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La notizia è giunta in città alle prime luci del mattino. L'architetto Vittorio Renzetti è deceduto intorno alle 4 di questa mattina nella sua casa di via Bologna a Lanciano.

76 anni, classe 1941, l'architetto Renzetti è da sempre stato punto di riferimento della cultura urbanistica ed architettonica della città. Studioso, scrittore, storico attento e osservatore dei cambiamenti. Appassionato difensore a tutela del patrimonio storico artistico  che ha sempre difeso e valorizzato ricordandone la grandezza e i fasti di un passato di cui Lanciano fu protagonista.

Dirigente del settore urbanista del comune in anni importanti che hanno rivisto la riqualificazione del complesso monumentale di San Legonziano, con il recupero del percorso archeologico sotterraneo e il restauro degli affreschi del giudizio universale, l'architetto Renzetti è stato la voce autorevole della storia di una intera comunità.

Ai figli Piergiorgio e Guido e alla moglie Giovanna vanno le condoglianze della nostra redazione.

I funerali si svolgeranno domani pomeriggio alle 16 nella chiesa del Sacro Cuore ad Olmo di Riccio.(C.Lab)

PESCARA - E' uscito, distribuito da Laterza nelle libreria di tutt’Italia, il nuovo libro di Marco Patricelli, «L’Italia delle sconfitte – Da Custoza alla ritirata di Russia».

Un libro che si legge come un romanzo tragico che si dipana nei capitoli dedicati alle battaglie di Custoza e Lissa (1866), Adua (1896), Caporetto (1917), Campagne di Grecia (1940) e di Russia (1941). Sei appuntamenti con la storia che il Paese ha clamorosamente fallito dal punto di vista militare, ma profondamente segnati dalle divisioni politiche e sociali. Quelle disfatte, alcune delle quali epocali (Caporetto è diventata l’archetipo stesso della sconfitta), sono infatti il frutto di scelte discutibili quando non addirittura scellerate, pressapochismo, velleità di gigantismo e meschinerie di piccolo cabotaggio che attraversano trasversalmente l’Italia dell’Ottocento e del Novecento, col suo fardello di ipocrisie e di corruzione, anche morale.

Nella sua avvincente analisi Patricelli scioglie i nodi focali che hanno preparato, generato e fatto seguito alle brucianti avventure militari pagate col sangue dei soldati, che rispondevano a scelte politiche gravate sulle spalle di generali troppo spesso non all’altezza della situazione. A Custoza il Regno d’Italia unitario da poco proclamato perde una battaglia già vinta perché La Marmora e Cialdini conducono una guerra privata; a Lissa l’inesperto ammiraglio Persano e i suoi vice neppure si parlano, e i sogni di gloria vanno a picco assieme alle navi e ai marinai. A Caporetto Badoglio, pur sapendo che gli austro-tedeschi stanno per attaccare, se ne va a dormire. L’attacco alla Grecia soddisfa solo le manie di grandezza di Ciano e Mussolini e si incanala subito verso un clamoroso disastro che fa sogghignare mezza Europa, mentre i soldati muoiono e congelano. Una tragedia che è la prova generale della Campagna di Russia.