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E' stato un lunedì da dimenticare per i pendolari che stamattina da Lanciano hanno dovuto utilizzare il treno per raggiungere Pescara. Proprio oggi, infatti, sono entrate in vigore le nuove prescrizioni di Rfi, che hanno imposto una forte riduzione della velocità sulla linea della Sangritana, tra le stazioni di Lanciano e San Vito-Lanciano. Limitazioni che hanno obbligato l'azienda di trasporto anche a modificare gli orari di partenza dei convogli dallo scalo di via Bergamo, anticipando alle 6.44 la partenza del treno che normalmente partiva alle 6.53, e alle 7.44 quello in partenza alle 7.49. In tanti, nonostante gli avvisi affissi ovunque da alcuni giorni, e gli articoli di stampa (comparsi e ricondivisi sui social), non erano a conoscenza del cambio di orario e il risultato è stato che in tanti (soprattutto studenti) hanno perso il treno. Ma la vera sorpresa è stata (per i pendolari partiti alle 6.44), la velocità con cui il convoglio procedeva verso San Vito: i display luminosi a bordo indicavano 48 km/h, più o meno la metà a cui erano abituati a viaggiare. Alle 7 il Lupetto è arrivato a San Vito (16 minuti per percorrere 9 chilometri, un record...negativo, ovviamente), da cui è ripartito 5 minuti per Pescara, riprendendo la normale velocità di crociera. E' andata molto peggio a chi ha preso il treno dopo, quello delle 7.44. Per una serie di disguidi tecnici, infatti, è partito con quasi 30 minuti di ritardo; ha impiegato il quarto d'ora (prescritto da Rfi) per andare verso San Vito ed è arrivato a destinazione, a Pescara, intorno alle 9.10, con quasi 40 minuti di ritardo. "Non riusciamo a capire perché le nuove norme di sicurezza, che ci è stato detto, sono state introdotte dopo il disastro ferroviario in Puglia della scorsa estate - commenta una pendolare - siano state estese anche a questa linea, su cui tutti sanno viaggia un solo treno alla volta, anche perché Lanciano è una stazione capolinea, dove i binari terminano". La domanda più ricorrente è però legata alla speranza che si tratti di prescrizioni temporanee, non definitive. "Perché altrimenti - aggiunge un dipendente di Tua/Sangritana - i milioni di euro, investiti pochi anni fa su questa linea per tagliare i tempi di percorrenza e avvicinare Lanciano alla costa, saranno stati completamente inutili. A questo punto sarebbe potuta rimanere in esercizio anche la linea storica: i tempi di viaggio, più o meno, erano gli stessi, ma almeno la stazione di Lanciano era in pieno centro e dal punto di vista paesaggistico e del panorama, il viaggio sarebbe stato senza dubbio più piacevole".  

Da lunedì 16 ottobre scatta la rivoluzione nei collegamenti ferroviari tra Lanciano e San Vito, e di conseguenza con Pescara, che vedranno i tempi di percorrenza allungarsi. Questa volta la colpa non è da imputare a Tua/Sangritana, ma ad alcune disposizioni imposte dall’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie, che estendono  agli operatori ferroviari delle reti regionali, le norme già in vigore sulla rete nazionale. Provvedimenti che non riguardano solo l'Abruzzo, ma oltre 3700 chilometri di reti ferroviarie "secondarie" in tutta Italia.
I più penalizzati dall'entrata in vigore delle nuove norme sono i pendolari, studenti e lavoratori, che da Lanciano utilizzano il treno per recarsi a Pescara. Le due corse a maggior affluenza, quelle che finora partivano dalla stazione di via Bergamo alle 6.53 e alle 7.49, saranno infatti anticipate alle 6.44 e alle 7.44. Una differenza di pochi minuti, certo, ma che però ha il sapore della beffa. Perché con i nuovi orari non si arriverà a Pescara in anticipo, ma allo stesso orario di prima. Il motivo è legato alle limitazioni di velocità imposte dall'Agenzia per la Sicurezza sulla tratta Lanciano-San Vito Marina. Finora, per percorrere i circa 10 chilometri, il treno impiegava tra i 7 e gli 8 minuti. Ora ne impiegherà ben 13, quasi il doppio. Serviranno poi altri 8 minuti di sosta alla stazione di San Vito-Lanciano (quella delle Fs) per chiedere l'autorizzazione, ancora telefonicamente, al passaggio dalla rete Sangritana a quella di Rfi. E solo allora il convoglio potrà partire per Pescara, rispettando il solito orario. Gli unici penalizzati, dunque, sono i pendolari lancianesi, perché per chi sale a San Vito o a Ortona, non cambia assolutamente nulla. Qualcuno forse dirà che in fondo si tratta solo di qualche minuto in più, ma il punto è che tutto l'allungamento dei tempi si concentra sui 10 chilometri della rete Sangritana, che viene fortemente penalizzata. A quel punto in tanti sceglieranno di recarsi direttamente in macchina alla stazione di San Vito, con buona pace non solo del maggiore traffico e inquinamento, ma anche e soprattutto per le finanze della Tua, che potrebbe vedersi non rinnovati un bel po' di abbonamenti (che vengono acquistati a parte per la Lanciano-San Vito, in aggiunta a quelli San Vito-Pescara) sulla tratta di sua competenza.
E non finisce qui, perché alcuni treni (sempre tra Lanciano e San Vito) saranno sostituiti da autobus.

                

Saranno le indagini dei carabinieri della compagnia di Ortona a far luce su quanto esattamente accaduto questa mattina alla stazione ferroviaria di Fossacesia, dove un immigrato ghanese è rimasto ferito alla gamba destra da un colpo di pistola sparato da un altro carabinieri, intervenuto per un controllo sull'uomo, allontanatosi da un camping di Torino di Sangro armato di coltelli. L'extracomunitario si chiama Isaac Jaw Tabiri, 28 anni, da alcuni giorni in Italia. Questa mattina, poco dopo le 9, dopo una lite con un connazionale, ha dato in escandescenze, allontanandosi poi in direzione della stazione. Lì è stato raggiunto da una pattuglia dei carabinieri, che erano stati allertati della situazione. Alla vista dei militari, il 28enne si è scagliato contro di loro: ha iniziato a tirare sassi, brandendo un coltello e danneggiando le loro auto. Per tentare di ristabilire la calma, uno dei carabinieri ha sparato alcuni colpi in aria, e probabilmente una scheggia ha colpito la gamba dell'immigrato. Lo stesso è accaduto al comandante dei vigili urbani di Fossacesia, Fiorenzo Laudadio, a sua volta intervenuto per tentare di riportare la calma. Anche lui sarebbe stato raggiunto di striscio da una scheggia, all'altezza del collo. Le sue condizioni non sono gravi ed è stato medicato al pronto soccorso dell'ospedale di Lanciano, dove è stato trasportato insieme al ghanese. (C.Lab)