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“L'inceneritore va fermato con atti concreti e oggi avremmo potuto avere una proposta di legge approvata dal Consiglio d'Abruzzo che scongiura definitivamente il pericolo dell'inceneritore". Lo sottolinea in un comunicato la Consigliera del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi, prima firmataria della legge anti inceneritore in Abruzzo, depositata già il 13 ottobre scorso. “Il piano regionale di gestione dei rifiuti è fermo al 2007, sono state spese ingenti somme in consulenze per la realizzazione del nuovo piano che giace nei cassetti dell'Assessorato. Quando si deciderà il Sottosegretario Mazzocca a portare il piano in Aula? Questa è una regione fantasma, che nasconde le programmazioni più importanti per la vita dei cittadini, come avviene per  il piano sanitario, si preferisce sempre arrivare alle emergenze per poi mettere i cittadini di fronte a scelte ingiuste”.  E' fortemente critica la Marcozzi nei confronti dell'operato della Giunta D'Alfonso che sembra, a suo dire, muoversi solo in situazioni di emergenza, senza alcuna vera e concreta programmazione. “La Regione deve approvare immediatamente la legge e imparare da tutti gli errori che sono stati commessi sulla questione Ombrina – continua la consigliera pentastellata – sono necessari atti concreti, basta con la propaganda politica e con i protagonismi”. La Marcozzi stigmatizza l'atteggiamento poco attento, dell'Esecutivo Abruzzese e del consigliere Mazzocca, che non avrebbe preso nella giusta considerazione la denuncia del M5S sul rischio che correva l'Abruzzo individuata come possibile sede di un nuovo impianto nocivo. “Avvisammo che questa era la possibilità che emergeva dal Parere sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del luglio scorso, redatto dalla Segreteria della Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni recante una ricognizione degli impianti di incenerimento presenti e futuri nel nostro Paese”. Nell’Allegato III del parere, quello relativo alla “Individuazione degli impianti da realizzare o potenziare per soddisfare il fabbisogno residuo di incenerimento di rifiuti urbani e assimilati”- si legge ancora nel comunicato - , si dava atto di un fabbisogno residuo annuo di incenerimento per la nostra Regione pari a 98.245 tonnellate e veniva sottolineato come “In Abruzzo risulta giustificata la realizzazione di un nuovo impianto da 100.000 tonnellate tale da soddisfare tali esigenze”. Sara Marcozzi conclude ribadendo che l'unica via percorribile è una politica di gestione che persegua obiettivi progressivi di prevenzione della produzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riciclo e riutilizzo. Non è un caso che lo scorso 2 dicembre la Commissione Europea abbia adottato un nuovo e ambizioso pacchetto di misure sull'economia circolare per rafforzare la competitività, creare posti di lavoro e generare una crescita sostenibile e qui in Italia ci ritroviamo ancora con i Governi made in Pd, Renzi e presidenti di Regioni che sostengono gli inceneritori”.

Il gruppo del MoVimento 5 Stelle in Consiglio regionale si dice "seriamente preoccupato per le sorti dei desaparecidos consiglieri regionali che si sono fatti vanto della proposizione del c.d.  Referendum Contro le Trivelle di iniziativa Regionale. Nei giorni in cui grave è l’incertezza sul destino dei nostri mari e sull’ammissibilità o meno dei quesiti referendari, non una parola arriva dai delegati abruzzesi a presentare la richiesta in Corte di Cassazione. Per la maggioranza, Lucrezio Paolini (IDV) e per la minoranza, come delegato supplente, Lorenzo Sospiri (FI) eMauro Febbo (FI)". A sottolinearlo è la Consigliera Sara Marcozzi. “Il M5S ha votato in favore dei referendum non mancando di sollevare perplessità sull’utilizzo dello strumento che è legato a troppe incontrollabili variabili come quella del quorum che con molta probabilità non si raggiungerà anche per la poca informazione che arriverà ai cittadini visto che il governo pro tempore (Pd in primis) non ha interesse al raggiungimento del 50 per cento più uno - commenta Sara Marcozzi - dove sono i delegati? Qual è la loro posizione? Cosa stanno facendo pro o contro i referendum? Pensano di informare i cittadini abruzzesi sul loro operato? Restiamo in attesa di risposte da Paolini, Febbo e Sospiri".

"La legge Pietrucci Mazzocca, che reintroduce il divieto esteso alle 12 miglia per ricerca e coltivazione di idrocarburi, viene impugnata dal Governo e non passa perché è incostituzionale. Lo avevamo detto fino a perdere il fiato: questa legge è stata l’ennesimo palliativo mediatico e adesso il Consiglio dei Ministri presenta il conto”. Lo sottolinea la Consigliera regionale del M5S Sara Marcozzi, commentando l'impugnativa della legge regionale, approvata, il 14 ottobre scorso, che dispone il divieto delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi in mare. "Nei lunghi mesi della lotta contro Ombrina - continua la Marcozzi - il M5S ha sempre sostenuto che le leggi proposte dalla maggioranza e il referendum, sono stati solo una possibilità per lavarsi le coscienze, di certo non La possibilità per scongiurare definitivamente le trivellazioni in Adriatico. L’unica strada è quella della legge di iniziativa regionale alle Camere, presentata dal M5S e approvata dal Consiglio regionale, che va a modificare e abrogare parzialmente l’articolo 35 del Decreto Sviluppo. Abbiamo a che fare con un Governo centrale che sta in tutti i modi dimostrando il totale disinteresse per la nostra Regione e per uno sviluppo sostenibile. Governo ampiamente appoggiato dai parlamentari abruzzesi di ogni schieramento, M5S escluso, che hanno votato a favore dello Sblocca Italia e che oggi firmano per i referendum no-triv. Tutti i Consiglieri regionali - conclude l'esponente del M5S - devono, oggi più che mai, costringere i Deputati e Senatori dei loro partiti a far calendarizzare la nostra legge in Parlamento e a votarne l'approvazione. Ombrina deve essere bloccata dai Parlamentari a Roma. Lo sappiamo noi, lo sa il PD, SEL e anche la Corte Costituzionale".

"Auspichiamo che i deputati abruzzesi accolgano l'invito dei comitati e passino sopra all'appartenenza di partito. Noi lo abbiamo fatto votando in Regione anche leggi che, come avevamo più volte sottolineato, erano incostituzionali e, ancora una volta, votando per un referendum che ha mille problematiche per raggiungere lo scopo. Le nostre proposte, invece, riconosciute oggettivamente come le più concrete ed efficaci giacciono ancora in qualche cassetto o addirittura sono state fermate proprio dal PD e da Sel, che continuano a definirsi contro Ombrina ma poi votano in altra direzione". Lo afferma la Consigliera regionale Sara Marcozzi, annunciano la partecipazione del M5S alla riunione convocata dal coordinamento "No Ombrina" e in programma sabato pomeriggio nella sede della Regione di Pescara, in viale Bovio. "Da un senatore come la Pezzopane o come la Chiavaroli - continua la Marcozzi - che più volte hanno annunciato alla stampa la propria firma in favore del referendum, i cittadini si aspettano altro: si aspettano una legge che blocchi Ombrina e non per fare azioni di propaganda. Il 21 sarà un giorno importante, avremo la possibilità di prendere decisioni concrete e di dimostrare la maturità che noi abbiamo più volte dimostrato, anche, passando sopra l'appartenenza partitica. E' il momento di dimostrare la competenza e la maturità sbandierata più volte dai partiti ma mai attuata". "Come sempre abbiamo fatto, siamo disponibili per confronti e per accogliere le istanze dei cittadini - aggiunge il deputato Gianluca Vacca - è nel nostro modus operandi. Penso che qualche difficoltà in più l'avranno i deputati abruzzesi eletti in altri schieramenti: dovranno spiegare, probabilmente, come mai hanno votato favorevolmente allo sblocca italia, come mai hanno votato contro l'emendamento del M5S che abrogava in parte l'articolo 35 del decreto sviluppo e come mai ancora non si impegnano per far calendarizzare la proposta di legge di iniziativa alle camere del M5S approvata in Regione Abruzzo".

"Un ulteriore tassello della lunga lotta contro il progetto Ombrina mare, che bisognerà sostenere presso tutte le sedi e in tutte le aule avvalendosi di tutti i provvedimenti possibili". Poche parole, pubblicate sulla pagina Fb di Zona Ventidue, per esprimere la soddisfazione degli attivisti "No Ombrina" sull'approvazione del progetto di legge regionale per l'istituzione del Parco marino "Costa dei Trabocchi". "Il Ministero dello sviluppo economico - continua la nota - dovrà tenere conto di questo ulteriore segnale della volontà della comunità abruzzese di difendere il proprio territorio e le proprie bellezze. Il 9 novembre (giorno della Conferenza di servizi su Ombrina) proverà a forzare la mano lo stesso? Vedremo se gli atti che produrrà saranno in grado di resistere in tutte le sedi in cui li porteremo. Rimarrebbe l’atteggiamento fortemente anti-democratico del Governo Renzi che cerca solo di sostenere i profitti dei petrolieri". Per il consigliere regionale del PD Pierpaolo Pietrucci, uno dei firmatari del progetto di legge "si è trattato di un voto forte, coraggioso e compatto, che delinea in maniera sempre più netta la divergenza di posizioni e di politiche della Regione Abruzzo rispetto alla petrolizzazione della costa adriatica, come strumento di potenziamento economico voluta dal Governo Renzi". Un modo per marcare la differenza tra il PD abruzzese e quello nazionale rispetto alla petrolizzazione, spesso al centro dello scontro politico, con il centrodestra regionale che ha sempre accusato il PD di essere appiattito sulle posizioni del premier. Per Sara Marcozzi del M5S, invece, "questa legge è solo uno dei passi per bloccare Ombrina, non il più efficace e non il più immediato". Per la consigliera regionale di minoranza, "nulla deve rimanere intentato. Dunque anche questa legge, scritta dai comitati e presentata da Pietrucci e Mazzocca, doveva essere approvata. Ma Ombrina potrebbe essere fermata molto più velocemente e concretamente, calendarizzando e votando in Parlamento la legge di iniziativa regionale alle Camere presentata dal M5S, che modifica e abroga in parte l'articolo 35 del Decreto Sviluppo, dando un vero stop alle trivelle. Questo lo sappiamo noi - continua la Marcozzi - lo sa il PD, e lo sa benissimo anche Sel, a cui continuiamo a chiedere di fare pressioni sui rispettivi parlamentari per calendarizzare la legge di iniziativa regionale. Di una cosa sono certa - conclude - se avessimo governato noi questa regione e se ci fosse il M5S al Governo del Paese, Ombrina per gli abruzzesi rappresenterebbe già solo un brutto ricordo". Più o meno sulla stessa linea il commento di Forza Italia, con Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri che già ieri avevano parlato di norma fatta male. "Una pezza a colori che dimostra inesorabilmente come non ci sia, da parte del centrosinistra che governa la Regione, la volontà politica di opporsi a Ombrina - tagliano corto i consiglieri di opposizione - l'unica nota positiva riguarda l'accoglimento delle nostre istanze con la richiesta di sospensione dei lavori dell'Aula per permettere l'approvazione e l'adozione di una delibera di Giunta che solo in parte mitiga i rischi dell'impugnativa. Lo stesso Ufficio legislativo regionale aveva bocciato il progetto di legge n.150 firmato dai Consiglieri regionali Mazzocca, Pietrucci e Monticelli che sarà quasi certamente impugnato dal Governo. La stessa struttura – spiegano Febbo e Sospiri – aveva specificato l'iter da seguire, puntualmente ignorato dalla maggioranza, che ne era a conoscenza dal 12 ottobre e avrebbe avuto tutto il tempo per adempiere".

I Consiglieri regionali del M5S Sara Marcozzi, Domenico Pettinari, Gianluca Ranieri, Riccardo Mercante e Pietro Smargiassi, insieme ai Parlamentari Daniele Del Grosso, Gianluca Vacca, Andrea Colletti e Gianluca Castaldi, hanno depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Roma affinché siano accertati eventuali estremi di reato nei vari passaggi dell'iter autorizzatorio per l'installazione degli impianti petroliferi di "Ombrina Mare". Il documento contiene 27 punti, su cui gli esponenti pentastellati chiedono venga fatta luce. "Uniti per questa battaglia che riguarda tutto il territorio abruzzese - sottolineano in una nota congiunta - e che può essere combattuta solo con concretezza e coerenza dalla politica locale e non".

Un rinvio di 3 settimane della Conferenza di Servizi, convocata a Roma al Ministero dello Sviluppo Economico, per decidere il via libera all'impianto di Ombrina Mare davanti al litorale frentano. Un rinvio accompagnato dalla protesta di centinaia di manifestanti che questa mattina sono andati nella Capitale, per ribadire con forza la loro contrarietà alla petrolizzazione dell'Adriatico. All'interno, al tavolo dei lavori, Regione, Provincia e Comuni interessati dal progetto hanno confermato il loro 'no', sollevando tutta una serie di questioni procedurali che hanno portato al rinvio della riunione. "E' un tempo più che sufficiente perchè Luciano D'Alfonso e la Regione Abruzzo - commenta Nuovo Senso Civico sul suo blog - adottino tutti i provvedimenti utili alla causa, come a esempio l'istituzione del Parco marino che è stata bloccata inopinatamente proprio per questioni di tempi necessari". A Roma c'erano anche i Consiglieri regionali del M5S Sara Marcozzi e Domenico Pettinari (nella foto insieme all'Assessore comunale di Lanciano Davide Caporale e al Sindaco di Treglio Massimiliano Beghella). "Sono tre settimane importantissime - commenta la Marcozzi - questo tempo offre al Governo centrale la possibilità di calendarizzare la legge di iniziativa regionale del M5S che impedisce di fatto l'avvio di Ombrina nel nostro territorio. Ogni deputato abruzzese, di qualunque schieramento politico, ha il dovere di fare tutto ciò che è nelle sua possibilità per agevolare la discussione e la votazione di questa legge in Parlamento. Il M5S ha partecipato a questa manifestazione - continua - con grande orgoglio e con la consapevolezza di poter camminare tra le persone a testa alta, anche quelle meno informate, poiché siamo stati l'unica forza politica ad attuare dentro e fuori dal Palazzo le iniziative concrete, e non di propaganda, proposte dai comitati senza mai fare un passo indietro".

Il Gruppo del M5S ha depositato questa mattina all'Emiciclo una proposta di legge alle Camere, di iniziativa regionale, per l'abrogazione dell'articolo 35 del Decreto Sviluppo del 2012, quello che oggi consente l'installazione degli insediamenti petroliferi al largo delle coste abruzzesi, come Ombrina Mare. Contestualmente è stata depositata una risoluzione urgente che impegna la Giunta a presentare tempestivamente ricorso al Tar Lazio contro il decreto di compatibilità ambientale n.172 del 7 agosto scorso, che di fatto rappresenta il superamento di uno degli ultimi ostacoli all'iniziativa della Rockhopper. "Il M5S si batte contro la petrolizzazione con i fatti e non a parole – spiega Sara Marcozzi – all'interno del documento sono indicati anche 5 diversi motivi sui quali fondare il ricorso al tribunale amministrativo. Queste iniziative seguono gli atti politici del M5S già presentati e approvati nell'ultimo anno dal Consiglio, che hanno dato impulso anche al ricorso alla Corte Costituzionale contro il Decreto 'Sblocca Italia'. A questo punto ci aspettiamo l'appoggio di tutti i Consiglieri regionali e di tutti i Parlamentari abruzzesi di ogni schieramento".