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Il nuovo ospedale di Lanciano sorgerà nell'area dove oggi esiste l'attuale Renzetti. La volontà dell'amministrazione comunale di non cambiare idea sulla localizzazione della nuova struttura (rispetto alle ipotesi Villa Martelli e Sant'Onofrio), è stata ribadita questa mattina, nel corso del sopralluogo a cui hanno partecipato il sindaco Mario Pupillo, il presidente del consiglio comunale Leo Marongiu, e i tecnici di Asl, Regione e Comune. ""Abbiamo tutte le carte in regola - scrive Pupillo sulla sua pagina Fb -  per confermare alla Regione la nostra volontà di costruire il nuovo ospedale nell'area dove si trovano attualmente l'eliporto e l'obitorio del Renzetti, vicino alla variante Frentana e quindi più facilmente accessibile sia dalla Val di Sangro, che dall'Ortonese". Lo scorso maggio il Governo nazionale aveva comunicato alla Regione l'erogazione di 102 milioni di euro (pari al 40 per cento dei 228 milioni previsti dai fondi per l'edilizia sanitaria destinati all'Abruzzo), che serviranno per avviare la costruzione di 5 nuovi ospedali, tra cui appunto quello di Lanciano. Gli altri sono a Vasto, Sulmona, Avezzano e Giulianova. L'investimento totale è di 378 milioni, 150 dei quali, quindi, a carico delle casse regionali, che dovranno essere reperiti attraverso la stipula di mutui. Ieri c'è stato un incontro a Pescara sul presidio di Vasto, quello i cui lavori dovrebbero partire per primi, visto che l'area è di proprietà della Asl già dal 2001 e non esistono eccessivi problemi procedurali. Nel corso della riunione il presidente della Regione (che è anche commissario ad acta per la sanità), ha ipotizzato la possibilità di ricorrere a un projec financing, con l'intervento di un privato, per finanziare la somma residua ed evitare così di accendere un mutuo e gravare sulle già esangui casse regionali. La stessa strada sarà percorsa a Lanciano? Chissà. Intanto sopralluoghi e incontri continuano. Ora, però, i soldi - almeno in parte - ci sono. Resta solo da vedere quando partiranno i cantieri, quelli veri. (la foto è tratta dalla pagina Fb di Mario Pupillo)

In 2 anni e mezzo è raddoppiato, e in alcuni casi addirittura triplicato, il trend di adesione degli abruzzesi ai programmi di screening oncologico attivati dalla Regione. Sono 3 i percorsi attivi ormai da anni: mammografico, cervicale e colorettale, utili per una diagnosi precoce delle patologie. I dati dello screening del tumore alla mammella, evidenziano che al 31 dicembre 2014 la percentuale di copertura era pari al 20.1 per cento. Un anno dopo era salita al 51.37, mentre al 31 maggio scorso (cioè dopo soli cinque mesi) la soglia si attestava già al 22.4 per cento, consentendo di prevedere, dunque, che al prossimo 31 dicembre si possa superare il 57 per cento. Per la cervice, invece, a fine 2014 la percentuale si attestava al 28.43. L?ultimo dato al 31 maggio riporta il 22.4 per cento, dato che consente di prevedere che a fine anno ci si attesterà al 55 per cento. Ancora più evidente l'incremento dello screening del tumore al colon, che dall'8.43 del 2014, ha raggiunto nei soli primi cinque mesi il 9.5 per cento di copertura, con la stima per l'intero 2016 che raggiunge il 25 per cento. "Nel progetto di riqualificazione del sistema sanitario regionale che stiamo portando avanti - sottolinea l'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci - la prevenzione riveste un ruolo strategico, con precisi obiettivi inseriti nel piano quadriennale approvato nel maggio dello scorso anno. E tra questi c'è proprio l'impegno ad aumentare le percentuali di copertura degli screening. Nonostante gli sforzi profusi dalle Asl (che dal 2011 gestiscono direttamente gli screening, in quanto prestazioni comprese nei Lea, i livelli essenziali di assistenza), infatti, a oggi le soglie sono ancora inferiori agli standard fissati dal Ministero. Ma gli ultimi dati ci indicano che la strada intrapresa per recuperare questo gap è quella giusta".

Nel periodo dicembre 2015-maggio 2016 sono stati 378 gli interventi effettuati dall'elisoccorso del 118 in Abruzzo. Di questi, 155 sono decollati dalla base dell'Aquila, 223 da quella di Pescara. I dati sono contenuti nella relazione di monitoraggio periodica, inviata dalla Struttura Commissariale per la Sanità al Ministero della salute e al Ministero dell'economia e delle finanze. Nel documento, a firma del Commissario Luciano D'Alfonso e del sub-Commissario Giuseppe Zuccatelli, si evidenzia "la sostanziale correttezza dell'invio dell'elisoccorso, in missioni in cui si presume la presenza di patologie i cui esiti sono fortemente condizionati dalla precocità dell'intervento e dall'accesso al luogo di cura più idoneo". Nel 40.6 per cento dei casi, l'intervento dell'elisoccorso è stato richiesto per patologie traumatiche, nel 17.6 per cento per patologie cardiocircolatorie, nel 15.9 per cento per patologie neurologiche e nel 6.1 per cento per patologie respiratorie. Il 70.6 per cento dei casi registrati aveva come codice di gravità il rosso, il 28 per il cento il giallo e l'1.4 il verde. Le missioni dell'elisoccorso si sono concluse con il trasporto in ospedale nell'89.3 per cento delle richieste, mentre nell'8.2 per cento l'intervento si è concluso con il trattamento effettuato sul posto. Le ore di volo complessive sono state 295, 128 della base dell'Aquila e 167 di quella di Pescara. A oggi nella nostra regione sono in servizio 2 elicotteri (uno all'Aquila, l'altro a Pescara), che svolgono attività sull'intero territorio (ma anche su parte delle Marche e del Molise, sulla base di specifiche convenzioni) nella fascia oraria compresa tra le 7 e le 20.

Ridurre il disagio di quei cittadini che vivono in zone caratterizzate da particolari difficoltà nell'accesso alle strutture sanitarie, soprattutto in piccoli centri delle aree interne. E' lo scopo del progetto di teleassistenza approvato oggi pomeriggio dalla giunta regionale, su proposta dell'assessore alla programmazione sanitaria Silvio Paolucci. Si tratta di un'iniziativa legata a un progetto pilota nazionale, finalizzato a garantire i livelli essenziali di assistenza anche a coloro che abitano lontano dai centri urbani. L'investimento complessivo è di 205mila euro, che serviranno a implementare un sistema di teleassistenza e telemedicina che riguarderà anche il monitoraggio delle prestazioni, così da verificare l'appropriatezza delle cure e dell'assistenza. "Il provvedimento approvato oggi - spiega Paolucci - rappresenta un ulteriore step del progetto sulla Telemedicina, già avviato dalla Regione, che può contare su un finanziamento di 4 milioni e 300mila euro per il potenziamento di una serie di servizi: dall'adeguamento tecnologico del 118, alla trasmissione a distanza di esami diagnostici dalle ambulanze, fino ad arrivare alla televisita, al teleconsulto e alla telecooperazione sanitaria. E' prevista anche l'attivazione dell'assistenza sperimentale per 4mila pazienti in Adi, over 65 e non autosufficienti".

Al via dal prossimo primo luglio il Servizio di Medicina turistica nelle principali località di vacanza della provincia di Chieti. Fino al 31 agosto saranno attive le postazioni di Fossacesia, San Salvo, Torino di Sangro e Vasto, aperte tutti i giorni della settimana dalle ore 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Il servizio è coadiuvato anche dalla presenza di ambulanze, poste accanto a ciascuna struttura, cosi da rendere più tempestivo il trasporto in caso di emergenza. Com'è noto, si tratta di ambulatori destinati agli assistiti non residenti che hanno necessità di una prestazione che viene assicurata, a pagamento, dai medici di medicina generale secondo un tariffario che prevede 15 euro per la visita ambulatoriale e 25 euro per quella domiciliare, come previsto dagli accordi collettivi nazionali. Il pagamento dovrà essere effettuato direttamente al medico nel caso in cui la prestazione sia richiesta a un medico operante sul territorio dell'Azienda, oppure con versamento alle Casse Cup o tramite bollettino postale utilizzando il conto corrente n. 2514880. I turisti possono rivolgersi anche ai nuclei di cure primarie, che assicurano assistenza continua nelle dodici ore diurne, presenti nei Comuni più importanti e frequentati della costa: Francavilla al Mare in via Adriatica 330, Fossacesia in via Sangro 59, San Vito in via Raffaello Sanzio 13, Vasto in via Giulia 23. Per quanto riguarda, invece, i luoghi di vacanza montani e collinari, a Pizzoferrato l'ambulatorio del medico di assistenza primaria è in via Roma 46 e a Bomba in via Giardino.

E' stato raggiunto ieri pomeriggio alla Asl Lanciano Vasto Chieti l'accordo che ha definito i criteri per la progressione economica orizzontale (le cosiddette "fasce") del personale del Comparto della Asl Lanciano Vasto Chieti. L'intesa è stata siglata tra la Direzione aziendale (presenti il direttore sanitario, Vincenzo Orsatti, e il direttore delle Risorse umane, Manuela Loffredo), le organizzazioni sindacali dell'area del Comparto e la Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu). Le risorse finanziarie dedicate sono pari a circa un milione e 600 mila euro che saranno assegnati a una percentuale leggermente superiore al 50% dei dipendenti appartenenti alle categorie A, B/Bs, C, D/Ds. Il beneficio ha decorrenza dall'1 gennaio 2016 e sarà riconosciuto – ai dipendenti a tempo indeterminato che hanno maturato almeno due anni di servizio continuativo all'1 gennaio 2012 – sulla base di apposite graduatorie che terranno conto della valutazione professionale, dell'anzianità di servizio e dei titoli di studio posseduti. Dopo un lungo periodo di blocco delle retribuzioni, legato al mancato rinnovo dei contratti nazionali di lavoro, l'attribuzione di questo beneficio economico è un'opportunità per valorizzare le professionalità presenti in Azienda e le legittime aspettative dei dipendenti.

Ridurre i tempi di attesa per gli esami diagnostici nelle quattro Asl abruzzesi. Se ne è parlato nella riunione tecnica che si è svolta nella sede di Pescara della Regione Abruzzo e alla quale hanno partecipato il presidente della Giunta e Commissario ad acta, Luciano D’Alfonso, l’assessore Silvio Paolucci, i direttori generali delle Asl e Alfonso Mascitelli, direttore dell’Agenzia sanitaria regionale. Il presidente D’Alfonso ha chiesto collaborazione, anche alla luce del Piano operativo regionale per il contenimento delle liste d’attesa, ma soprattutto ha invitato ad avviare un monitoraggio costante del patrimonio tecnolo?gico disponibile per gli esami diagnostici, nonché del personale, per individuare interventi mirati a ridurre le liste di attesa. “E’ una sfida che voglio e che dobbiamo vincere – ha detto il presidente Luciano D’Alfonso a margine dell’incontro – e siamo pronti come Regione a utilizzare ogni strumento affinché i cittadini siano messi in condizione di effettuare esami con tempestività”.
 

I bambini abruzzesi? Mangiano male e guardano troppa televisione. Sono i risultati principali che emergono dalla quarta edizione del rapporto "Okkio alla Salute", il  Sistema di sorveglianza nazionale dedicato all’infanzia del Ministero della Salute. In Abruzzo l'indagine ha riguardato 1313 bambini della scuola primaria ed è stata realizzata dal Servizio Prevenzione Collettiva del Dipartimento per la Salute e il Welfare, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale. Il focus era incentrato su stato ponderale, abitudini alimentari, motorie, nutrizionali e sul tempo libero dei più piccoli. I dati, riferiti al 2014, hanno evidenziato che nella nostra regione il 27.2 per cento dei bambini è in sovrappeso (è il peggior dato italiano dopo quello della Campania), a fronte di una media nazionale del 20.9 per cento. Di questi, l'11.4 è obeso, contro il 9.8 italiano. Tra le cause principali c'è la merenda, che nel 66.8 per cento dei casi è risultata ipercalorica o a elevata densità energetica per il loro peso. Uno score che si discosta di ben 15 punti dalla media nazionale. Le cattive abitudini al mattino, invece, sono più in linea con il dato italiano: il 32 per cento dei piccoli abruzzesi fa una colazione inadeguata (la media nazionale è del 31) e il 6.9 per cento non la fa per niente (la media è dell'8). Non va meglio anche per quanto riguarda gli stili di vita: il 44.7 per cento dei bambini della nostra regione ha un televisore in camera, contro il 42.2 italiano. La Regione ha coinvolto in iniziative di promozione delle sane abitudini il 36.8 per cento delle scuole abruzzesi (ben al di sopra della media italiana) e il 41.8 per cento degli istituti ha previsto, in questi progetti, la partecipazione attiva dei genitori (il dato nazionale si ferma al 33.6 per cento). Di contro, però, solo il 42.3 per cento delle stesse scuole propone attività fisica extracurriculare per gli allievi, a fronte di una media italiana del 54 per cento. In Abruzzo, però, i bambini "ci vedono meglio" che altrove: porta gli occhiali, infatti, il 17.7 per cento del campione intervistato, contro il 19.1 del dato nazionale.

Rivoluzione nell’organizzazione della Radiologia dell’ospedale di Lanciano, dove da ieri è in funzione la guardia attiva nelle 24 ore. Sia nelle ore notturne sia nei giorni di festa in servizio ci sono un medico e un tecnico, mentre un secondo tecnico e un infermiere sono reperibili. Si tratta di una soluzione mai adottata in precedenza, fortemente voluta dal direttore dell’unità operativa, Antonio Sparvieri, che migliora in modo sensibile l’efficienza del Servizio, grazie alla maggiore tempestività negli esami diagnostici in urgenza. L’innovazione non riguarda solo il “Renzetti”, ma anche Atessa, dov’è stato installata una postazione di teleradiologia che consente la trasmissione delle immagini all’hub di Lanciano dopo le ore 20 poiché, com’è noto, al “San Camillo de Lellis” il servizio è attivo per dodici ore al giorno, a partire dalle ore 8. «Questa organizzazione permette di fare diagnostiche in urgenza anche ad Atessa - spiega Sparvieri - poiché le immagini vengono trasferite a Lanciano per via telematica e refertate dal medico della guardia attiva. Ho insistito molto per arrivare a questa soluzione, per arrivare a diagnosi più veloci in casi di emergenza e guadagnare in efficienza, anche ad Atessa. L’impegno è dare ai nostri utenti un servizio sempre più effciente e di qualità. Senza dimenticare che la presenza della guardia attiva pone il Renzetti in condizione di svolgere al meglio il ruolo di Dea di I livello».
 

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