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Sotto accusa la decisione unilaterale della Sevel in merito ai turni di recupero produttivo. Stavolta a manifestare contrarietà e dissenso è l'Unione Sindacale di Base (USBb) che in una nota puntualizza le ragioni dalla loro posizione contro l'atteggiamento di un'azienda che continuerebbe a penalizzare fortemente i lavoratori. “Con questa turnazione, frutto di un atteggiamento aziendale arrogante, si creano disagi ai lavoratori e alle loro famiglie – si legge nel comunicato del sindacato - e si evidenzia sempre di più il fatto che i sindacati con la firma del Ccsl non hanno praticamente più nessun potere contrattuale, la prospettiva è quella di dover assistere anche per questo 2017 a un abuso del lavoro straordinario”. Nell'anno 2016 sono stati 15 i turni di sabato, più il recupero produttivo, tiene a ricordare USB che ribadisce che “quello che si sta proponendo non è altro che un aumento dell'orario di lavoro settimanale che la legge prevede di 40 ore e non superiore a 48. Sembra davvero paradossale e pure ripetitivo dover raccontare a ogni inizio anno di un'azienda che continua a fare produzioni record soltanto con il ricorso allo straordinario. Noi crediamo che sia giusto ridistribuire la ricchezza prodotta nel territorio attraverso l'assunzione di giovani disoccupati”. Vengono inoltre sottolineate le proposte fatte che, a detta dell'USB, andavano incontro sia alle esigenze produttive dell'azienda che dei lavoratori e che sono rimaste totalmente inascoltate. L'accento viene puntato anche sul record produttivo raggiunto “ma con ferie ridotte, 15 turni di straordinario, tantissimi trasfertisti e zero nuove assunzioni”. Una situazione che per l'Unione Sindacale di Base non è più sostenibile. Da qui la decisione di proclamare sciopero per tutti i turni di straordinario previsti nel mese di febbraio, nei giorni 4, 11, 12 e 25. Braccia incrociate sabato dalle 5.45 alle 13.45.

Nell’ambito dell’Attività previste dal Programma Alternanza Scuola-Lavoro del Ministero dell’Istruzione, la Sevel di Atessa ha siglato una convenzione con l’Istituto Superiore Statale “Da Vinci – De Giorgio” di Lanciano rappresentato dal Dirigente scolastico Giovanni Orecchioni. La convenzione prevede l’erogazione di un progetto formativo specifico che, per questo anno scolastico, coinvolgerà gli alunni di 3 classi del terzo anno (Indirizzo Meccanico, Elettronico e Indirizzo Elettrotecnica) per un totale complessivo di 54 studenti. Le attività formative avranno una durata complessiva di 60 ore (di cui 22 di aula e 38 di project work) .Il programma si aprirà il 9 di febbraio con la prima giornata di Laboratorio Innovativo che si terrà presso l’Istituto a Lanciano. Gli alunni continueranno a seguire il percorso formativo anche per i successivi 2 anni che mancano al diploma, per un totale di circa 400 ore complessive. L’iniziativa della Sevel rientra nel progetto FCA for Education rivolto agli studenti di tutta Italia che si compone di due tipologie distinte di proposte: FCA Adoption e FCA e_discovery. La prima (FCA Adoption) consiste in una vera e propria “adozione” di un istituto da parte degli stabilimenti FCA presenti sul territorio nazionale (complessivamente ne sono coinvolti 16, tra cui proprio la Sevel di Atessa), e da alcune famiglie professionali. Alle scuole “adottate” viene offerto un programma di Alternanza Scuola-Lavoro completo della durata di 200 o di 400 ore (a seconda se licei o istituti tecnici) fruibile interamente o parzialmente a seconda delle esigenze dei singoli istituti. Gli studenti avranno la possibilità di conoscere da vicino il mondo delle professioni presenti in un’azienda globale. In particolare, all’interno del percorso di alternanza sono previste ore di lezione tenute da professional e manager aziendali, la possibilità di vivere alcuni momenti tipici di un’azienda presenziando a meeting di avanzamento, riunioni, brainstorming, momenti di verifica e di audit e approfondimenti on site sugli impianti produttivi per contestualizzare e consolidare quanto appreso nelle lezioni teoriche. Durante tutti e tre gli anni le classi saranno seguite da un tutor aziendale che si occuperà degli aspetti organizzativi e del monitoraggio dell’apprendimento dei ragazzi in collaborazione con il tutor scolastico. Oltre all’impianto abruzzese, il progetto coinvolge stabilimenti presenti in Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Campania e Basilicata. La seconda proposta, FCA e_discovery, che partirà a marzo, consiste in un prodotto on-line fruibile dagli studenti a livello di classe e assistiti da un facilitatore/tutor scolastico. Il percorso è suddiviso in quattro parti. La prima parte consiste nella descrizione dei processi fondamentali di un'azienda e le sue possibili organizzazioni. Nella seconda parte gli studenti dovranno organizzarsi per progettare un' azienda. Il percorso on-line prosegue con la terza parte in cui gli studenti trovano slide, filmati e altro materiale che raccontano il mondo automotive (come si progetta, si costruisce, si vende e si assiste dopo la vendita un'automobile). La quarta e ultima parte è un game competitivo al quale si partecipa come classe.“La crescita di FCA – sottolineano in Sevel - passa per la qualità delle persone. Abbiamo bisogno di persone complete che vogliono prendere in mano il loro futuro e influenzare positivamente l’Azienda in cui lavorano e la società con cui vivono. Per questo motivo il tema dell’ “alternanza scuola-lavoro” è sempre stato al centro dell’attenzione della nostra Azienda. Penso ad esempio alle “Scuole Allievi” che frequentavano i nostri dipendenti entrando in Fiat. Queste scuole hanno rappresentato uno degli esempi più importanti di formazione aziendale nella storia dell’industria italiana. Stiamo parlando del 1922 ma oggi, a 95 anni di distanza, l’impegno è sempre lo stesso. L’alternanza scuola-lavoro è uno strumento potenzialmente molto importante. Consente ai ragazzi di acquisire le conoscenze per comprendere e avvicinarsi in modo più efficace al mondo del lavoro. Il modello di relazione tra scuola e aziende promosso dal Miur va in questa direzione e FCA intende contribuire a valorizzarlo in modo significativo. Attraverso il nostro programma vogliamo dare ai ragazzi la possibilità di avvicinarsi a modelli organizzativi, processi e prodotti innovativi. Per FCA è inoltre importante avere un aggancio forte con il territorio in cui è presente, crediamo nella responsabilità sociale dell’azienda e vogliamo riempirla di contenuti”

 

“Bisogna riportare l'azienda a un tavolo di confronto per discutere insieme gli obiettivi produttivi del 2017 tenendo ben presenti i diritti e le esigenze dei lavoratori e delle lavoratrici”. In un comunicato il segretario generale della Fiom Cgil Davide Labrozzi stigmatizza duramente il comportamento dei vertici aziendali nonché la “resa incondizionata alla Fiat di chi non ha voluto capire”. Al centro della protesta e della proclamazione di tre turni di sciopero alla Sevel e alla Honda, i turni di lavoro decisi per recuperare gli stop produttivi dovuti alla neve e al maltempo di questi giorni e lo spostamento della Festa di San Leucio. “La scelta della maggioranza Rsa di spostare la ricorrenza patronale ci pare una leggerezza che costerà caro a tutti – ha rimarcato Labrozzi - I lavoratori Sevel devono recuperare i turni persi lavorando sabato pomeriggio e domenica notte a regime ordinario, la comunicazione di questa decisione è arrivata dall'azienda senza nessun tipo di confronto, nessuna apertura. In 35 anni di storia non si era mai fatto un recupero in questi termini e con la sola comunicazione aziendale. Se si fosse tenuto l'incontro che avevamo chiesto proprio per un confronto costruttivo sui volumi produttivi del 2017 e sul calendario lavorativo, questa situazione sicuramente non si sarebbe verificata”. Uno scenario che secondo Labrozzi cancella anni di lotte sindacali, riportando indietro conquiste e obiettivi. E proprio per dire “no” a questo stato di cose la Fiom ha proclamato tre giorni di sciopero. Alla Sevel, braccia incrociate domenica 15 gennaio per l'intero turno notturno, e nei sabati 21 e 28 del mese per l'intero turno pomeridiano. Alla Honda lo sciopero si terrà domani 14 gennaio e sabato 21 per 15 minuti (13.45-14.00) e intero turno pomeridiano dalle 14.15 alle 22.00

ATESSA - Lo stabilimento Sevel di Val di Sangro ha ottenuto la medaglia d’argento nella classifica mondiale del World Class Manufacturing (WCM), la metodologia di organizzazione del ciclo produttivo per gestire gli stabilimenti secondo i migliori standard a livello mondiale: dalla sicurezza all’ambiente, dalla manutenzione alla logistica e alla qualità.

“Non è stato facile raggiungere questo traguardo – precisa l’Azienda - che rappresenta una tappa intermedia verso ulteriori futuri successi.  Sevel ha fatto un’ ottima figura sia durante la fase delle presentazioni sia durante le visite ai reparti produttivi, riuscendo ad ottenere un punto in più della precedente valutazione nei pilastri tecnici Safety e Professional  Maintenence e nei pilastri manageriali ‘route map to WCM’ e ‘time and budget’. Dopo diversi tentativi, sono state premiate  la competenza, la motivazione, l’impegno e la passione di tutti i dipendenti, operai ed impiegati, quadri e dirigenti. Di rilievo il fatto che Sevel abbia migliorato di ben 6 punti lo score raggiunto nell’ anno precedente a testimonianza dell’ottimo lavoro svolto nel 2016 dal plant e dell’ottimo livello di collaborazione e integrazione tra i lavoratori”.

 
Il WCM è stato adottato da molte delle più importanti aziende del mondo. L’approccio prevede l’interazione con tutta l’organizzazione della fabbrica, partendo dagli aspetti di sicurezza e proseguendo con i sistemi per la qualità e la manutenzione, l’ottimizzazione logistica e l’organizzazione della postazione di lavoro. Il sistema prevede una serie di valutazioni periodiche da parte di auditor certificati per verificare i risultati ottenuti dallo stabilimento, al termine delle quali viene assegnato un punteggio tra 0 e 100. Il percorso di miglioramento del WCM prevede tre tappe intermedie – Bronze, Silver e Gold – prima del traguardo finale del World Class Level.

VAL DI SANGRO - Sarà terminato nel 2017 l’ampliamento della piastra logistica intermodale di Saletti nella zona industriale della Val di Sangro. Il progetto preliminare, inserito nello schema finale del Masterplan per l’Abruzzo con uno stanziamento di 5 milioni e mezzo di euro, diventerà definitivo entro la fine dell’anno e verrà realizzato nel secondo semestre del 2017, implementando l’asset del trasporto merci in regione.

All’indomani della firma del Masterplan, soddisfazione è stata espressa anche dal ministro Graziano Delrio che ha sottolineato come l’intermodalità sia la strada giusta per aumentare la cooperazione tra l’Italia ed i Paesi europei.

“Siamo molto felici - ha dichiarato il ministro - che la Regione Abruzzo, con la società di trasporto Tua, abbia seguito l’indirizzo del ministero per la cura del ferro e quindi lo spostamento delle merci sempre più su rotaia e via mare. Il lavoro che si sta facendo in Abruzzo è di straordinaria importanza. La collocazione geografica della regione a livello ferroviario – ha concluso il ministro delle Infrastrutture – favorirà un complessivo sviluppo economico diminuendo le emissioni inquinanti”.
A beneficiarne saranno non solo Sevel ed il suo indotto, ma l’intero comparto automotive abruzzese, grazie ad un incremento esponenziale del volume di traffico, ad una conseguente riduzione dei costi per il trasporto e ad una diminuzione dei tempi di percorrenza.

“La piastra logistica di Saletti - ha dichiarato Giovanni Di Vito, consigliere TUA con delega alla ferrovia - rappresenta un’infrastruttura strategica al servizio della Val di Sangro e della Sevel che consentirà di implementare la capacità di smistamento delle merci sulla rete nazionale e dunque verso l’Europa. L’infrastruttura - ha spiegato Di Vito - prevede la realizzazione di un piazzale ferroviario dotato di 4 binari di 750 metri di lunghezza e 3 binari di 350 metri, infrastrutture dedicate alla logistica per la movimentazione di merci, quali ad esempio capannoni di stoccaggio, piani di caricamento, uffici e zone dedicate alla manutenzione. Infrastrutture - ha concluso il consigliere - che favoriranno la piena intermodalità della Val di Sangro, ovvero l’integrazione strada-rotaia, in linea con gli attuali standard europei”.

Uno dei  maggiori vantaggi dell’opera sarà quello di poter effettuare il cosiddetto trasporto combinato accompagnato, ovvero trasbordare i mezzi stradali direttamente sul treno.

“L’opera - ha affermato il responsabile dell’infrastruttura ferroviaria di Tua, Florindo Fedele - permetterà di incrementare la lunghezza dei convogli ferroviari, attualmente movimentati per ciascun viaggio e di caricare direttamente i TIR sul treno con una pedana che si sposterà longitudinalmente rispetto al senso del binario.  Allo stato attuale - ha spiegato Fedele - ogni treno merci movimenta 15 carri, ognuno dei quali trasporta 4 furgoni. A configurazione ultimata - ha concluso - il volume di traffico aumenterà del 33 per cento con un incremento di 200 unità di merce trasportata ogni giorno”.

ATESSA - Qual è la condizione delle migliaia di lavoratori in Sevel? Quali i problemi che quotidianamente affrontano gli operai del più grande stabilimento europeo di veicoli commerciali, volano principale dell'economia abruzzese e quali le esigenze e le richieste di chi spesso ha poca voce per farsi ascoltare. A questi interrogativi si è cercato di dare una risposta. E con l'obiettivo di disegnare un quadro vero, reale della situazione in Sevel, il coordinamento provinciale Slai Cobas di Chieti, in collaborazione con l'Associazione Il Laboratorio di Roma e il collettivo Zona22-Uallò-Uallà ha fatto un'inchiesta, grazie anche al fondamentale contributo di centinaia di lavoratori e di lavoratrici che si sono raccontati e hanno risposto a domande e quesiti. I dati di questa indagine “autorganizzata”,(così viene definita in un comunicato dello Slai Cobas di Chieti), saranno resi noti nel corso di un incontro aperto a tutti che si terrà domani 5 novembre a Lanciano, con inizio alle 16.30, presso la libreria Mu, in Corso Bandiera. “La democrazia – conclude la nota - senza partecipazione e possibilità di rappresentanza sindacale di base, rischia di essere definitivamente confinata ai cancelli”.
 

ATESSA - La Sevel chiede ai lavoratori di recuperare il fermo produttivo dello scorso 16 giugno (legato a un guasto tecnico in un'azienda fornitrice) e la Fiom proclama 3 turni di sciopero in coincidenza degli stessi recuperi. Ad annunciarlo è la Fiom-Cgil, secondo cui ai lavoratori viene chiesto un sacrificio che non doveva essere chiesto. "A giugno - racconta il segretario generale Davide Labbrozzi - i lavoratori si recarono in Sevel nonostante l’azienda sapesse che non ci sarebbe stata attività. Le persone furono lasciate fuori dai cancelli, nei pullman, ad attendere la comunicazione che poi rispedì tutti a casa. Il tutto nell’assenza totale di considerazione per le lavoratrici e i lavoratori della Sevel. Oggi, dopo quattordici giornate di lavoro straordinario, che hanno debilitato mentalmente e fisicamente tutti, si obbligano le persone a prestare lavoro per recuperare il fermo subìto". Lo sciopero è fissato per sabato 5 novembre (turno A e turno centrale), domenica 6 novembre (turno di notte) e sabato 12 novembre (turno B). "Negli ultimi giorni - continua Labbrozzi - la Fiom ha aperto un confronto con tutte le lavoratrici ed i lavoratori, ha cercato di capire lo stato d’animo, ha voluto comprendere se di fronte a uno sciopero ci sarebbe stata condivisione". Condivisione che il sindacato ha raccolto tra i suoi iscritti. "Siamo contrari - conclude la Fiom - a forme di gestione dei fermi produttivi di questa natura. Chi lavora in Sevel ha già dato tanto in termini di sacrificio generale, lo ha fatto con retribuzioni bassissime, lo ha fatto prestando lavoro straordinario per quattordici giornate e con carichi di lavoro sempre più pesanti. Il recupero stride fortemente con l'esigenza che noi tutti abbiamo, vederci la dignità salvaguardata".

 

ATESSA - Saranno 35, a partire dal mese di dicembre, le assunzioni che saranno effettuate dalla Trigano Van di Atessa, multinazionale francese - specializzata nella produzione di camper - che dà lavoro a circa 150 dipendenti in Val di Sangro. E' il risultato più importante dell'accordo sottoscritto tra la direzione aziendale e le rappresentanze sindacali. "La Fiom esprime la massima soddisfazione per la realizzazione di un impianto contrattuale che unisce salario, diritti e occupazione - commenta il segretario provinciale Davide Labbrozzi - con l’accordo Trigano si è scritta una nuova pagina sindacale nella Val di Sangro. Il modello sindacale proposto nel mondo Fiat toglie diritti, riduce i salari, non offre la possibilità di decidere e crea sempre più condizioni di invivibilità della fabbrica. In Trigano si è fatto l’opposto". Labbrozzi sottolinea come "dall’inizio della crisi che ha coinvolto il mercato globale, la Trigano ha investito sulla qualità ed ha rafforzato l’aspetto commerciale proponendo il suo prodotto nel mondo. Il risultato: congiuntamente ad una serie di dinamiche favorevoli al Camper, la politica della promozione e del rafforzamento dei livelli qualitativi di un prodotto che piace sempre più, ha permesso alla  Trigano di aumentare la sua produzione dai cinque mezzi giorno prodotti nel 2009 a diciassette che da gennaio 2017 usciranno dal sito produttivo di Atessa". L'accordo prevede anche una serie di altri punti, come permessi aggiuntivi per le lavoratrici, così da poter meglio conciliare impegni di lavoro e familiari.

Il 23 ottobre del 1981 usciva dalle linee della Sevel (Società Europea Veicoli Leggeri), in Val di Sangro, il primo esemplare di Ducato, un modello straordinario che ha rivoluzionato il segmento dei furgoni gran volume grazie alla trazione anteriore, alla potenza dei motori e allo spazioso vano di carico. E ancora oggi la sua produzione prosegue in quella che è la più grande fabbrica in EMEA per i furgoni medio-grandi (nel 2015 ha tagliato il traguardo di cinque milioni di veicoli prodotti).

Fiat Professional celebra i momenti salienti di questi 35 anni di storia con una campagna ADV dedicata, un’attività social sulla pagina facebook ufficiale e un video emozionale disponibile, dalla mattina del 23 ottobre, sul sito fiatprofessional.com. Il claim della campagna, ripreso nei canali di comunicazioni coinvolti nell’attività,  “We never dreamed of success. We built it” rappresenta la leadership indiscussa del Ducato nella categoria dei veicoli commerciali.  Del resto, nel corso degli anni, il modello ha via via affinato le proprie caratteristiche diventando un punto di riferimento , un trendsetter prodotto in oltre 10.000 varianti e venduto in più di 80 Paesi al mondo. Inoltre le numerose versioni di carrozzeria e l'efficienza del telaio l'hanno reso il numero uno per gli allestitori di veicoli per usi speciali e camper.

Già la prima serie di Ducato (1981-1990) vide l'adozione di soluzioni innovative come il motore anteriore trasversale e trazione e serbatoio riuniti in un unico modulo con la cabina. Queste caratteristiche hanno reso possibile la realizzazione di una varietà di modelli fino ad allora inimmaginabile. La carrozzeria era già fornita in due altezze del tetto e nelle varianti furgonato, Combi, Bus e autocarro. I due passi (2.923 e 3.653 millimetri) permisero al furgone di raggiungere una volumetria di 9,8 metri cubi e consentirono un peso complessivo ammesso sino a 28 quintali. Nel 1984 l'utilizzo di ammortizzatori inclinati rese il vano di carico perfettamente piano, e nel 1985 la versione Maxi portò il carico massimo addirittura a 35 quintali. Infine, nel 1989, fece la sua comparsa il Fiat Ducato con trazione integrale della Steyr-Puch.

Con la seconda serie (1990-1994), a dieci anni dalla sua immissione sul mercato, Ducato porta al debutto la trazione integrale e taglia un primo traguardo: il primo ottobre 1991 esce dalla catena di montaggio l'esemplare numero 500.000. La potenza del turbodiesel da 2,5 litri fu portata a 70 kW (95 CV) e per la prima volta fu impiegata una tecnologia di propulsione innovativa: il Fiat Ducato Elettra alimentato esclusivamente a energia elettrica. All'offerta si aggiunse inoltre un terzo passo (3.200 millimetri).

Nel 1994, è la volta della terza generazione (1994-2002) che migliorò il CX (scese a 0,35) e sviluppò un nuovo modo di concepire la cabina del veicolo in ottica professionale: infatti, per la prima volta nel settore la leva del cambio è integrata nella consolle centrale rendendo così fruibile la parte centrale del pavimento e facilitando l'accesso da entrambe le porte e dalla cabina al vano di carico: in questo modo miglioravano l'ergonomia e la produttività. La stampa specializzata riconobbe l'innovazione e l'approccio al cliente di Ducato assegnandogli il titolo di "International Van of the year 1994".

Ulteriori passi avanti verso il comfort hanno caratterizzato gli anni 2000. Ad esempio, nel 2002, con la quarta serie (2002-2006) comparirono la regolazione dell'altezza del sedile e il volante a tre razze regolabile in altezza. Ducato si sviluppò anche dal punto di vista del motore. Infatti, nel 2002 adotta per la prima volta un motore Common Rail a iniezione diretta - un importante passo avanti in termini di prestazioni, silenziosità e alta efficienza. Inoltre, Ducato aprì l'era dei carburanti alternativi con i suoi motori a benzina/metano: erano le basi per l'affermazione del marchio come leader del mercato europeo nel settore dei veicoli commerciali alimentati a metano.

La quinta generazione di Ducato entra in scena nel 2006, ampliando la gamma e aumentando ulteriormente la flessibilità: basti pensare che è stato il primo furgone a trazione anteriore a offrire un volume di 17 metri cubi. Ma soprattutto conquista il primato in termini di costi di gestione e manutenzione, oltre che per consumi ed emissioni, grazie a un'ampia gamma motori diesel basati sulla tecnologia MultiJet di seconda generazione.

Si arriva così al 2014 quando fa il suo esordio la sesta generazione che vanta il maggiore carico sull'asse anteriore (fino a 21 quintali) e il maggiore carico sull'asse posteriore nei veicoli con asse posteriore semplice (fino a 25 quintali), nonché la portata più elevata. Come furgonato, Ducato può raggiungere un carico massimo di 21 quintali. Inoltre, per la prima volta è disponibile con sospensioni pneumatiche sull'asse posteriore.

Nel corso degli anni Ducato ha valicato le frontiere europee per raggiungere Russia, America Latina, Medio Oriente e Australia. Oggi è commercializzato in più di 80 Paesi nel mondo, compreso il Nord America che dal 2013 lo vede protagonista con il nome "PROMASTER" sotto il marchio RAM. Prodotto in 3 Paesi (Messico, Brasile e Italia) e commercializzato in tutto il mondo, Ducato è davvero un veicolo globale e con la sua sesta generazione guiderà la crescita di Fiat Chrysler Automobiles nel settore dei veicoli commerciali leggeri.

Il 21 ottobre sciopero generale per "la difesa dei diritti del lavoro e dello stato sociale, per difendere ed applicare la Costituzione del 1948, per dire basta al governo Renzi e al massacro sociale". E' questo il tono del comunicato diffuso alla stampa dal Responsabile Regionale usb lavoro privato Fabio Cocco. Nella nota si chiede  l’applicazione dei principi e dei diritti della costituzione del 1948, il lavoro, la formazione e la scuola pubblica, la casa, il reddito, lo stato sociale, i beni comuni, i servizi essenziali quali ad esempio Energia Elettrica, Gas e Telefonia con il Web in mano pubblica visto lo sciacallaggio generato dalle privatizzazioni, il controllo del rispetto dell'ambiente, la garanzia di una vera democrazia nazionale, la sicurezza e la democrazia sui luoghi di lavoro. "La libertà e la sovranità democratica del popolo italiano - spiega Cocco - è oggi sottoposta ad un vergognoso attacco da parte dei governi degli U.S.A. e della Germania e dalla burocrazia della U.E. tutti purtroppo sotto l’egemonica influenza di Banche, Lobby finanziarie e Multinazionali, sotto l’influenza unica infine del dio denaro, con il risultato finale che non è più il denaro al servizio dell’Uomo, ma l’Uomo al servizio del denaro. E ancora un secco No alla controriforma costituzionale del Governo, della Confindustria delle Banche e della Comunità Europea al jobsact, alla precarieta’ sociale, ad una legge denominata 'della Buona Scuola', ma che tanto buona non sta risultando. Diciamo No alla legge Fornero, al decreto Madia, alla Tav ed alle grandi opere che purtroppo nascondono interessi mai troppo chiari, alla persecuzione dei migranti, alla distruzione dello stato sociale, alle privatizzazioni, ai tagli alla sanita’, agli interventi sulle pensioni a favore delle banche".

Il 22ottobre, in occasione dell'appuntamento a Roma per il “No Renzi Day”, la manifestazione dei comitati del 'no' al referendum costituzionale, sono organizzati anche pullman da Lanciano Lanciano, Pescara e Chieti, con partenza alle 9.30.

"Intanto in Sevel - conclude Cocco - mentre molti operai saranno assenti per partecipare allo sciopero generale indetto dall'Usb i sindacati ormai cosiddetti 'firma tutto', hanno ben pensato di indire un’assemblea dei lavoratori, dimostrando ancora una volta la scarsa considerazione che hanno degli stessi lavoratori e del tipo di concetto che hanno di condividere e discutere problematiche insieme a loro".