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Finisce sul tavolo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella la chiusura della guardia medica di San Vito, disposta dalla Asl Lanciano-Vasto-Chieti lo scorso 30 giugno, con un provvedimento firmato dal manager Pasquale Flacco. La giunta comunale, infatti, ha autorizzato il sindaco Rocco Catenaro ad avvalersi della consulenza di un legale (l'avvocato Cristiano Bertoncini del Foro di Vasto) per proporre un ricorso straordinario al Capo dello Stato contro il provvedimento adottato dall'azienda sanitaria. La chiusura della guardia medica a San Vito è una vicenda che dura ormai dal 2010, quando l'allora presidente della Regione Gianni Chiodi - all'epoca commissario alla sanità - stabilì la soppressione del servizio, a causa del numero di accessi troppo basso (a causa della vicinanza con gli ospedali di Lanciano e Ortona). La decisione, però, fu "congelata" più volte, su richiesta di diversi consiglieri regionali di quella legislatura. Lo stesso è avvenuto con l'avvento di Luciano D'Alfonso, che dopo una serie di sospensioni, ha firmato il decreto, poi recepito da Flacco nel suo atto. Per il Comune di San Vito la scelta è ingiusta e irrazionale, soprattutto perché alla chiusura della guardia medica non ha fatto seguito il potenziamento dei servizi di emergenza-urgenza, che diventano di fondamentale importanza soprattutto nel periodo estivo, quando il numero degli abitanti si quadruplica e dove ogni giorno (e sera) altre migliaia di persone si riversano nel centro costiero e nei suoi ristoranti. 

“Chiedere al Governo di rivedere il provvedimento in favore di un /election day/ che accorpi il voto alla prossima tornata elettorale delle amministrative e non firmare la deliberazione governativa che istituisce la data del 17 aprile per il voto referendario”. E’ la richiesta rivolta a Sergio Mattarella da associazioni ambientaliste, sociali e studentesche, organizzazioni sindacali, comitati e testate giornalistiche che hanno scritto oggi al presidente della Repubblica in merito alla data fissata ieri dal Governo per il referendum popolare sulle trivellazioni in mare. Nella lettera inviata al presidente Mattarella, i firmatari ribadiscono le ragioni a sostegno della necessità di un /election day/che accorpi il referendum alle prossime elezioni amministrative: una “richiesta avanzata da Regioni, parlamentari, associazioni ambientaliste, comitati e rappresentanti della società civile” e ignorata dal Governo, nonostante fosse “un’opzione perseguibile in tempi brevi, adottando lo strumento del decreto legge”. “Il motivo primo per cui avanziamo tale richiesta - si legge nella lettera al presidente della Repubblica - è per favorire e salvaguardare la democrazia e la partecipazione, che dovrebbero caratterizzare un voto popolare, quale quello di un referendum abrogativo, per di più su un tema così importante che riguarda la tutela dell’ambiente e lo sviluppo energetico ed economico del nostro Paese. Stabilire di andare al voto in tempi così ravvicinati di certo non permetterebbe di condurreun’adeguata campagna referendaria e di conseguenza non consentirebbe che gli elettori siano adeguatamente informati sul referendum”. “La decisione del Governo, inoltre, non tiene conto di ulteriori due elementi oggettivamente importanti” prosegue l’appello a Sergio Mattarella. Il primo è di carattere economico: “l'/election day/ è fondamentale al fine di risparmiare una cifra stimabile tra i 350 e i 400 milioni di euro, un quantitativo di denaro pubblico enorme, che potrebbe altrimenti essere impiegato per meglio garantire diritti essenziali alla popolazione italiana”. Il secondo riguarda l’iter dei quesiti referendari. “Dinanzi alla Corte Costituzionale pendono conflitti di attribuzione per altri due quesiti sullo stesso argomento su cui, qualora il giudizio della Corte dovesse essere positivo, si potrebbe votare in un’unica data. Diversamente vorrebbe dire che nel 2016 gli italiani potrebbero essere chiamati alle urne fino a cinque volte: per i due referendum abrogativi sulla questione trivellazioni (ad aprile sul primo quesito ed eventualmente, in seguito alla decisione della Corte Costituzionale, per gli altri due), per le elezioni amministrative (primo turno e ballottaggio) e in autunno per il referendum costituzionale. Una simile concentrazione di tornate elettorali determinerebbe un notevole dispendio di risorse, ingenerando, peraltro confusione negli elettori”. (Firmano la lettera al presidente Mattarella: Adusbef, Arci, Coordinamento FREE, Coordinamento nazionale NO TRIV, Cospe, Enpa, Fairwatch, Federazione Italiana Media Ambientali, Filt-Cgil Roma e Lazio, Fiom-Cgil, Fondazione UniVerde, Giornalisti nell'Erba, Green Cross Italia, Greenpeace,Italia Nostra, Kyoto Club, La Nuova Ecologia,
LAV, Legambiente,Liberacittadinanza, Link Coordinamento Universitario, Lipu, Marevivo, Progressi, Pro-natura, QualEnergia, Rete della Conoscenza, Rete Studenti Medi, Slow Food Italia, Touring Club Italiano, Uisp, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, WWF, Altra Trento - Altra Rovereto, CIES, Coalizione Mantovana per il Clima, Gruppo
Impegno Missionario diGermignaga, Murales, Oltre La Crescita, Resilienza Verde, RSU Almaviva, Soc. Coop. E’ nostra, TerrediLago).