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Un'anomalia tecnica da parte dell'Ufficio Tributi in fase di elaborazione della tariffa Tari 2017 ha comportato un aggravio di 210.698 euro per 1.746 utenze di 24 categorie non domestiche. Dell'errore il vertice dell'Amministrazione è stato messo al corrente formalmente lunedì pomeriggio con una nota ufficiale del Dirigente del Settore Finanze, con cui lo stesso si è assunto la responsabilità dell'accaduto.

“Le scuse alla cittadinanza per questa anomalia che ha comportato maggiori costi per 24 categorie di utenze non domestiche sono doverose e immediate. L'indirizzo amministrativo di contenere gli aumenti entro il 3% per tutte le categorie, sia domestiche che non domestiche, era noto ed era stato ampiamente annunciato sia nel corso del Consiglio Comunale del 30 marzo che nella successiva conferenza stampa di venerdì 31 marzo: di fatto l'indirizzo è stato disatteso a causa di questo errore tecnico in fase di elaborazione delle tariffe di cui siamo stati messi al corrente lunedì. Complessivamente, le 1.746 utenze non domestiche andranno a versare in media 120 euro circa in più rispetto alla tariffa attesa, con incrementi di aliquote che si discostano anche del 12-17% dalle indicazioni dell'Amministrazione. Di questa circostanza inaspettata e non prevista “beneficeranno” le altre utenze, in particolare per quelle domestiche che rappresentano la stragrande maggioranza. La quota Tari 2017 rimane infatti invariata e pari a quella annunciata di 4.847.823 euro: non ci sarà dunque un maggiore incasso rispetto al previsto. Abbiamo avviato misure utili a calmierare l'inconveniente per le categorie colpite offrendo una maggiore rateizzazione rispetto alle 4 rate già previste, aggiungendone altre 2 rate con scadenza 28 febbraio e 31 maggio 2018. Non è possibile rettificare la tariffa in quanto i termini per l'approvazione del Bilancio di Previsione sono scaduti il 30 aprile 2017”, dichiarano il Sindaco Mario Pupillo e l'Assessore al Bilancio Pino Valente.

Le utenze totali destinatarie della Tari 2017 sono 15.746, 13.765 domestiche e 1.981 non domestiche. Le date di scadenza delle rate sono: 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre (28 febbraio 2018 e 31 maggio 2018 per le utenze oggetto dell'anomalia).

 

Per il secondo anno consecutivo gran parte delle famiglie di Orsogna, in particolare quelle formate da due o più componenti, beneficerà della riduzione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti (Tari), mentre per tutti resteranno invariate, senza alcun aumento, le altre tariffe e imposte in vigore, come quelle per asilo nido, scuolabus, mensa scolastica, Ici, Imu, Tasi, l'affitto di spazi pubblici: è quanto prevede il bilancio annuale di previsione per il 2017, approvato nei tempi previsti per legge dalla maggioranza del Consiglio comunale di Orsogna (Chieti). Approvato anche il bilancio triennale 2017-2019.

«E' un risultato di cui siamo molto soddisfatti - commenta il sindaco, Fabrizio Montepara - perché per il terzo anno di fila riusciamo a non aumentare la pressione fiscale sui cittadini, anzi per il secondo anno consecutivo riduciamo la Tari, nonostante da quando siamo stati eletti lo Stato ci abbia tolto un milione di euro di finanziamenti. Il bilancio del Comune di Orsogna è sano, siamo uno dei pochissimi Comuni della zona a non dover fare ricorso all'anticipazione di cassa: abbiamo soldi nostri, una capacità di spesa di 280mila euro, e non dobbiamo chiederli in prestito alle banche, per cui non paghiamo interessi passivi. Inoltre, approvando il bilancio entro la data prevista, lo Stato ci riconoscerà dei soldi in più da poter investire».

Il piano finanziario per la raccolta dei rifiuti prevede una riduzione del costo complessivo del servizio da 420mila dell'anno scorso a 400mila euro di quest'anno, grazie a una percentuale di raccolta differenziata che, secondo i primi dati, nel 2016 è stata molto elevata. La riduzione, spiega Montepara, sarà applicata ai 1.800 utenti in base a parametri previsti dalla legge e darà un beneficio significativo alle famiglie con due o più componenti.

Le famiglie lancianesi nel 2016 pagheranno mediamente 170 euro di tasse in meno rispetto al 2015. Ad annunciare questo risultato sono il sindaco Mario Pupillo e l'assessore comunale della Tasi, secondo cui l'obiettivo è reso possibile dall'azzeramento totale della Tasi, la tassa sugli immobili che nel Comune di Lanciano è stata applicata negli scorsi anni solo sulle prime case. "A differenza di altri Comuni, la nostra Amministrazione fece a suo tempo una scelta ben precisa di non tassare anche le seconde case e le attività produttive - spiegano Pupillo e Di Campli - questa scelta consente oggi al Comune di Lanciano di azzerare totalmente la quota Tasi, che nel 2015 è stata interamente versata dai contribuenti per 2.160.000 euro attraverso un parametro di equità. Nel 2016, la quota relativa alla Tasi verrà invece rimborsata dallo Stato per 2.083.000 euro, per effetto del provvedimento del Governo Renzi che ha deciso di abolire questa tassa esclusivamente per le prime case. Il risparmio medio per ogni famiglia lancianese è stato stimato dagli uffici in circa 170 euro: i cittadini lancianesi dunque pagheranno meno tasse rispetto al 2015, nonostante il leggero e fisiologico aumento del 2,98 per cento (6 euro di media a famiglia) della Tari 2016, la tariffa sui rifiuti". "Si tratta di un eccellente risultato della politica fiscale della nostra Amministrazione che negli anni ha saputo lavorare con lungimiranza e attenzione per cogliere a pieno gli effetti positivi del taglio della Tasi - aggiunge Pupillo - in un periodo come quello attuale, sono davvero felice di poter dare questa notizia alle famiglie lancianesi, che a giugno e a dicembre non avranno nessuna scadenza Tasi da pagare". "Abbiamo sempre combattuto per ridurre la tassazione nel nostro Comune, che con i precedenti governi nazionali è arrivata a livelli insostenibili - continua Di Campli - le nostre scelte, oggi in linea con il Governo nazionale, ci consentono nel 2016 di essere Lanciano Comune Zero Tassa Tasi, tra pochi in Italia e con un risparmio di 160-170 euro in media a famiglia".

"In 2 anni, i cittadini a livello nazionale hanno pagato 7 miliardi in più di tasse locali (da 42 miliardi, siamo arrivati a 49), un +16,7 per cento, che vale 308 euro a testa in più in due anni, che portano il totale medio annuo di tasse locali che paghiamo a 1.969 euro. In Abruzzo, Pescara supera la media nazionale: 2.017 euro di tasse locali, con la doppia penalizzazione dell’addizionale regionale Irpef a 415 euro pro-capite (invece che a 389 euro, media nazionale) e dell’addizionale comunale Irpef a 192 euro pro-capite (invece che a 156 euro, media nazionale). Come se non bastasse, il Comune di Pescara si segnala per inciviltà fiscale con la sua esenzione secca on/off a 10mila euro, di cui beneficiano pochissimi poveri, nessun lavoratore e tanti evasori fiscali. Né l’addizionale regionale, dunque, né quella comunale prevedono scaglioni di reddito. Gli altri capoluoghi dell’Abruzzo sono complessivamente sotto la media nazionale, non però per l’addizionale regionale Irpef, ovviamente, né per quella comunale, ad eccezione dell’Aquila". La denuncia è del segretario regionale della Uil Roberto Campo, secondo cui "l’imminente uscita dell’Abruzzo dal commissariamento della sanità rende ineludibile un piano di rientro su valori normali delle tasse regionali, addizionale regionale Irpef ed Irap. Va respinta ogni altra opzione che pretenda di mantenere la penalizzazione fiscale a danno di cittadini ed imprese anche dopo il pareggio dei conti della sanità: finito lo scopo, finita la tassa". L’Abruzzo è tra le 6 peggiori regioni d’Italia per quantità e qualità dell’addizionale regionale Irpef: paghiamo uno 0,50% in più (cioè, l’1,73% invece dell’1,23% che pagano le regioni non commissariate per i deficit dei conti della sanità); per di più, paghiamo con un’aliquota secca, senza scaglioni di reddito. Solo nel 2013-2014 abbiamo potuto fare accordi con la Regione di parziale restituzione delle tasse aggiuntive e introduzione degli scaglioni di reddito. "Ora - prosegue il segretario - abbiamo fatto come sindacati due richieste alla Regione che riteniamo irrinunciabili: definitivo superamento dell’aliquota secca: vogliamo gli scaglioni di reddito, nello spirito e nella lettera della Costituzione; un piano di graduale, strutturale ed integrale restituzione delle tasse punitive aggiuntive che abbiamo subìto a causa del commissariamento della sanità: le tappe devono essere sostenibili per il bilancio regionale, ma l’obiettivo dell’eliminazione della fiscalità di svantaggio in Abruzzo deve essere colto. Cancellata la fiscalità punitiva di svantaggio, si dovrà iniziare il capitolo della fiscalità di vantaggio, a favore di chi investe e crea occupazione stabile: uno strumento da cui non si può prescindere per una buona ripresa economica e occupazionale".

A poche settimane dalla chiusura di un locale storico, il Capitan Blood, in corso Roma abbassa le saracinesche anche il Corvo Torvo, dopo 11 anni di attività. L'annuncio dei proprietari Silvano Piccirilli e Debora Vinciguerra, arriva sul blog del locale. Una decisione presa non perché il Corvo non vada bene, ma perché il peso del fisco è diventato insostenibile.  "La cosa più orrenda di tutte è che Il Corvo non chiude perché non ci va gente, e allora certo che dovrebbe chiudere - scrivono sul blog - anzi, Il Corvo va bene, e questa è proprio la parte peggiore della questione. Il Corvo è strapieno di gente il sabato, e non riesce a starsene mai tanto per i cavoli suoi manco prima del weekend. Il Corvo chiude perché manco andare bene è più sostenibile. Andare bene è sostenibile fino a quando sei disposto ad accettare lo sfiancamento del morto a galla. Avete figli? Chi ha figli la gloria dopo un po' se la mette sotto le scarpe, perché con la gloria da sola non ci paghi le bollette di casa, e dopo un po' la gloria incattivisce e toglie la voglia di fare. Conservate i ricordi migliori, Il Corvo non c'è più perché non c'è alternativa". Parole amare, che disegnano però la situazione in cui oggi sono costretti a lavorare i piccoli imprenditori, districandosi tra mille insidie burocratiche e fiscali. E questo anche in una realtà di provincia come quella di Lanciano. "Ma voi, nei panni di uno che si fa un mazzo tanto per seguire la bellezza e condividerla in tutto quello che tiene sotto mano, nel cibo, sui muri, nell'aria – è scritto ancora sul blog - e vede che questa cosa è accettata, ben voluta, ha riscontro; voi nei panni di uno che poi si ferma a tirare le somme e si rende conto che il sistema gli risucchia metà delle risorse psicofisiche e monetarie, e in cambio gli para davanti un orizzonte di sbattimento a ruota e zero prospettive di miglioramento, nonostante tutto regga alla perfezione; voi, in quei panni lì, quanto resistereste senza strapparveli di dosso e sfanculare tutto?".

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