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L'assessorato regionale al Bilancio ha provveduto a trasferire dal bilancio regionale a quello delle quattro Asl la somma di 235 milioni di euro. L'operazione contabile è stata possibile solo dopo l'approvazione di una norma, voluta dalla Regione Abruzzo, nelle legge di Stabilità che ha chiarito i termini di una precedente norma che di fatto bloccava tale trasferimento e che, paradossalmente, non permetteva di utilizzare fondi destinati alla Sanità che transitavano nei bilanci regionali. Lo spostamento nelle casse delle Asl di 235 milioni di euro permette alle aziende sanitarie di chiudere tutte le perdite pregresse inserite nei rispettivi bilanci. "Il passaggio contabile, anticipato anche con nota dal Sottosegretario De Vincenti - spiega l'assessore alla Programmazione sanitaria Silvio Paolucci - ha una sua fondamentale importanza perché consente di rispettare l'ultimo adempimento richiesto dal ministero dell'Economia per l'uscita dal commissariamento della Sanità da parte della Regione Abruzzo.? Il tavolo di monitoraggio dell'11 novembre si era infatti concluso senza definizione del verbale in attesa di questa norma. Nel mese di gennaio avremo una convocazione straordinaria del tavolo di monitoraggio per acquisire i pareri positivi alla conclusione della fase commissariale. Inoltre - conclude Paolucci - il trasferimento delle risorse permetterà un piano di investimenti straordinario proprio perché coperte le perdite del passato potranno essere utilizzate i saldi positivi delle gestioni recenti".

Anche quest’anno la Asl Lanciano Vasto Chieti presenterà al pubblico i risultati scaturiti dall’applicazione delle buone pratiche cliniche. Questo attento lavoro, che ha coinvolto tutti gli operatori sanitari dell’Azienda, sarà presentato venerdì prossimo, 18 dicembre, a Chieti, dalle ore 8 nell’Auditorium del Rettorato dell’Università ”G. d’Annunzio”, in occasione del “Quality & Safety Day 2015”, nella seconda edizione della giornata sulla qualità e sicurezza delle cure organizzata dalla Asl. I moderni ospedali sono certamente più sicuri, moderni e ricchi di tecnologie, ma nonostante tutto i malati restano esposti a errori, spesso prevenibili ed evitabili, che riducono l’efficacia stessa delle cure e spesso ledono il rapporto di fiducia tra il cittadino e la Sanità Pubblica. Si stima infatti che la percentuale di eventi avversi raggiunga attualmente un tasso pari al 5-6% dei ricoveri. Da anni il Servizio Qualità, accreditamento e risk management e governo clinico della Asl, con il forte supporto della Direzione generale, lavora in stretta collaborazione con le unità operative aziendali per alzare quelle barriere preventive in grado di eliminare o ridurre drasticamente gli eventi avversi, minimizzandone le conseguenze. La manifestazione, divenuta ormai un appuntamento annuale, intende dare risalto alle migliori iniziative finalizzate al miglioramento della qualità e sicurezza dell'assistenza realizzate nell’Azienda sanitaria. La prima parte della mattinata sarà dedicata alla presentazione - da parte di Pasquale Flacco, Direttore generale della Asl, e di Maria Bernadette Di Sciascio, Responsabile del Servizio Qualità, accreditamento, risk management e governo clinico - dei risultati delle attività svolte per promuovere la sicurezza e la qualità delle cure. Seguirà la presentazione dei progetti e dei gruppi di lavoro che si sono distinti per avere contribuito a migliorare l’offerta sanitaria e che hanno individuato e attuato strategie concrete per la riduzione del rischio di errore. Tra di loro saranno individuati i progetti con maggiore rilevanza strategica, innovatività ed efficacia, ai quali saranno conferiti riconoscimenti per l’impegno profuso e i risultati raggiunti.

«Sabato mattina, in qualità di autorità sanitaria, andrò insieme ai medici di medicina generale del paese ad aprire le porte del Distretto sanitario di Orsogna e prenderò possesso di quei locali. Faremo noi gli “Studi aperti”, visto che la Asl ha deciso di non istituire questo servizio a Orsogna, pochi giorni dopo averci comunicato che nel nostro Distretto non si faranno più le vaccinazioni»: è quanto annuncia il sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara, chiarendo che, se la Asl non tornerà indietro, rinuncerà al ruolo di “autorità sanitaria” tutte le volte che le istituzioni gli chiederanno di farsene carico. «Sarebbe questa la medicina del territorio - chiede Montepara -? In realtà l’Azienda sanitaria locale e l’Assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, stanno smontando pezzo per pezzo l’assistenza sanitaria a Orsogna e nei paesi vicini. Preparano le condizioni per la chiusura di quella che ora chiamano “sede erogativa” del Distretto sanitario, anzi del Nod, Nucleo operativo distrettuale. Giri di valzer, anche verbali, per tentare di nascondere una continua e palese sottrazione di servizi». «Il direttore generale della Asl, Pasquale Flacco, mi ha inviato una lettera nella quale annuncia che nel Distretto di Orsogna non si faranno più le vaccinazioni - rivela il sindaco -, costringendo le persone più deboli, gli anziani soprattutto, a recarsi a Guardiagrele o a Ortona. Non basta, la Asl avvierà nel prossimo fine settimana il servizio “Studi aperti”: i medici di medicina generale la mattina del sabato saranno nei distretti a disposizione degli assistiti. Ma scopriamo che a Orsogna le porte del Distretto sanitario resteranno chiuse, nonostante i medici di famiglia del paese abbiano dato la disponibilità a svolgere il servizio. Anche in questo caso chi ha bisogno di aiuto dovrà recarsi a Guardiagrele o a Ortona». «Invece di portare la medicina verso il territorio, come dice un giorno sì e l’altro pure l’assessore Silvio Paolucci, stiamo continuando ad accentrare tutto sempre e solo nei soliti posti - insiste Montepara -. Si chiude in periferia e si apre al centro. Io a questo gioco non partecipo e, nel mio ruolo di autorità sanitaria, chiedo di essere coinvolto nelle decisioni sull’organizzazione dei servizi. Altrimenti ci metto un attimo a rinunciare a competenze assolutamente inutili per il benessere della mia comunità».
 

D’ora in poi anche il sabato mattina i cittadini della provincia di Chieti avranno a disposizione un medico di famiglia. E’ la novità che da dopodomani la Asl Lanciano Vasto Chieti inaugura con il servizio "Studi aperti", promosso dalla Regione Abruzzo e che prevede, ogni sabato (esclusi i festivi, come ad esempio il 26 dicembre), dalle ore 8 alle 13, la presenza di un medico di medicina generale nelle sedi dei Distretti sanitari di Lanciano, Vasto, San Salvo, Chieti, Chieti Scalo, Francavilla al Mare, Ortona, Atessa, Casoli e Guardiagrele. Al servizio potranno rivolgersi tutti gli assistiti dei medici di famiglia che hanno aderito (l’elenco è disponibile sul sito Internet www.asl2abruzzo.it). Sarà sufficiente esibire la propria tessera sanitaria e, qualora non sia presente il proprio medico, compilare un modulo per l’acquisizione del consenso informato. L’iniziativa affianca e si aggiunge ai servizi di continuità assistenziale (la cosiddetta “Guardia medica”) e di Emergenza 118, che non subiranno variazioni. «Aggiungiamo un nuovo tassello al programma di potenziamento dell’assistenza territoriale - sottolinea il Direttore generale Pasquale Flacco - così da essere ancora più vicini agli utenti. L’aggregazione della medicina convenzionata rappresenta un obiettivo importante da centrare, perché ci permetterà di dare continuità ai servizi, evitando il ricorso all’ospedale anche in situazioni che non hanno il carattere di acuzie o di urgenza. Con “Studi aperti” abbiamo creato i presupposti per avviare questo nuovo modello assistenziale».
 

«L’applicazione della recente Direttiva europea, che prevede il rigoroso rispetto dei turni di lavoro e di riposo per il personale sanitario delle strutture pubbliche, rappresenta l'occasione per riformulare le piante organiche in Abruzzo e non mettere a rischio la salute dei cittadini. Ovviamente, si tenga presente che, tra i professionisti sanitari, sono gli infermieri la componente maggiormente in difficoltà nelle nostre strutture regionali»: è questo l'invito alle istituzioni che governano la sanità abruzzese da parte di Giancarlo Cicolini, presidente dell'Ipasvi di Chieti, la Federazione che rappresenta i 3.400 infermieri attivi nella provincia. «Parliamo di personale sanitario già decimato dal blocco del turn over - aggiunge Cicolini - deciso in nome della spending review che ha comportato turni massacranti per garantire i servizi. Il mancato adeguamento degli organici porta a gravi ripercussioni sia sui professionisti sia sugli assistiti: numerosi studi, pubblicati su prestigiose riviste internazionali (Lancet, JAMA, American Journal of Critical Care, BMJ, International Journal Nursing Studies), hanno messo in evidenza i rischi associati all'eccessivo carico di lavoro. Disturbi del sonno, problemi digestivi, stress, aumento di peso, malattie dell’apparato gastroenterico, effetti sulla sfera psicoaffettiva e disturbi cardiovascolari con un aumento del 40 per cento del rischio di malattie coronariche sono quelli maggiormente riscontrati tra gli operatori sanitari». Ma il problema principale, sottolinea il presidente dell'Ipasvi, è per la sicurezza degli utenti: «Turni oltre le 12 ore, fanno aumentare sia la probabilità che si verifichino degli errori sia il numero stesso degli errori commessi. Riguardo alla carenza di infermieri, si è evidenziato come ogni paziente aggiunto al carico di lavoro infermieristico comporti un aumento del 7 per cento nella mortalità dei pazienti». L’immediato adeguamento agli standard europei impone alle Aziende sanitarie locali di assumere nuovo personale per ristabilire i livelli minimi di organico. «Ciò eviterebbe di lasciare, nelle stesse condizioni di lavoro vissute finora, migliaia di infermieri dipendenti garantendo, inoltre, la possibilità di un futuro lavorativo per centinaia di professionisti disoccupati presenti sul nostro territorio. Ovviamente - rassicura Cicolini - stiano tranquilli i cittadini, gli infermieri non si tireranno mai indietro di fronte alle emergenze».

Cinque incontri che spaziano dalle problematiche della corretta alimentazione del bambino a quelle che riguardano le fragilità fisiche e mentali dell’anziano di cui la demenza costituisce la malattia paradigmatica. Si tratta di un interessante ciclo di conferenze patrocinato dalla Anxanum Multiservizi Intercomunali, in collaborazione con il Comune di Lanciano, promosso e organizzato dal Pediatra Antonio Carlucci della Università di Ancona e dal Geriatra Francesco Paolo Colacioppo del Distretto Sanitario di Lanciano. “Con questa iniziativa si vuole rivolgere uno sguardo a due età critiche della vita contrassegnate dalla difficoltà di essere se stessi – sottolinea il dott. Colacioppo - da un lato di diventare se stessi, dall’altro di rimanere se stessi. Bambini e nonni uniti nel difficile compito di trovare un ruolo dotato di senso in una società che privilegia la produttività e l’efficienza e che mette ai margini i non ancora produttivi o i non più produttivi. Bambini e nonni che si alleano per definire un ambiente comune “altro” rispetto ai canoni della società dei consumi, per costruire un legame di alleanza che realizzi anche il difficile compito di tramandare che serba in sé il sogno di non cessare di esistere e che presuppone da un lato la capacità di ricordare e dall’altro la predisposizione all’ascolto”. Ma cosa succede quando la memoria comincia a mancare, quando i vuoti si fanno sempre più frequenti? “E' allora che si deve intervenire con un approccio multidimensionale (bio-psico-sociale) – continua il dott. Colacioppo - e che bisogna porsi la domanda cosa sta succedendo al nonno? Diventa quindi imperativo stabilire una relazione autentica mirata all’ascolto, alla ricerca dello sguardo della sofferenza dell’anima, per cercare di ricostruire una identità frammentata e ferita”. E domani il primo incontro affronterà proprio il delicato e complesso tema della demenza. Si comincia alle 17 a Palazzo degli Studi, sono previste le relazioni del dott. Colacioppo e del prof. Michele Zito, Geriatra del Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento della Università di Chieti il quale parlerà di  Alzheimer, una malattia terribile che negli ultimi anni è aumentata notevolmente e che affligge molte famiglie alle prese con congiunti che hanno perso memoria e identità.

Per l'uscita ufficiale dal commissariamento della sanità regionale ci vorrà ancora un po', anche se ieri - al tavolo di monitoraggio che si è tenuto a Roma - è stato certificato il raggiungimento dei livelli essenziali di assistenza per il 2013. E questo, secondo l'assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, permetterà intanto lo sblocco di 92 milioni di euro, aprendo di fatto la via alla fine del tutoraggio romano sull'Abruzzo. L'equilibrio finanziario dei conti era già stato raggiunto da tempo, ma a questo ora si aggiungono anche i Lea. E Paolucci, come riporta questa mattina il quotidiano "Il Centro", riferisce anche che il tavolo avrebbe dato un "avallo di massima" al piano sanitario regionale 2016-2018, che contiene il riordino della rete ospedaliera (con 11 pronto soccorso) sulla base del Decreto Lorenzin, al centro di un duro scontro politico tra maggioranza e opposizione all'Emiciclo. E, infatti, alle dichiarazioni di Paolucci arriva immediata la replica del gruppo consiliare di Forza Italia in Consiglio regionale, secondo cui "come può Paolucci parlare di grande successo, se per l'Abruzzo si prevede una riforma sanitaria devastante che porterà alla chiusura o al declassamento di 10 nosocomi (Sant'Omero, Atri, Giulianova, Penne, Ortona, Popoli, Sulmona, Guardiagrele, Atessa e Castel di Sangro) con la soppressione, in quasi tutti, del pronto soccorso? L'Assessore alla sanità continua a gettare fumo negli occhi degli abruzzesi, nel tentativo di nascondere il pesante scotto che dovremo pagare a causa del suo, e del commissario D'Alfonso, sciagurato piano". Per gli esponenti della minoranza, "la realtà è ben diversa da quella rappresentata da Paolucci - spiegano - che omette due particolari: in primis che già da un anno l'Abruzzo è praticamente fuori dal Commissariamento e che gli ottimi livelli di assistenza erano già stati certificati nel 2014, raggiunti quindi grazie al lavoro della Giunta Chiodi. Forza Italia resta fortemente critica sul piano di risanamento firmato Paolucci e D'Alfonso e continuerà la sua battaglia a difesa dei sacrosanti diritti dei cittadini".

Il Consiglio regionale, riunito in seduta straordinaria per discutere degli effetti dell'applicazione del Decreto Lorenzin sul sistema sanitario abruzzese, ha approvato un documento – presentato dalla maggioranza di centrosinistra – che prevede un impegno del Commissario ad acta e Presidente della Regione Luciano D'Alfonso, su alcuni punti ben precisi: evoluzione dei livelli essenziali di assistenza (Lea), maggiori investimenti nelle risorse umane, rivisitazione dei meccanismi di finanziamento per le strutture pubbliche, studio di fattibilità per due ospedali di secondo livello, investimenti sulla sanità territoriale. Un altro documento, presentato dalle opposizioni, è stato invece bocciato. Le minoranze chiedevano a D'Alfonso di relazionare in Aula sul recepimento del Decreto Lorenzin e di predisporre un piano con degli obiettivi da raggiungere nel medio periodo: qualificazione di almeno due ospedali di secondo livello, implementazione della rete di emergenza-urgenza, continuità tra rete territoriale e ospedaliera, applicazione di un criterio vincolante per la programmazione ospedaliera oltre che per la sanità pubblica, anche per quella privata.

FORZA ITALIA: PAOLUCCI "OMISSIVO"
"Silvio Paolucci è ancora omissivo e continua a non chiarire cosa sarà della Sanità abruzzese. Oggi è stato anche bocciato dalla sua stessa maggioranza costretta a rivotare la mozione presentata dal centrosinistra, copia e incolla del documento proposto da Forza Italia, che di fatto avrebbe dovuto sostenere e difendere l'assessore alla Sanità. Al momento della prima votazione infatti è mancato clamorosamente il numero legale (presenti solo 15 Consiglieri) e il centrosinistra si è visto costretto a recuperare i Consiglieri che si erano allontanati dall'Aula. Pare evidente la presenza di franchi tiratori all'interno della stessa maggioranza e che oggi ha dovuto fare i conti con le assenze di D'Alfonso, clamorosa e vergognosa la sua mancata partecipazione al dibattito sulla sanità di cui è commissario, e l'assessore Di Matteo". E' quanto dichiarano in una nota i Consiglieri regionali di Forza Italia, al termine della seduta straordinaria del Consiglio regionale. "Il centrosinistra - prosegue la nota - esce in modo pessimo da un Consiglio straordinario nel corso del quale ha mostrato di non avere argomenti, dove ha presentato un documento "toppa", copia e incolla del nostro, senza senso, con il quale ha voluto scimmiottare e offendere le opposizioni. Dall'assessore regionale Paolucci, dopo le omissioni e le reticenze in V Commissione, anche oggi non abbiamo avuto nessun chiarimento. La nostra era chiaramente un'operazione verità con l'obiettivo di capire come vengono, o meglio verranno spese l'80% delle risorse derivanti dalle tasse che i cittadini abruzzesi pagano. E per capire definitivamente cosa sarà degli ospedali abruzzesi ovvero se risponde a verità la notizia che in futuro ci saranno 7 ospedali di I livello (Pescara, Chieti, L'Aquila, Teramo, Lanciano, Vasto e Avezzano), altri presidi come Sulmona, Giulianova, Sant'Omero e Castel di Sangro saranno declassati a distretti sanitari mentre su Popoli, Penne, Atri, Atessa, Casoli, Guardiagrele e Ortona vorrebbero mettere una croce nera. Quanti pronto soccorso resteranno aperti? Il nodo della questione – prosegue la nota dei Consiglieri del centrodestra - è il famigerato Decreto Lorenzin (n. 70/2015) che ridisegna la mappa e l'organizzazione della rete ospedaliera a cui le Regioni e le strutture sanitarie dovranno adeguarsi entro il 2016. Ma la nostra Regione, dopo un'azione profonda di risanamento del sistema e un riequilibrio dei conti della sanità, ha ampliamente dimostrato di poter conciliare un ritrovato equilibrio strutturale del bilancio con i livelli assistenziali richiesti, recuperando tutti quei gap sanitari (economici e di servizio) che ne avevano causato il commissariamento. Il Governo nazionale deve prendere atto di tale percorso e consentire all'Abruzzo di uscire dal commissariamento senza subordinarlo ad ulteriori adempimenti, come il recepimento del Decreto 70/2015. In Abruzzo, il piano di riordino della sanità avrà importanti conseguenze sul sistema della rete ospedaliera, della rete dell'emergenza urgenza e dell'assistenza territoriale e richiede, quindi, l'adozione di un criterio di applicazione prudente e progressivo determinato anche dalla discussione in seno al Consiglio regionale della strategia sanitaria regionale, cosa che sino ad oggi, nonostante i termini per l'adozione siano scaduti, non è avvenuta e la cosa grave è che oggi, così come in V Commissione nei giorni scorsi, l'Assessore alla Sanità Paolucci non ha dato risposte chiare ed esaustive che permettessero di delineare un quadro chiaro delle opportunità di salute ai cittadini abruzzesi".


M5S: "50 MINUTI DI NULLA"
"Cinquanta minuti di assoluto nulla. Ecco come possiamo tradurre l'intervento dell'Assessore Paolucci a conclusione del Consiglio straordinario sulla sanità. L'Assessore non ha risposto a nessuna delle domande poste in Aula, pur riversando sull'intera assise un fiume di parole". E' il commento del Capogruppo M5S Gianluca Ranieri. "Ci siamo trovati ad ascoltare un discorso sterile – continua – irrispettoso verso tutti quei cittadini che da questo Governo regionale attendono risposte per capire dove, come e quando curarsi. Si parla di voler lavorare con condivisione, ma non vengono mai forniti né dati, né contenuti. Si parla di tutele ai pazienti, ma non si garantiscono le cure di base. Si parla, si parla e basta. Un intervento perfettamente in linea con la politica di questo governo regionale: girare attorno alle cose, senza nessuna visione e senza nessun programma".


CAMILLO D'ALESSANDRO: "LA VERITA' VIENE SEMPRE A GALLA"
"Anche questa volta le opposizioni sono finite nel sacco del loro stesso gioco. La verità viene sempre a galla. La maggioranza di centrosinistra è stata compatta nel sostenere ciò che abbiamo garantito agli abruzzesi durante la campagna elettorale, ovvero la riforma della sanità e non certo la distruzione del diritto alla sanità". Lo ha detto il consigliere regionale del PD, Camillo D'Alessandro, a margine del Consiglio regionale straordinario convocato sulla riorganizzazione della sanità abruzzese. "E' stato imbarazzante rileggere in Aula le dichiarazioni del Presidente Chiodi che ha fatto qualche anno fa – incalza ancora Camillo D'Alessandro – dichiarazioni identiche a quelle dell'Assessore regionale Silvio Paolucci, ma che oggi, lui, stranamente, le contesta". Il consigliere D'Alessandro, poi, legge in Aula le dichiarazioni del Presidente Chiodi pronunciate qualche anno fa a difesa della razionalizzazione della sanità, della specializzazione del presidio e del taglio del numero degli ospedali, eccole: "Il triangolo delle bermuda ha fatto sì che una regione di circa 1,3 milioni di abitanti avesse ben sei Asl, un altissimo numero di distretti sanitari, 35 ospedali ... con un basso tasso di occupazione dei posti letto, peraltro raggiunto con ricoveri inappropriati con interventi di bassa complessità, con una casistica assai limitata che si traduce ineluttabilmente in una minore garanzia del paziente ... chi ha consentito che in Abruzzo si costruissero sotto casa, rischiosi per i pazienti? Chi ha voluto cinque neurochirurgie in Abruzzo ... chi ha consentito che in Provincia dell'Aquila ci fossero ben 14 ospedali ... che in provincia di Chieti ve ne fossero undici?". "Queste dichiarazioni sono chiare – sottolinea D'Alessandro – il Presidente Chiodi, evidentemente, non ha ben chiaro che lui ha perso le elezioni perché non ha fatto ciò che aveva intuito e che bisognava fare. Ma tra il dire il fare c'è di mezzo la coerenza, il coraggio e la serenità di operare non per le prossime elezioni, ma per i cittadini abruzzesi. Oggi – conclude D'Alessandro – abbiamo sfidato la minoranza sconfitta, già sulla parte della protesta, ad operarsi sulla proposta".