotesi di cessione dei servizi commerciali da Tua alla nuova Sangritana Spa, la società commerciale (il cui capitale è interamente detenuto dalla stessa Tua) creata ad hoc, alla cui presidenza siede Pasquale Di Nardo, ultimo presidente della "vecchia" Ferrovia Sangritana. A sferrare l'attacco ai vertici della Regione è la Filt-Cgil, che in una lunga nota a firma del segretario regionale Franco Rolandi, fa alcune considerazioni sulla gestione dell'azienda di trasporto unico regionale, guidata dal rettore dell'università di Teramo Luciano D'Amico. Un'articolata disamina, che prende spunto dall'annuncio di viaggi in autobus a un euro - offerti da un vettore privato - sulla tratta L'Aquila-Roma, che potrebbero avere pesanti conseguenze sulle casse della società pubblica. "Ancora più inquietante, se vogliamo, è lo scenario che ci è stato prospettato per le linee commerciali (collegamenti dall’Abruzzo verso Roma, Napoli, Salerno e Bologna) - spiega Rolandi - in questo caso è stato il presidente di Tua a fornire dettagli sulle presunte perdite registrate lo scorso anno. Numeri e dati in realtà poco credibili se li rapportiamo a quelli annunciati dalla stessa azienda solo pochi mesi fa, quando l’impresa dichiarava di avere problemi di sostenibilità solo sulle linee in partenza da Pescara, mentre per la Sulmona Avezzano Roma, i bilanci presentavano un segno assolutamente in positivo come sono a dimostrare i 378mila passeggeri trasportati nella sola tratta Avezzano Roma dove si registrano peraltro 261mila abbonati". Queste linee dovrebbero finire in gestione alla "nuova" Sangritana (che con la storica società ha in comune solo una parte del nome). "I continui riferimenti al libero mercato e agli effetti del Decreto Madia sui servizi pubblici locali, peraltro assolutamente impropri, chiamati in causa dalla politica per giustificare  tale operazione, non ci convincono affatto - conclude la Filt Cgil - in realtà la cessione di ramo di azienda che in tempi brevi andrà a depotenziare ancora di più l'azienda pubblica, avrà l'unico obiettivo di assicurare un altro bel regalo alle imprese private del settore. Un progetto assolutamente inaccettabile per la nostra organizzazione che, dopo aver profuso uno straordinario impegno e dopo aver manifestato un grande senso di responsabilità nel perseverare l'obiettivo dell'azienda unica e del contratto unico aziendale, non può che esprimere piena contrarietà ad ulteriori tentativi di dismissioni di attività attraverso cessioni di rami di azienda o subconcessioni".