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Il terremoto è stato ben avvertito, intorno alle 6,34, tra Marche, Abruzzo e Lazio, in particolare nelle città di L’Aquila, Teramo e Ascoli Piceno. Segnalazioni giungono anche da Pescara, San Benedetto del Tronto, Macerata, Rieti, Chieti e Terni. Il sisma è stato avvertito per alcuni secondi con tremori e boati nell’area epicentrale, tanto da svegliare numerose persone. Paura tra la popolazione ma non ci sono danni a cose o persone.

Stando ai dati giunti dall’INGV, il sisma ha raggiunto la magnitudo 3.9 sulla scala richter ipocentro fissato a circa 13 km di profondità. L’epicentro è stato individuato sull’Appennino centrale, nell’area di Campotosto, nell’aquilano, dove già ieri sera era stata avvertita una scossa di magnitudo 3.3 (alle 20.54).

 

Intorno alle 10,25  una forte scossa di terremoto si è aggiuto ad aggravare la gia pesante situazione che in queste ora sta vivendo l'Abruzzo, si parla di Magnitudo 5.3 e l'epicentro è stato individuato intorno alle zone gia colpite ad agosto.

Vi terremo aggiornati

Lanciano: "TombolaSciò” è il gioco-spettacolo a premi che si svolgerà luogo domenica 11 dicembre 2016 alle ore 17, nell’Auditorium “Gennaro Paone” della BPER in viale Cappuccini.

Si tratta di una nuova, ulteriore, iniziativa della Sezione di Lanciano della Croce Rossa Italiana, il cui ricavato sarà destinato alle popolazioni del centro-Italia colpite dal sisma.

La formula dell’evento, ideato e condotto da Dino Potenza, è di grande semplicità: alla estrazione dei numeri della tombola verranno associate altrettante esibizioni (brani musicali, scenette, poesie, ecc.) da parte di un’équipe di valenti artisti “napoletani veraci”, che animerà la serata. Il  tutto potrà pensato come coniugazione di un pomeriggio di sano divertimento con un atto di generosità verso qualcuno che ne ha bisogno.

 

L'AQUILA - La terra torna a tremare nell'Aquilano: alle 17.14 i sismografi dell'Ingv hanno registrato una scossa di magnitudo 4.4 della scala Richter, con epicentro a circa 20 chilometri a nord ovest del capoluogo, tra i Comuni di Capitignano, Montereale, Campotosto, Barete e Cagnano Amiterno. La scossa è stata avvertita distintamente all'Aquila città, ma anche ad Amatrice, ad Ascoli e in molti centri abruzzesi e marchigiani. Alla scossa principale ne sono seguite altre 6, con magnitudo compresa tra 2.1 e 2.8. Molta paura tra le persone, ma al momento non si segnalano feriti o danni.

 

GUARDIAGRELE - Due chef affermati, ma soprattutto due amici fraterni accomunati da una visione etica del proprio lavoro e della gastronomia. Uno abruzzese, l’altro lombardo. Entrambi capaci di mettere la propria cucina, saldamente impostata sul rapporto con le materie prime, fonte di approvvigionamento ed ispirazione, a servizio di un territorio che parla attraverso prodotti, piatti e progetti.
Peppino Tinari e Vittorio Fusari, il primo patriarca del Villa Maiella di Guardiagrele, l’altro anima del Pont de Fer, il ristorante di Maida Mercuri, sul naviglio di Milano, saranno i protagonisti, mercoledì 30 novembre di una cena a quattro mani, pensata per raccogliere fondi per le persone colpite dal terremoto del 24 agosto scorso. L’intero incasso della serata sarà interamente devoluto al Comune di Amatrice e finalizzato all’acquisto attrezzature da cucina destinate alla riattivazione dell’area ristorativa attivata dall’Ente laziale all’indomani del sisma e messa a disposizione dei ristoratori che col terremoto hanno perso tutto.
La cena di solidarietà, che si terrà proprio al Villa Majella di Guardiagrele, rappresenta l’appuntamento “di ritorno” del progetto di Peppino Tinari e Vittorio Fusari “Quattro mani, due grandi cene per Amatrice” che hanno già cucinato insieme a Milano in un’analoga serata ospitata proprio dal ristorante Pont de Fer, lo scorso 19 ottobre.
Tra i piatti ideati dai due chef e previsti nel menù della serata specialità abruzzesi e lombarde: i salumi artigianali realizzati dalla famiglia Tinari con animali allevati nella fattoria con vista sulla Maiella, i rigatoni cavalier Cocco, omaggio ad Amatrice, la sella di pecora su lassi e mela rossa, passando per il coregone del Lago d’Iseo marinato al profumo di gelsomino con mandorla croccante e latte di mandorla e per la mitica sfogliatina patata al caviale con salsa di Franciacorta Brut di Vittorio Fusari, un piatto che è entrato nella storia della ristorazione italiana.
Di seguito il menu completo della serata: Aperitivo; Coregone del Lago d’Iseo marinato al profumo di gelsomino con mandorla croccante e latte di mandorla; Sfogliatina di patata al caviale con salsa di Franciacorta Brut; Rigatoni “Cav. Cocco” omaggio ad Amatrice; Sella di pecora su lassi e mela rossa; Pre dessert; Pera farcita con ricotta e caramello all’arancia e le “Sise delle monache” della pasticceria di Emo Lullo.
I vini saranno messi a disposizione dal Consorzio di Tutela di Franciacorta e dall’azienda agricola Masciarelli. Il costo è di 60 euro, vini compresi.
Consigliata la prenotazione al numero 0871 809319.
Inizio ore 20.

LANCIANO - Capitignano, in provincia dell’Aquila, è posta nel  centro dell'alta valle dell'Aterno vicina, vicinissima, parliamo di 20 km, dall’epicentro del terremoto del 24 agosto scorso che ha distrutto Amatrice. Un Comune che da sempre fa i conti con le scosse telluriche e che fa parte del cratere sismico dal 2009. 700 abitanti la maggior parte dei quali dorme in casette di legno vicino alle proprie abitazioni o all’interno del palasport. Una situazione pesante con il 60 per cento del patrimonio edilizio inagibile e 400 verifiche strutturali ancora da eseguire. Delle 11 chiese della zona solo una è agibile e con l’impossibilità di celebrare funerali all’interno. Ed è per questo che i volontari protezione civile San Filippo Neri di Lanciano e la Confraternita Morte ed Orazione San Filippo Neri , dopo avere aspettato le verifiche della Regione Abruzzo che indicassero loro come poter rendersi utili, hanno nei giorni scorsi installato una tensostruttura  fissa di 10 metri per 8, di circa 80 metri quadrati. Per ora oltre ad essere utilizzata come luogo di culto, durante la settimana servirà anche come centro di aggregazione per dare un pò di spensieratezza a tante persone così duramente provate sia nel fisico, ma soprattutto nello spirito. I Volontari San Filippo Neri  lo avevano detto già nei giorni successivi al sisma che avrebbero cercato di dare una mano alle persone, creando per loro un qualcosa che avrebbe potuto garantire loro non il benessere del momento dell’arrivo di un pacco, ma che si sarebbe poi rivelato un “dono” utile nel tempo.

FOSSACESIA - “Tutti insieme per tutti i bambini del mondo”: si intitola così la manifestazione che l’Amministrazione Comunale di Fossacesia ha organizzato per domani Sabato 19 Novembre, in occasione della giornata mondiale dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, a ricordo della Convenzione ONU sottoscritta 27 anni fa. L’Amministrazione Comunale quest’anno ha deciso di dedicare questo evento in particolare ai bambini di Amatrice, uno dei paesi maggiormente dilaniati dal terremoto, per i quali durante l’evento vi sarà una raccolta fondi tramite la vendita di oggetti realizzati dai bambini del Centro Diurno per Minori di Fossacesia, come in una sorta di gemellaggio dell’infanzia e dell’adolescenza. Si inizierà dalle ore 17.15, quando, dopo i saluti del Sindaco Enrico Di Giuseppantonio, la Prof.ssa Tonia Orlando, autrice del libro “Come gli Aquiloni”, parlerà ai presenti dell’importanza del valore della famiglia e dell’educazione morale delle nuove generazioni. Seguirà, a cura del Teatro del Sangro, la rappresentazione teatrale “L’Anello di Gollum” in cui Stefano Angelucci Marino rappresenterà, attraverso un monologo teatrale liberamente tratto dall’opera di Tolkien, l’importanza di valori come l’amicizia, la fedeltà, l’amore, la gioia, il sacrificio, la libertà, la verità e la grazia. L’evento si concluderà per le 19.00, con i saluti finali dell’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Fossacesia, Mariangela Galante.

"La dignità della gente colpita dal terremoto, la preghiera guidata dai Monaci inginocchiati sulla piazza di Norcia, le Monache di clausura accompagnate in salvo dai Vigili del Fuoco fuori dalle mura che per secoli hanno custodito il loro silenzio, hanno fatto risuonare in tanti l’assordante silenzio di una domanda taciuta, eppure gridata dai volti, dalle storie, dagli addii forzati alle rovine di quei borghi, di quelle chiese e di quelle case tanto amati: perché? Non una protesta o una bestemmia levate contro il cielo, ma il gemito di un muto dolore, di un’indicibile pena, che andava facendosi invocazione, supplica, struggente attesa di fronte all’ignoto. Sta qui la grandezza e la dignità del nostro popolo forte, plasmato da secoli di fede e di cultura, sostenuto dagli esempi di tantissimi santi, educato alla bellezza e proprio per questo al dolore degli addii: saper sopportare la prova a testa alta; credere e sperare anche nell’ora più buia; amare la vita con la forza scolpita nella tenacia degli anziani, nella laboriosità degli adulti, nei sogni diurni dei giovani.
Ed ecco quel dolore solidale esprimersi in innumerevoli gesti, in una partecipazione operosa, nell’attenzione e nella premura a fare qualcosa per chi ha bisogno di tutto. Impressionante la presenza dei volontari, la macchina dell’organizzazione civile, la sollecitudine della Caritas, la carità degli stessi terremotati gli uni per gli altri, a cominciare da quanti non si sono risparmiati sin dal primo momento per soccorrere, lenire, curare. Verrà il tempo in cui le eventuali responsabilità umane nella tragedia dovranno essere accertate e perseguite, affinché la prevenzione antisismica divenga regola in un Paese come il nostro, punta di iceberg dello scontro di due immense placche, quella africana e quella euroasiatica. Bisognerà chiedere conto del perché edifici costruiti con criteri antisismici non hanno retto al terribile urto della terra in movimento, verificando se c’è chi abbia lucrato sugli appalti, costruendo con materiale scandente o senza adeguate misure di prevenzione. Occorrerà vigilare perché i possibili approfittatori della sciagura siano resi inoffensivi nella ricostruzione. L’ora attuale, però, è soprattutto il momento della prossimità, dello stare accanto attivo e generoso: e questo lo possiamo fare tutti, con la disponibilità all’accoglienza, la generosità nel portare gli aiuti che servono alla vita quotidiana, il contributo responsabile alle raccolte in atto per l’immediato e per il futuro. È l’ora di una carità intelligente, organizzata, coordinata dagli indispensabili centri operativi. È l’ora della presa di coscienza che siamo tutti nella stessa barca e che solo remando insieme si potrà superare la tempesta, come ci hanno ricordato efficacemente il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio. Per una volta sembra che l’eco delle risposte a questo appello sia stata concorde, perché il dolore di chi è stato così duramente provato viene prima di ogni calcolo o interesse di parte. È solo così che si potrà dare prova di una speranza più forte del potere distruttivo delle forze  della natura: l’Italia sfidata dal terremoto deve reagire e risorgere. Le devastazioni delle guerre, dei terremoti e delle epidemie non hanno mai fermato la rinascita del nostro popolo: non sarà ora a fermarci questa prova pesante. Nel cuore di chi crede, poi, questa speranza è illuminata dalla fede nella resurrezione di Cristo. Il Crocifisso Risorto risolleva i caduti, rafforza le capacità di chi vuole e deve andare avanti. L’impossibile possibilità di Dio è certezza nel cuore di chi credendo opera con vigilanza e amore. In ore come questa fede, speranza e amore sono più che mai inseparabili. Ce lo ricorda la parola del profeta Michea: "Uomo, ti è stato insegnato ciò che è buono e ciò che richiede il Signore da te: praticare la giustizia, amare la bontà, camminare umilmente con il tuo Dio" (6, 8). Un programma di vita per tutti, sempre, ma specialmente nelle ore di prova come quella che il terremoto ha prodotto".
Bruno Forte, presidente Ceam, Arcivescovo di Chieti-Vasto 

LANCIANO - I bambini che frequentano le scuole dell'infanzia a Lanciano non dormiranno più il pomeriggio. Lo hanno comunicato ai genitori le maestre, spiegando che si tratta di una decisione presa dai dirigenti scolastici e legata allo sciame sismico in atto da giorni in tutto il Centro Italia. In caso di scossa, infatti, le maestre non avrebbero il tempo di attuare i protocolli di sicurezza, perché appare ovvio che svegliare tanti piccoli (di età compresa tra i 3 i 5 anni) e portarli al sicuro sarebbe impossibile. Un fatto che ha riacceso i timori di genitori, preoccupati di come gli edifici scolastici cittadini potrebbero reagire in caso di terremoto e quindi di come potrebbero garantire l'incolumità dei loro figli. Anche il nostro articolo del 12 settembre scorso aveva evidenziato come l'unica scuola antisismica fosse quella di Marcianese. E’ vero che Lanciano non è classificata come zona ad alto rischio sismico, ma in molti hanno comunque presentato formale richiesta di accesso agli atti per capire in che modo siano stati controllati gli edifici dopo la scossa di domenica scorsa e chi abbia eseguito questi sopralluoghi.
Negli anni scorsi tutti ricordiamo il teatro Fenaroli chiuso perché non superava collaudi per la sicurezza, o lo stadio Guido Biondi che non veniva mai giudicato agibile per cavilli e insegne sulle uscite di emergenza. E ancora gli spazi da dove guardare in sicurezza i fuochi d’artificio con le scalinate di Villa delle Rose ad un tratto diventate la “linea Gustav”. Tutta questa attenzione non poteva essere riservata alle scuole? I genitori, e sono davvero tanti, aspettano risposte pur nella consapevolezza che il terremoto è un fatto imprevedibile. Pensare, però, che una scuola come la Bellisario, inaugurata nel 2013 (dopo il terremoto dell'Aquila e i fatti tragici di San Giuliano di Puglia, che sembravano aver avviato un nuovo ciclo nel modo di costruire le scuole), non rispetti i requisiti antisismici fa davvero pensare, e non poco. (C.Lab)

 

"Con riferimento all’evento sismico del 30 ottobre, avvertito nel nostro territorio comunale, si comunica che i tecnici ricognitori del settore Lavori Pubblici, hanno espletato i sopralluoghi in tutti gli edifici scolastici, di proprietà dell’Ente, senza riscontrare elementi riconducibili direttamente e/o indirettamente all’evento sismico citato". Lo comunica, in una nota, il sindaco di Lanciano Mario Pupillo, che sottolinea come domani (2 novembre) le attività didattiche, nelle scuole di ogni ordine e grado, si svolgeranno regolarmente. Le stesse verifiche, con lo steso esito, hanno riguardato anche i palazzetti dello sport di via Rosato e via Masciangelo, il Polo Museale e i cimiteri comunali. "Considerato il permanere dello sciame sismico - conclude il comunicato -, tutti gli edifici verranno attenzionati dai tecnici comunali che ringraziamo per il prezioso lavoro svolto, coordinati dal responsabile comunale della Protezione Civile, Fausto Boccabella e dall’assessore Pino Valente".