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L’antefatto è noto a tutti: la Conferenza dei Servizi di Pescara di lunedì 30 gennaio 2017, che avrebbe dovuto prendere una decisione definitiva sulla nuova richiesta di autorizzazione per il Sansificio Vecere di Treglio per altri 15 anni di attività, non ha deciso niente a causa dell’atteggiamento del dirigente della Regione Abruzzo responsabile unico del procedimento che, nonostante tutti i pareri depositati dagli Enti convocati e quasi totalmente contrari alla nuova autorizzazione , ha ritenuto di non doverla chiudere con un pronunciamento conclusivo come avrebbe dovuto per legge. Non sono bastate dieci ore di confronto durante le quali abbiamo vissuto, dichiarano amareggiati i rappresentati di Nuovo Senso Civico.

Sfogliamo il vocabolario- si legge nella nota stampa- e non riusciamo più a trovare aggettivi per descrivere questi comportamenti. adesso il rischio concreto e’ che la proprieta’ dell’impianto possa impugnare quest’atto di decisione/non decisione che avrebbe dovuto essere chiuso necessariamente per quella data riaprendo i giochi e gettando di nuovo nel panico un’intera comunita’ che va ben oltre i confini di Treglio composta di cittadini, amministratori locali, associazioni e imprese sane (per le quali non abbiamo mai dimostrato volontà punitive) che hanno manifestato in tutti i modi in questi anni il loro totale dissenso a questo furto certificato di salute e benessere che il Sansificio comporta.

Per una volta il fatto in sé, pur gravissimo, ha un rilievo parziale nel senso che evidentemente episodi di questo genere avvengono molto spesso, forse quotidianamente e solo di quelli per i quali abbiamo una partecipazione diretta, dall’interno, vengono a galla. Infatti quasi tutte le volte ci si è dovuto confrontare con le istituzioni pubbliche regionali abbiamo una reazione- continua- mista di incredulità, delusione e spesso rabbia: non si tratta di voler ottenere a tutti i costi una decisione favorevole, no, qui non si riesce proprio ad ottenere una decisione, qualsiasi essa sia. Come non domandarci perché rendere così farraginosa la decisione. L’idea è che al peggio non ci sia limite.

Si tratta solo di disattenzione, incapacita’ o di qualcos’altro? Nessuna delle tre possibilità è meno grave dell’altra perché ognuna viola in maniera plateale e perfino provocatoria il vincolo di mandato di dirigenti e amministratori pubblici che è quello di seguire fedelmente e correttamente le procedure ai sensi delle leggi vigenti. Perche’ si e’ fatto di tutto per non arrivare ad una scelta definitiva pur avendo a disposizione tutti gli elementi per poterlo fare?

I dirigenti e i tecnici devo adempiere alle funzioni loro assegnate nel rispetto delle norme e dei principi di buona fede, correttezza, efficienza. allo stesso tempo la politica deve vigilare per realizzare il bene della collettività rispettando leggi e regole, ma soprattutto deve saper scegliere il proprio apparato burocratico. Questo significa che è compito della politica pretendere che vengano sanzionati comportamenti illegittimi dei funzionari e dirigenti che devono essere richiamati duramente all’ordine quando non adempiono pienamente ai propri doveri, doveri per i quali sono lautamente retribuiti. e non promossi o premiati con premi “di produttività”.

I fatti ancor più tragici avvenuti nei giorni terribili delle tempeste di neve mettono in risalto sì la generosità e abnegazione individuale di tanti uomini e donne, ma soprattutto la desolante pochezza, incapacità, disorganizzazione e mancanza totale di capacità di progettualità e prevenzione di quasi tutte le istituzioni pubbliche regionali.

L’Abruzzo sta precipitando indecorosamente non per responsabiita’ della natura ma degli individui che lo governano. abbiamo il fondato sospetto che la vicenda del Sansificio Vecere non sarà l’ultima della serie, ma anche la certezza che questa volta chi ha sbagliato pagherà.

 

Lunedì prossimo 30 gennaio alle ore 10 presso la sede della Regione Abruzzo a Pescara si decideranno le sorti di un’intera Comunità: è convocata infatti la Conferenza dei servizi per decidere sulla nuova autorizzazione di 15 anni da concedere o negare al Sansificio Vecere di Treglio.

Alla Conferenza parteciperanno l’ARTA- Abruzzo, la SASI, la ASL02 Lanciano-Vasto-Chieti e il Servizio gestione e qualità dell’acqua della Regione Abruzzo, oltre ai Comuni di Treglio e di Rocca San Giovanni.

Siamo sicuri che dopo molti anni di battaglie, si legge nel comunicato stampa, manifestazioni, cortei, dibattiti pubblici e inchieste giornalistiche e televisive che hanno visto NSC sempre in prima linea, dopo che l’intera popolazione frentana comprendente non solo gli abitanti di Treglio ma anche quelli dei Comuni vicini si è rivoltata contro la presenza inquinante del sansificio, dopo che le stesse istituzioni pubbliche a partire dall’amministrazione comunale di Treglio si sono espresse in tutti i modi per la cessazione di questa attività in loco, dopo la poderosa inchiesta che ha evidenziato tutta una serie di violazioni di legge e di reati ambientali, dopo il sequestro degli impianti e il processo penale tuttora in corso, dopo le promesse mai mantenute quantomeno di una delocalizzazione della struttura, dopo i tanti casi di malattie e patologie gravi riscontrate in zona.

In definitiva, sempre secondo Alessandro Lanci presidente di NSC, dopo un a fondata opposizione che va a vanti da anni nei confronti del sansificio ci aspettiamo che l’incubo di una intera comunità possa finalmente finire e in caso contrario si intensificherebbe un conflitto sociale che non gioverebbe a nessuno .
Le personalità pubbliche che dovranno decidere in merito hanno a disposizione tutti gli elementi chiari ed inequivocabili per fare l’unica scelta comprensibile all’opinione pubblica locale: non abbiamo dubbi che sarà questa a prevalere in nome della giustizia, della salute, della sana imprenditorialità e della pace sociale.

TREGLIO - "Sono passati 12 giorni dall’inspiegabile e non spiegata riapertura del sansificio Vecere di Treglio, ma da Mario Pupillo, medico, convinto ambientalista soprattutto in campagna elettorale, sindaco di Lanciano e presidente della Provincia di Chieti, nemmeno una parola". E' un attacco duro e frontale quello lanciato da Nuovo Senso Civico nei confronti del primo cittadino di Lanciano, per il sodalizio reo di non aver preso alcuna posizione sulla vicenda, dopo il sit-in di protesta della scorsa settimana, che ha portato al rinvio della conferenza di servizi - fissata inizialmente per oggi - in cui si sarebbe dovuto decidere su una nuova autorizzazione, della durata di 15 anni, al contestato impianto. "Non uno straccio di comunicato-stampa, una mezza intervista o una dichiarazione pubblica - incalza, in una nota, Nsc - niente di niente e così tutti gli esponenti della sua amministrazione comunale, a qualsiasi livello. Lo riteniamo un atteggiamento gravissimo e inaccettabile da parte di chi guida una città come Lanciano, che è la più grande della zona e quella che, dopo Treglio, subisce maggiormente i fumi del sansificio". Ma Nuovo Senso Civico ne ha anche per gli altri sindaci della zona, che avrebbero lasciato solo in questa battaglia il primo cittadino di Treglio Massimiliano Berghella. "Ancora una volta - continua la nota - la nostra associazione e la società civile si sono dovute sostituire a una politica latitante che ha dato l’ennesima dimostrazione di inadeguatezza, inefficienza, mancanza di responsabilità. Non siamo disfattisti, ma anzi sostenitori della buona politica e dei buoni poltici, che pure ci sono, quando questi sanno adempiere al loro primo dovere che è quello di difendere con le unghie e con i denti l’interesse collettivo alla salute, al benessere ed alla sana economia di fronte alle deleterie speculazioni private di pochi". E poi il sodalizio lancia un appello "a recuperare" l'occasione persa, ricordando però che il tempo rimasto non è più molto. "Lo stesso Pupillo disse l’anno scorso - conclude Nuovo Senso Civico - a Treglio che l’unico fumo da quelle parti sarebbe stato quello delle castagne: ci troviamo d’accordo e siamo sicuri che sarà così se davvero ci crediamo tutti e ci comportiamo di conseguenza".

TREGLIO - Il Comune di Treglio ha inviato all'Arta (Agenzia regionale di tutela ambientale) la richiesta di controllare, con specifiche analisi e in maniera costante e regolare, fumi e odori sgradevoli emanati dal sansificio Vecere. E questo perché i cittadini lamentano il fatto che, talvolta, il fetore diviene insopportabile. “Bisogna monitorare le molestie olfattive”, dice quindi il sindaco Massimiliano Berghella. L'attività del sansificio è ripartita da qualche settimana, per la campagna olearia 2016/2017, dopo aver ottenuto, lo scorso 7 ottobre, il nulla osta della Procura di Lanciano, pm Rosaria Vecchi. Perché l'impianto, assieme all'attigua centrale a biomasse, era stato posto sotto sequestro ed è “osservato speciale” essendo classificato come “industria insalubre di prima classe” e trovandosi a ridosso di campagne e di abitazioni. L'istanza di riattivazione, richiesta dalla proprietà, è stata concessa per la parte relativa alla caldaia denominata Buzzi 3. “Che – spiega Berghella – è stata adeguata dopo l'intervento della magistratura. Ma, nonostante tutto, il 14 e il 21 dicembre 2015 ha sforato i limiti imposti dalla legge riguardo alle emissioni dei COV (Composti organici volatili, ossia inquinanti ambientali ). Di qui la richiesta all'Arta di tenere alta l'attenzione sulle emissioni”.
Sulla questione sansificio, inoltre, non ci sarà la Conferenza dei servizi che avrebbe dovuto tenersi il 31 ottobre prossimo in Regione, che, per legge, è l'autorità competente al rilascio dell'Autorizzazione unica ambientale (Aua) richiesta dai Sansifici Vecere Srl per proseguire l'attività per altri 15 anni. In questo caso responsabile del procedimento amministrativo è il dirigente regionale Enzo Franco De Vincentiis. Nella prima seduta della Conferenza dei servizi, il 21 luglio scorso, erano presenti il Comune di Treglio e il movimento Nuovo Senso Civico, quale portatore d'interesse. Assenti, benché regolarmente convocati, la Sasi Spa per gli scarichi; l'Arta Abruzzo, l'Asl Lanciano Vasto Chieti; il Servizio di Gestione e qualità delle acque della Regione. Il Comune di Treglio aveva dato parere negativo per il problema delle emissioni in aria, per questioni igienico –sanitarie e di rispetto ambientale, per salvaguardare la salute pubblica. Secco no anche dalla Asl che aveva fatto recapitare il proprio parere di competenza , “non favorevole, considerato che non si conosce la qualità dell'aria della zona e che il sansificio può arrecare pericolo alla salute pubblica”.
Nel frattempo il Comune di Treglio ha chiesto che il procedimento venga assoggettato a Vinca (Valutazione di incidenza ambientale) dato che il sansificio Vecere si trova a ridosso di un Sito di interesse comunitario (Sic), il “Fosso delle farfalle”, e che quindi nella programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalistico-ambientale dei luoghi e che lo studio di impatto ambientale dovrà contenere anche gli elementi sulla compatibilità fra progetto e finalità conservative del sito.
“A tutto ciò – riprende Berghella – va aggiunto che il Comune ha chiesto l'avvio del procedimento di delocalizzazione dello stabilimento e che sta lavorando con il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, e il sottosegretario alla Presidenza della Regione con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca, per l'attivazione di un tavolo regionale che prenda in esame la faccenda. E torno a lanciare l'appello agli altri sindaci del territorio e alle istituzioni in genere affinché ci affianchino in questa battaglia”.

 

L'appuntamento è per domani, martedì 25 ottobre, alle ore 10, in contrada Paglieroni di Treglio, davanti al sansificio Vecere, da tempo al centro di una serie di polemiche perché molti residenti della zona sono preoccupati dei pericoli per la salute che potrebbero derivare dagli impianti. Il condizionale è d'obbligo, perché proprio in questi giorni il tribunale di Lanciano ha riautorizzato la ripresa dell'attività di alcune strutture, bloccate nei mesi scorsi in attesa che fossero adeguate. A lanciare l'invito alla mobilitazione è Nuovo Senso Civico, che da tempo si occupa delle vicende del sansificio e della centrale a biomasse che fa capo (più o meno) allo stesso gruppo imprenditoriale. "Un picchetto spontaneo di numerosi cittadini di Treglio e dei comuni limitrofi che, ancora una volta, sono costretti a scendere in piazza per difendere il proprio diritto alla salute - scrive il sodalizio in una nota - si tratta di maestre, bambini, mamme, papà, rappresentanti della chiesa e residenti che stanno tentando l’ultima carta a loro disposizione, quella della sensibilizzazione dell’opinione pubblica, prima della riunione della Conferenza dei servizi, il prossimo 31 ottobre, che dovrà decidere dell’autorizzazione alle attività del sansificio per altri 15 anni, dal momento che l’autorizzazione in essere scade a partire dal prossimo 21 dicembre". Per l'associazione si tratta di una corsa contro il tempo per fermare la proroga. Proprio nei giorni scorsi anche il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, aveva rilanciato l'appello a una delocalizzazione dell'impianto in un'altra area.

La Procura di Lanciano, nelle scorse settimane, su richiesta della difesa, ha dato parere favorevole alla riattivazione del sansificio Vecere (la parte relativa alla caldaia denominata Buzzi 3 ) per la campagna olearia 2016-2017. E così i camini dell'impianto industriale, situato in pieno tessuto urbano a Treglio, hanno ricominciato a fumare. “Ma il Comune – dice il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella – sta lavorando su diversi fronti, anche con i propri legali, per trovare soluzioni e alternative per garantire il rispetto dell’ambiente e quindi la tutela della salute dei cittadini”. Le autorizzazioni concesse a suo tempo alla società per la messa in esercizio dell'impianto scadono quest'anno. La famiglia Vecere, titolare dell'attività, ha chiesto il rinnovo dei permessi per altri 15 anni e la questione è al vaglio della Regione in una Conferenza dei servizi (a cui partecipano Asl, Arta, Sasi e Comune) per il rilascio dell'Autorizzazione unica ambientale (Aua). “La prossima riunione – evidenzia Berghella – è prevista per il 31 ottobre e speriamo che stavolta non venga boicottata dalla maggior parte degli enti interessati come accaduto nei mesi scorsi, perché ne va di mezzo la collettività. Di fatto nella prima seduta erano presenti solo il Comune e la proprietà, e la Asl aveva inviato il proprio parere. Noi siamo contrari al rilascio di nuove autorizzazioni e ci stiamo opponendo. Fermo restando che il rilascio dell'Aua prevede, da parte del gestore dell’impianto, che siano state individuate e adottate le migliori tecnologie disponibili o Best available techniques (Bat), ovvero le tecniche impiantistiche, di controllo e di gestione che - tra quelle tecnicamente realizzabili ed economicamente sostenibili per ogni specifico contesto - garantiscano bassi livelli di emissione di inquinanti, l'ottimizzazione dei consumi di materie prime, prodotti, acqua ed energia e un’adeguata prevenzione degli incidenti”. “A più riprese – dice ancora Berghella - , con lettere inviate alla proprietà il Comune di Treglio, ha chiesto l'avvio del procedimento di delocalizzazione dello stabilimento Sansificio Vecere srl che è necessaria per questioni igienico –sanitarie e di rispetto ambientale, per salvaguardare la salute pubblica e l'ambiente. A tal proposito il Comune ha già incontrato, a livello istituzionale, la società Sansifici Vecere, società che a parole si è dimostrata disponibile, ma concretamente non ha prodotto alcun avvio progettuale. C’é ancora un mese per farlo, quindi, adesso, è il tempo dei fatti. In questo contesto, con l'aiuto del vicepresidente della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli, stiamo lavorando per l'attivazione di un tavolo regionale, a cui chiediamo che partecipino il sottosegretario alla Presidenza della Regione con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca, e l’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci. Ma abbiamo chiesto anche che la questione, che interessa un ampio territorio, venga affontata in un tavolo nazionale: in modo particolare l’amministrazione si è gia attivata e ha creato le basi per aprire tale tavolo presso il ministero dello Sviluppo Economico avvalendosi di tecnici specializzati ed esperti”.
Il sansificio è stato a lungo bloccato e sotto sequestro per problemi a due caldaie (Buzzi 1 e Buzzi 2) che - è stato riscontrato dai consulenti della magistratura, tre dei massimi esperti a livello nazionale in materia ambientale e chimica - hanno superato di oltre tre volte i limiti riguardo alle emissioni di monossido di carbonio (CO), ossia 1500 mg per metro cubo d'aria secondo le condizioni poste nell’autorizzazione. Si tratta di essiccatori datati, del '74 e del '96 e per questo risultati non adeguati. Altro discorso per il Buzzi 3, del 2006, sottoposto a migliorie tecnologiche ma che, nelle verifiche imposte dalla Procura nel dicembre dell'anno scorso ed eseguite dall'Arta, è risultato sforare i limiti dei COV (Composti organici volatile , cge sono inquinanti ambientali ), nei controlli effettuati dall’Arta in data 14 e 21 dicembre. “Chi e come controllerà, ora? E saranno attente, puntuali e sufficienti le verifiche? - chiede Berghella -. In ultimo – dice – faccio appello a tutti i sindaci del comprensorio, affinché si mobilitino a fianco del Comune di Treglio, dato che si tratta di un problema che riguarda un'ampia fascia di territorio. E faccio appello, in particolare, ad un medico, anche presidente della Provincia, Mario Pupillo, affinché non rimanga inerte di fronte ad una vicenda che tocca la salute di decine di migliaia di cittadini. Come nel caso di Ombrina dobbiamo essere uniti e combattivi e trovare una soluzione a questa situazione che ha del paradossale”.
 

Incontro dell'amministrazione di Treglio con i dirigenti del sansificio e della centrale a biomasse, entrambi di proprietà della famiglia Vecere. Un confronto in Comune tra il sindaco Massimiliano Berghella, la giunta, il tecnico del Comune Tommaso Giambuzzi, il segretario comunale Angelo Radoccia e gli amministratori delegati del Sansificio Vecere, ossia Enrico Vecere, e della società Gestione Calore Treglio, Antonio Vecere, per la centrale a biomasse. “Una riunione – spiega il primo cittadino, Massimiliano Berghella – in cui i vertici societari si sono dimostrati disponibili e collaborativi. Abbiamo cominciato ad esaminare le questioni tecniche riguardanti gli impianti”. Dove, questa mattina, il capo della giunta, assieme a Giambuzzi e ai vigili urbani, ha effettuato anche un sopralluogo. Nei giorni scorsi, comunque, seguendo la linea tenuta finora in questa spinosa vicenda, con una lettera inviata al presidente della Regione Abruzzo, all'Arta e alla Asl Chieti Lanciano Vasto, il Comune di Treglio, per la terza volta ha chiesto “l'avvio del procedimento di delocalizzazione dello stabilimento Sansificio Vecere srl”. In precedenza era successo nel febbraio e maggio 2014. “Istanza che al momento pare necessaria – dice il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella – per questioni igienico -sanitarie. Un atto volto alla tutela della salute dei cittadini e alla salvaguardia ambientale”. “Le autorizzazioni concesse a suo tempo alla società per la messa in esercizio dell'impianto – evidenzia ancora il primo cittadino – scadono nel corso dell'anno”. Naturalmente la famiglia Vecere, titolare dell'attività, ha chiesto il rinnovo dei permessi e la questione, una volta di competenza degli uffici provinciali, ora, da prassi, approderà in Regione in una Conferenza dei servizi per l'Autorizzazione unica ambientale (Aua) e/o l'Autorizzazione integrata ambientale (Aia). “Per ciò – evidenzia Berghella – vogliamo capire, verificare e controllare. Fermo restando che il rilascio dell'Aia prevede, da parte del gestore dell’impianto, che siano state individuate e adottate le migliori tecnologie disponibili o Best available techniques (Bat), ovvero le tecniche impiantistiche, di controllo e di gestione che - tra quelle tecnicamente realizzabili ed economicamente sostenibili per ogni specifico contesto - garantiscano bassi livelli di emissione di inquinanti, l'ottimizzazione dei consumi di materie prime, prodotti, acqua ed energia e un’adeguata prevenzione degli incidenti. Vogliamo capire se questi parametri vengano rispettati nel sansificio”. “I dubbi – a seguito anche dell'inchiesta della Procura di Lanciano – sono inoltre sui cattivi odori, sulla qualità delle emissioni in atmosfera, sull'impatto acustico, sulle metodologie di stoccaggio. Ricordiamo – conclude Berghella – che i due impianti produttivi sono stati posti sotto sequestro. Il sansificio, in particolare, è stato a lungo bloccato per problemi a due caldaie (Buzzi 1 e Buzzi 2) che, è stato riscontrato dai consulenti della magistratura, hanno superato i limiti imposti dalla Provincia riguardo alle emissioni di monossido di carbonio (CO), ossia 1500 mg per metro cubo d'aria. Si tratta di essiccatori datati, del '74 e del '96 e per questo risultati non adeguati. Altro discorso per il Buzzi 3, del 2006, sottoposto a migliorie tecnologiche ma che, nelle verifiche imposte dalla Procura nel dicembre scorso ed eseguite dall'Arta, è risultato sforare i limiti dei COV (Composti organici volatili), cioè degli inquinanti atmosferici”.

 

"La nostra attenzione resterà alta e continueremo a vigilare". Lo dice chiaramente il sindaco di Treglio Massimiliano Berghella, dopo la pronuncia del tribunale di Lanciano che ha disposto il parziale dissequestro del sansificio Vecere di località Paglieroni. Il giudice, Andrea Belli, “in considerazione degli interventi eseguiti e del contenimento delle emissioni di CO al di sotto del limite di 1.500mg/Nm3 previsto dall'autorizzazione provinciale”, “rilevato che il consulente tecnico nominato dal pm ha dato atto, nella propria relazione del 27 novembre 2015, della corretta esecuzione” dei lavori di messa a norma “sull'essiccatorio denominato “Buzzi3”, “sulla base del campionamento e delle successive analisi delle emissioni prodotte dall'impianto di essiccazione della sansa, condotte nel rispetto delle norme tecniche vigenti” ha dato l'ok alla riattivazione di una parte dell'impianto. E così la struttura, e in particolare il solo essiccatoio denominato “Buzzi3”, ha ricominciato a funzionare. Dunque, dopo il monitoraggio dell'Arta a cui ha preso parte anche un perito della Procura, la magistratura ha autorizzato la riapertura parziale, ma con una serie di prescrizioni chieste dallo stesso pm e accolte dal Tribunale, atte a garantire lo svolgimento dell'attività dei Vecere nel rispetto delle norme sull'ambiente e la qualità dell'aria. Tra le prescrizioni anche quella di “eseguire settimanalmente le analisi in autocontrollo delle emissioni”, analisi che saranno inviate all'Arta per le verifiche del caso. Il “campionamento e le analisi” dei fumi servirà a garantire che le emissioni siano costantemente sotto i limiti di legge così come pure i cattivi odori “che possono produrre molestie olfattive”. "Prendiamo atto di quanto disposto dal Tribunale di Lanciano - afferma il sindaco di Treglio Massimiliano Berghella - e che, stando a quanto scritto nel dispositivo del giudice, l'impianto di essiccazione, rispettando i parametri imposti dalla legge, per l'emissione di CO, è considerato non essere nocivo per la salute. La nostra attenzione sulla questione è massima. Continueremo a vigilare e attueremo tutte le iniziative e le azioni amministrative necessarie a garantire la sicurezza dei cittadini".


All'improvviso, e in maniera del tutto inattesa, questa mattina il camino principale del Sansificio Vecere a Treglio ha ricominciato a fumare e in paese è scattato l'allarme. Subito mobilitato il sindaco, Massimiliano Berghella, che ha cercato di capire come mai un impianto sotto sequestro fosse tornato attivo. Il primo cittadino si è rivolto ai carabinieri, per capire se sapessero che cosa fosse accaduto, e subito dopo si è recato in Procura a Lanciano dove, assente il procuratore Francesco Menditto, gli è stato comunicato che la società che gestisce il sansificio, dopo aver ricevuto ripetuti no alle varie istanze di dissequestro presentate, ha chiesto, due giorni fa, la riattivazione di almeno una delle linee di produzione. Ma questo non può essere fatto se prima non vengono eseguiti test sulle emissioni in aria dell'impianto. Per ciò oggi, l'Arta (Agenzia regionale per la tutela ambientale) e l'azienda hanno iniziatole "prove" e accertamenti sui fumi che escono dai camini Vecere. "Inaudito - dichiara il sindaco Massimiliano Berghella – che tutto questo sia capitato senza che le autorità e l'amministrazione civica sapessero nulla. Siamo assolutamente contrari alla riapertura anche parziale dell'impianto a cui ci opporremo in ogni modo, per le ragioni storicamente note e che hanno portato poco meno di un anno fa alla chiusura del sansificio e della centrale a biomasse. Ci auguriamo, di nuovo, che non venga rilasciata alcuna autorizzazione. Lunedì tornerò in Procura".